226ERS rafforza la propria presenza nel contesto del movimento ciclistico professionistico internazionale siglando una nuova partnership con il Team Polti VisitMalta. Il brand spagnolo – ben presente sul mercato italiano – è difatti il nuovo fornitore ufficiale di energia e integrazione sportiva della squadra di Ivan Basso e Alberto Contador.
Nato “da e per gli appassionati di sport di resistenza”, 226ERS è un marchio che si è affermato negli anni come uno dei brand di riferimento nel settore della nutrizione sportiva ad alte prestazioni. Una crescita costruita su valori chiari: esperienza sul campo, passione autentica, ricerca scientifica e miglioramento continuo. Tutti elementi che trovano una naturale sintonia con una squadra ambiziosa e orientata alla performance come Polti VisitMalta.
226ERS è un brand spagnolo che produce prodotti dedicati all’integrazione sportivaDa quest’anno sarà partner del Team Polti VisitMalta (foto Maurizio Borserini)226ERS è un brand spagnolo che produce prodotti dedicati all’integrazione sportivaDa quest’anno sarà partner del Team Polti VisitMalta (foto Maurizio Borserini)
Nutrizione ad alte prestazioni
L’accordo prevede la fornitura completa di gel energetici, barrette, bevande funzionali e integratori specifici, studiati per sostenere gli atleti durante sforzi prolungati e intensi, sia in gara che in allenamento. Un aspetto fondamentale in uno sport come il ciclismo, dove il dispendio energetico è estremo e la gestione dell’alimentazione può fare la differenza in gara.
I prodotti 226ERS si distinguono per l’utilizzo di ingredienti di altissima qualità, di origine naturale, con una particolare attenzione alla digeribilità. Un requisito indispensabile per i corridori impegnati in competizioni di lunga durata e in calendari particolarmente densi.
Con oltre 180 giorni di gara all’anno, e competizioni in più di dieci Paesi nel mondo, il Team Polti VisitMalta affronta una stagione intensa e altamente competitiva. Una sfida che richiede soluzioni nutrizionali affidabili, testate e costantemente ottimizzate.
La collaborazione con 226ERS nasce anche con l’obiettivo di sviluppare nuovi prodotti grazie al confronto diretto con i corridori e lo staff tecnico. Un dialogo continuo che permetterà al brand spagnolo di affinare ulteriormente le proprie soluzioni, basandosi su feedback reali provenienti dal ciclismo professionistico.
La squadra professional di Basso e Contador ha già iniziato una lunga stagione con le corse in Spagna (foto Maurizio Borserini)La squadra professional di Basso e Contador ha già iniziato una lunga stagione con le corse in Spagna (foto Maurizio Borserini)
Collaborazione e sviluppo
«Per noi è un grande piacere avviare questa collaborazione – ha dichiarato Jesus Sanchez, CEO e fondatore di 226ERS – ed una formazione professional come Polti VisitMalta rappresenta perfettamente i valori in cui crediamo: lavoro duro, ambizione e competizione leale. Siamo convinti che questo percorso comune permetterà a entrambe le realtà di crescere e affrontare nuove sfide con maggiore solidità».
Sulla stessa linea Angel Sevillano, socio e CMO del brand: «Abbiamo lavorato a lungo per finalizzare questo accordo. Oltre a fornire l’intera gamma dei nostri prodotti, per noi è fondamentale collaborare con la squadra per svilupparne di nuovi. La fiducia reciproca è la base di questo progetto».
«I corridori hanno accolto con grande soddisfazione l’ingresso di 226ERS tra i nostri partner tecnici – ha commentato Fran Contador, direttore generale del team – qualità, varietà dei prodotti e forza del brand sono difatti fattori determinanti. Questa collaborazione apre la strada a numerose iniziative congiunte e rafforza ulteriormente il percorso di crescita del team guidato da Ivan Basso e Alberto Contador. Quella che abbiamo siglato è una partnership che unisce competenza, visione e performance. Con lo sguardo rivolto alle grandi sfide del ciclismo internazionale».
Stessi colori iconici, una nuova firma tecnica… Il Team Polti VisitMalta ha presentato il kit ufficiale 2026, realizzato da ToFit, giovane azienda veneta che entra per la prima volta nel mondo del ciclismo professionistico maschile. Una partnership che unisce identità, innovazione e manifattura italiana, nel cuore di una delle regioni più rappresentative per la cultura ciclistica mondiale.
Fondata nel 2020 a Rossano Veneto, ToFit nasce per rispondere alla crescente domanda di abbigliamento sportivo ad alte prestazioni. L’azienda si è distinta rapidamente nel ciclismo femminile, nel triathlon e nell’atletica. Il salto verso una formazione maschile di primo piano segna un passaggio strategico. L’accordo con il Team Polti VisitMalta rappresenta un banco di prova tecnico e di visibilità ai massimi livelli.
I manager del team, i fratelli Contador (Fran e Alberto) e Ivan BassoI manager del team, i fratelli Contador (Fran e Alberto) e Ivan Basso
Riconoscibilità in gruppo
Il design del kit 2026 resta fedele alla forte riconoscibilità della squadra. Il rosso domina pantaloncini e inserti, il bianco caratterizza la maglia, il verde colora le maniche. Una combinazione elegante, immediatamente leggibile in gruppo. Sul fronte spiccano i due “title sponsor” Polti e VisitMalta. Sul petto trovano spazio anche Fineco, Lechler, Skoda e la “new entry” Sella Farmaceutici. Le maniche ospitano Kometa, mentre sulle spalle compare SOLO Caffè Monorigine. Sul colletto è presente Chiaravalli Group, sulle bande laterali il brand bici AURUM. Completano il quadro le ali della Fundación Contador sul fianco sinistro e la coroncina sul retro del collo, in memoria di Arturo Gravalos.
Dal punto di vista tecnico, la maglia è costruita con cinque tessuti differenti. La struttura garantisce una traspirazione efficace e una asciugatura rapida. La protezione solare UPF 50+ si abbina alla tecnologia OdorControl. Fronte e maniche a taglio vivo utilizzano un tessuto circolare pensato per l’aerodinamica. La schiena, le quattro tasche riflettenti e il collo sono realizzati in un tessuto ultraleggero da 120 g/m² a trama romboidale. I fianchi impiegano il tessuto a nido d’ape Strade Bianche. La chiusura è affidata a una zip YKK con sistema Camlock.
