Pronti per il Valle d’Aosta? Cinque tappe per scontri micidiali

12.07.2022
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E adesso spazio agli scalatori. Sta per tornare il Giro Ciclistico Internazionale della Valle d’Aosta – Mont Blanc. La storica gara a tappe, che festeggia l’edizione numero 58, si annuncia dura come ai “vecchi” tempi.

Dopo l’edizione della rinascita della scorsa estate, si ritorna alle cinque tappe. Nel 2021 i ragazzi di patron Riccardo Moret riuscirono a mettere insieme tre frazioni. Fu un grande sforzo nonostante la “forma ridotta”, ma con tutta onestà ammisero che se non fossero ripartiti dopo un anno di stop (nel 2020 non si era disputato) probabilmente la storia di questa pietra miliare del dilettantismo si sarebbe conclusa lì.

Bernard Hinault trionfò in quel mondiale del 1980 a Sallanches. Baronchelli alla sua ruota fu secondo
Bernard Hinault trionfò in quel mondiale del 1980 a Sallanches

Tra storia e Tour

Si torna in pista dunque. E lo si farà da domani 13 luglio a domenica 17. Tutti a bordo strada, ma la gara sarà trasmessa anche in streaming.

Come dicevamo le tappe saranno cinque. La prima si annuncia subito molto impegnativa. Sarà seguita da due frazioni più “veloci”, per poi chiudere dando spazio agli scalatori puri. 

Ma andiamo nel dettaglio. La prima frazione è tutta in territorio francese. Lo sconfinamento era un must del Valle d’Aosta. Ma quest’anno c’è di più. Si percorrono infatti parte delle strade che il Tour de France affronta 24 ore prima. La Saint Gervais-Saint Gervais misura solo 84 chilometri, quasi tutti in circuito (da ripetere 4 volte) ma con la scalata di Le Bettex nel più lungo giro finale. Si toccano luoghi simbolo come Sallanches, che ospitò l’edizione dei mondiali ad oggi ritenuta la più dura di sempre. 

Attaccanti, a voi

La Saint Christophe-Saint-Christophe ospita la seconda frazione di 122 chilometri. Stavolta si pedala in Italia appena più a valle di Aosta. Probabilmente è la frazione più veloce. Ma strappi e dislivello non mancano neanche stavolta.

La terza tappa misura 120 chilometri. Va da Aosta ad Aosta e tocca luoghi simbolo come la Skyway del Monte Bianco in quel di Courmayeur. Ma soprattutto prevede quattro Gpm: Doues, Verrogne, Echarlod e Col d’Introd sulla desta e sulla sinistra orografica della Dora Baltea. A sensazione sarebbe la tappa perfetta per il tricolore Lorenzo Germani.

Garofoli gioisce sull’arrivo di Cervinia. Il marchigiano non ci sarà per motivi di salute (foto Giro Valle d’Aosta)
Garofoli gioisce sull’arrivo di Cervinia. Il marchigiano non ci sarà per motivi di salute (foto Giro Valle d’Aosta)

Come Garofoli

E’ mostruosa la quarta frazione, la Pont Saint Martin-Fontainemore (Pian Coumarial). E’ dura per il dislivello, che sballa i 4.000 metri, e per la distanza, sui 170 chilometri. Di pianura, a parte all’inizio, ce n’è ben poca. Le squadre, composte da soli cinque atleti, faranno fatica ad organizzarsi con un chilometraggio così importante. Da scalare: Col d’Arlaz, Col Tsecore, Col de Joux, Perloz, Fabiole e la lunga (circa 12 chilometri) scalata finale di Pian Coumarial.

Sarà super importante gestire le forze. Perché sì, probabilmente la corsa si deciderà a Coumarial, ma il giorno dopo, la quinta ed ultima tappa propone un fresco e durissimo “deja vu”: la Valtournenche-Cervinia di 119 chilometri. Negli ultimi 56 chilometri ci sono da scalare Verrayes, Saint Pantaleon e l’arrivo ai 2.000 metri di Breuil-Cervina.

Tappa mostruosa che, come detto, si corre sugli sforzi del giorno precedente. Lo scorso anno questa frazione regalò l’impresa, magnifica, di Gianmarco Garofoli. Il marchigiano contro ogni copione tattico scappò a 60 chilometri dal traguardo. Fu anche maglia gialla virtuale. Poi pagò qualcosa nel finale, contro corridori più esperti di lui.

Alessio Martinelli sembra essere l’italiano più accreditato per la classifica generale
Alessio Martinelli sembra essere l’italiano più accreditato per la classifica generale

Riscatto Martinelli?

