A luglio con la Green Project: si corre e si programma

11.07.2023
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Continuiamo il nostro viaggio con chi a luglio non è al Tour de France. Dopo aver ascoltato la Corratec-Selle Italia è la volta di bussare a casa Green Project-Bardiani. Il direttore sportivo Alessandro Donati è di ritorno dal Sibiu Tour, una delle corse maggiori al di fuori della Grande Boucle: è lui che ci spiega i progetti estivi della sua squadra.

Fiorelli, qui con Cav all’arrivo del Giro a Roma, è stato tra coloro che hanno corso di più: sin qui 57 giorni di corsa
Fiorelli, qui con Cav all’arrivo del Giro a Roma, è stato tra coloro che hanno corso di più: sin qui 57 giorni di corsa

Fiorelli stakanovista

«In questo periodo di luglio siamo praticamente divisi in gruppi – spiega Donati – per cui ci sono quelli che hanno fatto il Giro d’Italia e hanno corso un po’ di più. Questi ragazzi hanno tirato dritto dopo la corsa rosa fino al campionato italiano e ora riposano. Eccezione fatta per Filippo Fiorelli che è arrivato sino al Sibiu. Ora però sia lui che gli altri si riposeranno e poi inizieranno a preparare la seconda parte di stagione».

Fiorelli osserverà un periodo di stacco e poi salirà in altura fino a metà agosto. I suoi compagni del Giro, o comunque di quel gruppo, invece sono un po’ più avanti rispetto al siciliano, avendo staccato un po’ prima. E’ dunque probabile che li rivedremo in gara una settimana, dieci prima prima.

«Con Fiorelli ci saranno alcuni dei nostri giovani tra cui Pellizzari».

«Per il resto siamo impegnati comunque in altre gare, smistando gli altri corridori. Alcuni per esempio stanno gareggiando in Cina, al Quinghai Lake, ed è questa una corsa particolare. E’ dura, ma soprattutto è in altura (si toccano i 4.000 metri di quota, ndr) e si cerca di sfruttarla al massimo dal punto di vista della preparazione».

«E poi c’è il gruppo dei giovani. Loro avranno il Tour d’Alsazia in Francia e lo Sazka Tour in Repubblica Ceca. In queste due gare mischieremo un po’ gli atleti facendo un mix di esperti e del gruppo giovani».

Alessandro Donati (classe 1979) è sull’ammiraglia dal 2016 e dal 2020 nel gruppo dei Reverberi
Alessandro Donati (classe 1979) è sull’ammiraglia dal 2016 e dal 2020 nel gruppo dei Reverberi

Nuova programmazione

Luglio pertanto è un passaggio importante della stagione. Si corre, si recupera, si costruisce e si sperimenta anche come i mix di cui ci ha detto Donati. Tutto sommato è il giro di boa e si iniziano inevitabilmente a tracciare i primi bilanci. Ma soprattutto si guarda avanti. Specie per le squadre italiane da fine agosto in poi il calendario nostrano è ricco di gare.

«La programmazione – va avanti Donati – avviene secondo i calendari e s’imposta ad inizio stagione, ma non copre tutta l’annata… anche perché inevitabilmente ci sono degli imprevisti: cadute, malattie e qualcosa cambiamo. Inoltre una squadra come la nostra in alcuni casi prima di programmare deve attendere gli esiti degli inviti da parte di questa o quella corsa. In base a questi inviti si fanno poi formazioni e programmi. Di base facciamo programmi a due, tre mesi per ciascun atleta».

E qui riemerge l’annoso tema delle difficoltà delle professional del poter programmare a lungo termine, un po’ per il numero ridotto di corridori e un po’ per la questione appunto degli inviti. Anzi, che in casa Green Project il Giro d’Italia è una quasi certezza e questo in qualche modo determina una grossa traccia per tecnici, coach e atleti.

E infatti lo stesso Donati aggiunge: «Nella nostra programmazione intanto pensiamo ad arrivare al Giro d’Italia, poi da lì tiriamo una prima grossa riga. Senza contare che da noi il Giro va meritato, per cui valutiamo i nostri atleti mese per mese».

Non solo gare, i ragazzi sono pronti a salire in montagna. Qui Marcellusi (foto Stefano Spalletta)
Non solo gare, i ragazzi sono pronti a salire in montagna. Qui Marcellusi (foto Stefano Spalletta)

Quasi da zero

Dicevamo dunque che luglio è un mese di ripartenza, una sorta “d’inverno nel pieno dell’estate”, ma Donati non è del tutto d’accordo con questa massima.

«Luglio è un mese in cui bisogna recuperare, ma non ripartire da zero come nel periodo invernale. I corridori non devono arrivarci finiti come si dice in gergo. Bisogna staccare al momento giusto per poi tornare ad essere competitivi già alla prima gara, nell’arco di sei settimane».

