Caos ed errori tattici, rileggiamo la corsa dei muri

01.04.2024
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OUDENAARDE (Belgio) – Le grandi gare portano con sé delle lunghe code e il Giro delle Fiandre di ieri non può essere da meno. Van der Poel ha dominato e stavolta il merito è stato anche della sua squadra, la quale ha interpretato con grande intelligenza, e se vogliamo anche con una certa aggressività, la corsa fiamminga.

La stessa cosa però non si può dire degli avversari. Non tutti almeno. La corsa di ieri è stata caotica in molti frangenti.

Gli scenari prospettati alla vigilia da Fabio Baldato si sono avverati, almeno in parte, a partire proprio dal caos, ma anche da quella sua frase che risuona sibillina: «Basta che non ci corriamo contro tra di noi», riferendosi alle altre squadre.

Alpecin-Deceuninck unita, attenta e con grandi gambe non solo da parte di VdP
Alpecin-Deceuninck unita, attenta e con grandi gambe non solo da parte di VdP

Corsa ok: Roodhooft gongola

Partiamo da quello che secondo noi è il più grosso errore di giornata, l’affondo di Mads Pedersen. Se la Lidl-Trek è stata perfetta tra le donne (nonostante qualche rischio di troppo), non si può dire la stessa cosa tra gli uomini. 

La squadra, per l’occasione guidata da Gregory Rast, è passata dalle stelle della Gand alle stalle del Fiandre. Okay il voler anticipare, ma perché far fare 40 chilometri davanti a Pedersen con 12”-20” di vantaggio? Senza dimenticare che l’ex iridato era braccato da un uomo di Van der Poel, Gianni Vermeersch. Quale è stato il senso di quella azione?

Il corridore della Alpecin-Deceuninck quasi ci sembrava lo prendesse in giro quando passava a dargli qualche cambio, come a dirgli: no Mads è meglio che stiamo fuori un altro po’, così Mathieu resta coperto e dietro si finiscono per rincorrerci…

E così è andata. Un po’ la Visma-Lease a Bike, un po’ la UAE Emirates hanno tirato. E intanto Van der Poel con mezza gamba faceva la formichina.

«Abbiamo discusso al dettaglio in anticipo come e cosa avrebbero fatto le altre squadre – ha detto il direttore sportivo di Vdp, Christoph Roodhoof, a WielerFlits – ci siamo fatti una nostra idea al riguardo e l’abbiamo rispettata. Come squadra non abbiamo perso un solo colpo. E’ un peccato che il nostro team abbia così tanti punti interrogativi sul suo valore, perché oggi (ieri, ndr) abbiamo dimostrato che siamo forti».

E come dargli torto? Alla fine i suoi uomini c’erano tutti. Hanno controllato la corsa nei primi 100 chilometri tenendo Van der Poel davanti coperto con chi di dovere. E poi sono stati parte attiva con Lawrence, Vermeersch e Krag Andersen, tra l’altro anche sfortunato per una foratura e bravo a rientrare da solo. 

Prima del via, probabilmente i piani della Lidl-Trek erano un filo più attendisti
Prima del via, probabilmente i piani della Lidl-Trek erano un filo più attendisti

Mea culpa Rast

Sembra che Pedersen abbia voluto anticipare così tanto perché non si sentiva super in salita. A fine corsa è intervenuto proprio Rast, il direttore sportivo della Lidl-Trek.

«Sì – ha detto il tecnico svizzero – penso che sia stata una situazione un po’ stupida non richiamarlo. Mads ha dato il 110 per cento, ma ha raccolto molto meno. Avrei dovuto fermarlo. E non l’ho fatto perché avevo in mente il Fiandre di due anni fa quando gli stavamo quasi per dire di fermarsi e poi salì sul podio».

Rast, che sa il fatto suo, ammette l’errore dunque, ma a mente fredda è sempre più facile ragionare. Pedersen voleva anche testarsi in qualche modo. E forse sperava di chiamare fuori in prima persona Van der Poel che non è ricaduto nel tranello della Gand.

«Vero – va avanti Rast – abbiamo commesso un errore tattico, ma sono fiducioso per la Roubaix. Questo è stato anche un buon test in vista di domenica».

