Search

Con Geko fermi in sella e prestazioni al top

22.12.2022
3 min
Salva

M9 ha lavorato per rivoluzionare l’idea dei bibshort da ciclismo, dal loro impegno è nato Geko. Si tratta di un capo nato da un mix di esperienze differenti, con l’obiettivo di migliorare l’esperienza in bici. La rivoluzione nasce dall’applicazione di un brevetto speciale ideato da Francesco Nardi.

Il pantaloncino Geko è progettato per avere un maggiore grip sulla sella
Il pantaloncino Geko è progettato per avere un maggiore grip sulla sella

La posizione biomeccanica

Questo pantaloncino è nato dalla necessità di unire sicurezza, comfort e biomeccanica. Si tratta di un prodotto che permette, durante lo sforzo, di rimanere in posizione ottimale senza scivolare in punta di sella. Consentendo al ciclista di spingere meglio e di più, in maniera non vincolata. 

«Siamo stati in grado – spiega Eros Susca, responsabile marketing di M9 – di trovare dei componenti che non sono dei patch adesivi. Ma si tratta di una speciale applicazione che permette, nel momento di sforzo, un maggiore grip con la sella. Molto utile a chi pedala in maniera intensa, in quanto, mantenendo la posizione, la muscolatura lavora più correttamente e di conseguenza si ha un risparmio di energie».

E’ disponibile in due tessuti: Lycra Sport e Lycra bluesign
E’ disponibile in due tessuti: Lycra Sport e Lycra bluesign

Stabilità e comfort

Riuscire a massimizzare la pedalata è l’obiettivo principale per chi va in bici. Il pantaloncino Geko è realizzato con due tessuti: Lycra Sport calandrato 220g e Lycra bluesign 240g. Si tratta di una salopette estiva a taglio vivo con applicato a fondo gamba il LaserGrip, per una vestibilità stabile durante tutta la pedalata

«Quando noi andiamo dal biomeccanico – riprende Susca – veniamo messi in bici nel migliore dei modi. Una volta in sella, però, ci muoviamo a seconda delle sensazioni del momento. Questi pantaloncini aiutano il ciclista a mantenere la posizione ideale, rimanendo stabile e con un maggiore comfort. Il pantaloncino Geko agisce anche in discesa, questo perché si riesce a “sentire” maggiormente la bici e stabilizzare il corpo in fase di frenata».

Gli ultimi particolari

Questo prodotto è stato testato anche da Gianni Bugno e Stefano Zanatta, due figure che nel ciclismo hanno lasciato la loro impronta. 

«Zanatta, che da due anni lo sta testando, ha avuto modo di provarlo anche durante una cronometro amatoriale – conclude – il feedback che ci ha fornito è stato molto utile. Bugno, uno che ha fatto della stabilità in sella il suo mantra, era infatti famoso per la sua posizione compatta. Anche lui ha notato che questo pantaloncino aiuta molto in questo senso, perché la stabilità è automatica, non sei tu che devi ricercarla».

Una bella novità è che il 4 gennaio, durante un open house presso la sede di Castelfranco Veneto, sarà possibile provare il pantaloncino Geko in un test reale, dove ci saranno anche Gianni Bugno e Stefano Zanatta.

M9

Il Body Race di M9 e l’incredibile storia del vecchio Ago

13.07.2022
5 min
Salva

M9 SPORT ha base in Veneto, ma fu creata in Francia. La M era l’iniziale del fondatore, Jean Martinage, tanto che la prima denominazione fu M9 Martinage. Il 9 sta a significare la parola Nuovo, giacché in francese “neuf” si scrive esattamente come il numero. Il passaggio in Italia avviene nel 2016, all’incontro con la famiglia Volpato e il Gruppo Belief di Castelfranco Veneto: l’anno dopo avviene la fusione e M9 diventa un marchio italiano.

Oggi dopo 5 anni di lavoro, M9 SPORT ha integrato nuove linee di abbigliamento. Sono state ridisegnate, migliorate e aggiunti nuovi articoli, ora è possibile avere la personalizzazione per gli sport invernali e attività sportive professionali e amatoriali di nicchia.

Agostini in azienda con Loris Volpato: i rapporti sono davvero amichevoli
Agostini in azienda con Loris Volpato: i rapporti sono davvero amichevoli

Il Body Race

Un esempio che ben descrive la produzione di M9 SPORT è il Body Race. Il body non è più una novità. I professionisti hanno iniziato a usarlo prima nelle gare veloci, poi anche sulle salite. Cercando leggerezza e aerodinamica, questa scelta (che prima era limitata alle crono) è diventata ricorrente. Ma la sorpresa più grande, leggendo fra le righe, è scoprire il nome di chi l’ha disegnato: Gianmarco Agostini, un nome che riapre una porta chiusa da anni. La memoria va un’intervista inattesa e toccante di vent’anni fa, quando nel velodromo di Forlì ci imbattemmo proprio in “Ago”, al rientro dopo un intervento al cervello. 

Da quanto lavori con M9?

