Lippert fa festa. Magnaldi ci prova. E dietro colpi di stiletto

12.07.2024
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CHIETI – Colpi di stiletto? Schermaglie? Lotta psicologica? Elisa Longo Borghini e Lotte Kopecky si sono quantomeno punzecchiate in questa sesta, dura e caldissima tappa del Giro d’Italia Women. Alla fine sono loro due le protagoniste assolute, anche se oggi a gioire è stata Liane Lippert (nella foto di apertura), che era in fuga.

In gruppo serpeggia un clima se non di paura, quantomeno di attesa, verso quella che sarà probabilmente la tappa decisiva di questo Giro Women. E se non dovesse essere decisiva per decretare la vincitrice finale, lo sarà per dare lo scossone definitivo alla classifica. Due volte il Blockhaus e per di più con questo caldo è qualcosa di enorme.

Erica Magnaldi si rinfresca dopo il traguardo: oggi punte di 39 gradi sul percorso. Per lei circa 15 borracce
Erica Magnaldi si rinfresca dopo il traguardo: oggi punte di 39 gradi sul percorso. Per lei circa 15 borracce

Magnaldi coriacea

E oggi è stato solo l’antipasto. Lo sa bene Erica Magnaldi, terza all’arrivo e super protagonista della fuga di giornata.

«Ho tirato tanto è vero – dice la portacolori della UAE Adq con ancora il fiatone – ma il mio punto di forza è la salita e quindi ho tentato di staccare le avversarie sull’ultima ascesa. Purtroppo siamo alla sesta tappa e dopo tante frazioni dure e un’altra tappa in cui sono stata in fuga non ero più freschissima. Se non altro sono riuscita a staccare una delle quattro e mi sono almeno assicurata il podio, ma bisognava pur sempre arrivare. Non volevo rivivere la scena di due giorni fa quando sono stata ripresa a 80 metri dal traguardo e così mi sono sacrificata, pur sapendo di essere battuta in volata».

Ad una dozzina di chilometri dall’arrivo le quattro avevano oltre 2’30” di vantaggio e per Magnaldi che in salita va forte poteva essere l’occasione per risalire anche nella generale, soprattutto guardando al Blockhaus. Lei però declina l’opzione e ammette che pensava soprattutto alla tappa.

«Ho iniziato questo Giro senza puntare alla classifica, per essere più libera mentalmente e fisicamente. Il mio grande obiettivo dopo il Giro è il Tour de France Femmes. Vorrei non arrivarci troppo stanca».

«In gruppo devo ammettere c’è abbastanza paura – prosegue Magnaldi – io stessa sono un po’ intimorita pensando a domani, perché il caldo ci sta davvero mettendo a dura prova. E su una salita del genere si sentirà ancora di più. Immagino sarà una tappa di pura sopravvivenza per tutte».

Elisa Longo Borghini in maglia rosa e Lotte Kopecky in maglia rossa: sono loro due i fari di questo Giro

Le regine

Sopravvivenza non per Lotte Kopecky ed Elisa Longo Borghini. Su carta almeno, saranno loro le carnefici. Oggi quando hanno accelerato nello strappo finale: Kopecky scatta, Longo Borghini chiude e rilancia. Sembravano Vingegaard e Pogacar. Una superiorità netta rispetto alle altre, anche se la stessa Elisa ci dice che non sarà una sfida a due.

«Quando ho vinto la volata la mia sensazione è stata più quella di un gesto di “oh ce l’ho fatta”, che di gioia vera e propria. A 32 chilometri all’arrivo Lotte si è mossa, ma il suo non è stato tanto un attacco quanto un allungo perché era stizzita da non so cosa. Io l’ho seguita perché non si sa mai. A gente così lasci 10 metri e ti dà 10′.

«Quando invece è partita nel finale lo avevo capito che sarebbe scattata. Mi ha fatto il “prefisso internazionale” praticamente! Ho provato a staccarla ma non è stato  possibile… perché è forte».

Per radio, la diesse Teutenberg le ripeteva di stare attenta, perché Lotte era arrabbiata. «Ma – racconta l’atleta della Lidl-Trek – anche io sono grintosa, pensavo dentro di me. Non sono qui a spulciare i peluches! Però è stato bello. E’ una sana competizione.

«Sul contrattacco mi sentivo bene, ma è anche vero che domani è una tappa molto dura e una piccola energia risparmiata conterà. Potevo forse insistere, però non mi sembrava il caso».

E ora Blockhaus

Qui al Giro Women è opinione comune che Kopecky possa fare il colpaccio anche in salita e che quindi questa corsa rosa sarà una cosa a due. Elisa deve stare attenta.

Tuttavia Longo Borghini non ne è affatto convinta che sarà una sfida a due: «Non sarà una cosa solo tra noi due, ci sono tante scalatrici forti. Non è perché ora sono in maglia rosa vuol dire che ci resterò. Il livello è alto. Quando non c’è la Vollering sembra sempre che non ci sia nessuno. In realtà non è così. Guardate oggi come siamo andate. Ho visto la tappa del Blockhaus con Gaia (Realini, ndr) anche quella dell’Aquila che secondo me è durissima: tutto è ancora da giocare».

«Mi aspettavo che fosse più difficile oggi – ha detto una serissima Kopecky dopo l’arrivo – faceva molto caldo e forse è per questo siamo andate un po’ più tranquille. Volevo prendere i secondi bonus, ma non avevo abbastanza compagne di squadra per controllare la corsa. 

«Il Blockhaus? Non ne so nulla. Stasera devo studiarlo, anche se so che è una salita dura. Ma l’anno scorso dicevano anche che il Tourmalet sarebbe stato troppo duro per me. E invece l’ho fatto bene», ha suonato sibillina l’iridata.

