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MagneticDays e Aquagranda Livigno: un progetto importante

05.12.2022
4 min
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Come naturale conseguenza e a seguito della prima partnership datata 2018 come centro ufficiale MagneticDays, Aquagranda Livigno ha recentemente ufficializzato il potenziamento della propria attività di stretta collaborazione con lo stesso brand toscano specializzato nella ottimizzazione del training, sia indoor che outdoor, di assoluta qualità. A rappresentare MagneticDays all’Aquagranda Livigno continuerà ad esserci Alessandro Vanotti. Ex corridore professionista – dal 2020 testimonial e “coach” MagneticDays – con all’attivo 9 Giri d’Italia, 5 Tour de France, 5 Vuelta di Spagna e un Mondiale.

Questo nuovo accordo arriva a pochi mesi di distanza dalla definizione di un importante protocollo tra il CONI e l’APT di Livigno finalizzato a trasformare il famoso centro sportivo in provincia di Sondrio in un CPO (Centro Preparazione Olimpica) CONI “affiliato” e al servizio di atleti italiani e internazionali.

Alla recente inaugurazione ufficiale dello stesso CPO – unico centro europeo per l’allenamento in altura – hanno partecipato molte figure di riferimento. Tra gli altri: il Segretario Generale del CONI Carlo Mornati, il Sindaco di Livigno Remo Galli, il Sindaco di Bormio Silvia Cavazzi, il Presidente dell’Azienda di Promozione e Sviluppo Turistico di Livigno Luca Moretti, il Responsabile dell’Ufficio della Preparazione Olimpica Alessio Palombi, il Responsabile dell’Istituto di Medicina e Scienza dello Sport del CONI Giampiero Pastore, il membro CIO ed ex nuotatrice Federica Pellegrini oltre ad altri numerosi atleti del Club Olimpico, e di diverse  discipline, che scelgono continuamente Livigno quale sede per i propri allenamenti.

A rappresentare MagneticDays ci sarà Alessandro Vanotti
A rappresentare MagneticDays ci sarà Alessandro Vanotti

Una super “room” MD

L’accordo tra Aquagranda e MagneticDays prevede la predisposizione di una vera e propria sala MD. Un locale totalmente attrezzato con ben sette postazioni composte da Bike, trainer Jarvis e pedivelle indipendenti Forza Pura (anche nella versione Rehab). Attrezzi che verranno utilizzati da tantissimi atleti d’elite e non solo, per allenamenti con programmi di lavoro calibrati sfruttando la multisessione sviluppata dagli ingegneri MagneticDays. Questa tipologia di protocollo permette difatti un agevole collegamento tra i rulli Jarvis, mediante una rete locale (intranet), per una loro utilizzazione sia in singola postazione che in allenamenti di gruppo, con carichi adeguati e specifici per ciascun singolo atleta.

Inoltre, sarà possibile anche l’utilizzo in simulazione virtuale, importando qualsiasi percorso pedalato in outdoor. Un “plus” che permetterà di allenarsi su specifici tracciati e di effettuare gare collettive visionabili su maxi schermo. Tutte le attività saranno gestite da personale qualificato con formazione ufficiale MagneticDays. Punto di riferimento per queste attività sarà, come già anticipato, Alessandro Vanotti. L’ex corridore presenzierà ad iniziative specifiche come “training camp” o sessioni di allenamento da lui personalmente guidate. 

MagneticDays ed Acquagranda vogliono far diventare il centro sportivo un punto di interesse per atleti nazionali
MagneticDays ed Acquagranda vogliono far diventare il centro sportivo un punto di interesse per atleti nazionali

Sinergia ideale

«Siamo estremamente soddisfatti dell’accordo definito con il Centro di Preparazione Olimpica di Livigno – ha commentato Marco Sbragi, fondatore e CEO di MagneticDays – perché questo ci permetterà, anche grazie alla presenza fondamentale di Alessandro Vanotti, di far conoscere la nostra filosofia di allenamento ai tantissimi atleti italiani e internazionali che scelgono l’altura e Aquagranda Livigno per migliorare le proprie prestazioni. Aggiungo poi che questa importante collaborazione sarà per noi l’occasione per dimostrare ancora una volta la versatilità di uno strumento come il Jarvis, unitamente alle sue infinite possibilità».