Saranno tre anni. Sono responsabile commerciale e mi trovo bene. Faccio anche lo sviluppo dei prodotti. Abbiamo un rapporto come tra fratelli, si lavora bene.

Il body, qui indossato da Agostini, è confezionato con una pannellatura di diversi tessuti. E’ super aderente
Il body, qui indossato da Agostini, è confezionato con una pannellatura di diversi tessuti. E’ super aderente
Sviluppo prodotto significa che usi il body in gara, gli altri lo vedono e te lo chiedono?

Per chi fa il mio lavoro, è indispensabile stare in mezzo. Il fatto di avere un body apribile completamente piace e le squadre amatoriali di alto livello hanno equipaggiamento da professionisti. Perciò è brutto vedere la maglia che sventola quando è caldo, mentre è bello avere un body che se anche lo apri tutto resta lì. Il Body Race ha taglio Fit e aderisce perfettamente al corpo, garantendo comfort ottimale in tutte le taglie. Il fondello è ottimo per le lunghe percorrenze e questo unito alla grande traspirabilità, fa di questo body un grande strumento da gara per l’estate.

Anche i tessuti sono a livello pro’?

Si è puntato su diversi tipi di materia prima in base ai pannelli da cui è composto il body. Si parla di Lycra microfibra bielastica, tessuto in Lycra calandrato e uno in rete, poi Zip anteriore e fondo gamba taglio vivo con supporto interno antiscivolo. Il tessuto è leggero, bielastico, traspirante ed è stato completato da una tasca con il porta numero, così non lo rovini e non lo buchi con le spille da balia. Avere la tasca per il numero è utile. Per lo stesso motivo, l’abbiamo prevista anche sulla maglia.

Il portanumero è stato previsto anche sulle maglie gara di M9
Il portanumero è stato previsto anche sulle maglie gara di M9

Una storia esemplare

La storia invece racconta che Gianmarco è pronto per passare professionista. Ha corso tre mondiali e c’è da aspettare Barcellona 92 perché scada il blocco olimpico e lui possa diventare un pro’ al pari di Bartoli, Pantani, Belli, Casagrande e i ragazzi della sua età. Però in un giorno del 1991 inizia a sentire forte dolore alla testa, al punto che non riesce a salire in bici. Prima gli parlano di sinusite, ma quando va in ospedale per un controllo più serio, la tac una massa tumorale che preme sul cervello, impedendo il flusso dei liquidi e provocando lancinanti mal di testa con perdita di equilibrio e stabilità.

Il primo intervento non va a buon fine. Lui vorrebbe tornare a correre, circondato dall’affetto dei compagni di nazionale, invece deve operarsi per la seconda volta. Più di 10 ore di intervento, cui seguono due giorni di coma indotto. Ma Ago non molla. Torna in bici. Sarà riserva del quartetto a Barcellona, vince il tricolore di specialità nel 1996 e da allora non si ferma più.

Nel 2012, Agostini ha vinto il tricolore degli Ex Professionisti a Cassano Magnago
Nel 2012, Agostini ha vinto il tricolore degli Ex Professionisti a Cassano Magnago
Non sei ancora stufo di far fatica?

No, anzi mi permette di non ingrassare. Faccio ancora sui 30 mila chilometri l’anno e una media fra 120 e 130 gare, vincendone fra 70 e 80.

Usi sempre il body?

D’estate sì. E devo dire che le mie scelte sono molto seguite. Ma per restare ad alto livello c’è da fare la vita. Chiaro che ci sono differenze rispetto a quando preparavo il mondiale. Se allora andava male, la delusione era tanta, mentre qui adesso mi cambia poco. Ma resta il bello di essere tornato dopo quello che ho passato e il tipo di messaggio che lascio in giro.

Gianmarco Agostini è nato nel 1971 ad Abano Terme. Da tre anni è responsabile commerciale di M9
Gianmarco Agostini è nato nel 1971 ad Abano Terme. Da tre anni è responsabile commerciale di M9
Quale messaggio?

Quando sono tornato ho vinto la Coppa del mondo e mi piace l’idea di essere diventato un esempio per persone che stanno ancora vivendo quello che ho passato io. Ne parlo poco, perché certe cose si fanno e non si dicono, ma ne vado molto orgoglioso. Mi vedono come speranza, è una gran cosa. Ma adesso scusate, s’è fatto tardi, infilo il mio body M9 Race, metto il numero e vado a correre. 

M9, un ecosistema tessile pronto ad accogliere i team

28.05.2022
4 min
Salva

La mission di M9 Sport è vestire i team sportivi con prodotti di alta qualità e con uno stile inconfondibile. Dopo tre anni di inteso lavoro, tutte le linee di abbigliamento sono state ridisegnate, migliorate e integrate con nuovi articoli, ora è possibile avere la personalizzazione per il ciclismo e non solo, in ambiti professionali e amatoriali di nicchia. Il mercato internazionale, è uno degli obiettivi per far si che la produzione diventi un punto di riferimento per comfort e stile nell’abbigliamento tecnico sportivo personalizzato. 