La Movistar, qui Cortina, ha sprecato molto in corsa
La Movistar, qui Cortina, ha sprecato molto

Movistar: da rivedere

Poi qualcuno dovrà anche spiegarci gli attacchi a ripetizione e fuori tempo della Movistar. La squadra spagnola non ha certe corse nel sangue, e va bene, ma con due corridori come Cortina e Lazkano potevano raccogliere molto di più.

Alessandro Ballan, la scorsa settimana, ci aveva detto proprio di Lazkano: «Tanta forza, ma spesso attacca fuori tempo, denotando anche una certa sfrontatezza verso grandi avversari».

Qualche polemica, a distanza, non è mancata a fine corsa anche tra Dylan Teuns e Tim Wellens. Il corridore della Israel-Premier Tech, in fuga con Bettiol, si è risentito del tanto tirare di Wellens nel finale. «Se aveva quella gamba poteva stare con Van der Poel». Tim ha fatto il suo compito cercando di portare, riuscendoci, il compagno Politt sul podio.

Stavolta i gialloneri hanno pagato sul fronte delle prestazioni
Stavolta i gialloneri hanno pagato sul fronte delle prestazioni

Corsa senza gambe

Chi non ha commesso troppi errori, ma semplicemente non aveva gambe è stata la Visma-Lease a Bike. Alla fine se non c’è di mezzo la tattica, nei danni collaterali che si sono rivelati un vantaggio per Van der Poel vanno considerate anche le forze in campo. E stavolta i gialloneri ne avevano di meno.

Jorgenson ci ha provato. Nulla da dire. Era lì nel momento in cui doveva esserci. Ma se dopo il Koppenberg non chiudi quei 50 metri in pochi secondi, “quello lì” scava il baratro. E anche gli altri tutto sommato erano piazzati bene, ma poco incisivi.

«Siamo stati sconfitti combattendo – ha sintetizzato il diesse Visma, Grischa Niermann – i ragazzi si sono comportati bene. Jorgenson ci ha provato, ma poi ha pagato gli sforzi. Benoot è stato un po’ sfortunato, ma era già dietro».

Un appunto? Provare a fare qualcosa prima. Un colpo a sorpresa. Sganciare un paio di uomini alle prime schermaglie di Pedersen. Se al posto di Vermeersch col danese ci fosse stato uno di loro magari avremmo assistito ad una corsa diversa.

E’ noto: con i se e con i ma non si fa la storia. Quella l’ha fatta, e continua a farla, Van der Poel con i fatti.

Gand, 30 all’arrivo: Van der Poel è già caduto nella trappola

26.03.2024
7 min
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Gregory Rast è stato lo stratega della vittoria di Pedersen alla Gand-Wevelgem. C’era lui sull’ammiraglia del team americano ed è stato lui, 16 stagioni da professionista sulle spalle, a impostare e condurre la riunione del sabato sera. Perché in qualche modo aveva immaginato che sarebbe andata così, pur correndo un grosso rischio del quale ci dirà.

Lo svizzero, che ha compiuto 44 anni a gennaio e ha all’attivo un quarto posto nella Roubaix del 2011, è ancora in Belgio. Tornerà a casa giusto un paio di giorni tra il Fiandre e la Roubaix, ma per il futuro più immediato il suo sarà un orizzonte fiammingo.

Prima del via, Stuyven parlava con Mohoric. Il belga purtroppo ha bucato ed è rimasto indietro
Prima del via, Stuyven parlava con Mohoric. Il belga purtroppo ha bucato ed è rimasto indietro
Domenica tutti hanno visto il grande lavoro della Lidl-Trek. Quando hai iniziato a pensare a quel tipo di tattica per vincere la Gand?

Ho riguardato tutte le gare degli altri anni e penso che fosse abbastanza chiaro che quando scommetti tutti i tuoi soldi su un solo cavallo, rischi di avere dei momenti davvero difficili. Il fatto di differenziare le punte è qualcosa che la Visma-Lease a Bike sta facendo già da qualche anno, ma perché funzioni servono corridori di qualità. Noi non ne abbiamo tanti più di quelli che avete visto, ma penso che abbiano una mentalità diversa da tutti gli altri e siano arrivati a queste gare molto ben allenati e pronti per correre in un certo modo.

Eppure alla Gand si è visto un atteggiamento diverso rispetto ad Harelbeke, anche se venerdì Stuyven è arrivato secondo….

