Cosa farà Plapp al Giro? «Punto alle crono e aiuto Dunbar»

19.03.2024
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PAVIA – Il bianco delle maniche della maglia di campione australiano risaltano la pelle scura, “quasi Maori”, di Luke Plapp. Occhiali da sole da passeggio e un sorriso stampato sul volto: è così che si presenta il corridore della Jayco-AlUla. .

Plapp sarà uno dei protagonisti del prossimo Giro d’Italia. Dopo la sua ottima prestazione alla Parigi-Nizza volevamo conoscerlo meglio, per capire soprattutto con quali velleità, quali obiettivi, lo vedremo sulle nostre strade a maggio.

Luke Plapp (classe 2000) al via della Sanremo. E’ campione australiano in carica sia a crono che su strada
Luke Plapp (classe 2000) al via della Sanremo. E’ campione australiano in carica sia a crono che su strada

Intelligenza tattica

Nella Parigi-Nizza Luke è arrivato sesto assoluto. Ha persino indossato la maglia gialla di leader per due giorni. E la cosa un po’ ci ha stupito. L’australiano infatti non è certo uno scalatore. E la maglia l’ha presa proprio in salita.

E’ andato in fuga e si è trovato davanti con Buitrago. Poi lungo la scalata finale, sapendo come va il grimpeur colombiano, ha deciso subito di staccarsi, di lasciarlo andare e di salire col suo passo. «Se avessi provato ad inseguirlo avrei impiegato più tempo nel fare la salita», disse quel giorno Plapp dopo l’arrivo, già vestito di giallo.

Però poi ha lottato. Anche contro la pioggia che, dice: «Non vedevo da quattro mesi». Doveva dunque ritrovare un certo feeling con l’acqua.

Plapp è nativo di Melbourne. E’ un classe 2000. E’ un ottimo cronoman e un super pistard. A Tokyo faceva parte del quartetto che è riuscito a conquistare la medaglia di bronzo. E la sua presenza al Giro d’Italia va letta soprattutto in quest’ottica a quanto pare, anche se non lo vedremo sul parquet.

Ha vinto diversi titoli nazionali a crono sin dalle categorie giovanili e poi anche quelli tra gli elite. Per esempio questo gennaio ha fatto doppietta, strada e crono. La Jayco-AlUla, la squadra australiana, lo ha sfilato alla Ineos Grenadiers. E lo ha blindato con un contratto quadriennale.

Parigi-Nizza: verso il Mont Brouilly gli scappa Buitrago, ma Luke limita i danni e va in giallo (foto Aso)
Parigi-Nizza: verso il Mont Brouilly gli scappa Buitrago, ma Luke limita i danni e va in giallo (foto Aso)

Crono rosa nel mirino

Il sesto posto alla Parigi-Nizza poteva indurre a pensare che Luke stesse mutandosi in un uomo da corse a tappe, che mirasse alla generale. Qualche dubbio ci era venuto. A gennaio ci aveva detto altro.

«Io alla generale? Impossibile, impossibile… – ripete due volte – il Giro è troppo duro. Se devo essere sincero il risultato alla Parigi-Nizza ha stupito anche me. E ancora ne sono sorpreso! E’ la prima volta che verrò al Giro e non conoscevo nulla. Prima della Sanremo ho fatto delle ricognizioni delle tappe 6, 7 e 14 (quella di Rapolano sullo sterrato e le due crono, ndr). Penso che la sesta frazione sia fantastica. La ghiaia sarà durissima. Molte persone pensano forse ad uno sprint, ma non credo sarà così».

«Mentre credo che un giorno importante per la classifica generale, sarà la settima tappa. Il traguardo di Perugia è davvero difficile. La salita di Casaglia a cinque chilometri dall’arrivo è molto ripida. E poi è bellissima la tappa 14 (l’altra crono, ndr). Lì si andrà a 55 all’ora: sarà una crono super veloce. Quindi ecco, le tappe 7 e 14 sono quelle a cui miro».

Plapp ha chiuso la Parigi-Nizza al sesto posto nella generale. Ha un contratto con il team di Copeland fino al 2027
Plapp ha chiuso la Parigi-Nizza al sesto posto nella generale. Ha un contratto con il team di Copeland fino al 2027

Per Dunbar ed Ewan

Come dicevamo, Plapp ha iniziato a correre a gennaio. Dopo la Sanremo starà lontano dalle corse per un po’ e inizierà la vera preparazione per il Giro. Prima della corsa rosa prenderà parte al Giro di Romandia.

«Al Giro cercherò di dare il massimo. Al tempo il Giro stesso mi consentirà di costruire al meglio le Olimpiadi. Queste sono il mio obiettivo principale della stagione». Plapp spiega come il Giro s’incastri perfettamente con i suoi programmi in vista di Parigi. In questi programmi non mancherà l’altura.

