Selle SMP F30 e F30C, Nicolas Samparisi spiega le differenze

03.12.2021
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La sella è uno degli appoggi fondamentali del ciclista sulla bici (gli altri sono pedali e manubrio). Il comfort e il feeling devono pertanto essere ottimizzati al cento per cento perché l’atleta possa esprimere le sue doti. Con questo approfondimento andiamo ad analizzare i modelli F30 e F30C di Selle SMP sul campo e dietro le quinte. Per i feedback ci siamo affidati a Nicolas Samparisi, elite di ciclocross e marathon del team KTM Alchemist – Selle SMP. Mentre per l’analisi dei prodotti abbiamo chiesto a Nicolò Schiavon, marketing manager di Selle SMP. 

Le due selle

I modelli F30 e F30C fanno parte del top della gamma professional. «Queste due selle – spiega Schiavon – rappresentano il fiore all’occhiello del nostro portafoglio prodotti. Il target è un utente evoluto, che ha determinate necessità e utilizza la bici con una certa frequenza».

Le due sedute sono molto simili e condividono la maggior parte delle specifiche. «La F30C è più compatta e corta. La F30 è più lunga, ma comunque di dimensioni standard. Ovviamente entrambi i modelli spiccano per le nostre caratteristiche ergonomiche. Quindi, canale centrale aperto per eliminare la compressione a livello genitale, perineale e prostatico. Il naso all’ingiù e in particolare il telaio più lungo sul mercato, che è disponibile in due versioni, acciaio Inox e carbonio. Entrambi i modelli sono unisex e adatti a chi ha una larghezza di ossa ischiatiche da 11,6 a 15 centimetri. L’imbottitura minima è in elastomero espanso, che gode di un’ottima reattività grazie alla memoria elastica».  

Al servizio dell’utilizzatore

Per un’azienda come Selle SMP l’adattamento e lo sviluppo delle selle per gli atleti e i team è fondamentale per crescere e mantenere alto il livello dei prodotti. La casa veneta è molto attenta sotto questo aspetto, come ci conferma Nicolò Schiavon: «Il nostro obiettivo – dice – è che sia la sella ad adattarsi alle esigenze dell’utente e non il contrario. Noi non imponiamo modelli. Mettiamo sempre a disposizione l’intera gamma. Siamo tutti diversi e abbiamo esigenze differenti. Selezioniamo una cerchia di modelli, quattro o cinque. Li facciamo provare, e il modello lo individua direttamente l’atleta».

Le versioni proposte da Selle SMP hanno infatti il vantaggio di essere tra le più versatili. «La F30 e la F30C come quasi tutti i nostri modelli – continua Schiavon – sono universali dal punto di vista della disciplina, dalla Mtb alla strada ma anche pista e crono». 

Nicolas Samparisi durante il campionato del mondo a Capoliveri (foto Sportograf.com)
Nicolas Samparisi durante il campionato del mondo a Capoliveri (foto Sportograf.com)

La prova sul campo 

Praticare due discipline tecniche e differenti dal punto di vista dello sforzo come ciclocross e marathon è complicato e per farlo la scelta della sella è determinante. «Mi sono sempre trovato bene con le Selle SMP – racconta Nicolas Samparisi – soprattutto da quando hanno fatto i modelli con il canale centrale piatto. Le uso dal 2009, quindi ho provato e visto lo sviluppo continuo».

Avere sensibilità e trovare una seduta che soddisfi le proprie esigenze è fondamentale per stare in sella molte ore o poter spingere in sforzi brevi. «Io uso la F30C con corpetto in acciaio Inox. Perché nel ciclocross saltandoci su, rimane più solido e affidabile. Per il marathon la comodità è tutto perché si sta tante ore in sella. Per esempio quest’anno al mondiale di Capoliveri la gara è durata 6 ore 30’».

Le differenze spiegate dall’atleta

Chi meglio di un atleta come Nicolas che passa tante ore in bici, può apprezzarne i dettagli e le sfumature? «La prima differenza tra i due modelli è sicuramente che la F30C è più corta. Un’altro particolare sono le due punte posteriori che la F30 ha, mentre la F30C no. Ed è comodo perché nel fuoristrada, soprattutto nel CX e nel marathon, quando si fanno i fuorisella, proprio quei due elementi risultano ingombranti, perché si rischia a volte di agganciarsi con il pantaloncino. Anche la sella più corta dà tanta libertà di movimento sui pedali.

«A livello di seduta sono uguali – prosegue – io che ho il bacino medio-largo uso la gamma F30. Mio fratello Lorenzo usa la F20 più stretta. Quello dipende dalle ossa ischiatiche».

Selle SMP vanta una vasta gamma di colori, ben 9 selezionabili. Anche l’occhio vuole la sua parte come ci conferma Samparisi: «Mi piace molto il fatto che la sella non sia nel canonico nero. Il colore dà un tocco di personalità in più alla bici. Io per esempio su quella da ciclocross uso la versione bianca mentre sulla Mtb utilizzo l’arancione».

