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Almeida archivia il Giro e prepara le valigie

06.06.2021
4 min
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«Quando abbiamo chiesto ad Almeida di aiutare Remco, aveva appena preso 6 minuti nella tappa di Sestola, sarebbe stato lo stesso a parti invertite». Con queste parole nell’ultimo giorno del Giro d’Italia, Patrick Lefevere aveva spiegato il perché della scelta con la quale la Deceuninck-Quick Step ha chiesto al quarto del Giro 2020 di lavorare per il giovane belga, al debutto nella corsa rosa dopo 9 mesi senza correre. Il viaggio del portoghese attraverso le 21 tappe del Giro, inceppatosi in modo inatteso proprio sulla strada di Sestola, è stato così una lunga attesa, terminata quando Evenepoel ha mollato la presa e davanti al portoghese si è riaperta la strada della generale, fino al sesto posto di Milano. Ma Almeida come ha vissuto il Giro e che sapore gli è rimasto in bocca in quello che, salvo sorprese, sarà l’ultimo anno con la squadra belga?

A Montalcino, Almeida bloccato accanto a Evenepoel, in grossa difficoltà
A Montalcino, Almeida bloccato accanto a Evenepoel, in grossa difficoltà

«Sono stato entusiasta di tornare al Giro – ha raccontato – comunque è stato divertente. Ho imparato dall’anno scorso che l’ultima settimana fa la grande differenza ed è stato davvero importante essere riuscito a gestire le energie, anche pensando alla cronometro finale. L’anno scorso il Giro è stato una sorpresa. Ho avuto molto successo, ma anche questa volta la mia mentalità è stata quella di prenderlo giorno per giorno».

Un po’ come nel Team Ineos al Tour, Sestola ha stabilito le priorità interne, lanciando Evenepoel come leader del team. Difficile capire se per un innamoramento collettivo o perché si pensasse che il ragazzo avrebbe potuto davvero giocarsi la maglia rosa. E così, mentre Remco annaspava nella tappa di Montalcino, Almeida è stato fermato al suo fianco, senza la chance di riprendersi il terreno perso sull’Appennino modenese.

Che cosa è successo?

A Montalcino mi sentivo bene e avevo un ottimo feeling sulla bici. Avevo la possibilità di battere i migliori, ma ho dovuto seguire gli ordini che venivano dalla macchina e ho dovuto aspettare Remco. Mi sento deluso? Ho già scelto di tacere piuttosto che dire quello che penso. Ho imparato qualcosa di nuovo ogni giorno, sempre in un contesto fantastico. Ma il ciclismo è uno sport di squadra e a decidere sono i direttori sportivi.

Secondo all’Alpe di Mera, Almeida ha staccato anche Bernal
Secondo all’Alpe di Mera, Almeida ha staccato anche Bernal
Però a Cortina hai ritrovato la libertà…

Mi sentivo bene quel giorno, nonostante la pioggia e il freddo. Volevo puntare alla vittoria di tappa, ecco perché ho attaccato e sono entrato nella fuga, ma il gruppo è andato davvero forte. Alla fine, non è stata una brutta giornata. Sono arrivato sesto, ho fatto del mio meglio e la sera ero contento di aver guadagnato qualche posizione in classifica. In ogni caso il Giro era ancora lungo.

Lunghissimo, ma dopo il riposo hai fatto un’altra grande tappa…

A Sega di Ala sono arrivato secondo e non credo che avrei potuto fare di più. I ragazzi mi hanno protetto e hanno lavorato per me, hanno fatto un grandissimo forcing nella valle mentre ci avvicinavamo all’ultima salita. Poi, siccome mi sentivo bene, ho provato da solo.

Conoscevi la strada?

L’avevo provata, ma ad essere sincero non mi aspettavo di mantenere quel vantaggio o di guadagnare due posizioni in classifica generale. Essere arrivato secondo lassù e diventare ottavo assoluto mi ha dato motivazione e fiducia per le tappe successive.

Tanto che all’Alpe di Mera sei arrivato ancora una volta secondo…

I compagni sono stati incredibili e hanno fatto un lavoro perfetto. Mi sentivo bene, quindi ho attaccato presto per vedere cosa poteva succedere. Essere arrivato lassù con gli altri della generale ha dimostrato che sono capace di certi numeri. Peccato non aver vinto ed essere arrivato ancora secondo per così poco (11 secondi dopo Yates, ndr), ma ho comunque guadagnato dell’altro tempo in classifica.

Dopo l’Alpe Motta, Almeida 8° nella generale, ha puntato tutto sulla crono
Dopo l’Alpe Motta, Almeida 8° nella generale, ha puntato tutto sulla crono
Nel giorno di Caruso sei comunque andato ancora bene.

Ma quel giorno è stato davvero duro, c’erano pendenze molto severe, perciò alla fine sono stato contento del settimo posto. Ho cercato di guadagnare tutto il possibile alla vigilia della cronometro, sapendo che nei 30 chilometri di Milano sarei riuscito a guadagnare più che affrontando altre salite.

E in effetti l’ultimo giorno hai guadagnato due posizioni…

Mi sentivo ancora abbastanza bene e mi sono concentrato sul fare una buona crono. Alla fine è andata bene, soprattutto su un percorso piatto come quello. Il sesto posto assoluto è un ottimo risultato e sono felice di essere tornato tra i primi 10 dopo lo scorso anno.

Che voto dai al tuo Giro?

Nel complesso, è stato buono per me. E’ stato una gara da cui ho imparato nuovamente molto e dove ho potuto vedere i miglioramenti che ho fatto sulle grandi montagne, dove sono rimasto con i veri scalatori. Forse adesso comincio ad avere le idee più chiare sul corridore che potrei diventare.