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Inserti protettivi road, il punto di vista di Stefan Anton

28.07.2022
3 min
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Eurobike per noi è stata l’occasione di incontrare Stefan Anton, che ora è responsabile della produzione di Tannus. Anton è colui che ha scoperto le qualità del Graphene applicato agli pneumatici specifici per il ciclismo.

Lo abbiamo intervistato e gli abbiamo chiesto un punto di vista sulla categoria tubeless road e sul futuro degli inserti protettivi dedicati alle bicicletta da strada.

Non solo una questione di protezione del cerchio
Non solo una questione di protezione del cerchio
Quando vengono utilizzati gli inserti protettivi?

Prima di tutto è necessario contestualizzare l’utilizzo degli inserti protettivi, che vengono abbinati ai cerchi in carbonio con gli pneumatici tubeless. Sembra una banalità, ma non è così, perché non è possibile usarli con i tubolari e quelli specifici per i clincher sono oggetto di una fase evolutiva importante. Gli inserti protettivi hanno un largo utilizzo tra i pro’, molto più di quanto si è portati a pensare, ma si contestualizzano sui tracciati complicati, ad esempio il pavé ed il gravel, ma anche per le prove a cronometro. Tra i pro non è un segreto il largo utilizzo dei tubeless e dei copertoncini.

Cronometro? Quale potrebbe essere la chiave di lettura?

Nella categoria dei professionisti è quella di perdere meno tempo possibile, perché l’inserto tra pneumatico e cerchio, in caso di foratura e perdita di pressione ti permette di proseguire ad una velocità elevata e per più tempo consecutivo. Un altro fattore da considerare, sempre in ambito pro è quello di non avere l’ammiraglia vicina per un repentino cambio della ruota; ecco che un inserto protettivo diventa un ottimo deterrente contro la foratura. Per un utente amatoriale la chiave di lettura è quella di salvaguardare il costoso cerchio in carbonio e la possibilità di tornare a casa.

Un inserto gravel applicato con la camera d’aria, facile pensare ad un prodotto road in futuro
Un inserto gravel applicato con la camera d’aria, facile pensare ad un prodotto road in futuro
Hai nominato i copertoncini, ma con Tannus stai sviluppando dei nuovi inserti?

Sì, per la categoria tubeless e anche per quella dei copertoncini. Quest’ultima ha un ritorno importante ed è tornata a crescere anche sotto il profilo dello sviluppo. Molte squadre di professionisti li utilizzano, con ottimi risultati e feedback. E’ ovvio che anche per noi è una categoria interessante dove investire e sviluppare.

Un aspetto negativo degli inserti specifici per il settore road?

Il montaggio e lo smontaggio dal cerchio, specialmente se non si è pratici nella meccanica. Ma stiamo lavorando anche in questo, sulle forme e sulle densità dei materiali. In un futuro, neppure troppo lontano avremo dei prodotti molto efficienti e facili da maneggiare.

Tannus Armour Tubeless
Tannus Armour Tubeless
Quanto tempo è necessario per lo sviluppo dei nuovi inserti?

Realisticamente ci vogliono dai 18 ai 24 mesi. La tempistica si può accorciare fino ad un anno in una situazione ideale, senza i ritardi legati alle forniture delle materie per la lavorazione e produzione. C’è anche da considerare la necessità e le richieste che arrivano dal mercato, che collimano con le necessità delle varie categorie di utenza.

Parliamo di performances. In Tannus misurate l’efficienza degli inserti?

Sì certo, ci sono diversi test che si concentrano sulla resistenza al rotolamento, ovviamente sulla scorrevolezza e sull’efficienza in generale, ma anche dell’applicazione per le diverse categorie. Ma producendo inserti protettivi misuriamo anche la resistenza agli impatti e la longevità nelle sue diverse sfaccettature.

Utilizzando gli inserti in ambito road si lasciano dei watt per strada?

Siamo nell’ordine di 2 soli watt, a parità di ruota e di pneumatico tubeless. Noi facciamo delle analisi complete, che includono anche i risvolti negativi che hanno i piccoli impatti in fase di rotolamento.

Tannus