Leleivyte mastica amaro: «Quel Toscana era mio…»

02.09.2023
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«La delusione? Ormai è passata, alla mia età si è abituati a voltare pagina in fretta. Il giudice ha deciso così e amen, prendo atto ma non sarò mai convinta che sia stata la decisione giusta». Il verdetto finale del Giro di Toscana fa ancora discutere, a giorni dalla sua chiusura. Un verdetto arrivato attraverso l’esame del Var, durato oltre un’ora, al termine della quale Rasa Leleivyte che aveva chiuso la volata al terzo posto guadagnando così gli abbuoni necessari per scavalcare la Vigilia, è stata retrocessa, finendo così seconda in classifica.

Ripensando a com’è andata, si capisce però che la lituana dell’Aromitalia Basso Bikes ha digerito a fatica il responso: «Intanto non trovo giusto che sia un solo giudice a visionare il filmato e decidere. Ancor meno che non sia possibile fare reclamo. Le immagini dicono che io sono davanti e che non ho cambiato direzione, sui social le immagini ci sono e sono chiare. Al Tour de France in una situazione simile, Philipsen si è vista confermata la vittoria e in quell’occasione c’era lo stesso giudice del Toscana… Comunque è andata».

La Leleivyte è arrivata in Italia nel 2008 e dal 2011 corre con il Vc Vaiano
La Leleivyte è arrivata in Italia nel 2008 e dal 2011 corre con il Vc Vaiano
A parte la normale delusione per la mancata vittoria, è però la dimostrazione che stai tornando la Leleivyte che conosciamo…

Non mi aspettavo neanch’io di andare così bene, visto che questa stagione è stata costellata di problemi fisici dopo un inverno blando come da qualche anno a questa parte. Al primo ritiro della squadra ho preso una brutta forma di influenza, al punto che sono dovuta andare in pronto soccorso. Questo ha influito sulle prime corse nelle quali non andavo proprio. Fino allo Scheldeprijs in Belgio dove sono caduta a 400 metri dal traguardo. Ma non è stata una caduta qualsiasi…

Perché?

Sono volata contro le transenne e ho rischiato di farmi davvero male. Il casco è andato in pezzi, tanto che chi mi ha soccorso temeva un colpo alla testa. Mi hanno portata a fare una Tac addominale e per fortuna non c’era nulla di grave, ma chi ha visto la caduta dice che sono una miracolata… Quella caduta però ha pesato per un po’ su di me, ho perso l’assetto giusto in bici, nelle gare successive non andavo bene. Sto entrando in forma ora, come spesso mi capita nella seconda parte di stagione.

Rasa con il piccolo Alberto, 10 anni, che la segue spesso in gara, ma non vuole seguire le sue orme
Rasa con il piccolo Alberto, 10 anni, che la segue spesso in gara, ma non vuole seguire le sue orme
Prima accennavi a un inverno blando. Perché?

Perché nei mesi freddi mi dedico a fare la mamma a tempo pieno, a dedicare tempo ad Alberto che il 22 settembre compirà 10 anni. In bici esco, ma io sono una all’antica, non uso particolari aggeggi elettronici, vado semplicemente a sensazione e in quei mesi penso solo a tenere un po’ di forma fisica.

Stai contagiando tuo figlio con la passione per la bici?

Ha seguito tante mie corse, ha visto tante mie cadute, diciamo che la bici gli piace, ma esclusivamente per uscire con gli amici. E’ anche piuttosto bravo, ma certamente non lo forzo, dice che per fare quello che faccio io si fa troppa fatica…

In Lituania la Leleivyte è un’istituzione. Quest’anno è stata terza al campionato nazionale, vinto 5 volte
In Lituania la Leleivyte è un’istituzione. Quest’anno è stata terza al campionato nazionale, vinto 5 volte
Tu due anni fa sei salita sul podio degli Europei, ennesimo risultato di spicco di una carriera lunga e a fasi alterne (la lituana è stata sospesa dal 2012 al ’14, ndr). Punti ancora alla gara continentale?

Sempre, per me è un orgoglio poter indossare la maglia della mia nazionale. Io non mi alleno tantissimo, diciamo che vado in condizione gareggiando, come avveniva una volta. Nelle prime gare soffro, faccio fatica ma man mano che si va avanti la situazione migliora ogni giorno e quindi voglio arrivare a Drenthe con la gamba giusta.

Rispetto ai tuoi inizi, qual è la situazione del ciclismo lituano, perché non escono più tante campionesse come con la tua generazione?

Allora c’erano più sponsor che favorivano l’attività e le ragazze emergevano, al punto di poter trovare ingaggi all’estero. La situazione economica ora pesa anche sul ciclismo, c’è un numero molto più ristretto di praticanti, nelle gare non sono più di una ventina a correre. Io ho avuto la fortuna di arrivare subito dopo l’esempio della Pucinskaite che aveva davvero aperto un cancello. A ben guardare anche ora ragazze forti ci sono, ma bisogna dare loro la possibilità di crescere nella maniera giusta.

