La fuga e i pensieri di Murgano, nel deserto verso Liwa

28.02.2024
5 min
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Quel 19 febbraio, Marco Murgano lo ricorderà a lungo. Prima tappa del Uae Tour, si va verso Liwa. Per il ligure è la prima assoluta in una gara del WorldTour. Mai aveva visto da vicino campioni come O’Connor, Bilbao, Yates e sì che quest’anno Pogacar non c’era. Dopo neanche 30 chilometri, in un gruppo dove stranamente regna la calma piatta, Murgano decide di andarsene e lo fa in compagnia del britannico Stewart: due Nazioni diverse ma lo stesso team: la Corratec-Vini Fantini. Resterà in fuga per due ore, nelle quali nella sua testa passeranno mille pensieri. Quello che segue è il suo racconto in prima persona, per come l’ha vissuto e come lo ricorda…

Per Murgano era la prima volta in assoluto nel WorldTour. Alla fine del UAE Tour sarà 76°
Per Murgano era la prima volta in assoluto nel WorldTour. Alla fine del UAE Tour sarà 76°

Un piano nato all’improvviso

«Chi l’avrebbe mai detto anche poco fa, alla partenza, che ci saremmo ritrovati qui. C’era vento, tutti ci dicevano che si potevano aprire ventagli. “Stai attento, Marco. Non farti trovare impreparato”. Io ero pronto, ma non si muoveva nessuno. Dicono che oggi tutti provano a portar via la fuga e invece restavano lì. Io almeno potrò dire di averci provato.

«La prima volta. E’ tutto diverso qui. Io sono al terzo anno alla Corratec, nel 2023 ho corso molto, ma a un livello più basso. E’ proprio vero che il WorldTour è qualcosa di unico. Lo capisci anche dalle piccole cose: quando si è tutti a cena, oppure l’attenzione che ogni corridore di un team ha intorno a sé e non sto neanche a parlare dei campionissimi… Per carità, non è che il nostro team ci faccia mancare qualcosa, ma quelli hanno un’organizzazione da paura, non gli manca proprio niente. E’ vero, anche qui sono i soldi a fare la differenza».

Oltre 90 chilometri di fuga per Murgano e Stewart. Soli in mezzo al deserto. Per il ligure un evento da ricordare
Oltre 90 chilometri di fuga per Murgano e Stewart. Soli in mezzo al deserto. Per il ligure un evento da ricordare

I traguardi volanti

«Mezz’ora di fuga, io e Mark continuiamo a spingere, il vantaggio sale, ma non è che possiamo farci troppe illusioni. Un vantaggio però c’è: i due traguardi volanti. Lui è più veloce di me, ha più possibilità. Se prende quei punti, magari ha buone possibilità di spuntarla anche nella classifica dedicata. Ogni tanto ci parliamo, ci scambiamo opinioni e anche qualche barretta energetica. Da dietro intanto nessuna nuova, noi tiriamo avanti.

«Mark è forte, tanto. Non è un caso se fa parte del quartetto britannico d’inseguimento. Lì sono tutti campioni, ma lui anche su strada dirà la sua, ne sono sicuro. Io faccio il mio, da buon passista scalatore. Alla Corratec mi trovo bene, sto crescendo per gradi, sto trovando la mia collocazione. Non sono certo queste le gare dove posso cercare il risultato, quello magari lo porta a casa Kuba (Jakub Mareczko, che nella tappa finirà terzo, ndr), noi dobbiamo fare il possibile per animare la corsa e farci vedere».

L’italiano con Stewart, neoacquisto di 28 anni, sul podio nel 2023 a Larciano e “Coppi e Bartali”
L’italiano con Stewart, neoacquisto di 28 anni, sul podio nel 2023 a Larciano e “Coppi e Bartali”

E’ nato un uomo da fughe?

«Incredibile, mi dicono che sui social e sui siti sportivi non si fa altro che parlare della mia fuga. Mai avuta tanta attenzione, e sì che qualche risultato, qualche piazzamento l’ho portato a casa. Ma mai avuta tanta audience. E’ il potere del “tutto e subito” che l’era dei social porta con sé: è come se centinaia, migliaia di persone pedalassero con me, anche coloro che la corsa non la stanno vedendo in tv.

«Io poi non è che sia un corridore da fughe, anche se mi piacerebbe, non posso negarlo. C’è gente come Pellaud o i fratelli Bais che ci hanno costruito una carriera e poi magari la fuga va anche in porto… Ma qui non siamo al Giro e neanche ci potrò provare, visto che alla corsa rosa non parteciperemo e l’audience che c’è lì non la trovi dappertutto. Qui potrebbe anche avvenire che arriviamo al traguardo, ma servirebbe molto più vento, servirebbe che il gruppo si frazionasse. E non accade».

Murgano si era distinto lo scorso anno alla Coppi e Bartali finendo 3° fra gli scalatori
Murgano si era distinto lo scorso anno alla Coppi e Bartali finendo 3° fra gli scalatori

Pogacar come ispirazione

«Ormai è quasi un’ora e mezza che stiamo in fuga. Dietro cominciano a muoversi le squadre dei velocisti. Perso per perso, però, andiamo avanti finché ce la faremo. Anche Mark è d’accordo. Pancia a terra e andiamo a tutta, succeda quel che succeda.

«Qui Pogacar ha vinto due volte. Perché penso a lui? Siamo quasi coetanei, eppure per me è un’ispirazione. Io l’ho visto nascere ciclisticamente, ho condiviso le sue prime avventure, poi le nostre strade si sono giocoforza divise. Lui è uno che attacca sempre, è questo che mi piace e io voglio fare un po’ come lui. Non sarò mai Pogacar, questo lo so, ma se ci metto questo impegno, qualcosa succederà».

La tappa di Liwa alla fine premia Tim Merlier, vincitore per ben tre volte al Uae Tour 2024
La tappa di Liwa alla fine premia Tim Merlier, vincitore per ben tre volte al Uae Tour 2024

Ora vengono le mie gare…

«Il gruppo è vicino. Tra poco sarà tutto finito. Mi sono comunque divertito, è stata un’esperienza diversa che mi lascia dentro qualcosa. Soprattutto la consapevolezza che per essere davvero a questo livello bisogna lavorare, e tanto. In allenamento, in gara, stando attenti all’alimentazione. Insomma, mettendosi in discussione, perché questi sono ciclisti al 100 per cento e noi dobbiamo esserlo ancora di più. Ora verranno gare a me più congeniali, ad esempio l’Istrian Spring Trophy. Lo scorso anno sono finito quarto nella classifica del Tour of Qinghai Lake, significa che a quel livello posso giocarmela. Voglio portare punti alla causa del team, per il suo ranking e voglio dimostrare che questa fuga non è stata casuale…».

Marco Murgano finirà la tappa al 53° posto, nel gruppo messo in fila dallo scatenato Tim Merlier. Dopo l’arrivo i complimenti da parte dei diesse del team sono il suo premio, insieme alla consapevolezza di aver scritto un brandello di storia che, nell’era digitale, resterà per sempre. Basta scrivere “Marco Murgano fuga” su Google…