«Dico sei settimane perché ci sono le due di scarico e le quattro di carico. In questo periodo dell’anno ci vuole meno tempo per tornare al 100 per cento».

Infine una curiosità. Ma con i grandi team WorldTour che sono concentrati sul Tour è più facile per le professional vincere o cogliere un buon risultato? Magari le formazioni che le WT portano ad un Sibiu, ad un Giro d’Austria sono meno agguerrite, non tanto negli atleti, ma nel contorno… mettiamola così.

«Purtroppo no: non sono distratti dal Tour! Oggi – conclude Donati – ogni gara è come una finale di Champions League. Tutte le squadre vogliono fare punti, vogliono vincere. Le WorldTour hanno 30 corridori e in molti casi anche le continental, mischiano i loro atleti, pertanto hanno forze fresche, stimoli e vengono sempre per vincere, mai per partecipare. Così diventa difficile ottenere risultati. E questo costringe di fatto anche noi ad essere sempre al 100 per cento».

Non c’è solo la Francia. Corratec a luglio fra Cina ed Europa

10.07.2023
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E poi c’è il luglio di chi non è al Tour de France. La Grande Boucle chiaramente si prende tutti i riflettori, ma dietro c’è tanto ciclismo e in molti casi anche di buona qualità. La Corratec-Selle Italia del diesse Francesco Frassi, per esempio, è impegnata in Cina per il Tour of Qinghai Lake.

Luglio dunque non è un mese da buttare. Le occasioni ci sono e non vanno sprecate. Per molte squadre è anzi un potenziale mese di riscatto. Magari si potrebbe approfittare di qualche distrazione dei top team proprio perché fanno “all-in” sul Tour. Attilio Viviani ieri è stato terzo nella prima frazione.

Attilio Viviani terzo nella prima tappa del Qinghai Lake, un circuito a 2.200 metri di quota. E’ il nono podio per i ragazzi di Frassi dall’inizio dell’anno
Attilio Viviani terzo nella 1ª tappa del Qinghai Lake. E’ il nono podio per i ragazzi di Frassi dall’inizio dell’anno

Un luglio pieno

«Siamo qui in Cina – racconta Frassi – e già esservi tornati dopo il Covid è un buon risultato. Questa è una corsa piuttosto impegnativa: otto tappe tra i 2.000 e i 4.000 metri. Una trasferta impegnativa anche per lo staff. Noi per esempio ci siamo organizzati con delle cucine mobili. Qui la questione cibo è un po’ delicata. Per esempio non si toccano la carne e le proteine in generale. La carne potrebbe essere contaminata dal clenbuterolo».

Frassi spiega come in questo mesi la Corratec-Selle Italia sia impegnata su due fronti almeno, più i ragazzi sparsi in altura qua e là. 

«A luglio corriamo appunto qui in Cina, altri ieri hanno concluso il Sibiu Tour, il 23 facciamo una corsa in Romania, la Cupa Max Ausnit,  dove tra l’altro vicino c’è una grossa sede della Corratec e da lì ci sposteremo allo Sazka Tour in Repubblica Ceca». Un bel da fare. A conti fatti è come se la squadra, diesse incluso, corressero altri due Giri d’Italia, uno a luglio e uno appunto a luglio.

Intanto si correva anche in Romania, qui Jan Stockli
Intanto si correva anche in Romania, qui Jan Stockli

Mese di programmazione

Luglio però è anche il mese della programmazione. Si corre, ma si costruisce. Stanno correndo dodici atleti su venti.

«Vero – va avanti Frassi – questo è anche un mese di programmazione. Ma oggi non è facile. Non è facile per i team WorldTour, figuriamoci per noi, squadre più piccole. Anche loro vedo che, tolti i capitani che sanno già cosa faranno sin da gennaio, fanno degli aggiustamenti dell’ultimo minuto. Per esempio leggevo di Sobrero, cambiato per il Tour a pochi giorni dal via. Per quanto ci riguarda, spesso per le formazioni aspettiamo che le corse a cui dobbiamo partecipare svelino con precisione i percorsi.

«Noi cerchiamo di fare una programmazione da qui a un mese, 40 giorni. Ad agosto faremo un po’ meno, mentre tra settembre e ottobre si prospetta addirittura qualche caso di tripla attività».

Konyshev è a Livigno. Si è allenato con i suoi ex compagni Colleoni e Matthews
Konyshev è a Livigno. Si è allenato con i suoi ex compagni Colleoni e Matthews

Verso settembre

Frassi intanto aspetta, di nuovo, Valerio Conti. Il laziale, durante una notturna a Brescia, si è rotto di nuovo il bacino… ma sull’altro fianco. Incredibile. Una persona aveva attraversato la strada. Valerio l’aveva schivata, ma gli altri non ce l’hanno fatta e lo hanno tirato giù.