Penso che fossimo tutti super pronti e super motivati già ad Harelbeke, ma tutti sanno che quella è una corsa abbastanza semplice. Non ha senso muoversi prima del Taaienberg e credo che sia così per tutte le squadre. Perciò quando arrivi al punto decisivo, devi essere in una buona posizione, altrimenti non hai alcuna possibilità.

E voi?

Penso che i nostri corridori siano stati bravissimi in questo e abbiamo potuto farlo perché i gregari, corridori come Vergaerde, Gibbons e Mathias Vacek di cui si parla sempre poco, hanno fatto tutto il lavoro per portare i leader in posizione. E poi c’è stato un ragazzo come Alex Kirsch che è andato in fuga (il campione lussemburghese ha chiuso poi al 10° posto, ndr). Penso che ogni squadra abbia cercato di fare la sua tattica, ma quando hai i corridori giusti con l’atteggiamento giusto, allora puoi farcela. La Gand è stata diversa…

Van der Poel è arrivato alla Gand dopo lo show di Harelbeke: tutti temevano i suoi attacchi
Van der Poel è arrivato alla Gand dopo lo show di Harelbeke: tutti temevano i suoi attacchi
Spiega.

Tutti sanno che la gara non inizia mai prima di De Moeren, quando si inizia a tornare indietro e comincia solitamente il vento. Fino a quel punto è stata nervosa, ma non è successo nulla. Dopo De Moeren, ci siamo ritrovati con un gruppo di 29 corridori con dentro i nostri tre leader. Normalmente avremmo voluto che ci fosse anche Kirsh, ma ha avuto una caduta ed è rimasto tagliato fuori. Da lì abbiamo iniziato a lavorare.

In che modo?

Quando siamo arrivati per la prima volta sul Kemmelberg, i ragazzi sono andati full gas. E’ stato Van der Poel a fare la selezione e noi lo abbiamo seguito, continuando con lui. Ma la differenza vera l’ha fatta Johnny (Milan, ndr). Quando hai uno come lui che invece di aspettare lo sprint gioca il tutto per tutto, se tutto va bene hai azzeccato la mossa vincente.

Che cosa vuoi dire?

E’ stato molto bello vedere che l’Alpecin ha dovuto spremersi a fondo per inseguirlo. Chiaro che per fare una mossa del genere devi avere i corridori, penso che tutti vorrebbero farlo.

Alex Kirsch sarebbe stato un’altra pedina importante per il finale, ma si è ritirato in seguito a una caduta
Alex Kirsch sarebbe stato un’altra pedina importante per il finale, ma si è ritirato in seguito a una caduta
Quando avete fatto la riunione per parlare di tattica: sabato sera o sul pullman prima del via?

Per queste grandi gare, facciamo la riunione sempre la sera prima. Faccio io il giro delle stanze e parlo con tutti i corridori. Chiedo loro come la vedono e quale ruolo si aspettano. Poi facciamo la riunione e spieghiamo come dovrebbe andare, in modo che tutti siano coinvolti, conoscano il proprio compito e abbiano tutta la notte per mentalizzarsi ed essere pronti per fare ciascuno il suo lavoro. Se lo facessimo la domenica mattina, qualcuno potrebbe non capire o essere sorpreso. La riunione sul pullman si fa nelle corse a tappe, nelle classiche sempre la sera prima.

E hai parlato con Mads dello sprint contro un corridore come Van der Poel?

Mads è un ragazzo speciale e ha le sue buone idee. Abbiamo ragionato sul fatto che Van der Poel venerdì avesse fatto una gara fantastica, che a volte sembri imbattibile e nessuno si capacitasse di come stesse correndo. Però poi, seguendo la Gand dalla televisione in macchina, abbiamo visto che Mathieu era meno… Mathieu del solito. Non so se si è visto, ma faceva fatica. L’ultima volta sul Kemmelberg e anche nella precedente, non era come ce lo aspettavamo.

In salita ha sofferto più del solito…

E anche mentre tornavamo verso Wevelgem sugli stradoni, abbiamo capito che Pedersen era più forte. Tutto quello che gli abbiamo detto, sapendo che Mads è molto intelligente, è stato fargli presente che Van der Poel voleva sicuramente uno sprint corto, perché ha un’accelerazione migliore della sua. Poche parole, glielo abbiamo semplicemente ricordato. Se l’abbia ascoltato o no, ancora non lo so, ma questo è ciò che gli abbiamo detto nella radio: «Lui vuole uno sprint breve, tu vuoi uno sprint lungo». E alla fine ha vinto partendo ai 350 metri.