Nel 2026 la divisa del Team Polti VisitMalta sarà disegnata da ToFitNel 2026 la divisa del Team Polti VisitMalta sarà disegnata da ToFit
Una sfida ad alta intensità
Per ToFit si tratta senza dubbio di una sfida ad alta intensità. Fausto Bonin – responsabile del brand – ha sottolineato l’orgoglio di affiancare una delle squadre italiane più solide del panorama internazionale, con l’obiettivo di testare ricerca e qualità ai vertici del ciclismo mondiale.
Un entusiasmo condiviso anche da Ivan Basso, Team Principal della Polti VisitMalta, che evidenzia il valore umano della collaborazione e la volontà di costruire un percorso comune. Sulla stessa linea Fran Contador, General Manager del team. L’ingresso di ToFit viene letto come l’inizio di una nuova fase, fondata su fiducia, reattività e visione a medio-lungo termine. Un accordo nato in tempi rapidi, ma su basi solide. L’obiettivo è garantire stabilità tecnica, qualità costante e crescita condivisa. Una sinergia pensata per durare e lasciare il segno nel gruppo.
Il mondo del ciclismo professionistico richiede un’attenzione maniacale ai dettagli. Ogni elemento, dalla meccanica della bicicletta alla salute dell’atleta, concorre al risultato finale. In questo contesto d’eccellenza, Sella Farmaceutici annuncia la collaborazione come Health Partner ufficiale del Team Polti VisitMalta.
Questa sinergia non rappresenta solo una semplice sponsorizzazione. Si tratta bensì di una visione strategica condivisa che mette al centro della partnership il benessere del ciclista. La storica azienda vicentina affiancherà così la squadra guidata da Ivan Basso e Alberto Contador per tutta la stagione agonistica, garantendo supporto scientifico e prodotti di alta qualità.
Ivan Basso e Antonio Salviato, Amministratore Delegato di Sella FarmaceuticiIvan Basso e Antonio Salviato, Amministratore Delegato di Sella Farmaceutici
Tradizione e innovazione
Il ciclismo moderno è uno sport di resistenza estrema, il recupero fisico e la prevenzione degli infortuni sono pilastri fondamentali per ogni corridore. Di conseguenza un health partner di alto livello è essenziale.
Sella Farmaceutici vanta una storia centenaria d’eccellenza nel panorama chimico-farmaceutico italiano. La capacità di innovare, pur restando fedele a rigidi standard qualitativi, rende Sella il partner ideale per una realtà dinamica come il team Polti VisitMalta.
La partnership prevede la fornitura di soluzioni specifiche per le esigenze del team. Dalle creme per la preparazione muscolare ai prodotti per il post-gara, dove ogni formulazione è studiata per ottimizzare le prestazioni. Gli atleti del team Polti VisitMalta potranno così contare su referenze farmaceutiche sicure, efficaci e dai protocolli testati, garantendo la massima serenità durante le competizioni più dure come il Giro d’Italia.
I ragazzi della Polti VisitMalta sulle strade di La Nucia durante l’ultimo ritiro in Spagna (foto Facebook)I ragazzi della Polti VisitMalta sulle strade di La Nucia durante l’ultimo ritiro in Spagna (foto Facebook)
Una visione comune per il futuro
Il Team Polti VisitMalta sta vivendo una fase di grande crescita internazionale e la presenza di un Health Partner solido come Sella Farmaceutici rafforza ulteriormente la struttura tecnica della squadra. Per l’azienda invece, questa collaborazione rappresenta una vetrina prestigiosa e un laboratorio a cielo aperto. I feedback diretti dai professionisti su strada permetteranno infatti di affinare costantemente i prodotti, portando l’eccellenza farmaceutica direttamente nelle borracce e nei massaggi degli atleti.
Grande la soddisfazione da parte di Antonio Salviato, amministratore delegato di Sella Farmaceutici: «Siamo orgogliosi di iniziare questa avventura al fianco del Team Polti VisitMalta. Siamo stati sulla stessa lunghezza d’onda fin da subito, grazie a valori comuni come passione, tradizione, ricerca e innovazione orientate al miglioramento delle performance e della salute.
«Nel Team Polti abbiamo trovato la stessa fame di risultati e la stessa autenticità che guidano ogni giorno il nostro lavoro, capace di rappresentare la nostra determinazione e volontà di attaccare il mercato con la stessa grinta di un corridore in bici».
«Il benessere dell’atleta è la base del successo sportivo», commentano i portavoce della squadra. «Avere al nostro fianco un’eccellenza come Sella Farmaceutici ci permette di affrontare le sfide del calendario UCI con una marcia in più».
Il nome di Sella Farmaceutici sarà anche sulla divisa 2026 del Team Polti VisitMaltaIl nome di Sella Farmaceutici sarà anche sulla divisa 2026 del Team Polti VisitMalta
Grandi ambizioni
La stagione ciclistica è lunga e sempre più logorante e i corridori affrontano condizioni climatiche avverse, sforzi prolungati e trasferte continue. In questo scenario, il supporto di un partner sanitario diventa tanto importante quanto strategico. La prevenzione delle infiammazioni muscolari e il mantenimento dell’integrità cutanea sono infatti aspetti cruciali che Sella Farmaceutici presidia con competenza e professionalità fin dal lontano 1920.
L’integrazione tra la ricerca scientifica di Sella Farmaceutici e l’esperienza sul campo dello staff medico del Team Polti VisitMalta, crea un ecosistema virtuoso che punta a definire nuovi standard di eccellenza nel supporto sanitario del ciclismo d’elite.
SANTA CRUZ (Isole Canarie, Spagna) – Ad un tratto il Muna, il museo naturalistico di Santa Cruz, si popola di giornalisti, fotografi, cameraman e autorità. Sotto un velo nero con su scritto Aurum, si cela chiaramente una bici. Arrivano Ivan Basso e Alberto Contador. Il Teide ci sorveglia sornione una trentina di chilometri più a sud, mentre un’immagine che fa da sfondo al palco riporta la scritta “El Origen”, l’origine.
E’ in quel momento che il mondo scopre la nuova Aurum Magma Tenerife, una bici speciale. Una bici che ha a che fare con la nascita del marchio stesso, con questa terra, con il Teide. C’è tanto dietro questo modello. Non è solo una colorazione diversa. E questo “tanto” bisogna coglierlo, venendo sin quaggiù, persi nell’Oceano Atlantico.