Federica Pellegrini inaugura il Centro di Preparazione Olimpica CONI all’Aquagranda di Livigno
Federica Pellegrini inaugura il Centro di Preparazione Olimpica CONI all’Aquagranda di Livigno

«L’allenamento in quota è tra le attività migliori, e spesso necessarie, per incrementare le prestazioni sportive degli atleti professionisti, e non solamente per loro – ha ribattuto Luca Moretti, il Presidente di APT Livigno – e qui nella nostra località si raggiungono altitudini tra i 1.800 e i 2.800 metri a seconda della disciplina che si vuole praticare. In questo contesto, la partnership con MagneticDays rappresenta una vera e propria ciliegina sulla torta per la nostra località e per il centro Aquagranda, che in questo modo potrà offrire il miglior supporto anche per i fondamentali allenamenti indoor».

MagneticDays

Quanto valgono i Giochi del Mediterraneo? Il Coni risponde

11.07.2022
7 min
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Sono stati Giochi a due facce per l’Italia del ciclismo a Orano. Prima di lasciare la città algerina in cui lo scrittore Albert Camus ambientò il suo celeberrimo romanzo “La Peste” abbiamo chiacchierato con il segretario generale del Coni Carlo Mornati e con il capo missione Giampiero Pastore di quanto le due ruote siano importanti nella rassegna che raggruppa i 26 Paesi di cultura mediterranea.

Ciclismo open

In campo femminile è stato un trionfo grazie alle due stoccate d’oro di Vittoria Guazzini nella cronometro e di Barbara Guarischi nella prova in linea. In campo maschile invece, gli azzurri non sono riusciti a graffiare. Nella prova in linea, i ragazzi di Amadori hanno mancato la fuga a 12 che poi ha deciso la corsa, con la tripletta francese. Oro a Paul Penhoet, argento a Ewen Costiou e bronzo per Valentin Retailleau.

«Sul ciclismo non c’erano indicazioni sull’età dei partecipanti ed è una gara open – spiega Pastore – come lo è sempre stata in passato. L’unica limitazione d’età era nel calcio, in cui hanno giocato le Nazionali Under 18, mentre sulle due ruote si poteva portare chiunque, ovviamente limitatamente agli impegni in contemporanea, su tutti il Tour de France e il Giro Donne». 

Un percorso accettabile

Sul percorso, ecco i commenti di Mornati: «Dal punto di vista tecnico, ci siamo dovuti accontentare. Devo dire che l’Uci non era così scontenta, perché rispetto allo standard non c’erano tantissime pecche. Certo, la partenza alla pompa di benzina non era il massimo, però poi l’asfalto era ottimo e il percorso era interessante. Non ci sono state lamentele di sorta, per cui direi che è andata bene».

Vittoria Guazzini ha aperto i Giochi di Orano per le azzurre con la vittoria nella crono (foto Coni/Pagliaricci)
Vittoria Guazzini ha aperto i Giochi di Orano per le azzurre con la vittoria nella crono (foto Coni/Pagliaricci)

Prossima fermata: Taranto 2026

Si lavora già per il futuro anche perché tra quattro anni, la compagine azzurra potrà contare sul fattore campo di Taranto 2026. L’obiettivo è di rinverdire anche la tradizione maschile, visto che l’albo d’oro è ricco di gemme azzurre, basti pensare al successo di Nicola Ruffoni a Mersin 2013 in una rassegna in cui Davide Martinelli fu quinto contro le lancette o alla trionfale edizione di Tarragona 2018 dove ai successi di Elena Cecchini (crono, davanti alla compagna Lisa Morzenti) ed Elisa Longo Borghini (linea, con Erica Magnaldi bronzo) si aggiunsero le tre medaglie maschili grazie alla doppietta in linea firmata Jalel Duranti (oro) e Filippo Tagliani (argento) e alla cavalcata vincente nella prova contro il tempo dell’attuale corridore del Team Jumbo-Visma Edoardo Affini. 

