Seixas, l’ultimo talento della scuola francese

21.05.2024
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Tra gli juniores c’è un ragazzino francese che ha un ruolino di marcia impressionante: in 12 di gare a livello internazionale, vanta 6 vittorie e 6 piazzamenti nei primi 5. Si chiama Paul Seixas, ennesimo talento espresso dalla filiera della Decathlon AG2R La Mondiale. Lo abbiamo visto all’opera anche da queste parti, chiudere 6° all’Eroica Juniores per poi andare a vincere la Liegi-Bastogne-Liegi di categoria.

Nato il 24 settembre 2006 a Lione, Seixas sta collezionando grandi prestazioni quest’anno
Nato il 24 settembre 2006 a Lione, Seixas sta collezionando grandi prestazioni quest’anno

La particolarità di Seixas è che è uno dei quei ragazzi francesi che abbina la strada al ciclocross, fa anzi parte di quella nouvelle vague di cui spesso ha parlato anche il cittì azzurro Pontoni valutandola come un esempio assoluto, superiore anche alle acclamate scuole belga e olandese. Era quindi quasi d’obbligo conoscerlo da vicino per capire anche dall’interno come sta funzionando la nuova scuola francese, alla perenne ricerca del nuovo talento in grado di rilanciare tutto il movimento.

Come hai iniziato a fare ciclismo?

Quando ero piccolo guardavo il Tour de France e mi appassionavo, dicevo che volevo farlo anch’io. I miei genitori non volevano che andassi in bicicletta, ma ovviamente hanno finito per accettare. Mi hanno iscritto in un club a Lione, poi nel corso degli anni andavo sempre meglio e ho continuato.

Nel ciclocross Seixas ha vinto il titolo francese ed è stato 3° in Coppa del Mondo a Namur (foto DirectVelo)
Nel ciclocross Seixas ha vinto il titolo francese ed è stato 3° in Coppa del Mondo a Namur (foto DirectVelo)
Negli ultimi due anni hai vinto molto: qual è la vittoria che ti ha dato più soddisfazioni?

E’ complicato scegliere. Recentemente il titolo nazionale a cronometro è stata comunque una grande gioia perché ci ho lavorato tanto. Ma anche la Liegi-Bastogne-Liegi è stata una bellissima gara da vincere, soprattutto per il risalto che ha avuto.

Tu fai sia strada che ciclocross con ottimi risultati, come molti tuoi coetanei francesi: pensi di continuare ad abbinare le due discipline?

Sì, certamente, anche se penso che in seguito ridurrò un po’ il ciclocross per potermi concentrare completamente sulla strada, ma intendo comunque mantenere sempre il ciclocross nella mia preparazione. Anche perché gli effetti benefici sono evidenti.

Il trionfo principale nel 2024, alla Liegi-Bastogne-Liegi con 9″ su Dijkman (NED)
Il trionfo principale nel 2024, alla Liegi-Bastogne-Liegi con 9″ su Dijkman (NED)
Il tecnico della nazionale italiana di ciclocross dice che la vostra scuola è attualmente migliore anche di Belgio e Olanda. Secondo te che cosa sta funzionando così bene nella vostra generazione?

È un po’ tutto il contesto che ci favorisce, cominciamo ad avere strutture molto professionali in Francia. Facciamo gruppo al di là della nostra appartenenza ai vari team, abbiamo un’ottima coesione tra di noi, andiamo molto d’accordo e siamo tutti amici fuori dalle gare. Quindi sulla bici riusciamo davvero a coprire come squadra ed è questo che ci fa progredire e riuscire a vincere. Questo avviene sia su strada che nel ciclocross, è la forza del gruppo a favorirci, non ci sono rivalità.

D’inverno lavori più con il club o con la nazionale?

Direi che è quasi uguale. Diciamo che in questo momento sto lavorando insieme alla squadra francese, alla Decathlon. Ma farò anche molte gare con la nazionale e lo stesso avviene d’inverno. E come funziona per me, vale anche per i miei coetanei. C’è una stretta sinergia verso l’obiettivo comune di far vincere il nostro ciclismo.

Il podio del campionato francese a cronometro vinto da Seixas con 3″ su Boullet e 15″ su Charret
Il podio del campionato francese a cronometro vinto da Seixas con 3″ su Boullet e 15″ su Charret
Sei al secondo anno della Decathlon, quanto conta per te correre sempre nello stesso team e avere la strada spianata verso il professionismo?

Beh, per me è comunque molto importante, perché diciamo che un buon progetto a lungo termine è diventare professionista ma arrivandoci con la possibilità di emergere, di vincere. Mi sto concentrando per vedere che cosa posso diventare. E mi piace sapere di essere in una squadra che ha fiducia in me e che poi mi allenerà affinché io dia il meglio di me stesso, qualunque sia il livello in cui mi trovo.

Quanto ti alleni per le cronometro?

Normalmente mi alleno circa due volte a settimana. Dipende dalle settimane ovviamente, ma recentemente prima del campionato nazionale ho fatto quasi solo allenamenti contro il tempo perché tra le gare avevo solo la possibilità di curare quest’aspetto.

La vittoria del francese nel 2023 al Trofeo Dorigo, facendo la differenza nel finale (foto Italiaciclismo)
La vittoria del francese nel 2023 al Trofeo Dorigo, facendo la differenza nel finale (foto Italiaciclismo)
Quando corri parti sempre per vincere?