Ai primi mondiali gravel nel 2022 la Leleityte ha chiuso nona, ma è pronta a riprovarci
Ai primi mondiali gravel nel 2022 la Leleityte ha chiuso nona, ma è pronta a riprovarci
Ora hai detto di puntare agli europei, e poi?

Poi si finisce la stagione con le ultime gare italiane e si va dritti verso il mondiale gravel in Veneto, un altro mio pallino, dove penso di poter far bene. Poi si penserà alla prossima stagione, sempre nell’Aromitalia che per me è come una seconda famiglia.

I sogni di Vigilia, tra WorldTour e… cinque cerchi

30.08.2023
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E’ un momento particolarmente effervescente per Alessia Vigilia. Tornata dai mondiali di Glasgow dov’è stata impegnata sia nel team relay che nella cronometro individuale, la giovane bolzanina con già in tasca il contratto biennale con la FDJ-Suez ha conquistato il Giro di Toscana, sua prima corsa a tappe, dimostrando che la sua crescita è esponenziale.

La vittoria sulle strade toscane è arrivata al termine di una tappa conclusiva tumultuosa, con la maglia di leader assegnatale dopo oltre un’ora di consultazioni e di riesame della volata finale. La lituana Rasa Leleivyte, riguardando più e più volte le immagini dello sprint, è stata retrocessa in fondo al gruppetto di fuggitive che si sono giocate il successo, perdendo così quell’abbuono che le sarebbe valso il sorpasso proprio ai danni della Vigilia. Un esito che, pur premiando l’altoatesina, le lascia un filo di amaro in bocca.

«Avrei voluto venire via dalla Toscana con una vittoria di tappa – racconta la portacolori della Top Girls Fassa Bortolo – ero partita con quell’intento, poi le cose sono andate diversamente ma porto a casa un successo importante che aggiunge qualcosa a una stagione già da incorniciare».

Con Tonetti, Bariani e Palazzi ha conquistato la maglia tricolore nel campionato italiano cronosquadre
Con Tonetti, Bariani e Palazzi ha conquistato la maglia tricolore nel campionato italiano cronosquadre
Qual è la tua versione di quel che è successo sul traguardo di Montecatini?

Quando abbiamo imboccato l’ultima curva io ero affiancata alla Leleivyte, lei però si è spostata e mi ha chiusa contro le transenne, ho anche preso i piedini di una di queste ma per fortuna sono rimasta in equilibrio. Non avevo possibilità di spostarmi, le immagini parlano chiaro e a mio favore.

E’ la tua prima vittoria in una corsa di più giorni. Stai diventando specialista?

Per certi versi sì, già a maggio al Bretagne Ladies Tour avevo chiuso sul podio. Lì ero stata avvantaggiata dal fatto che era una corsa la cui classifica era costruita soprattutto sulla crono del terzo giorno. In Toscana però i chilometri contro il tempo erano solo un paio nel prologo, quindi è una vittoria che da questo punto di vista dice di più. Significa che mi so difendere sempre meglio anche in altri contesti.

Che ciclista stai diventando?

Resto sempre una passista, ma mi sono riscoperta abbastanza veloce per giocare le mie carte in volate ristrette. In salita tengo abbastanza, quindi da questo punto di vista le corse a tappe, almeno quelle brevi si confanno a me.

Ai mondiali è giunta al 24° posto nella cronometro. Ora vuole fare meglio all’europeo
Ai mondiali è giunta al 24° posto nella cronometro. Ora vuole fare meglio all’europeo
Questo dal punto di vista tecnico. E caratterialmente?

Non sono cambiata, sono una che può tranquillamente mettersi a disposizione delle compagne e l’ho fatto tante volte. Non ho paura di prendere l’aria in faccia, mi piace andare in fuga o mettermi a tirare per le altre. Per indole comunque non amo aspettare la corsa, preferisco costruirla, andare all’attacco.

I risultati di quest’anno, con due vittorie e un totale di ben 20 Top 10 dicono che comunque c’è stata un’evidente crescita nelle tue prestazioni…

Il mio progresso era già iniziato lo scorso anno. Non so dire a che cosa è dovuto, gli allenamenti non sono cambiati e le mie sensazioni in essi neanche. Secondo me quella che è cambiata è l’esperienza, sia mentale che fisica, mi sento più pronta a un certo tipo di sforzi.

Vigilia con il cittì Sangalli. L’obiettivo della bolzanina è trovare spazio nell’esigua rappresentativa olimpica
Vigilia con il cittì Sangalli. L’obiettivo della bolzanina è trovare spazio nell’esigua rappresentativa olimpica
Ora però cambia tutto, entrando nel WorldTour dalla porta principale. Hai più curiosità o timore?

