Mentre Jonathan vince, l’altro Milan inizia a emergere

27.05.2024
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Mentre al Giro d’Italia Jonathan Milan collezionava vittorie, suo fratello Matteo si è messo in bella mostra alla Fleche du Sud, conquistando due podi parziali in un contesto rilevante. Per il 21enne corridore del devo team della Lidl-Trek sono stati i migliori risultati di una stagione vissuta quasi interamente all’estero, in gare dove si è sensibilmente alzato il livello come d’altronde era da aspettarsi dopo il cambio di squadra.

Il più giovane dei Milan si era già messo in evidenza con buoni risultati, ma soprattutto il suo nome inizia a circolare sempre più frequentemente nell’ambiente perché non si tratta del classico “fratello d’arte”. Nelle chiacchiere fra addetti ai lavori circolano notizie strabilianti sui suoi valori di allenamento, per alcuni versi superiori a quelli dello stesso olimpionico di famiglia il che fa ben sperare per il suo futuro.

La volata vincente di Teutenberg. Milan è immediatamente dietro, terzo dopo averla tirata (foto Editpress)
La volata vincente di Teutenberg. Milan è immediatamente dietro, terzo dopo averla tirata (foto Editpress)

Matteo intanto si gode i suoi primi bagliori di notorietà, contento ma certamente non appagato di quel che è riuscito finora a fare: «Per essere appena arrivato nel team posso dire che è stata finora una stagione abbastanza fortunata. Sono al primo anno qui e da questa esperienza ho per ora tirato fuori tutto il meglio. Non dimentichiamo che anche il gruppo è giovanissimo, ci siamo ritrovati tutti insieme interagendo spesso con la squadra maggiore, com’è capitato a me in un paio di classiche belghe. Io mi sono messo a disposizione degli altri, nel team c’è un grande rapporto di fiducia reciproca».

Rispetto allo scorso anno quand’eri al Cycling Team Friuli hai cambiato preparazione?

Sì, ora sono seguito da Matteo Orsolini che non ha stravolto quello che facevo precedentemente. Appena arrivato al team sono stato sottoposto a specifici test che hanno evidenziato valori molto alti, in base a quelli è stata sviluppata una tabella per farmi crescere il più possibile, ma in maniera graduale. Effettuo allenamenti mirati per progredire verso i miei limiti.

Il friulano si sta prodigando per il team, ma ha anche le sue occasioni per emergere
Il friulano si sta prodigando per il team, ma ha anche le sue occasioni per emergere
Con tuo fratello che cosa avete in comune e di diverso?

In comune abbiamo sicuramente la genetica… Anche se fisicamente siamo diversi, lui è più alto di me di 10 centimetri e anche nel peso ci saranno almeno 7 chili di differenza. Rispetto a lui, anche per questioni fisiche, ho più resistenza in salita, lui invece è più velocista puro e si vede dai valori che esprime allo sprint, per me irraggiungibili. Ma questo è un aspetto importante, perché io non voglio essere come lui, ho caratteristiche diverse e voglio seguire una mia strada.

Chi ha iniziato prima?

Lui, è più grande di età. La storia è ormai nota, l’esempio di papà ci ha contagiato, ma da parte sua non c’è mai stato un accenno di pressione, né in un senso né nell’altro. Io ho seguito mio fratello perché piaceva anche a me andare in bici, tutto qua.

Jonathan e Matteo Milan, due fratelli che stanno seguendo carriere parallele
Jonathan e Matteo Milan, due fratelli che stanno seguendo carriere parallele
Com’è stata la corsa lussemburghese?

Era una classica corsa a tappe del Nord, io venivo dal Tour de Bretagne dove avevo lavorato per i compagni tirando fuori comunque un 9° posto parziale che mi aveva detto che la forma stava arrivando. Ma soprattutto trovando un feeling con i compagni. Nella prima frazione io ho lavorato per Tim Torn Teutenberg tirandogli la volata, abbiamo visto che facevamo la differenza e alla fine lui ha vinto e io ho fatto terzo. E’ stato davvero bello, per me è stato come se avessi vinto io.