«Anche per lui – conclude Frassi – cerchiamo di stilare un programma. Prima però dovrà risalire in sella. Speriamo ci riesca fra una decina di giorni, così da averlo per la fine di settembre e l’inizio di ottobre.

«Poi ci sono gli altri. Chi non è riuscito a portare via una buona gamba dal Giro a giugno ha recuperato ed è andato in altura, quasi tutti fra Livigno e lo Stelvio, e ora corre. Mentre gli altri che hanno tirato dritto in questa prima parte di luglio sono in altura. I nostri erano quasi tutti alla prima esperienza di un grande Giro ed era prevedibile che lo pagassero un po’». 

Mas, più forte in salita, ma deluso della sua Tirreno

20.03.2023
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«Non sono contento, né del quarto posto di Osimo, né del sesto in classifica», Enric Mas non le manda a dire circa la sua Tirreno-Adriatico. Lo spagnolo è ormai una vera realtà. Sempre più costante, sempre più forte e in prospettiva l’unico che può tentare di reggere le ruote di Vingegaard, Pogacar ed Evenepoel in salita.

Però chiaramente in cuor suo non è abbattuto. Conosce il valore espresso e quale fosse la sua condizione. Semmai il rammarico c’è proprio perché ha preso consapevolezza di chi sia, di quanto sia forte e di cosa avrebbe potuto ottenere nella corsa dei Due Mari.

Enric Mas (classe 1995) ha chiuso la Tirreno al 6° posto nella generale
Enric Mas (classe 1995) ha chiuso la Tirreno al 6° posto nella generale

Mas affamato

In fin dei conti è stato anche un po’ sfortunato. A Sassotetto se non ci fosse stato il vento contro, molto probabilmente avrebbe vinto lui. Il forcing con cui ha chiuso i 19” di vantaggio di Caruso è stato impressionante: un’altra velocità, un altro rapporto, un’altra gamba.

«Bueno, la verità è che non sono soddisfatto – ci ha detto il corridore della Movistar – perché vengo da un buon momento di condizione, tutto filava bene. 

«A Sassotetto abbiamo avuto un problema di meteorologia! Con quel vento contro, non si poteva fare davvero di più. E dispiace perché l’ambiente è buono, la squadra stava bene. E ad Osimo ci abbiamo provato. Dentro di me pensavo: “Immaginati di essere alla Liegi e godi, goditi la gara. Goditi la squadra che sta molto bene”.

«In Movistar abbiamo un ambiente molto buono, stiamo tutti abbastanza bene e sappiamo che possiamo raccogliere di più».

Il corridore delle Baleari sta migliorando di anno in anno. Per sua sfortuna ha incontrato astri nascenti come Pogacar ed Evenepoel
Il corridore delle Baleari sta migliorando di anno in anno. Per sua sfortuna ha incontrato astri nascenti come Pogacar ed Evenepoel

In crescita…

La sensazione in questa Tirreno – e non solo in quella  – è che Mas sia stato il più forte in salita. Dallo scorso anno ha davvero cambiato marcia. Lo si è visto alla Vuelta, al Giro dell’Emilia e al Lombardia. Quel giorno Pogacar non lo ha staccato…

«Non lo so se è davvero così – ha commentato Mas – Però la verità è che anche se fosse vero, non lo direi! E poi non l’ho dimostrato. Piuttosto per un futuro dobbiamo apprendere e saper affrontare anche le opportunità meno fortunate. Pensiamo di fare bene ai Paesi Baschi che è una gara bellissima e in casa».

Nel 2022 dopo essersi scontrato con Remco alla Vuelta, Mas si è ritrovato contro Pogacar all’Emilia (dove lo ha battuto) e al Lombardia
Nel 2022 dopo essersi scontrato con Remco alla Vuelta, Mas si è ritrovato contro Pogacar all’Emilia (dove lo ha battuto) e al Lombardia

Liegi e Tour

Enric Mas punta forte al Tour de France, ma forse mai come quest’anno, con la Vuelta dopo il mondiale, per lui potrebbe esserci la più ghiotta occasione della carriera. Il percorso infatti gli si addice, è più maturo, consapevole e ha una squadra votata alla sua causa. Una cosa è certa è: Mas è pronto per sfidare faccia a faccia i grandissimi.

«Speriamo – sorride Enric – speriamo di riuscirci al Tour de France. Anche lì possiamo fare lo stesso, correre come abbiamo fatto sin qui. Vingegaard, Roglic… ci sono molti corridori bravissimi e per questo dobbiamo sacrificarci molto e arrivare benissimo alle corse».

Il programma del majorchino passerà per i Paesi Baschi, quindi altura e le Ardenne.

«Freccia e Liegi sono due gare che mi piacciono molto. Negli ultimi tre anni ho sempre cercato di farle al meglio e per me è un po’ come se corressi in casa. Anche per il Lombardia è così».