«Taranto è ancora lontana – spiega Mornati – ma quando sarà il momento coinvolgeremo le nostre Federazioni, il vantaggio di avere Davide Tizzano come presidente del Comitato internazionale dei Giochi e quello di giocare in casa vanno sicuramente sfruttati. Saremo a stretto contatto con il Comitato organizzatore pugliese per cercare di scegliere le migliori condizioni per gli sport all’aria aperta, come ad esempio il ciclismo e il canottaggio».

Un problema di date

Le quattro prove si terranno tra il 13 e il 26 giugno 2026, le date già designate per la ventesima edizione dei Giochi.

«Cercheremo di lavorare con le Federazioni internazionali e servirà fare un po’ di lobby – prosegue Mornati – perché è sempre più difficile inserirsi nei calendari che col passare degli anni si affollano di eventi. Quest’anno, ad esempio, i mondiali di nuoto erano stati prima cancellati e, invece, poi sono caduti proprio a ridosso della manifestazione a Orano. Le Federazioni internazionali prevalgono, anche perché poi partecipano all’organizzazione stretta dei Giochi».

A Orano con Barbara Guarischi, il presidente della FCI Dagnoni (foto Coni/Pagliaricci)
A Orano con Barbara Guarischi, il presidente della FCI Dagnoni (foto Coni/Pagliaricci)

Anteprima olimpica

Le contemporaneità degli eventi possono dare la possibilità alle seconde linee di brillare e di lanciarsi nel firmamento, come avvenuto anche nel ciclismo nella storia della rassegna.

«I Giochi del Mediterraneo sono una manifestazione molto importante per noi come Coni – conferma Mornati – soprattutto per prendere le misure in vista delle Olimpiadi. Dal punto di vista organizzativo, non ci sono differenze e ci serve che le squadre e i loro staff inizino a capire quali sono le dinamiche che si hanno nei Giochi multi-sport. Ci fa estremamente piacere che, oltre al ciclismo che l’ha sempre fatto, anche altri sport portino atleti giovani, perché poi questi te li ritrovi alle Olimpiadi, a cui arrivano già conoscendo il meccanismo. Dalla vita al Villaggio al fatto di non essere in una rassegna mono-sport, ma di una in cui la propria gara è inserita nel calendario più vasto di tutta la manifestazione. Altrimenti il rischio è di arrivare alle Olimpiadi senza conoscere le dinamiche e si rischia di fallire sul palcoscenico più prestigioso per delle banalità».

Il Villaggio dei Giochi del Mediterraneo paragonabile a quello olimpico (foto Oran 2022)
Il Villaggio dei Giochi del Mediterraneo paragonabile a quello olimpico (foto Oran 2022)

Donne in crescita

I punti in comune non si fermano qui perché nelle ultime due edizioni a cinque cerchi, l’Italia ha raccolto due bronzi con Elisa Longo Borghini e anche a Orano sono state le donne a fare la voce grossa rispetto agli uomini, almeno per quanto riguarda la strada e senza nulla togliere alle due gemme arrivate nel velodromo di Izu (oro nell’inseguimento a squadre e bronzo di Elia Viviani nell’omnium).

«Il trend delle donne non è soltanto nel ciclismo – risponde Mornati – ma è presente in tutti gli sport. Il ciclismo è figlio di questa tendenza, ma la speranza è che la strada maschile ritorni a essere protagonista, anche se a Tokyo lo è stato in pista».