Entrambi a dir la verità. Vado in uno dei team più forti in assoluto e qualche dubbio su quel che potrò fare ce l’ho ma credo che sia anche giusto così, avvicinarsi a una nuova esperienza con la necessaria umiltà. Io affronto quest’attività che richiede sacrifici, entrare in un team della massima serie significa che davvero posso intendere il ciclismo come un lavoro, posso dire di avercela fatta.

Con che ruolo entri nel team francese?

Non ne abbiamo ancora parlato, ma pur sapendo che sono in un contesto estremamente qualitativo penso che avrò comunque le mie possibilità per emergere. Voglio interpretare quest’opportunità come ulteriore occasione per crescere e magari allungare la mia serie di buoni risultati e, perché no, di vittorie.

Nel team Top Girls Fassa Bortolo, Vigilia ha militato due anni, stringendo rapporti molto importanti
Nel team Top Girls Fassa Bortolo, Vigilia ha militato due anni, stringendo rapporti molto importanti
Parlavi prima delle cronometro, tu sei stata azzurra ai mondiali, dentro di te coltivi il sogno di rappresentare l’Italia alle Olimpiadi?

Certamente, sarebbe davvero un qualcosa di fantastico andare a Parigi. Infatti ho intenzione di lavorare ancora più specificatamente sulle prove contro il tempo, in modo da avere una chance pur sapendo che i posti sono davvero pochissimi e comportano anche l’eventuale impegno nella corsa in linea. Ma è chiaro che l’unico modo per trasformare il sogno in realtà è costituito dai risultati… Intanto andiamo avanti con l’ultima parte di stagione, magari mettendo nel mirino la convocazione per gli europei.

Ti spiace lasciare la Top Girls Fassa Bortolo?

Qui tocchiamo un argomento delicato, se ci penso temo mi scappi qualche lacrima… Per me non è stata solo una squadra, ma una famiglia e come avviene con le migliori famiglie non è che andando via i contatti s’interromperanno. Il legame non sparirà, questa per me resterà sempre una casa accogliente. Mi spiace davvero tanto andare via, anche se fa parte della parte della vita. Ma finiamo qui, sennò piango davvero…

Aromitalia-Basso Bikes, le scommesse e le certezze

25.01.2022
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Programmazione e spirito di adattamento. Queste sono le armi dell’Aromitalia-Basso Bikes-Vaiano per combattere i cambiamenti portati negli ultimi due anni dal WorldTour femminile.

La formazione continental di patron Stefano Giugni – giunta alla tredicesima stagione di attività – quest’anno disporrà di un organico di 11 atlete, capeggiate dalla lituana e pistoiese d’adozione Rasa Leleivyte (abita a Montecatini Terme dal 2008) e guidate in ammiraglia da Paolo Baldi e Matteo Ferrari. Abbiamo sentito quest’ultimo (varesino trapiantato in Toscana con già una laurea in Lettere ed una seconda in Scienze Motorie da conseguire il prossimo luglio con tesi sui protocolli Covid nel ciclismo professionistico) proseguendo così il nostro giro di opinioni sullo stato del ciclismo femminile italiano.

Francesca Baroni, attualmente impegnata nel cross, tornerà presto su strada proprio con l’Aromitalia
Francesca Baroni, attualmente impegnata nel cross, tornerà presto su strada proprio con l’Aromitalia
Matteo, come è andato il 2021?

Siamo riusciti a fare le gare che volevamo fare. Oltre a quelle italiane, abbiamo disputato quattro belle corse al Nord (Giro delle Fiandre, Dwars door Vlaanderen, Scheldeprijs e Freccia del Brabante, ndr), poi altre in Spagna, Francia e Svizzera. Abbiamo fatto un buon calendario e al momento non stiamo risentendo della riforma WorldTour.

Però quest’anno ci saranno più formazioni WT e sarà più difficile partecipare. Un programma lo avete già fatto?

Sì, abbiamo dovuto crearci un calendario alternativo che ci permetta di correre prendendo già contatto con organizzatori diversi. Naturalmente speriamo di ricevere anche gli inviti per le gare WT estere. Quelle italiane invece siamo praticamente già sicuri di correrle. Il nostro esordio sarà alla Strade Bianche e da lì fino ai campionati italiani praticamente correremo sempre ogni settimana. Poi c’è il programma delle gare in Italia che si sta allargando ed è un bene.

Così facendo c’è il rischio di partecipare a gare di livello più basso?