La nuova Aurum Magma Tenerife, presentata qualche giorno fa alle CanarieBasso e Contador, in compagnia del referente del turismo di Tenerife, Alfonso Lope, sollevano il velo sulla TenerifeLa nuova Aurum Magma Tenerife, presentata qualche giorno fa alle CanarieBasso e Contador, in compagnia del referente del turismo di Tenerife, Alfonso Lope, sollevano il velo sulla Tenerife
L’origine
La Magma Tenerife, un’edizione esclusiva, è nata dalla collaborazione tra Aurum Bikes e Turismo de Tenerife, attraverso il suo marchio Tenerife Despierta Emociones. Non a caso all’alzata dei veli era presente anche il vicepresidente e consigliere del turismo del Consiglio insulare di Tenerife, Lope Afonso. Con lui, chiaramente, anche Ivan Basso e la star Alberto Contador, titolari dell’azienda Aurum. Si capisce subito che è una bici che vuole rendere omaggio all’isola che ha ispirato lo spirito del marchio.
«Questa bici – dicono in coro Basso e Contador – è nata qua a Tenerife e più precisamente sul Teide. Nell’anno in cui abbiamo corso insieme alla Tinkoff abbiamo avuto modo di pensare, parlare, ideare. E’ sul Teide, durante i nostri ritiri, che pensavamo a una bici. A come questa dovesse essere, e questa Magma Tenerife è la risposta, il regalo, a questa isola, a questa terra che tanto ci ha dato».
«Una bici nata dalla sofferenza – aggiunge Contador – come poter soffrire di meno, o soffrire uguale ma andando più forte! Durante il mio periodo da ciclista professionista, ho trascorso molte settimane ad allenarmi sul Monte Teide alla ricerca della forma migliore. E’ stato proprio lì, anni dopo, che è nata l’idea di creare Aurum insieme a Ivan. Lassù hai tempo per pensare, per concentrarti. Sei solo con i compagni, la natura e la tua bici. Ecco perché tornare ora con questo progetto è come chiudere un cerchio. La Magma Tenerife rappresenta quell’origine: il luogo dove tutto ha avuto inizio e l’ispirazione che ci ha portato a creare la nostra bicicletta».
Da qui quello slogan “El Origen”. E questa è l’ultima perla della corona di Aurum.
La cura del dettaglio e dell’aerodinamica resta un must del marchio AurumMolto interessanti queste ruote Scope: leggere, rigide e stabiliLa componentistica è di Aurum: di nuovo grande pulizia di stile e tecnica (ogni cavo è integrato)La cura del dettaglio e dell’aerodinamica resta un must del marchio AurumMolto interessanti queste ruote Scope: leggere, rigide e stabiliLa componentistica è di Aurum: di nuovo grande pulizia di stile e tecnica (ogni cavo è integrato)
La bicicletta
Nel catalogo di Aurum Bikes si trova adesso anche la Magma Tenerife. La sostanza non cambia: parliamo di una bici di altissima gamma e qualità, la stessa che utilizzano i professionisti della Polti-VisitMalta.
La bici si può personalizzare nel setup. Quella che abbiamo ammirato a Santa Cruz era allestita con il gruppo Sram Red AXS, sella Prologo Scratch M5 Nack Hard Black, componentistica Aurum (a partire dal bellissimo manubrio Aurum Magma) e dalle nuovissime ruote Scope Artech 6.
Ruote che ha voluto, testato e ricercato lo stesso Contador: uno che sul peso è ancora un corridore (scalatore) a tutti gli effetti. Alberto, ci hanno detto fonti super attendibili, le ha provate di persona e quando ne ha sentito il peso e il rendimento quasi non ci credeva. Questo set(disponibile nella versione con profilo da 65, 45 e persino 20 millimetri) ferma l’ago della bilancia a 1.224 grammi nella versione con profilo più alto. Ha un canale interno da 23 millimetri, raggi profilati in fibra e una grande pulizia aerodinamica grazie alle “squame” sul profilo stesso. Trasformano la Magma in un fuso che penetra l’aria, un sibilo che dietro lascia poche turbolenze. Le Scope Artech 6 sono stampate in 3D. Le coperture con cui rendono meglio, sia in termini di scorrevolezza che di stabilità, sono quelle da 28 millimetri.
«Sono rimasto colpito dalla stabilità di queste ruote – ci ha detto Contador – anche se ti passa vicino un camion, la bici resta dritta, non sbanda».
Per il resto, come accennato, la forcella, il reggisella e il manubrio integrato della Magma sono “made in Aurum” e sono stati progettati con il solo intento di rendere la bici più veloce. La casa spagnola riporta dati a dir poco interessanti sul fronte aerodinamico: si parla di circa 7 watt guadagnati considerando forcella e telaio, che diventano 10 se nell’allestimento previsto c’è anche il manubrio integrato.
Ecco la vera perla della Magma: la riproduzione topografica con le isoipse del Teide e di TenerifeContador e Basso volevano omaggiare questa spendida isola con un modello (e un marchio) che in qualche modo è nato proprio quiEcco la vera perla della Magma: la riproduzione topografica con le isoipse del Teide e di TenerifeContador e Basso volevano omaggiare questa spendida isola con un modello (e un marchio) che in qualche modo è nato proprio qui
Il colore
E veniamo alla vera novità, al fulcro di questo modello: il colore. Le sfumature di blu del dipinto evocano il viaggio dalle profondità dell’Oceano Atlantico alle vette del Monte Teide. «Dal mare al cielo – come ha spiegato Contador – quando ci affacciavamo da lassù vedevamo tutte queste tonalità di blu».
A dire la verità era stata fatta anche una prova con l’altro colore dominante di Tenerife, quello dell’ocra della sua terra, che a tratti diventa nera e ad altri rossastra. Alla fine si è optato per queste gradazioni di blu. Tra l’altro, nota curiosa: in queste verniciature c’è un tocco d’Italia. Infatti questi colori sono creati dalla Lechler, un’azienda comasca.
Sempre restando sulla grafica della Magma Tenerife, c’è un elemento che colpisce più di altri, un dettaglio che si trova sul tubo orizzontale: le linee topografiche del Teide. Una vera chicca. Queste linee sono la rappresentazione del DNA della Aurum Magma Tenerife. Se il DNA di un essere umano è una “doppia elica”, quello della Magma Tenerife è costituito dalle linee topografiche del Teide.
Al momento Stefano Zanatta ha già a che fare con dei giovani, ma questa volta nel ruolo di nonno. Gli impegni ciclistici non finiscono mai, tuttavia al momento basta un computer per iniziare a pensare ai prossimi impegni. Si partirà con il classico ritiro di dicembre, anche se l’hotel di Oliva, in Spagna, che solitamente ospitava i corridori della Polti VisitMalta quest’anno è stato prenotato da altri team.