Inizi quindi a fare esperienza anche di treni per la volata…

Sì, la tappa finale ne è stata la più chiara dimostrazione. Abbiamo lavorato benissimo, sviluppando una tale velocità che ha impedito a tutti di risalire al punto che abbiamo monopolizzato il podio, con Soderqvist primo, Teutenberg secondo e io terzo. Credo che abbiamo espresso un livello molto alto, anche dal punto di vista tecnico.

La tripletta Lidl-Trek a Esch sur Alzette, un dominio incontrastato e non comune fra i professionisti
La tripletta Lidl-Trek a Esch sur Alzette, un dominio incontrastato e non comune fra i professionisti
Come funziona?

Di base il nostro velocista di punta è Tim, io sono l’ultimo uomo, ma capita anche che i ruoli vengano rimescolati e invertiti e mi trovi io a finalizzare proprio perché nel team vogliono che siamo intercambiabili. Diciamo che stiamo creando una struttura per copiare i pro’.

Con Jonathan ti sentivi in quei giorni di attività parallela?

Molto, mi ha sempre dato buoni consigli ed è stato molto bello condividere le nostre emozioni. Mio fratello mi è prezioso nello spiegare come affrontare la volata, come restare tranquillo, come muovermi. Io sentivo lui abbastanza rilassato anche se dopo Fossano sentiva un po’ di tensione per la vittoria sfuggita, poi dopo aver centrato il successo ad Andora era più tranquillo, il resto è venuto di conseguenza.

Per caratteristiche fisiche Matteo è differente da Jonathan, è più adatto a percorsi vallonati
Per caratteristiche fisiche Matteo è differente da Jonathan, è più adatto a percorsi vallonati
Jonathan ha la sua attività parallela su pista. E tu?

Io no, con la pista non ho nulla a che fare, a me piace molto il gravel. Lo scorso anno ho fatto qualche corsa e vorrei riprovarci. Magari a fine anno vorrei fare le classiche del settore, se il calendario non avrà sovrapposizioni. Mi piace molto perché è un modo diverso di gareggiare, mi libera la testa potendola affrontare con meno pressione mentale.

Ora che cosa desideri?

Non ho un obiettivo particolare in testa, una gara specifica. A me interessa continuare a imparare, a progredire, insomma a crescere.

Nelle classiche belghe Milan non ha ancora trovato il guizzo. Ci riproverà nel 2025
Nelle classiche belghe Milan non ha ancora trovato il guizzo. Ci riproverà nel 2025
Ma i risultati di Jonathan ti hanno mai messo pressione?

Mai, in alcun modo. Per me averlo vicino è una fortuna, è un pozzo d’esperienza al quale attingere, perché so la fatica che ha fatto per arrivare a quei livelli. Il più contento dei suoi risultati sono io, ma siamo due corridori e due persone diverse.

Lo sguardo di Cataldo sulla nuova Lidl-Trek, tra presente e futuro

06.03.2024
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Dario Cataldo si trova in Spagna, a Denia, per un ritiro di squadra. I corridori della Lidl-Trek che non sono impegnati in gara sono stati radunati al caldo: si lavora e ci si allena in vista delle prossime corse. Dopo il grave infortunio subito a inizio 2023 l’abruzzese è rientrato alle corse a fine stagione. La condizione non era delle migliori e si era dato appuntamento dopo l’inverno, per capire a che punto si trovasse sulla strada del recupero. 

Il debutto nel 2024 per Cataldo è stato in Australia, la condizione cresce
Il debutto nel 2024 per Cataldo è stato in Australia, la condizione cresce

Passi lenti, ma decisi

«Sono contento dei passi in avanti – racconta Cataldo mentre lascia la bici dal meccanico per un check sulle misure – continuo a migliorare. Ero stato ottimista, pensavo ad una ripresa più veloce, soprattutto dopo il rientro in gara a fine 2023. Ripartire da zero dopo la pausa invernale era un modo, nella mia testa, di tornare competitivo. Invece qualche problemino c’è ancora, non sono al 100 per cento. Al Tour Down Under stavo meglio e al UAE Tour stavo ancora meglio. Ci sta volendo più tempo ma tornerò ai miei livelli.