I team possono realizzare capi su misura ispirandosi a quelle utilizzate dai pro’
I team possono realizzare capi su misura ispirandosi a quelle utilizzate dai pro’

La mission

Al centro della mission c’è sempre l’atleta, qualsiasi sia la sua passione sportiva. La ricerca dei dettagli e la ricerca di materiali innovativi portano ad un continuo miglioramento del prodotto. M9 Sport si impegna per fornire ai team prodotti d’abbigliamento personalizzati di altissima qualità. La possibilità di scegliere i capi da personalizzare per un’ampia varietà di sport, tra cui ciclismo, triathlon, running, sci e molto altro.

Non solo tecnico per la pratica ma anche per il dopo gara personalizzato: t-shirt, felpe, giacche, capellini borse e una varietà di altri prodotti tecnici performanti.

M9 oltre all’abbigliamento fornisce anche accessori personalizzabili per colori e materiali
M9 oltre all’abbigliamento fornisce anche accessori personalizzabili per colori e materiali

Parola a Volpato


A credere in questo progetto di rilancio del brand in un mercato attivo e non solo per terzi c’è la volontà di Loris Volpato e suo figlio Nicolò. 

«Partito da quello che è nato 12 anni fa – racconta Loris Volpato – vengo da un mondo commerciale e dalla produzione nel mondo dell’abbigliamento. Ho pensato di investire in un mondo che potesse dare continuità a me, ma soprattutto per i miei figli. In particolare, il mondo del tecnico sportivo. E’ trainante e da sbocchi in qualsiasi settore. Oltre alla bici infatti stiamo investendo molto in quello che è running, sci e triathlon

«L’anima del commercio sono l’amore e la passione che si ha per lo sport, soprattutto nei team. L’azienda italiana è nata nel 2014, con le prime esperienze anche di mio figlio Nicolò. Ora ha in mano buona parte della produzione mentre io ho in mano il commerciale».

M9 Racing Team nel 2021 ha visto la partnership con Porsche
M9 Racing Team nel 2021 ha visto la partnership con Porsche

M9 Custom

La divisione specializzata nel vestire team agonistici è M9 Custom. Pensata per pro’ e amatori che pretendono il massimo in fatto di grafica, ispirata la mondo dei professionisti, con soluzioni tecniche all’avanguardia frutto del reparto di ricerca e sviluppo dedicato.

«Abbiamo realtà in Italia – spiega Volpato – dove c’è la “mente”. Abbiamo realtà produttive estere in Romania e altre come quella in Bosnia, appena aperta. In Francia c’è il commerciale online dove vendiamo il Custom e in particolare modo, il core business del ciclismo. Da lì è nato questo concetto vicino alla bici che abbiamo poi portato anche in Italia. 

«La svolta è nata nel momento in cui si è deciso di evolvere la nostra attività, incentrata su quella che era la produzione per conto di terzi, in un progetto più ampio. Il nostro fatturato infatti si divide in un 50 per cento di questo e nell’altro 50 con M9 come Custom. L’abbiamo trasferita anche su strada, diciamo, mettendoci la faccia. Anche attraverso Gianmarco Agostini che è il nostro testimonial. Attraverso M9 Racing Team ci siamo messi in gioco sul campo, su strada, e nelle manifestazioni ACSI».

Tra la gamma proposta ci sono anche indumenti come gilet e altri capi per affrontare le intemperie
Tra la gamma proposta ci sono anche indumenti come gilet e altri capi per affrontare le intemperie

I prodotti per tutti

La gamma proposta da M9 è vasta e dispone di infinite possibilità di personalizzazione e prodotti di tutte le qualità e finiture. Un esempio è il 1050 Pro Jersey, un modello con manica a taglio vivo studiato per i team sportivi, che vanta caratteristiche di traspirabilità e leggerezza al top. E’ in questa versione la maglia del M9 Racing Team che ci ha visti nel 2021 in partenrship con Porsche come sponsor del team ufficiale M9. La qualità e la ricerca e sviluppo sono due mantra scolpiti nelle file dell’azienda.

«Siamo una realtà verticale – conclude Volpato – a partire dall’acquisto della materia prima, dove abbiamo da tempo fornitori fidati e di qualità e affidabilità assoluta. All’interno della nostra azienda, nella “mente”, a Castelfranco Veneto si evolve tutto quello che è il processo produttivo. Da qui si parte da zero, la progettazione, la realizzazione dei prototipi e quello che è lo sviluppo della stampa digitale. La collaborazione con il mondo esterno per quello che sono le nostre grafiche, un dialogo dall’interno verso l’esterno. E poi chiaramente tutto l’aspetto produttivo che viene fatto in parte in Italia dove le caratteristiche lo richiedono e in parte nelle realtà di nostra proprietà in Romania e Bosnia. La ricerca è d’obbligo, è un settore con una passione viscerale. Bisogna essere sempre all’altezza della situazione e anche su questo si basa il nostro impegno».


M9