«Ivan Basso e Alberto Contador stanno cercando la soluzione alternativa – dice Zanatta – di certo non mancano le strutture in Spagna, quindi troveremo sicuramente qualcosa che fa al caso nostro. Per il resto la formazione per il 2026 è pronta, siamo pronti a partire. Rispetto alla stagione appena conclusa avremo quattro atleti in più, ci sarebbe stata la possibilità di prenderne altri ma dobbiamo fare i conti con calendari e inviti».
Zanatta ha lavorato con I gemelli Bessega quando erano con il team Fundacion Contador, qui Tommaso vince il Memorial Arturo GravalosGabriele Bessega è cresciuto molto negli anni alla Polti U23 e ottenendo però meno risultatiZanatta ha lavorato con I gemelli Bessega quando erano con il team Fundacion Contador, qui Tommaso vince il Memorial Arturo GravalosGabriele Bessega è cresciuto molto negli anni alla Polti U23 e ottenendo però meno risultati
Calendari e regole
Il roster della Polti VisitMalta per la stagione che verrà è al completo e la cosa che risalta all’occhio è la presenza di tanti giovani che potrebbero ancora rientrare nella categoria under 23.
«Sarebbero sei in totale – continua il diesse trevigiano – e per un momento abbiamo anche pensato di fare attività under 23 con loro, ma con la nuova regola UCI non sarà possibile. Per fortuna il calendario italiano vede qualche nuova corsa in più indetta dalla Lega Ciclismo Professionistico. Questo per squadre come la nostra è un bell’aiuto nel fare attività e nel programmarla, anche perché c’è l’accordo che le squadre iscritte alla Lega potranno correre tutti gli appuntamenti. Per il resto aspettiamo le solite wild card di RCS, con la speranza di avere risposte in tempi più brevi rispetto allo scorso anno».
Nel 2025 Gabriele Bessega ha vinto diverse corse, qui alla Milano-Busseto (Photors.it)Nel 2025 Gabriele Bessega ha vinto diverse corse, qui alla Milano-Busseto (Photors.it)
Tra questi sei giovani ci sono i gemelli Bessega: Tommaso e Gabriele…
Li seguiamo da quando erano al secondo anno juniores ed erano entrati nell’orbita della Fundacion Contador (il team U23 dov’è cresciuto anche Piganzoli, chiuso lo scorso anno, ndr). Ricordo di averli conosciuti al primo ritiro a Oliva tra fine 2022 e inizio 2023, mi hanno subito colpito per il fisico e le potenzialità dimostrate. Si sono dimostrati fin da subito anche due ragazzi di carattere, non avevano paura di nulla.
Con voi hanno fatto un percorso di due anni da under 23, com’è andato?
Tommaso ha dimostrato di essere un corridore in grado di esprimere grande potenza, per me potrebbe diventare un buon velocista. Gabriele allo stesso modo ha ottime doti di forza ma è più scalatore. Di sicuro sono due corridori che non si risparmiano in gara, hanno tanta ambizione e una grande determinazione.
Gabriele Bessega, qui in azione, ha mostrato di avere doti più da scalatoreGabriele Bessega, qui in azione, ha mostrato di avere doti più da scalatore
Il loro cammino con voi si è interrotto per una stagione, visto che nel 2025 hanno corso in Biesse Carrera Premac…
Vero e credo che l’anno in più da under 23 abbia fatto bene a entrambi. Si sono messi alla prova in gare con i professionisti e allo stesso modo hanno avuto la possibilità di correre per vincere, aspetto non secondario. A mio avviso sarebbero stati pronti per passare pro’ anche a fine 2024 ma l’attesa ha dato modo di vederli maturare ulteriormente.
Sotto quali aspetti?
La gestione della corsa. Poi hanno avuto modo di formarsi ancora per quanto riguarda le loro potenzialità. Insomma, sfruttare le occasioni. In questo 2025 hanno corso creandosi le chance di vittoria e non correndo con attendismo.
Secondo Zanatta Tommaso Bessega ha doti da velocista (foto Camilla Santaromita Villa)Secondo Zanatta Tommaso Bessega ha doti da velocista (foto Camilla Santaromita Villa)
Vincere aiuta a vincere…
Certamente, per un giovane il passaggio prematuro può essere un’arma a doppio taglio. Se si perde l’abitudine a lottare e cercare la vittoria poi è difficile riallacciare il filo. Vero che il ciclismo moderno offre tante occasioni con calendari sempre più ricchi, ma serve continuità. Non basta farlo una volta all’anno.
Si sono avvicinati ancora di più al mondo dei professionisti?
Hanno fatto vedere di poter fare un passo ulteriore, tocca a loro andare dal 99 per cento al 100 per cento. A ventuno anni corri inseguendo i sogni, ed è giusto che sia così. Quando passi professionista diventa un lavoro e ci sono da fare dei passaggi piccoli ma determinanti. Servono metodo, disciplina e attenzione ai dettagli. I gemelli Bessega sono ragazzi intelligenti, sanno cosa fare (i due sono insieme nella foto Instagram di apertura, ndr).
Gemelli Bessega hanno un legame forte ma allo stesso tempo amano sfidarsi e migliorarsi a vicenda (foto Rodella)Gemelli Bessega hanno un legame forte ma allo stesso tempo amano sfidarsi e migliorarsi a vicenda (foto Rodella)
E’ il momento anche di smetterla di essere “i gemelli Bessega” e diventare Gabriele e Tommaso?
Ora serve capire che strada possono intraprendere singolarmente. Le differenze tecniche ci sono e le abbiamo già intraviste, anche loro se ne sono resi conto. Entrambi sanno anche che non potranno più correre insieme tutte le volte.
Un anno dopo, Ludovico Crescioli è tornato dal viaggio a Malta insieme ai compagni di squadra della Polti VisitMalta. Si è trattato del primo ritiro, per vedere e conoscere i ragazzi che dal 2026 entreranno ufficialmente a far parte del team. A ottobre dello scorso anno era il corridore toscano a trovarsi nella loro situazione, infatti Crescioli dopo la parentesi alla Technipes #InEmiliaRomagna aveva fatto il grande salto tra i professionisti insieme alla formazione di Ivan Basso e Fran Contador (in apertura foto Maurizio Borserini).
Adesso, 365 giorni dopo, è il momento di guardarsi indietro e fare un bilancio della prima stagione vissuta tra i pro’.
«Sono ancora in vacanza – ci racconta Crescioli – dopo il viaggio a Malta sono tornato a casa, quest’anno le vacanze le passerò tra parenti e amici. Non riesco a vederli spesso e passare con loro del tempo, quindi ne approfitto e mi godo un po’ di riposo. Ho ancora una settimana di stacco, poi riprenderò la bici e inizierò a fare qualche giro. La mia stagione è finita alla Veneto Classic, il 19 ottobre, queste tre settimane di stacco erano necessarie».