Milan è in fuga, Van der Poel deve inseguire da solo con Pedersen a ruota
Milan è in fuga, Van der Poel deve inseguire da solo con Pedersen a ruota
Avevate un piano B, come ad esempio riaprire la corsa e fare la volata, oppure a quel punto l’unica possibilità era il finale a due?

Non so quale fosse la tattica della Alpecin e se fossero più sicuri con la volata di Philipsen. Quello che so è che quando hai due uomini davanti, hai il 50 per cento di possibilità di vincere. Se invece la corsa si fosse riaperta, potevano succedere molte cose, come ad esempio ritrovarsi senza più niente in mano. Credo che in Alpecin abbiano fatto lo stesso ragionamento. Mathieu è il campione del mondo e hanno pensato che potesse battere Mads. Noi sapevamo che Mads può battere Mathieu. Quindi penso che anche loro abbiano avuto il loro bel mal di testa nel decidere cosa fare. Se aspettare per giocarsela con Philipsen o tirare dritto.

E per te, per Gregory Rast, come è stato vincere la Gand attuando la tattica che avevi pensato?

E’ stato fantastico. Alla fine, come ho detto prima, quando arrivi al traguardo con due ragazzi, hai 50 e 50 di possibilità, ma non lo sai finché non superi il traguardo. E intanto pensi. Abbiamo fatto un errore a far attaccare Johnny così presto? Avremmo dovuto salvarlo per fare lo sprint? Alla fine, tutti sono felici e tutti dicono: «Wow, è stato fantastico!». Ma sono abbastanza sicuro che se avessimo perso la gara, ci avrebbero detto: «Siete stati degli stupidi. Avreste dovuto dire a Milan di stare a ruota tutto il giorno e pensare solo allo sprint!». Invece abbiamo deciso di essere aggressivi e Johnny è stato fantastico.

Tutto bene, dunque?

A parte i pensieri. Se il gruppo fosse tornato sotto, Mads sarebbe stato stanco e non avrebbe potuto sprintare bene. Anche Johnny sarebbe stato stanco e nemmeno lui avrebbe potuto fare la volata e saremmo finiti quinti. La linea fra il successo e restare con le mani sulla testa come degli idioti è davvero sottile (ride, ndr).

Il piano è riuscito, Pedersen ha vinto la Gand. E’ il successo di tutta la LIdl-Trek
Il piano è riuscito, Pedersen ha vinto la Gand. E’ il successo di tutta la LIdl-Trek
Pensi che la tattica della Gand sarà ripetibile al Fiandre?

Domenica sarà più difficile, perché sappiamo che sulle salite ripide Mathieu e Wout (Van Aert, ndr) hanno un po’ più di spinta. Però anche Mads è salito sul podio del Fiandre, per cui non abbiamo paura di loro. Sarà un Fiandre diverso perché Pogacar non ci sarà. Tadej vuole sempre la corsa più dura possibile, mentre per gli altri due non è così. Loro sanno che quando arrivano al tale punto, possono attaccare e non sono molti quelli che possono seguirli. Penso che Mads potrà provare a farlo. Van der Poel e Van Aert hanno entrambi cinque stelle, Mads ne ha quattro e mezza.

Pensi che sarà possibile arrivare all’ultimo Qwaremont con tre corridori davanti?

Penso che la gara comincerà abbastanza presto e dovremo avere un certo numero di corridori per entrare nei vari gruppi e far lavorare le altre squadre. Questo almeno è quello che tutti cercano di fare. Penso che Stuyven stia andando forte e penso che avremo anche Toms Skuijns che in salita va forte e si è visto alla Strade Bianche. Quindi forse potremmo avere delle buone possibilità anche domenica. Ci arriviamo di slancio e abbiamo un gruppo davvero forte, non solo i leader. Partiremo per vincere, questo è certo.

Kasper Asgreen, che batté Van der Poel al Fiandre del 2021, disse che il solo modo per vincere contro di loro è non averne paura.

Penso che avesse ragione. Se hai paura, è più probabile commettere errori. Mads in ogni caso non ha paura di nessuno, su questo non ho il minimo dubbio.