Lo spazio per imprese e numeri proprio non manca dunque. E neanche gli interpreti. «Al via – dice Riccardo Moret – abbiamo 16 Nazioni rappresentate e 32 squadre. Abbiamo avuto più di 70 richieste da tutto il mondo. E’ stato un duro lavoro di selezione, ma ci ha permesso di poter schierare al via il top del panorama ciclistico internazionale degli under 23». 

«C’è un parterre mostruoso – gli fa eco il cittì azzurro, Marino Amadori di ritorno dagli europei in Portogallo che potrà schierare la sua nazionale – neanche il Giro d’Italia U23 era di così alto livello. La componente straniera è di qualità elevatissima. Ci sono i Trinity che sono fortissimi.

«I miei cinque ragazzi sono: Riccardo Ciuccareli, Federico Raccani, Walter Calzoni, Gabriele Porta e Ludovico Crescioli. Mi piacerebbe vincere una tappa, quello è l’obiettivo primario. E poi credo sia una bella esperienza per tutti, specie per il giovane Crescioli».

Ciuccarelli, sulla carta, dovrebbe essere il leader visto come è andato al Giro U23. Ma tra gli altri italiani che possono distinguersi non dimentichiamo Lorenzo Milesi, Davide Piganzoli e Marco Frigo. Insomma, i soliti noti. Aspettandoci una rivincita dai corridori del CTF.

E gli stranieri? Martinez e Gregoire, forti dell’esperienza al Giro, vorranno riscattarsi. Ancora una volta sono loro, i Groupama-Fdj, i fari della corsa. La speranza è che Germani, facendo leva sulla maglia tricolore, non debba per forza tirare per loro. Tra l’altro sono anche i campioni uscenti con Reuben Thompson (in apertura, foto Giro Valle d’Aosta).

Van Eetvelt, sempre dopo la corsa rosa, ha preso fiducia e soprattutto potrebbe far valere i suoi due anni in più di esperienza nei confronti die giovani francesi. Due anni che incidono sul recupero e sul farsi di nuovo trovare pronto mentalmente.

E a proposito di Trinity occhio a Gloag.

Il Giro della Valle d’Aosta riparte dalle strade del Tour

23.02.2022
5 min
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Lo scorso anno ci eravamo lasciati con due italiani sul podio, Gianmarco Garofoli e Mattia Petrucci, ai fianchi del vincitore che veniva dall’altro emisfero: Reuben Thompson, Nuova Zelanda. Anche se breve, fu davvero un gran bel Giro della Valle d’Aosta. Quello della rinascita, tre tappe corse con un’intensità pazzesca, in scenari superbi e un livello molto alto.

Alessandro Verre lo scorso anno vittorioso a Pollein, dopo una frazione micidiale per durezza
Alessandro Verre lo scorso anno vittorioso a Pollein, dopo una frazione micidiale per durezza

Benedetto 2021

Adesso la Società Ciclistica Valdostana lancia l’edizione numero 58, in programma dal 13 al 17 luglio, che sarà forte di due frazioni in più. Nell’era post Covid, non è poco. Si torna così (quasi) agli albori.

«Il Giro della Valle d’Aosta – dice patron Riccardo Moret – torna a disputarsi su cinque tappe e riprende una connotazione internazionale del percorso grazie alla tappa di Saint Gervais».

 

«Fare la gara lo scorso anno, anche se solo con tre tappe – ci confida Moret – è stato vitale. Con due anni di stop si sarebbe rischiato di metterci una pietra sopra in modo definitivo. Ripartire, credetemi, è stato davvero bello».

«Siamo orgogliosi di questa scelta e con ottimismo siamo pronti ad affrontare l’edizione che verrà, sperando di lasciarci alle spalle le vicissitudini legate alla pandemia che hanno condizionato tutto il mondo, sportivo e non solo. Ci auguriamo di tornare quanto prima alle tradizionali sei tappe».

Per evitare che troppi corridori si stacchino inevitabilmente, si pensa ad un avvio più soft… (foto Instagram)
Per evitare che troppi corridori si stacchino inevitabilmente, si pensa ad un avvio più soft… (foto Instagram)

Si resta U23

Il Giro Ciclistico Internazionale della Valle d’Aosta si conferma corsa riservata agli under 23. Le voci che la volevano aprire anche ai più grandi, vista la mole di continental che ci sono, è quindi stata allontanata. Lanciare i giovani fa parte della sua tradizione e nel segno della tradizione sono state individuate le sedi di tappa.