Ludovico Crescioli ha concluso la sua prima stagione da professionista con la Polti VisitMalta (foto Maurizio Borserini)Il corridore toscano ha messo insieme 48 giorni di corsa (foto Maurizio Borserini)Ludovico Crescioli ha concluso la sua prima stagione da professionista con la Polti VisitMalta (foto Maurizio Borserini)Il corridore toscano ha messo insieme 48 giorni di corsa (foto Maurizio Borserini)
Che cosa ci dici di questa prima stagione da professionista?
Tutto sommato dire che è andata bene, c’è stato qualche intoppo soprattutto all’inizio. Ho avuto un problema al ginocchio che mi ha tenuto fermo per un mese abbondante. Dopo l’esordio in Spagna a fine gennaio sono rientrato alle corse in Calabria a metà aprile. Ho messo insieme quarantotto giorni di gara, tutti concentrati da aprile in avanti.
Senti di aver fatto i giusti miglioramenti?
Credo di non aver avuto una crescita graduale, ma sono sicuramente migliorato anche perché nel finale di stagione ho visto dei passi in avanti. Nelle gare di settembre e ottobre riuscivo spesso a restare con i migliori.
Crescioli ha preso parte a quattro corse a tappe, l’obiettivo per il 2026 è aumentarne il numeroCrescioli ha preso parte a quattro corse a tappe, l’obiettivo per il 2026 è aumentarne il numero
Quali sono state le difficoltà maggiori?
Capire questo nuovo modo di correre, in alcuni momenti di gara mi sono reso conto che mi mancasse quel tocco di esperienza che mi avrebbe aiutato a fare qualcosina in più. Nelle ultime corse dell’anno avrei potuto fare meglio.
Raccontaci…
Alla Tre Valli Varesine, dove sono arrivato ventesimo, ho peccato di esperienza e di visione di gara. Ero riuscito a rimanere con il gruppetto all’inseguimento di Pogacar, ma in una rotonda abbiamo preso la classica “frustata” e ci siamo divisi. Nel rientrare abbiamo fatto una fatica immensa, che ho pagato nello sprint finale. Magari sarei potuto entrare nei primi dieci, che alla Tre Valli è sempre un buon risultato.
Crescioli al Giro dell’Emilia, con il passare delle corse il suo finale di stagione è stato in crescendo (foto Maurizio Borserini)Crescioli al Giro dell’Emilia, con il passare delle corse il suo finale di stagione è stato in crescendo (foto Maurizio Borserini)
Su quali aspetti devi ancora lavorare?
Il prossimo anno mi piacerebbe fare qualche corsa a tappe in più. Nel 2025, complice l’infortunio di inizio stagione, non ho avuto modo di correrne tante. Però mi sono reso conto che correndo tanti giorni di fila il fisico risponde bene. Sempre alla Tre Valli Varesine ho fatto una delle mie migliori prestazioni e arrivavo da tre giorni di gara consecutivi.
Il prossimo anno mancherà un pilastro come Piganzoli, avete caratteristiche simili, pensi di poter prendere il suo posto?
Replicare la stagione e gli ultimi anni di “Piga” vorrebbe dire andare davvero forte, perché lui in primis ha fatto vedere di valere tanto. Io voglio ottenere i migliori risultati possibili, non sarà semplice, ma vorrei fare altri passi in avanti. Sarebbe bello fare qualche gara a tappe per lavorarci e crescere in vista del prossimo futuro. Quest’anno ho visto che riesco a dare il mio contributo anche nelle corse di un giorno.
Crescioli vuole fare il passo necessario per provare a vincere e fare un ulteriore salto di qualitàCrescioli vuole fare il passo necessario per provare a vincere e fare un ulteriore salto di qualità
Con il sogno del Giro d’Italia?
Ancora non sappiamo nulla, c’è il discorso delle wild card e di avere risposta riguardo agli inviti. La direzione principale è quella di migliorarmi per quanto riguarda le brevi corse a tappe, ma un’esperienza come il Giro darebbe una grande continuità. Vedremo, perché il calendario quest’anno proporrà tante nuove gare a tappe e molte di queste saranno proprio in Italia.
Fine stagione, è tempo di consuntivi. In casa Polti Visit Malta a dir la verità l’analisi è iniziata tempo fa, a stagione ancora nel pieno, tanto è vero che la formazione Professional italiana è stata tra le più attive nella prima fase del ciclomercato. Facendo anche scelte lontane dai riflettori, ma che hanno fatto anche discutere.
Di carne al fuoco ce n’è tanta e il team manager Ivan Basso (in apertura insieme all’altro titolare Alberto Contador) non si nasconde, anzi affronta anche argomenti scottanti a viso aperto, come faceva quando correva e vinceva in giro per il mondo: «Per noi è stata una stagione dove abbiamo raggiunto due obiettivi importanti, uno è quello del mantenimento della classifica internazionale ed è ogni anno più difficile arrivare nella top 30 del ranking. La seconda essere comunque la prima italiana in classifica con la ciliegina della vittoria nella Coppa Italia delle Regioni che ha sicuramente un significato, oltretutto con la maglia dei giovani andata a Piganzoli».
Davide Piganzoli lascia il Team Polti: ha firmato un triennale con la Visma-Lease a BikeDavide Piganzoli lascia il Team Polti: ha firmato un triennale con la Visma-Lease a Bike
E che cosa metti sull’altro piatto della bilancia?
Tantissimi piazzamenti che avrebbero potuto essere vittorie. I nostri due atleti più veloci, che sono Lonardi e Penalver, hanno fatto più di 20 podi. Questo io lo devo vedere come risultato positivo in termini di prestazione. Ma voglio che questi podi possano diventare vittorie, quindi dobbiamo lavorare sulla ricerca delle cose da migliorare per poter trasformare prestazioni di assoluto livello in vittorie, fare quel piccolo passo che ancora manca. Dopo ovviamente c’è anche un’autocritica, perché abbiamo alcuni atleti della squadra che dovevano andare meglio, ma stiamo già lavorando su quello e sta anche a chi dirige, a me in primis, prendersi le responsabilità.
Dove si esprime questa responsabilità?