«E poi al Giro il nostro leader sarà Eddie Dunbar (già settimo lo scorso anno, ndr). Lui adesso è in quota e so che si sta allenando molto bene. Quindi sarò lì per supportare lui e anche Caleb Ewan, il nostro velocista. Vogliamo davvero vincere una tappa con Caleb. Ha avuto un inizio d’anno difficile, ma voglio solo il meglio per lui e per il team. Faremo di tutto per vincere una tappa».

Bennati alla partenza, parlando di Sanremo con Ganna e Milan

16.03.2024
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PAVIA – Bennati si è trattenuto a lungo con Ganna e poco prima anche con Jonathan Milan. Il lavoro del cittì è una lunga osservazione fino al momento di fare le convocazioni e a quel punto devi essere certo di averli inquadrati tutti nel modo giusto. Per questo parliamo con lui quando il countdown scandito da Paolo Mei dà il via alla Milano-Sanremo. Pavia ha accolto la carovana con un bel sole tiepido e sedici gradi: la primavera è già qui.

«Quando ero corridore – dice Bennati – mi sarà capitato sicuramente di parlare con Franco Ballerini alla partenza. Però a quel tempo la Sanremo era diversa. Quando si partiva dal centro di Milano, dal Castello Sforzesco, si avvertiva anche un po’ più la tensione o almeno io ricordo così. Ovviamente parlo da corridore ed era più complicato di ora fermarsi a parlare con qualcuno e poi il rapporto che avevo con Franco era tale che per parlarci non mi serviva aspettare la Sanremo».

Bennati ha vissuto le fasi di partenza parlando con i suoi azzurri
Bennati ha vissuto le fasi di partenza parlando con i suoi azzurri
Di cosa hai parlato con i tuoi corridori?

Anche del più e del meno, non necessariamente della Sanremo. E’ anche un modo per sdrammatizzare la tensione, anche se poi ovviamente abbiamo parlato anche della corsa, con Pippo e soprattutto con Milan. Abbiamo parlato di come potrebbe andare.

Come li hai trovati?

Ho trovato un atteggiamento sereno per tutti, soprattutto quelli su cui magari puntiamo di più. Trentin stesso, Bettiol, tutti con caratteristiche diverse. Sicuramente per Jonathan la speranza è quella di arrivare più numerosi possibili, mentre per gli altri sicuramente un arrivo a ranghi più compatti sarebbe più complicato. Pippo alla Tirreno non ha mostrato la stessa condizione dello scorso anno, però anche per lui un arrivo a ranghi ristretti potrebbe essere congeniale, perché sa essere veloce dopo una gara così lunga.

Grande serenità per Trentin, che nella Tudor correrà da leader
Grande serenità per Trentin, che nella Tudor correrà da leader
Questa corsa per te è un buon momento di osservazione?

Alla fine, anche se è la corsa più semplice dal punto di vista altimetrico, arrivare in via Roma e fare la volata, come pure essere protagonisti sul Poggio e prima la Cipressa è sempre sinonimo di avere la distanza giusta nelle gambe. E poi è una di quelle corse che ti danno maggiori indicazioni per poi scegliere i corridori per le Olimpiadi. Che sono pochi, speriamo che siano pochi ma buoni (ride, ndr).

Quanto stai ragionando su quei tre posti?

La lista è lunga, però i corridori che possono far bene in quel tipo di percorso non sono tantissimi. Come ho detto alla maggior parte dei ragazzi: «Dovete cercare di mettermi in difficoltà attraverso le prestazioni e soprattutto i risultati». Che non vuol dire vincere, perché poi vincono sempre gli stessi, però essere là a giocarsela è comunque importante. Per loro, ma anche per me per poi scegliere.

Con Milan nei giorni della Tirreno si è ragionato molto sul calendario olimpico, che impedisce ai pistard di correre su strada…

Questo ormai lo sappiamo, è un argomento vecchio perché la stessa cosa è successa anche a Glasgow. Dispiace perché si parla sempre giustamente della multidisciplina e poi i calendari non vengono fatti per agevolare chi ne fa la sua bandiera. Personalmente dispiace, però anche con tutta la buona volontà di Jonathan, che si è espresso a favore del fare la prova su strada, non si può fare tutto. Non è propedeutico alla pista fare una gara di 280 chilometri e dopo un giorno e mezzo avere la qualificazione del quartetto. E io devo guardare anche all’economia delle medaglie che possiamo portare alla Federazione. E quella del quartetto è una medaglia molto possibile.

Vieni a Sanremo?

Certo, si parte. Ci vediamo sul mare..