Obiettivo Parigi 2024

Il 2024 non è così lontano. Mornati lo sa: «Sono stato tanto con il presidente Cordiano Dagnoni, ma non abbiamo ancora approfondito il discorso su Parigi. Ci ritorniamo il prossimo 20 luglio con la Preparazione olimpica e ci sarà un’ispezione generale, per cui cominceremo ad avere qualche idea anche per il percorso della prova in linea di ciclismo. Per quanto riguarda la Federciclismo nazionale, ci sono stati tanti cambiamenti negli ultimi anni, ma per noi è fondamentale perché storicamente è una di quelle che ha portato più medaglie. E’ uno sport che ha un impatto mediatico altissimo e speriamo che arrivino degli ottimi risultati anche in Francia. Tokyo ha alzato di molto l’asticella e generato un volano non indifferente. Vedere al Tour atleti che hanno vinto una medaglia olimpica appena 11 mesi fa è un motivo d’orgoglio anche per noi, perché ora sono professionisti affermati».

Per Guazzini un oro a crono che segue quello agli europei U23 di Trento nel 2021 (foto Coni/Pagliaricci)
Per Guazzini un oro a crono che segue quello agli europei U23 di Trento nel 2021 (foto Coni/Pagliaricci)

Al lavoro per Montichiari

Sul versante pista, Pastore rilancia: «Abbiamo un progetto molto solido sul velodromo di Montichiari e stiamo lavorando con la Federazione su questo. Con la strumentazione adeguata agli standard di adesso, si possono raccogliere tutti i dati necessari per lo staff azzurro e permettere agli atleti di esprimersi al meglio. Tra i nostri collaboratori dell’Istituto di Scienza dello Sport e i collaboratori della Federazione si punta a farlo diventare un centro d’eccellenza».

Amadio Tokyo 2021

Amadio: «Ora con il Coni pianifichiamo Parigi»

16.09.2021
4 min
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L’argomento è delicato, ma il tempo stringe, perché potrà anche non sembrare, ma le Olimpiadi di Parigi sono già dietro l’angolo. L’intervista con il Segretario Generale del Coni Carlo Mornati ha fatto rumore, in casa Federciclismo il discorso relativo alla Preparazione Olimpica è un tema caldo. Il nuovo responsabile delle nazionali Roberto Amadio (in apertura con Villa e Salvoldi) lo sa bene e ha accettato di buon grado di affrontarlo, anche se non va dimenticato come sia entrato nella “macchina federale” solamente a meno di un mese dai Giochi di Tokyo, ma proprio l’esperienza giapponese gli ha dato molti spunti.

Quando chiudi una rassegna olimpica con un oro e tre medaglie, è chiaro che il bilancio sia ben più che positivo. Amadio però sa che non si può minimamente riposare sugli allori. Riprendiamo allora alcuni degli argomenti trattati con Mornati proiettandoli più direttamente sul nostro mondo. Iniziamo dalla gestione della trasferta.

«Quando si parla di Olimpiadi – afferma Amadio – la logistica è completamente curata dal Coni, ma chiaramente vengono salvaguardate le singole esigenze federali. Noi ad esempio avevamo bisogno di un hotel nella zona delle gare su strada, abbiamo segnalato la nostra preferenza, poi il Coni ha provveduto».

Malagò Tokyo 2021
Il presidente del Coni Malagò ha seguito da vicino molte gare ciclistiche olimpiche
Malagò Tokyo 2021
Il presidente del Coni Malagò ha seguito da vicino molte gare ciclistiche olimpiche
Il rapporto tra Coni e Fci, parlando di Olimpiadi nel loro complesso e quindi comprendendo tutto il quadriennio olimpico, come è strutturato?

Il Coni mette a disposizione le sue migliori risorse per ottenere il massimo risultato, poi ogni federazione deve modulare le sue esigenze. Noi ad esempio abbiamo avuto un fantastico supporto dall’Istituto di Scienza dello Sport, nelle persone di Dario Della Vedova e Giovanni Pastore, per massimizzare i risultati del quartetto. Il lavoro nelle gallerie del vento è stato decisivo: a Torino si è lavorato sulla posizione in bici, al Politecnico di Milano su tutti i materiali.