Team Bardiani in ritiro

Selle SMP, cosa usano Visconti e compagni

05.02.2021
4 min
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Un gradito ritorno nel mondo del professionismo su strada è certamente quello di Selle SMP. Il marchio veneto che si distingue per la famosa e particolare forma delle sue selle, accompagnerà i corridori della Bardiani CSF durante la stagione 2021. Abbiamo parlato con Nicolò Schiavon, Sales Marketing Manager dell’azienda per farci spiegare come hanno lavorato con i ragazzi di Reverberi.

Servizio corse

Selle SMP è un marchio che parte da una filosofia di sella ben precisa e che negli anni ha sviluppato una gamma molto ampia.
«Noi partiamo sempre dal presupposto che i corridori devono essere contenti – inizia con queste parole Nicolò Schiavon – solo se c’è la piena soddisfazione degli atleti allora la collaborazione funziona». E per accontentare le esigenze dei diversi ragazzi serve una struttura che li segua: «Abbiamo un servizio corse dedicato alle squadre professionistiche. In questo modo forniamo un supporto agli atleti durante i ritiri e anche ai singoli corridori che dovessero avere delle necessità particolari».

Team Bardiani in ritiro
Il Team Bardiani CSF in ritiro equipaggiato con i diversi modelli di selle SMP
Team Bardiani in ritiro
Il Team Bardiani CSF in ritiro equipaggiato con i diversi modelli di selle SMP

Una sella per ogni esigenza

E proprio sui bisogni particolari abbiamo chiesto a Schiavon se usano realizzare delle selle su misura.
«In realtà tutti i ragazzi usano le selle che abbiamo in collezione – ci spiega – la nostra gamma di alto livello è molto ampia ed è stata costruita negli anni sempre seguendo le indicazioni e le esigenze degli utilizzatori, che siano professionisti o anche amatori molto evoluti. Abbiamo messo a disposizione della Bardiani tutti i nostri prodotti top di gamma e questo lo facciamo con tutti gli atleti professionisti che seguiamo. Ovviamente con questi atleti abbiamo un approccio personalizzato, cerchiamo di capire in base a tutta una serie di misure e di caratteristiche quali sono i due o tre modelli che si adattano meglio alle loro esigenze».

Selle SMP Stratos
La Stratos è uno dei modelli scelti dai ragazzi di Reverberi
Selle SMP Stratos
La Stratos è uno dei modelli scelti dai ragazzi di Reverberi

La filosofia di Selle SMP è che non è l’utilizzatore che si deve adattare alla sella, ma il contrario. Proprio questo approccio ha portato a costituire una gamma di selle grande e completa, che permette ad ognuno di trovare la soluzione migliore.

I pro’ per sviluppare

E poi c’è il discorso dello sviluppo dei prodotti in cui i professionisti svolgono un ruolo fondamentale.
«Sfruttiamo il team per lo sviluppo dei nuovi prodotti – ci dice Nicolò Schiavon – diciamo che durante l’anno proponiamo alcune novità e riceviamo i feedback dai ragazzi. Come dicevo prima, usiamo anche degli amatori molto forti che hanno una certa competenza tecnica. Una volta che riceviamo le indicazioni facciamo gli aggiustamenti del caso e andiamo a introdurre il nuovo modello nella gamma».

Team Bardiani Selle SMP
Umberto Marengo è uno di quelli che ha scelto la F30 C
Team Bardiani Selle SMP
Umberto Marengo è uno di quelli che ha scelto la F30 C

Circolo virtuoso

In pratica Selle SMP crea un circolo virtuoso in cui sviluppa nuove soluzioni tecniche ascoltando le impressioni dei professionisti e poi le riporta nelle collezioni standard in modo da essere acquistate da tutti.
«La sponsorizzazione di squadre professionistiche non ci serve solo per una questione di immagine – ci dice Nicolò Schiavon – ma è fondamentale per evolvere i nostri prodotti. Noi crediamo che la sella deve nascere dalle esigenze di chi le utilizza. Se notate abbiamo una presenza diversificata in tutte le discipline, dalla mountain bike con i fratelli Braidot fino al ciclocross. Le nostre selle sono tutte unisex e adatte a ogni disciplina. Siamo gli unici ad avere questa caratteristica».

Selle SMP F30 C
La F30 C ha dalle misure più compatte rispetto alle selle tradizionali
Selle SMP F30 C
La F30 C ha dalle misure più compatte rispetto alle selle tradizionali

Le più gettonate

Visto che abbiamo detto che la gamma è molto ampia e che non vengono realizzate selle personalizzate abbiamo chiesto a Nicolò Schiavon quali sono i modelli più gettonati dai ragazzi di Reverberi.
«Non c’è un modello che è stato preferito più di altri, le selle scelte sono la Composit, l’Evolution, la Stratos e anche le selle della linea F, tra cui la F20 C che è un po’ più stretta e la F30 C che è un po’ più larga, ma entrambe corte».

Scelta soggettiva

Le selle corte si stanno facendo strada anche tra i professionisti? «Tra i corridori la sella corta desta curiosità e alcuni la usano. La situazione è varia perché il vantaggio della nostra linea ricurva, quella classica, è la grande stabilità della posizione che porta a una migliore efficienza di pedalata e quindi di prestazioni anche in termini di watt. Però siccome la sella è molto soggettiva, c’è chi vuole essere più libero di muoversi e si orienta sulla linea F. E’ una questione di esigenze e sensazioni diverse».