Gaviria sta per tornare, ma intanto Cimolai si gode la libertà

16.03.2024
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PAVIA – Piazza della Vittoria mormora di approvazione e a tratti esplode per il passaggio di questo o quel beniamino. Vigilia della Sanremo, le squadre hanno iniziato a sfilare sul palco dalle 16,30 con una serie di ritardi dovuti al traffico per raggiungere la città. Forse non avendo studiato troppo le carte, alcuni team sono finiti alle porte di Varese, per cui fra andare e venire hanno dovuto sobbarcarsi un viaggio. La Movistar alloggia a San Vittore Olona, 72 chilometri da qui. Per cui quando Cimolai arriva per la chiacchierata che ci eravamo fissati, ci assale un lieve senso di colpa per i compagni che aspettano soltanto lui.

Il team che serviva

La Sanremo magari non è alla sua portata, però il terzo posto all’ultima tappa della Tirreno e gli altri piazzamenti in attesa che Gaviria rientri dalla Colombia dicono che il corridore friulano è in forma e va forte. E se si fosse ritirato come aveva già deciso alla fine della scorsa stagione, avrebbe fatto una sciocchezza.

«A livello di ambiente – dice – questa squadra è quello di cui avevo bisogno per rinascere e fare gli ultimi anni come volevo, valutando anche di chiudere con loro la carriera. Mi hanno detto tutti che avrei fatto una cavolata a smettere, ma il problema è che a livello mentale quello che ho sofferto negli ultimi mesi era troppo. Abbastanza perché prendessi questa decisione. Quello che dispiaceva, soprattutto per le persone che mi stavano vicino, era il fatto che fisicamente fossi ancora competitivo e così mi pare che sia davvero».

Pubblico numeroso a Pavia. Sul palco la Visma-Lease a Bike, orfana di Van Aert
Pubblico numeroso a Pavia. Sul palco la Visma-Lease a Bike, orfana di Van Aert

Ci sono (quasi) tutti

Quando in fondo alla piazza arriva Van der Poel, il boato sale effettivamente di livello. Il campione del mondo si è fermato da una parte a parlare con Philipsen, mentre a pochi metri c’è Jonathan Milan che ha già sfilato sul palco e chiacchiera con Mohoric e gli ex compagni della Bahrain Victorious.

«Ci sono davvero tutti – dice Moreno Moser – mancano soltanto Roglic, Vingegaard e Van Aert e fosse per me, li costringerei a correrle tutte. Farebbero la loro parte e per la gente sarebbe meglio. Bisognerebbe studiare un sistema legato ai punti. Magari per noi che li conosciamo non è un problema, ma la gente si merita di averli tutti».

Il tempo di dargli ragione e torniamo da Cimolai, che ha ancora sul volto il sorriso entusiasta di dicembre al primo raduno della Movistar quando inaspettatamente sentì di essere arrivato a casa sua.

Terzo a San Benedetto, Cimolai battuto da Milan e Kristoff, ma ha fatto meglio di Philipsen
Terzo a San Benedetto, Cimolai battuto da Milan e Kristoff, ma ha fatto meglio di Philipsen
Dovevi lavorare per Gaviria, intanto sei arrivato terzo nella volata più ambita della Tirreno, dietro milan e Kristoff, ma prima di Philipsen…

Ovvio che sono venuto alla Movistar per Gaviria, però mi hanno sempre detto che in sua assenza avrei potuto giocarmi le mie possibilità. E’ stato così fin dall’inizio, anche se onestamente la Tirreno era iniziata male. Fatte le prime due-tre tappe volevo tornare a casa, perché dopo il UAE Tour mi sono ammalato e in quei primi giorni ero davvero in difficoltà. Invece la squadra mi ha tranquillizzato, mi ha detto di vedere come andasse giorno per giorno e alla fine è andata bene.

Il tipico stile Movistar…

Sì, non mi hanno criticato perché non andassi. Però ci tenevano che fossi presente nelle volate nella prima corsa WorldTour e io ho fatto il mio meglio.

Gaviria quando torna?

Fernando è andato a casa dopo il UAE Tour per la nascita del bimbo, ma lo ritroverò già mercoledì a De Panne. Ha risolto tutti i suoi problemi. Ha avuto tante conseguenze nel recupero dalla clavicola rotta. Ha avuto un’infezione, gli antibiotici l’hanno buttato giù a livello di difese immunitarie e quindi ogni tre per due era malato.

Van der Poel è super acclamato: vincitore uscente e grande personaggio
Van der Poel è super acclamato: vincitore uscente e grande personaggio
Quando non c’è Fernando, com’è a livello psicologico la possibilità di fare le tue volate?

Metà è responsabilità e metà una goduria. Ho la mia esperienza e so che quando devo farle, devo gestire la pressione. Quando invece devo tirarle, so che posso anche non essere al top, ma il lavoro riesco a farlo comunque.

Che cosa può fare questo Cimolai alla Sanremo?

Evitare di sognare ed essere onesto. Per come vanno le cose, ci sono 5-6 corridori un gradino sopra. Se tutte le cose vanno bene, mi piacerebbe essere presente nel gruppettino dietro di loro. Quei 20 corridori che si giocano il piazzamento. Fra loro penso che potrei arrivarci.