Un lavoro che andrà avanti?

Sin da subito: hanno competenze delle quali dobbiamo servirci per rimanere all’avanguardia. Ma non solo con loro: abbiamo ad esempio in programma di dotare il velodromo di Montichiari di tutta la strumentazione tecnica, con computer e video per telemetria, con cronometraggio fisso come se ogni giorno fosse una gara. Ma tornando all’Istituto, attendiamo di concludere la stagione e avremo subito un incontro per pianificare il da farsi verso le prossime Olimpiadi.

Viviani galleria vento 2020
Elia Viviani nella galleria del vento: il lavoro al Politecnico di Milano è stato fondamentale non solo per lui
Viviani galleria vento 2020
Elia Viviani nella galleria del vento: il lavoro al Politecnico di Milano è stato fondamentale non solo per lui
Mornati sottolineava come dopo Rio si fosse compreso che bisognava dare alle Federazioni qualcosa in più come supporto. L’idea di un settore Preparazione Olimpica che faccia un po’ da legame fra le varie federazioni nell’arco di tutti i 4 anni ti trova favorevole?

Dipende da quel che si intende. I responsabili del Coni sono stati con noi, hanno studiato a lungo il lavoro di Villa e Salvoldi . Ci siamo confrontati anche su altri aspetti tecnologici perché a Tokyo abbiamo visto tante novità, dalla catena delle bici degli inglesi ai rapporti della Nuova Zelanda e gli stranieri hanno studiato ad esempio i manubri delle nostre Pinarello. Il progresso tecnologico avanza a passi da gigante e dobbiamo essere pronti. Il Coni si mette a disposizione, ma poi sta alle singole federazioni lavorare e seminare.

Hai notato una tendenza a guardare solo alle medaglie possibili? A Tokyo ad esempio eravamo ancora completamente assenti nella velocità che pure mette a disposizione ben 6 titoli…

Abbiamo affrontato il tema, ci è stato chiesto, sanno e sappiamo che bisogna mettere in piedi un progetto, senza nasconderci che i risultati li vedremo a lungo termine, c’è tantissimo da fare. Dobbiamo pensare ad esempio a trovare ragazzi adatti alla disciplina che praticano altri sport, come ha fatto l’Olanda che è andata ad attingere anni fa nell’atletica e ora ne gode i frutti, ma parliamo di giovanissimi, da affiancare agli specialisti puri. Ci vorrà almeno un paio di cicli olimpici per poter cominciare a raccogliere.

Velocità Tokyo 2021
La finale olimpica della velocità vinta dalla canadese Mitchell: quando tornerà l’Italia a questi livelli?
Velocità Tokyo 2021
La finale olimpica della velocità vinta dalla canadese Mitchell: quando tornerà l’Italia a questi livelli?
Saresti favorevole a un organo “super partes” che segua tutto il cammino di qualificazione olimpica per ogni sport? Una volta avveniva…

Ci sono troppe specificità legate non solo alle singole federazioni, ma anche alle diverse tipologie di qualificazione. Sicuramente avere modo di confrontare le esperienze è importante, poter sfruttare tutte le eccellenze che abbiamo in tanti sport, avere una visione globale, ma questo posso dire che il Coni già lo fa. L’importante è confrontarsi sui vari temi, anche su quelli spinosi, sapendo che un’Olimpiade perfetta, dove ogni sport ottiene il massimo è impossibile. Non ci riescono neanche gli Stati Uniti…

Malagò Mornati Tokyo 2021

Siamo sicuri che a Tokyo ha funzionato tutto?

30.08.2021
6 min
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Le Olimpiadi di Tokyo si sono chiuse ormai da qualche settimana con il bilancio, per numero di medaglie, più alto di sempre. In attesa di vedere quel che succederà da domani nel comparto ciclistico alle Paralimpiadi (finora eccezionali per i colori azzurri) ripercorrere quelle due settimane abbondanti di gare è un dovere, anche perché il tempo da qui a Parigi 2024 è poco, molto meno che negli altri quadrienni olimpici per le ragioni che ben conosciamo.