Quando hai degli atleti, devi fare in modo che la loro individualità sia parte di un quadro generale nel quale contribuiscono tutti. Quindi quando si parla di fare meglio, gli parli di una cosa che loro conoscono. La consapevolezza è già il primo colpo di pedale del 2026 soprattutto dai corridori che non hanno performato come dovevano. Di questo il primo responsabile sono io e quindi ci stiamo lavorando insieme all’atleta, ai direttori sportivi, ai preparatori per cercare di capire che cosa non ha funzionato e che cosa cambiare.
Al suo primo anno alla Polti, Ludovico Crescioli ha fatto 48 giorni di corsa con 6 top 10Al suo primo anno alla Polti, Ludovico Crescioli ha fatto 48 giorni di corsa con 6 top 10
Voi siete una delle squadre più attive sul ciclomercato e state prendendo anche molti under 23, che però non potranno più gareggiare nelle internazionali di categoria? Questo comporta anche un minor contributo in termini di punti…
La questione dei punti è complessa e ci sarebbe da discutere per ore. Noi abbiamo preso sei giovani del quarto anno, che quindi passano di categoria e l’abbiamo fatto perché li vediamo già pronti per correre le gare maggiori. E’ chiaro che è un tema delicato che stiamo discutendo anche tra le società, perché la decisione ci è piovuta addosso all’improvviso. Cercheremo di capire meglio e poi vedremo che cosa fare.
Stagione notevole quella di Lonardi con 78 giorni di gara conditi da 2 vittorie e ben 10 podiStagione notevole quella di Lonardi con 78 giorni di gara conditi da 2 vittorie e ben 10 podi
Avete preso corridori per classiche, corridori per corse a tappe, corridori che possono dare una mano…
Apprezzo che si sia vista quest’operazione di prendere corridori mirati per le nostre esigenze. Ritengo che stiamo facendo un ottimo ciclomercato anche se non si nota il nome di spicco, anzi si sottolinea spesso che questo nome è in uscita ed è Piganzoli. Corridore per cui provo una stima infinita. L’abbiamo preso di poco maggiorenne e lo lasciamo con una personalità importante. Ma io ritengo che Crescioli sia un’eccellente successore. Non dimentichiamoci che ha fatto dei risultati importanti da under 23, mettiamoci in testa che i talenti non sono solo gli juniores che vanno forte. Possono essere anche i terzi, quarti anni o anche quinti anni, se magari uno ha avuto dei problemi. La storia degli atleti bisogna conoscerla bene, bisogna parlare con le squadre giovanili, con la famiglia dei corridori, capire bene che cosa c’è dietro. Perché ora se andiamo a cercare solo quelli di 16-17 anni che mostrano di essere i migliori al mondo commettiamo un grave errore.
Una vittoria per l’iberico Penalver in Cina, ma anche tanti piazzamentiUna vittoria per l’iberico Penalver in Cina, ma anche tanti piazzamenti
C’è qualche nome in particolare sul quale ti senti di puntare fra i nuovi arrivati?
Ad esempio i due gemelli Bessegache avevamo nel settore giovanile e che hanno continuato il loro percorso di crescita. Poi Belletta, uno dei migliori talenti che abbiamo. Inoltre ritengo che Crescioli si evolverà ancora, come Lonardi, come Penalver. Non bisogna solo dirlo che si deve rispettare il talento, ma bisogna anche saper aspettare. Ma c’è anche altro…
Cioè?
Ho dovuto fare una scelta sofferta perché se avessi le possibilità di allargare il roster lo farei senza pensarci. Ma non è una questione di budget, è una questione di organizzazione. Perché se hai 30 corridori poi devi andare anche a correre e non possiamo ancora avere un calendario adeguato a questi numeri. Ci sono corridori di quarto-quinto anno che avrei preso volentieri: Arrighetti, Bortoluzzi, Olivo. Corridori che secondo me sono meritevoli di fiducia e solo perché hanno avuto problemi non sono riusciti ancora a emergere.
Per Dario Igor Belletta l’approdo al Team Polti. Basso crede molto nella sua crescitaPer Dario Igor Belletta l’approdo al Team Polti. Basso crede molto nella sua crescita
A proposito di Belletta, pensi che vada ricostruito non solo tecnicamente e fisicamente, ma soprattutto dal punto di vista psicologico, riportato un po’ nella dimensione vera di corridore?
Ho conosciuto Dario Igor a casa mia, nel mio studio. L’ho guardato negli occhi, ho parlato a lungo con lui, non credo che ci sia da ricostruire niente. C’è semplicemente da riprendere un percorso di crescita. Io vedo dove può arrivare, il mio compito sarà quello di far credere anche a lui che può farlo. Spesso gli atleti per tanti motivi perdono la visione finale di dove vogliono arrivare. Io ho il compito con i miei collaboratori di far credere anche a lui che lì può arrivarci. E’ pronto e ha solo una gran voglia di iniziare.
Tre giorni a Malta per iniziare a respirare il clima e l’ambiente che tra poche settimane diventerà parte della routine. Dario Igor Belletta ha concluso il primo incontro con la Polti VisitMalta e insieme ai nuovi compagni di squadra ha trascorso qualche giorno proprio a Malta. Ora ripartono le vacanze del corridore di Magenta che con la Solme Olmo ha trovato finalmente un pass per il professionismo. L’occasione è arrivata nel momento più difficile e dopo una stagione che lo ha messo alla prova sotto ogni aspetto il riposo è pienamente meritato.
«Finita la stagione – racconta – ho pedalato insieme a qualche amico, nulla di impegnativo. Solamente dei piccoli giri per andare a prendere un caffè o un pezzo di torta, giusto per passare il tempo insieme. Poi ho staccato completamente e sono stato in Sardegna, mentre ora dopo il ritiro a Malta ho ancora un paio di settimane senza bicicletta».
Per Belletta è stato fondamentale il supporto di Marino Amadori che lo ha portato in due tappe di Nations CupPer Belletta è stato fondamentale il supporto di Marino Amadori che lo ha portato in due tappe di Nations Cup
Inizio anticipato
Il riposo gioca una parte importante per costruire la prossima stagione, la prima tra i professionisti per Dario Igor Belletta. Dopo un 2025 che lo ha visto iniziare in ritardo a causa dell’addio alla Visma Lease a Bike e si è concluso al Lombardia U23, il 4 ottobre scorso.
«Ora che parliamo di nuove esperienze – continua Belletta – mi viene quasi voglia di ritornare in bici e pensare alla prossima stagione. Però devo farmi forza e restare ancora a riposo, anche perché non manca molto alla ripresa degli allenamenti. I primi di novembre dovrei ripartire, e voglio farlo al 100 per cento. Anche perché dovrei partire a correre dalla Spagna a fine gennaio, mentre da under le prime gare sono a marzo. Quindi c’è da entrare in forma presto».