Direi di no. Non lo vedo come un adattamento verso il basso quanto più come un adeguamento alla situazione. Non è facile impostare ora una stagione, ma credo che abbiamo fatto delle scelte giuste. Partecipando a certe gare ci siamo garantiti un paracadute. Poi bisogna considerare anche come si sta evolvendo il marketing e benvengano gare in posti diversi come la Serbia ad esempio. Noi per la seconda parte di stagione abbiamo dovuto inserire corse in Polonia ed Estonia che probabilmente in passato non avremmo fatto, però siamo certi che molte altre squadre faranno il nostro stesso ragionamento. E il livello sarà buono anche in queste corse minori.

Risolti i problemi muscolari, torna in mischia anche Sofia Collinelli (foto Instagram)
Risolti i problemi muscolari, torna in mischia anche Sofia Collinelli (foto Instagram)
Invece come giudichi il cambiamento del WorldTour femminile?

Noi siamo una formazione che è in una sorta di limbo tra le continental e quelle della massima categoria. Detto questo, non so quanta sostenibilità finanziaria abbia il progetto del WT. Non so quanto possa durare, anche per le stesse formazioni che ne fanno parte ora. Alcune non hanno problemi, altre potrebbero averceli già a stagione in corso.

Quindi per voi il discorso economico non è cambiato tanto?

Non possiamo lamentarci in questo senso. Tutte le aziende che ci hanno sostenuto in passato hanno continuato a farlo allo stesso modo. Il nostro budget è rimasto praticamente invariato. Non possiamo che ringraziare tutti gli sponsor che sono con noi. Certo, avere a disposizione somme maggiori aiuterebbe a correre di più all’estero, ma come ho detto prima bisogna sapersi adattare e lavorare col materiale che si ha.

A proposito di questo, dal punto di vista umano che squadra avrete?

La nostra indole ultimamente è quella delle scommesse abbinate a certezze. Abbiamo un gruppo piuttosto nuovo, con tante giovani toscane e alcune ragazze esperte. La nostra formazione ruoterà attorno a Rasa (Leleivyte, classe ’88, in apertura alla Strade Bianche 2021, ndr) che garantisce sempre risultati, come il bel terzo posto nella prova in linea agli scorsi europei di Trento. 

Leleivyte arriva al nuovo anno forte del bronzo su strada agli europei di Trento e del 2° posto al Toscana
Leleivyte arriva al nuovo anno forte del bronzo su strada agli europei di Trento
Chi sono le scommesse di cui parlavi?

Direi tre. Inga Cesuliene (altra lituana della squadra, ndr) è rientrata con noi l’anno scorso dopo sette anni di inattività nei quali ha avuto due bambini. Ha fatto bene e quest’anno può fare un ulteriore step. Valentina Scandolara aveva smesso a metà 2019 ed era diventata diesse della Cogeas. L’abbiamo incontrata spesso alle corse, ci aveva detto che avrebbe voluto ricominciare e così le abbiamo proposto il contratto. Ha già corso su pista questo inverno facendo risultati. Conosciamo il suo valore e le vittorie che ha ottenuto in passato, sarà molto utile a noi. La scommessa vera e propria però sarà Carlotta Fondriest.

Si è parlato molto del suo ingaggio in effetti…

Ha venticinque anni e ha iniziato a correre in bici da pochissimo. Paolo (Baldi, ndr) ha visto alcuni suoi test ed è rimasto colpito. Deve crescere e fare tanta esperienza, come saper stare in gruppo in gara. Fisicamente deve definirsi ancora un po’ ma crediamo in lei. Non c’entra nulla il discorso del nome che porta (è figlia di Maurizio, ex campione del mondo ’88, ndr), non ha avuto alcuna raccomandazione. Pensiamo solo che si sia meritata di fare questo salto. D’altronde ci sono tanti esempi di atlete che hanno iniziato tardi e che poi hanno continuato a correre.

Scandolara correrà anche nel 2022, con l’occhio del direttore sportivo (foto Aromitalia Vaiano)
Scandolara correrà anche nel 2022, con l’occhio del direttore sportivo (foto Aromitalia Vaiano)
Da Baroni (che ha un contratto di due anni, ndr) e Collinelli invece cosa vi aspettate?

Francesca sta finendo la stagione del ciclocross e pensiamo che su strada possa togliersi delle soddisfazioni. Correrà al Nord, nelle gare adatte alle sue caratteristiche e ci attendiamo buone cose. Sofia Collinelli ha passato due stagioni difficili per problemi muscolari. L’abbiamo aspettata come giusto che fosse. Abbiamo studiato un rientro tranquillo per lei. Il 2022 sarà la prima vera annata. Contiamo su di lei, potrebbe essere la nostra arma in più.

Matteo chiudiamo col gruppo delle altre toscane.

Sono cinque ed interessanti. Balducci, Del Sarto, Scarselli, Sernissi e Marchesini. Queste ultime due hanno fatto davvero un bell’inverno, trovando il proprio equilibrio. Da loro mi aspetto tanto impegno e sono certo che verremo ricambiati.