Quando un’Olimpiade ha risultati così alti il rischio è che si badi solamente a quel che è andato bene. Questo è un errore da non commettere. Guardando ai risultati di Tokyo, a fronte di un’atletica spettacolare con 5 ori, ci sono state altre discipline che hanno sofferto. Lo stesso ciclismo ha sì vissuto la straordinaria epopea del quartetto e il ritorno sul podio del portabandiera Viviani, ma ha anche confermato le sue difficoltà su strada, con qualche scelta strategica che non ha convinto.

Viviani Tokyo 2021
Peccato per l’argento sfumato proprio nel finale, ma il bronzo di Viviani nell’omnium lo rilancia dopo mesi difficili
Viviani Tokyo 2021
Peccato per l’argento sfumato proprio nel finale, ma il bronzo di Viviani nell’omnium lo rilancia dopo mesi difficili

Se ampliamo la disamina anche alla lunga fase precedente i Giochi, quella delle qualificazioni, il discorso diventa ancora più complesso. Se è vero che a Tokyo la rappresentativa azzurra era la più ampia nella storia, ci sono state assenze pesantissime. La causa? Spesso condotte da parte di alcune federazioni nella campagna di qualificazione per lo meno discutibili.

L’importanza di analizzare gli errori

Il rischio di guardare “solo” il bicchiere mezzo pieno c’è e sarebbe un clamoroso autogol. Da parte del Coni abbiamo subito registrato una tendenza a nascondere quel che non ha funzionato dietro le bellissime 39 medaglie conquistate. Contattando i vertici del massimo organo sportivo, abbiamo trovato un po’ di reticenza. Alla fine il segretario generale Carlo Mornati (nella foto di apertura al fianco del presidente Malagò nella conferenza stampa conclusiva di Tokyo 2020), argento nel 4 Senza di canottaggio a Sydney 2000, ha accettato di affrontare domande sicuramente spinose, vertenti soprattutto sul ruolo del settore della Preparazione Olimpica.

Azzurri Tokyo 2021
Da sinistra Nibali, Bettiol, Ciccone e Caruso: la squadra azzurra su strada a Tokyo ha vissuto su scelte che non hanno pagato
Azzurri Tokyo 2021
Da sinistra Nibali, Bettiol e Ciccone: la squadra azzurra su strada a Tokyo ha vissuto su scelte che non hanno pagato
Il bilancio di un’Olimpiade si presta sempre a diverse interpretazioni. Questa è stata l’Olimpiade del primato di presenze e del primato di medaglie. Intanto che giudizio si può trarre da questa edizione così particolare?

Il mio giudizio non può essere che positivo. Abbiamo fatto qualcosa di più unico che raro, dato che il precedente record di medaglie risaliva a Roma 1960 e Los Angeles 1932. È stato un exploit frutto di un lavoro durato 5 anni e pianificato tra CONI e Federazioni. Le nostre proiezioni iniziali di medaglia erano più ampie. Avevamo calcolato che potessero arrivare 47 podi, ma fare queste previsioni è impossibile perché ci sono tante variabili da considerare.

Il numero dei qualificati avrebbe potuto essere anche molto più alto, ma alcune Federazioni hanno effettuato scelte contrarie all’obiettivo. Per avere un miglior quadro d’insieme, non sarebbe il caso di avere un organismo che sovrintenda i diversi cammini di qualificazione?

I processi di qualificazione sono cambiati molto rispetto al passato. Inoltre, ogni Federazione ha la sua specificità. La Preparazione Olimpica svolge una funzione di supporto e condivide con le Federazioni scelte e programmi, intervenendo laddove vengano riscontrate delle criticità. A Tokyo abbiamo fatto registrare sia il record di atleti partecipanti sia di podi, ma preferisco puntare sulla competitività e sulla qualità anziché sulla quantità.