«Il gruppo è competitivo – continua – e anche la mia squadra lo è. Devo dimostrare di stare bene, perché ci sono corridori molto forti ed è giusto che corra chi è pronto. All’interno del team c’è una concorrenza mica da ridere, ma non ho paura. Sono felice che la squadra vada bene, sono a fine carriera e da tempo guardo più al bene del gruppo. Probabilmente non farò il Giro, mi sarebbe piaciuto, ma ne ho fatti 13, uno in più non mi cambia la vita».

Evoluzione

La Lidl-Trek ha cambiato tanto, ma non si è snaturata, la chiacchierata con Cataldo è volta anche a questo: capire come si è vissuto questo cambiamento dall’interno. 

«Non è stata una rivoluzione, ma un’evoluzione – spiega Cataldo – c’erano tanti capisaldi nel team, tra staff e corridori e tutti sono migliorati. In più abbiamo preso tanti profili interessanti, anche per i ruoli di leader: Milan e Geoghegan Hart, per esempio. La cosa che non è cambiata è l’ideologia internazionale del team, che è importante mantenere. Si cerca di non avere un gruppo unico ma di essere eterogenei, in modo tale che ogni parte riesca a compensare l’altra. Ci sono tanti modi diversi di vedere il ciclismo e ognuno trae vantaggio da questo aspetto. E’ un aspetto che ha sempre funzionato e che ha portato tanti risultati.

«I nuovi arrivi – analizza – si sono integrati perfettamente, quasi come se fosse una cosa super naturale. Si è visto qualche volta che corridori usciti dal team Ineos abbiano fatto fatica a integrarsi, Tao (Geoghegan Hart, ndr) invece no. Questo è un bel segnale che fa capire la mentalità del team».

Uno dei nuovi arrivi è Consonni (al centro) che lavorerà nel treno di Milan
Uno dei nuovi arrivi è Consonni (a destra) che lavorerà nel treno di Milan

Tecnologia

In cosa consiste questa evoluzione? Ma soprattutto qual è la mentalità della Lidl-Trek che consente di avere costanza di rendimento anche dopo tanti cambiamenti?

«Evoluzione è la parola che descrive al meglio la squadra – racconta ancora Cataldo – perché si cerca di rimanere sempre al passo con i tempi. Tante squadre sono state al top per diverso tempo per poi ridimensionarsi. In Lidl-Trek l’obiettivo è rimanere al passo con i tempi, studiare ogni aspetto tecnico: dall’aerodinamica alla bici, passando per i materiali. Si tratta di un’evoluzione fatta con i passi giusti, che rende il percorso morbido ma comunque progressivo».

A dicembre la Lidl-Trek ha fatto un ritiro comune dove ha radunato tutti i suoi team: uomini e donne pro’ e U23 (foto Instagram)
A dicembre la Lidl-Trek ha fatto un ritiro comune dove ha radunato tutti i suoi team (foto Instagram)

I giovani

Nel percorso di crescita e di programmazione per il futuro entra anche la Lidl-Trek Future Racing, ovvero il devo team della squadra americana. E’ nato nel 2024 e ha già radunato tanti talenti sotto lo stesso tetto. 

«Anche questo è un esempio di crescita e sviluppo – dice Cataldo – per trovare i nuovi talenti serve tempo e bisogna prenderli da giovani. Markel Irizar sta facendo un ottimo lavoro e sono diversi anni che la squadra cura questo aspetto. Hanno un occhio anche sul mondo junior e si cerca di dare a questi ragazzi un indirizzo e farli crescere al meglio. La squadra ha radunato tutti al ritiro di dicembre e per i giovani fare un’esperienza del genere è importante. Vedono l’ambiente e se ne sentono parte. In futuro credo che faremo delle gare con squadre “miste” dove i giovani verranno fatti correre con noi del team WT. Non nascondo che mi piacerebbe stare vicino a loro e trasmettere qualcosa».