Insomma è già duello anche nelle prese di posizione differenti.

Movistar: dopo Van Vleuten, largo a Lippert, Norsgaard e Baril

02.03.2024
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Mentre Annemiek Van Vleuten, loro ex leader, spadroneggiava nella Transcordilleras, rally gravel in Colombia, le ragazze del Movistar Team si sono guardate in faccia per darsi una forma e una direzione, che consenta loro di non far rimpiangere l’olandese d’acciaio. Un po’ come già successo agli uomini nella stagione precedente, quando ad appendere la bici fu Valverde.

La squadra è un affare di famiglia. E se il Movistar Team degli uomini è ancora feudo di Eusebio Unzue, con le donne cresce suo figlio Sebastian detto “Sebas”. I due hanno sperimentato vari attriti, per cui la separazione delle gestioni è parsa la via migliore per portare avanti l’azienda.

La WorldTour femminile non ha nomi stellari e ha visto andar via Sarah Gigante. In compenso ha già vinto con Olivia Baril ad Almeria (foto di apertura) e nei campionati nazionali colombiani con Paula Patino, altro nuovo acquisto. Fra le novità di maggior interesse, c’è lo stage già programmato dal primo agosto per Cat Ferguson, lei sì fenomeno fra le juniores, che lo scorso anno ha vinto il Piccolo Trofeo Binda, come pure il Fiandre, varie tappe qua e là e svariati appuntamenti nel cross.

Liegi 2022, una delle perle di Van Vleuten (per lei 30 vittorie in 3 anni) sul podio con Unzue e Gravalos (CEO di Movistar)
Liegi 2022, una delle perle di Van Vleuten (per lei 30 vittorie in 3 anni) sul podio con Unzue e Gravalos (CEO di Movistar)

Ricostruire dalla base

Come si conviene, tuttavia, abbiamo tirato in ballo il padrone di casa, perché ci guidi nella sua squadra che oggi è al via della Strade Bianche con Jorge Sanz sull’ammiraglia.

«Penso che la rosa sia migliorata – dice Unzue – e il primo aspetto in cui abbiamo fatto un passo avanti è stato l’arrivo di atlete che hanno innalzato il valore della squadra. Altro aspetto significativo è che l’età media si è abbassata e questo parla di ragazze che hanno la possibilità di continuare a progredire e crescere. E se tutto ciò accadrà, sono convinto che i risultati verranno. Saremo super competitivi e ci toglieremo parecchie soddisfazioni. Non dobbiamo avere paura, quanto apprezzare l’opportunità per le ragazze che da anni chiedevano spazio e responsabilità. Annemiek ci ha lasciato dopo tre stagioni incredibili, ma proprio nell’andamento del Tour de France, dove lei è arrivata quarta, abbiamo intravisto un pezzo di futuro».

Lippert batte Kopecky con una volata di forza a Mauriac, 2ª tappa del Tour Femmes
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Binari paralleli

Il riferimento è al comportamento delle altre atlete del team, che sono riuscite a conquistare due tappe nella grande corsa francese. Liane Lippert ha vinto la seconda, Emma Norsgaard si è portata a casa la sesta. Van Vleuten intanto, marciando sul suo binario parallelo, lottava contro gli anni e lo strapotere della Sd Worx dopo essersi portata comunque a casa la Vuelta, il Giro d’Italia e il Tour of Scandinavia. Una così mancherà per forza.

«Penso che il futuro della squadra – ha dichiarato Unzue allo spagnolo Marca – ruoterà attorno a Liane ed Emma (Lippert e Norsgaard, ndr) e sono convinto che saremo competitivi. So che Annemiek ci mancherà, ma non credo che in gara ci sentiremo inferiori, come non lo siamo stati neppure negli anni scorsi. Dovremo essere bravi a cogliere le opportunità più inaspettate. La sensazione dopo i ritiri e le prime gare è che il blocco a nostra disposizione sia molto interessante e forte».

Tour Femmes, altra vittoria per il Movistar Team: ecco Emma Norsgaard a Blagnac: 6ª tappa
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Sorpresa Baril

Il parallelo con la squadra maschile torna calzante. La presenza di Valverde teneva a freno le ambizioni di ragazzi che nel frattempo sono cresciuti e che ora, protetti da Mas e dal ritorno di Quintana, potranno dire la loro. Unzue fa l’esempio di Milesi, ma anche di Lazkano che lo scorso anno arrivò secondo alla Dwars door Vlaanderen senza essere conosciuto e quest’anno ha vinto la Clasica Jaen ed è arrivato terzo a Kuurne.

«Con le ragazze – dice – succederà la stessa cosa. Abbiamo vissuto tre anni in cui tutto era definito e per certi versi limitato, a causa del fatto di avere un leader chiaro come Annemiek. Quello che abbiamo fatto nel frattempo è stato progettare, pensando a come sarebbe stato quando lei non ci fosse più stata. Per questo l’anno scorso è arrivata Liane Lippert, che ora non sarà la leader unica, ma certo una delle più importanti della squadra. Non mi piace scaricare tutte le responsabilità sulle spalle di una sola atleta, perché penso che non sia giusto: né per lei né per il resto delle compagne. Penso che ci siano ragazze con sufficiente qualità per assumersela in più di un’occasione.

«Fra loro metto Olivia Baril, il cui arrivo mi esalta. Corre da pochissimo tempo, ma nonostante questo, abbiamo visto dai dettagli che si tratta di un’atleta di alta qualità. Il primo contatto e la conoscenza reciproca sono stati super positivi. E’ molto motivata e ci sorprenderà più di una volta. Ad Almeria ha già cominciato a farlo».