Dopo il periodo complicato vissuto a marzo finalmente il sorriso sul volto di Belletta, qui alla Milano-Busseto (Photors.it)Dopo il periodo complicato vissuto a marzo finalmente il sorriso sul volto di Belletta, qui alla Milano-Busseto (Photors.it)
Com’è andato il primo incontro con la nuova realtà a Malta?
Molto bene, siamo stati per tre giorni in un posto fantastico grazie allo sponsor VisitMalta con il ruolo di ambassador per l’isola ed è stato fantastico. Ho scoperto un posto per me completamente nuovo e del quale sono rimasto affascinato. C’è stato anche modo di conoscere i compagni di squadra che l’anno prossimo saranno al mio fianco.
Avete subito rotto il ghiaccio?
Sì, anche perché conosco bene Ivan Basso, siamo delle stesse zone e mi seguiva già quando ero junior. In questi anni siamo stati spesso in contatto e durante la stagione ci siamo sentiti spesso, l’ultima volta proprio in estate una volta firmato il contratto. Per andare a Malta abbiamo preso l’aereo da Malpensa, anche perché la Polti VisitMalta ha il magazzino principale a Varese.
Al campionato italiano U23 un secondo posto amaro, ma ha dimostrato di avere una grande condizione (foto Sprint Cycling/Tommaso Pelegalli)Al campionato italiano U23 un secondo posto amaro, ma ha dimostrato di avere una grande condizione (foto Sprint Cycling/Tommaso Pelegalli)
Cosa hai provato una volta in aeroporto, pronto a partire per il tuo primo viaggio da pro’?
E’ stato strano ed emozionante allo stesso tempo. Vedere Ivan Basso e sapere che questa volta saremmo partiti insieme per andare al primo ritiro fa un certo effetto. Ricordo che quando sono arrivato stava parlando di come gestiva il riposo invernale quando era corridore, ed io ero lì che nella mia testa prendevo già appunti. Poi è salito in bici per fare qualche scatto e delle riprese e devo dire che è ancora in gran forma.
La tua stagione non è stata semplice, avresti mai pensato di passare professionista a fine anno?
Se lo aveste chiesto al mese di marzo, vi avrei risposto di no. Quello è stato il momento più duro, non sapevo che direzione avrebbe preso la mia carriera ed è stato difficile ripartire (il riferimento è l’addio alla Visma Lease a Bike, ndr). Fino al primo luglio non avrei potuto firmare con altre continental, nonostante ci fossero dei devo team interessati a me.
Nonostante le corse italiane non siano adatte a corridori come lui, Belletta si è sempre difeso risultando spesso tra i migliori (Photors.it)Nonostante le corse italiane non siano adatte a corridori come lui, Belletta si è sempre difeso risultando spesso tra i migliori (Photors.it)
Poi ha preso più consapevolezza?
Grazie a Gian Pietro Forcolin e alla Solme Olmo sono ripartito e ho ritrovato fiducia passo dopo passo. La condizione a inizio stagione non era delle migliori e ci ho messo un po’ a ritrovare il ritmo giusto. Da dopo il Giro Next Gen ho trovato continuità e risultati importanti, con l’unico rammarico del secondo posto al campionato italiano under 23.
Cosa ti ha dato fiducia?
Il fatto che nonostante il mio fisico non sia proprio quello di uno scalatore, ho comunque raccolto tanti risultati in corse internazionali, su percorsi con molte salite. Lì ho capito di aver fatto un ulteriore passo in avanti, i risultati non sono stati eccezionali probabilmente, ma riuscire a fare top 10 e top 5 in certe corse mi ha permesso di ritrovare fiducia.
Quando hai firmato con la Polti VisitMalta?
Nella prima parte dell’estate, nei giorni del campionato italiano under 23. C’era stata anche qualche squadra WorldTour che si era interessata a me, tuttavia erano progetti non certi e che ancora dovevano essere definiti. La proposta di Ivan Basso mi è piaciuta, un ambiente familiare e nel quale mi sono sentito subito ben voluto. Ci sono anche ragazzi che conosco bene, come i gemelli Bessega.
Il 2025 è stato un anno che ha insegnato molte cose al corridore lombardo, ora è pronto al salto tra i pro’Il 2025 è stato un anno che ha insegnato molte cose al corridore lombardo, ora è pronto al salto tra i pro’
Cosa ti ha convinto?
Lo spazio che ogni corridore ha all’interno del team, per crescere, imparare e provare a vincere. In una squadra WorldTour a volte entri e fai fatica a trovare le giuste occasioni, oppure sono poche. Il rischio è di fare due anni e rimanere senza nulla in mano. Qui alla Polti VisitMalta, invece sento di poter trovare le giuste occasioni per crescere.
Pensi di aver imparato qualcosa da questa stagione?
Che nel ciclismo, come nella vita, ci sono cose che non possiamo controllare. Questo non deve spaventarci, ma bisogna lavorare e preoccuparsi di ciò che è sotto il nostro controllo.
L’approdo di Mattia Gaffuri alla Polti-VisitMalta non è frutto del caso. Il corridore comasco, una delle perle dello Swatt Club che tanto ha rotto gli schemi al campionato italiano a Gorizia lo scorso giugno, ha attirato l’attenzione di Ivan Basso e dello staff della squadra. E lo ha fatto per via dei suoi numeri, prima, e per un approccio basato su metodo, disciplina e generosità che tanto stanno piacendo alla squadra del varesino.
Per la Polti-VisitMalta, che negli ultimi anni ha avviato un processo di scouting avanzato basato su analisi dei dati e algoritmi, come ci ha detto Basso stesso, Gaffuri rappresenta un profilo in linea con la filosofia di crescita e valorizzazione di giovani talenti.
Abbiamo parlato con Basso per capire perché abbia deciso di dargli questa opportunità, che qualità abbia riscontrato e cosa ci si può attendere dal ragazzo nelle prossime stagioni.
Ivan Basso (classe 1977) è uno dei dirigenti della Polti-VisitMaltaIvan Basso (classe 1977) è uno dei dirigenti della Polti-VisitMalta
Trattativa anticipata
«L’aver preso Gaffuri – attacca Basso – è stata una scelta maturata nel tempo. Da mesi diversi informatori e collaboratori mi segnalavano il profilo di Gaffuri. Non mi sono limitato ad ascoltare: lo abbiamo seguito con attenzione attraverso il nostro sistema di analisi, un progetto che stiamo portando avanti negli ultimi anni con algoritmi e strumenti tecnologici. I suoi dati hanno mostrato indicatori estremamente positivi, tanto da convincermi a contattarlo a fine maggio, quindi prima del famoso campionato italiano di Gorizia».