Per me è nella filosofia delle corse. Non è che voglio imitare Pogacar e il suo modo di correre, credo che lo sloveno non abbia inventato nulla. Se vengo a una gara, non è per arrivare secondo, è per vincere. Che sia io o uno dei miei compagni di squadra a vincere va sempre bene, ma l’obiettivo è uno solo e se c’è la possibilità di provarci, bisogna farlo, sempre. Ed è sempre con questo stato d’animo che parto alle gare. Ma non mi sento per questo diverso dagli altri, penso che tutti siano così. In partenza siamo tutti potenziali vincitori.

Per il francese grandi aspettative per il mondiale, dopo il 25° dello scorso anno
Per il francese grandi aspettative per il mondiale, dopo il 25° dello scorso anno
Il prossimo Europeo è per velocisti, il Mondiale per scalatori: dove pensi di poter emergere di più e pensi di avere più chance nelle corse in linea o a cronometro?

Per i prossimi Mondiali è dura. Poi cercherò di ottenere il massimo nelle cronometro, la vittoria sarà difficile, ma come detto si parte per quello, anche se c’è una concorrenza molto grande. Spero ancora di fare davvero bene nel campionato del mondo a cronometro e poi nel campionato del mondo su strada. Il percorso credo possa fare al caso mio, quindi ecco qua, spero che dia un buon risultato e poi vedremo, ma mi preparerò per quello. Non dimentichiamo che è una gara di un giorno, quindi possono succedere molte cose. Ma ci teniamo a riportare il titolo alla Francia.

Il prossimo anno cambi di categoria: vorresti passare subito fra i professionisti?

Sì, penso che l’anno prossimo passerò da professionista. Naturalmente in questo momento tutto è in discussione, molto dipende da come andranno le cose da qui alla fine della stagione, ma la speranza è quella.

Pattinson: il vincitore della Liegi juniores è ancora da scoprire

13.04.2024
3 min
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NEGRAR DI VALPOLICELLA – Il 2023 ha visto la prima Liegi-Bastogne-Liegi per la categoria juniores. Una novità importante, perché quando una delle cinque Classiche Monumento del WorldTour apre anche alla categoria juniores il messaggio è chiaro. In realtà anche Parigi-Roubaix e Giro delle Fiandre hanno la loro prova dedicata agli juniores. All’appello mancano solamente le due Monumento italiane: Milano-Sanremo e Lombardia. 

Pattinson ha firmato un contratto biennale con la Visma Lease a Bike Development (foto Instagram)
Pattinson ha firmato un contratto biennale con la Visma Lease a Bike Development (foto Instagram)

Ancora indeciso

Si va verso una presa di coscienza sempre maggiore, che i ragazzi maturano presto e l’avvento dei devo team di squadre WorldTour ha abbassato l’età media della selezione. A testimonianza di ciò abbiamo l’arrivo del vincitore della Liegi-Bastogne-Liegi juniores, Tomos Pattinson, alla Visma Lease a Bike Development. Atleta britannico, nato a Dudley, cittadina da 80mila abitanti vicina a Birmingham. Pattinson è alto 185 centimetri, fisico snello e longilineo. Lo incontriamo alla partenza del Palio del Recioto.

«Devo capire anche io che tipo di corridore sono – ci dice con un accento inglese marcatissimo – direi uno scalatore, ma non ne sono completamente sicuro. Ho buone caratteristiche per andare bene sulle salite lunghe, ma devo ancora capire cosa potrò diventare».

Facciamo un passo indietro, quali corse ti piacciono di più?

Direi che la Liegi è una di quelle che mi ha appassionato maggiormente, ma è una Classica nel ciclismo, quindi forse è facile sentirne il fascino. Al momento mi concentro molto su correre – dice ridendo – e cercare di trovare la mia strada. 

Sei uno da salite lunghe o corte?

Mi sento di stare nel mezzo, penso che le scalate da una decina di minuti di percorrenza siano le mie.

Allora in questi due anni di contratto con Visma Lease a Bike Development cercherai di indirizzarti?

Direi che sono qui apposta. Penso e spero di crescere sia fisicamente e tatticamente in gara. Questo potrebbe essere uno step da fare per essere poi pronto al mondo dei grandi. 

Ha partecipato ai mondiali di Glasgow, raccogliendo un 23° posto
Ha partecipato ai mondiali di Glasgow, raccogliendo un 23° posto
A fronte delle due vittorie hai collezionato tanti podi, e ancor più piazzamenti, come pensi che questi si possano convertire in risultati migliori?

Non lo so veramente – ride ancora – penso di aver fatto degli errori l’anno scorso. Credo che sarà importante crescere da questo punto di vista, direi che è l’obiettivo del 2024.

Che differenza hai trovato tra juniores e U23?

Ho trovato molte differenze, soprattutto negli allenamenti. Penso che qui alla Visma lavoriamo molto meglio, mi sento più preparato per le corse. Chiaramente c’è da considerare anche la parte di maturazione fisica, sono comunque al primo anno. 

Ti preoccupa aver firmato un contratto di due anni con il devo team senza un’opzione per il WorldTour?

L’augurio è quello di entrare nel team WorldTour in futuro, mi impegnerò durante questi due anni e vedremo. Comunque un’esperienza del genere è sempre utile nella vita.