Consonni Ganna Tokyo 2021
Simone Consonni e Filippo Ganna, due artefici dello storico oro azzurro nel quartetto a suon di record del mondo
Simone Consonni e Filippo Ganna, due artefici dello storico oro azzurro nel quartetto a suon di record del mondo
Simone Consonni e Filippo Ganna, due artefici dello storico oro azzurro nel quartetto a suon di record del mondo
Quali sono i compiti attuali della Preparazione Olimpica, non solo nella cura della trasferta degli atleti?

La Preparazione Olimpica interviene a vari livelli. Mette a disposizioni strutture e specialisti. Se ci limitiamo a considerare soltanto le medaglie d’oro vinte a Tokyo vediamo che c’è il contributo della Preparazione Olimpica in ogni successo: nell’atletica, ad esempio, abbiamo messo a disposizione di Marcell Jacobs (storico oro nei 100 metri, ndr) e del suo allenatore Paolo Camossi, lo scudo aerodinamico che consente di correre in allenamento riducendo la resistenza.

Un contributo arrivato anche al ciclismo?

Sì, soprattutto con gli azzurri dell’inseguimento su pista. Il nostro ruolo è di sostegno ad atleti e tecnici. Abbiamo l’Istituto di Scienza e quello di Medicina che sono a supporto delle Federazioni e mettiamo a disposizione i nostri tre Centri di Preparazione Olimpica, dov’è nato anche l’oro di Vito Dell’Aquila, nel taekwondo.

Longo Borghini Tokyo 2021
Da Elisa Longo Borghini l’unico squillo azzurro nel ciclismo su strada, un bronzo preziosissimo
Da Elisa Longo Borghini l'unico squillo azzurro nel ciclismo su strada, un bronzo preziosissimo
Da Elisa Longo Borghini l’unico squillo azzurro nel ciclismo su strada, un bronzo preziosissimo
Entrando nello specifico del ciclismo su strada, molto si è discusso sulla scelta di effettuare la trasferta a una settimana dalla gara. Anche in questo caso non spetterebbe al Coni dare almeno delle linee guida in base a valutazioni fisiologiche legate alle diverse discipline?

In Giappone, per quanto possibile, abbiamo cercato di replicare il modello adottato in Italia. Penso al ruolo dei Centri di Preparazione Olimpica, che abbiamo riproposto con il campus di Tokorozawa e le altre location che hanno ospitato gli atleti. Poi ogni valutazione è fatta insieme ai settori tecnici delle rispettive Federazioni, perché le esigenze sono differenti. Ma c’è un altro fattore da considerare…

Quale?

L’Olimpiade di Tokyo si è svolta in piena pandemia e ciò ha condizionato scelte che in situazioni “normali” forse non saremmo stati “obbligati” a prendere. È stata una novità assoluta per tutti e ogni Paese ha cercato di fronteggiarla come ha ritenuto più opportuno.

Grandi prospettive, ma il tempo stringe…

Fino a qualche edizione fa, la selezione per i Giochi era, su indicazione delle singole federazioni, decisa dal Coni. In passato ci furono polemiche per alcune scelte federali non accettate dal Coni. È ancora così o le singole Federazioni hanno ora completa libertà di scelta?

Le singole Federazioni hanno libertà di scelta, ma in un’ottica di continuo dialogo con il CONI e con la Preparazione Olimpica. Nel 2014 abbiamo rivisitato completamente l’approccio, recuperato l’Istituto di Medicina e l’Istituto di Scienza dello Sport, centralizzandone l’operato. A Rio abbiamo iniziato a calibrare la macchina, ma il vero banco di prova era Tokyo 2020. Il modello operativo adottato è quello del ‘marginal gain’. Non ci vogliamo ascrivere meriti delle Federazioni, ma si è lavorato in sinergia con loro per il perfezionamento dei dettagli.