«L’ho incontrato nel mio ufficio e ho trovato un ragazzo serio, preparato, con un’educazione di alto livello. Mi ha raccontato il suo percorso, la passione con cui si è formato, la cura dei dettagli. Ho avuto la sensazione che la nostra squadra fosse il tassello mancante per permettergli di compiere il definitivo salto di qualità. Così abbiamo deciso di offrirgli questa chance».
Basso spiega come Gaffuri sin da subito abbia risposto bene al team, mostrando un atteggiamento positivo e un rendimento concreto. Non era scontato: Gaffuri si è inserito in un calendario intenso, ha affrontato corse nuove e si è messo a disposizione del team.
«Già altre squadre avevano preso nota delle sue prestazioni, ma la mia volontà è stata chiara: vorrei tenerlo con noi. Se però sceglierà altre strade, resterà comunque la soddisfazione di aver contribuito al lancio di un corridore promettente».
Gaffuri e i compagni dello Swatt Club (con gli ormai mitici body bianchi) al tricolore di Gorizia, vinto dal compagno Conca e con lui al quinto postoGaffuri e i compagni dello Swatt Club (con gli ormai mitici body bianchi) al tricolore di Gorizia, vinto dal compagno Conca e con lui al quinto posto
Gaffuri e il lavoro
Basso, come è noto, era uno stakanovista del lavoro e la cosa che lo ha colpito di Gaffuri è stata proprio la sua cultura del lavoro.
«Gaffuri – riprende Ivan – è un atleta capace di esprimere in allenamento valori vicini, se non superiori, a quelli delle competizioni. Questo non è comune: la maggior parte dei corridori tocca i picchi solo in gara, mentre lui riesce a prepararli con costanza durante la settimana. E’ un cultore del metodo, cura il gesto tecnico, la posizione in sella, la cadenza, la respirazione. Ha l’abitudine di guardare al dettaglio e di pretendere molto da se stesso. Da tecnico e manager, io apprezzo moltissimo questo approccio, perché coincide con la mia visione del ciclismo professionistico: allenarsi non vuol dire solo accumulare ore, ma lavorare sulla qualità di ogni colpo di pedale».
Dal punto di vista fisico, Gaffuri è un corridore che va forte in salita, con margini di crescita evidenti. Non è facile incasellarlo già ora: potrà essere uno scalatore di riferimento o un uomo da corse a tappe di medio-alta difficoltà. La sua versatilità e la determinazione gli permettono di non porsi limiti. In questa fase della carriera, parliamo comunque di un classe 1999, il messaggio più importante è crederci, sognare in grande e costruire passo dopo passo la propria identità di atleta.
Gaffuri in azione al Matteotti. Mattia quel giorno è stato protagonista nella fuga di giornata, tra strappi e… arrosticini (foto Instagram)Gaffuri in azione al Matteotti. Mattia quel giorno è stato protagonista nella fuga di giornata, tra strappi e… arrosticini (foto Instagram)
Non solo gregario
Il suo essere anche preparatore lo ha aiutato a maturare una conoscenza approfondita del lavoro. Sa cosa vuol dire soffrire in allenamento, sa come replicare le situazioni di gara con costanza e intensità. Questo è un valore aggiunto enorme, che si traduce in professionalità e consapevolezza.
«E’ raro – spiega Basso – trovare corridori capaci di alzare l’asticella negli allenamenti, di trattarli come un laboratorio di crescita. Gaffuri, invece, ha dimostrato di avere questa attitudine, ed è anche per questo che mi sono trovato in sintonia con lui. Io stesso ho un debole per il dipartimento performance della squadra: mi piace osservare i ragazzi mentre lavorano, seguirne i dettagli, correggere i gesti. Vedere in lui la stessa cura e la stessa passione è stato come riconoscere un’affinità naturale.
«Nelle prime gare con la Polti-VisitMalta Mattia ha già dimostrato mestiere. Nonostante fosse nella situazione di dover emergere per conquistare una riconferma, ha scelto di mettersi al servizio della squadra. In Toscana, alla sua prima corsa sotto la pioggia, ha chiuso quindicesimo dopo aver aiutato i compagni. E’ stato un segnale forte: non ha pensato solo a sé, ma al bene del gruppo. Questo, unito al metodo con cui affronta il lavoro, fa capire che è pronto per stare in questo ambiente. Può stare nel ciclismo di alto livello. Da qui a fine stagione è chiamato a fare molte gare e in alcune sarà leader».
Mattia Gaffuri, ha esordito con la maglia della Polti il 31 agosto al Gp Kranj, ha poi corso in ItaliaMattia Gaffuri, ha esordito con la maglia della Polti il 31 agosto al Gp Kranj, ha poi corso in Italia
Provare a tenerlo
Una cosa che ci ha incuriosioto è come il gruppo ha accolto Gaffuri. In fin dei conti non capita spesso che l’ultimo arrivato, tanto più che si è formato secondo un percorso non tradizionale, arrivi e faccia il leader.
Anche in questo caso, Basso non ha dubbi: «Mattia si è presentato con intelligenza e umiltà alla squadra, guadagnandosi la fiducia e l’amicizia dei compagni. Alla Polti-VisitMalta scegliamo le persone prima ancora che i corridori e lui si è integrato perfettamente nello spirito della squadra».
A questo punto viene da già da interrogarsi sul futuro, tanto più che in apertura lo stesso Basso ci ha detto che alti team erano (o sono) su Gaffuri. Insomma, resterà alla Polti-VisitMalta? E che margini ha?
«Non ho la bacchetta magica – replica Basso – ma credo che un atleta così determinato non debba porsi limiti. Potrà crescere ancora molto, soprattutto imparando a gestire le salite in corsa e sfruttando al meglio il calendario che affronterà. E’ un ragazzo che ha già fatto tanta strada per arrivare dove si trova oggi: se continuerà a crederci, potrà togliersi soddisfazioni importanti.
«Per noi, comunque vada, questa è già un’operazione di successo. Se resterà, avremo gettato le basi di una bella storia. Se invece deciderà di cambiare, resterà la consapevolezza di aver contribuito alla sua crescita e al suo ingresso tra i professionisti. Per me e per i miei collaboratori è una soddisfazione, e lo è anche per i nostri sponsor: significa che il nostro lavoro di scouting funziona. In ogni caso, Gaffuri ha già lasciato un segno. E questa, nel ciclismo di oggi, è forse la cosa più importante».