«Questa cosa – riprende Moret – l’abbiamo vagliata. Intanto pensiamo agli oltre 60 team che hanno fatto richiesta di partecipazione. Noi dobbiamo fare una scelta di qualità. Una scelta legata anche al nostro territorio. In Valle d’Aosta puoi fare migliaia di metri di dislivello in pochi giorni e il rischio è di lasciare per strada ben presto una grossa fetta del gruppo, per questo preferiamo squadre che siano ben attrezzate».

«Sul fatto di estendere il limite di età oltre i 23 anni, posso dire che per noi i giovani sono importanti, fanno parte della tradizione del Valle d’Aosta. E poi il gap tra un ragazzo di 19 anni e uno di 24-25 sarebbe eccessivo. E’ vero che anche i più giovani oggi vanno forte, ma torniamo al discorso di prima: il rischio è che dopo un paio di tappe ci siano 60-70 atleti fuori corsa. La forbice sarebbe troppo larga».

Nel 2016 a Saint Gervais vinse Romain Bardet. Quest’anno il Tour vi transiterà nel corso della 10ª tappa. Poi toccherà al Val d’Aosta
Nel 2016 a Saint Gervais vinse Bardet. Quest’anno il Tour vi transiterà nel corso della 10ª tappa. Poi toccherà al Val d’Aosta

Sulle strade del Tour

“Grand depart” dalla Francia: anche questa dello sconfinamento è una tradizione. Si parte e si arriva a Saint Gervais Mont Blanc. Siamo quindi in zona Mer de Glace (lo splendido ghiacciaio) del Monte Bianco, ad una quarantina di chilometri da Courmayeur, poco dopo il tunnel.

«Sono molto contento – riprende Moret – di aver individuato intanto le località di partenza e di arrivo. Svelare qualcosa in più sul percorso: posso dirvi che proprio in questa tappa francese percorreremo gran parte delle strade che il Tour de France affronterà il giorno prima. E questo credo sia un bel colpo per la nostra immagine! Prima il Tour e poi il Valle d’Aosta, insomma…».

La quarta tappa sarà spettacolare. Qui il passaggio a Fontainemore per poi proseguire più in alto verso Coumarial
La quarta tappa sarà spettacolare. Qui il passaggio a Fontainemore per poi proseguire più in alto verso Coumarial

Partenza “soft”

Nei due giorni successivi si torna in Valle e si va proprio nei dintorni di Aosta: prima a Saint Christophe (partenza e arrivo) e poi proprio in città con la Aosta-Aosta. Su carta, potrebbero essere le frazioni meno dure, ma vista la tappa inaugurale di Pollein dell’anno scorsa (vinta da Verre), meglio non sbilanciarsi. E infatti Moret chiarisce subito.

«In Valle d’Aosta come detto possiamo accumulare tantissimi metri di dislivello in pochi chilometri. Proprio per evitare che in tanti restino presto fermi, come accennavo, abbiamo pensato ad un via più soft. Soft tra virgolette chiaramente. L’idea è quella di concentrare il maggior dislivello nelle due frazioni finali. Che sono poi quelle decisive. Abbiamo moltissime soluzioni nella scelta dei vari passi e nelle varie strade da affrontare».

L’impresa pazzesca di Gianmarco Garofoli verso Cervinia al Valle d’Aosta 2021
L’impresa pazzesca di Gianmarco Garofoli verso Cervinia al Valle d’Aosta 2021

Finale duro

E appunto le ultime due frazioni sono in linea. La quarta va da Pont Saint Martin a Fontainemore (Coumarial). La quinta entra nel regno dei giganti e va da Valtournenche a Cervinia. E’ su queste strade che la scorsa estate assistemmo alla cavalcata pazzesca di Gianmarco Garofoli. Il marchigiano alzò le braccia al cielo all’ombra del Cervino dopo una fuga solitaria superiore ai 60 chilometri.

Questa gara a tappe si apre quindi con un gigante, anzi, “il Gigante”, il Monte Bianco, e si chiude con un gigante, il Cervino. 

«Le ultime due saranno le tappe più dure e spettacolari – dice Moret – La salita di Fontainemore è una gran bella scalata. Si entra nella Riserva Naturale del Mont Mars, un’area davvero bella da scoprire sia in bici che a piedi. Noi con il Giro della Valle d’Aosta vogliamo far scoprire anche queste località, meno note e più incontaminate».

Da ricordare, infine, che tutte le tappe saranno interamente trasmesse in diretta streaming e radiofonica. Insomma, in attesa del percorso definitivo, il Valle d’Aosta promette dei grandi show: sportivi e naturalistici.