Questa la posizione ufficiale del Coni. Parigi è alle porte, tanto che in alcune discipline il cammino di qualificazione parte già a settembre. In Francia c’è concretamente la possibilità di ottenere risultati mai neanche sognati, ma a condizione di fare le mosse giuste, sin da ora, in termini di scelte di uomini e di strategie. Il tempo dirà se sarà stato fatto…

Viviani a Roma, la maglia olimpica e quella del 2022

10.06.2021
5 min
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Facciamo il punto, ti va? Elia Viviani, primo ciclista portabandiera alle Olimpiadi, è a Roma per la presentazione della maglia con cui correranno a Tokyo le squadre di ciclismo, anche se poi la maglia presentata ieri nel Salone d’Onore del Coni è quella da allenamento, dato che in tutte le specialità si correrà con il body. Nei giorni scorsi e già durante il Giro si è parlato delle condizioni del veronese e tante voci si sono sommate senza che lui abbia detto la sua. Perciò in attesa di correre alla Adriatica Ionica Race e prima di entrare nella fase decisiva della preparazione per Tokyo, eccolo qua. Calmo, lucido, rinfrescato dagli otto giorni passati a Livigno.

Viviani ha portato a Roma un ricordo di Rio per il Presidente del Coni Malagò e il Segretario Generale Mornati (a sinistra)
Viviani ha portato a Roma un ricordo di Rio per Malagò e il Mornati
Un primo bilancio prima di ripartire?

I risultati dicono che il Giro non è andato troppo bene. Però sono tornato a stare bene in bici. Sento di essere me stesso e ho ripreso a lavorare in modo diverso. La Adriatica Ionica Race si farà per mettere ancora ritmo in un mese in cui non ci saranno gli europei.

I compagni che saranno con te dicono che faranno di tutto per farti vincere la prima tappa ad Aviano.

La vittoria alleggerisce tutto. L’assenza degli europei pesa. Il quartetto ha comunque il riferimento del cronometro, ma non sai che tempi fanno gli altri. Sarà così per tutti, perché tranne qualche gara classe 1 come Fiorenzuola (30 giugno-5 luglio) e San Pietroburgo (8-11 luglio), non ci sarà attività. Correre sarebbe servito per chi fa la madison per affinare l’intesa. In allenamento lavori sulla tecnica, ma non riuscirai mai a simulare l’imprevisto della gara.

Pensi di poter rientrare in ballo per il quartetto?

Penso ad allenarmi e dare il meglio di me. La selezione del quartetto è facile: se fai il tempo, sei dentro. Ma dovremo essere tutti in grado di dare un contributo per fare in due giorni tre quartetti da 3’48”. Credo che Villa farà le sue scelte nelle ultime prove.

La selezione si farà nei giorni in cui si sarebbero corsi gli europei?

Esatto. E bisognerà arrivarci bene. L’europeo sarebbe stato di passaggio, ci avrebbe aiutato a definire i ruoli. Manca un mese e mezzo alle Olimpiadi, non si dovrà essere al massimo a fine giugno.

Quindi sarebbe stato auspicabile correre gli europei con le scelte di Tokyo già fatte?

Magari non definitivamente, perché la selezione si sarebbe svolta su campo. La gara sarebbe servita per dare gli ultimi segnali, non per cercare la prestazione. Dobbiamo comunque andare con garanzie. Sappiamo benissimo che ci sono delle pedine fisse e altre che devono guadagnarsi il posto. I ragazzi lo sanno, la tensione a Livigno si sentiva.

Ecco la maglia della nazionale per Tokyo anche se gli atleti correranno con il body
Ecco la maglia della nazionale per Tokyo anche se gli atleti correranno con il body
Quando hai fatto l’ultimo quartetto di alto livello?

Di fatto dagli europei di Glasgow nel 2018, che vincemmo. Ora spingono due denti in più, ma già allora tecnicamente ci si era spostati in questa direzione.

Il Giro tornerà utile in vista di Tokyo?

E’ stato un bel blocco di lavoro, svolto nei tempi giusti. Ora si può aggiungere la qualità tramite i lavori specifici.

Si è letto che lascerai il tuo treno e andrai a correre alla Eolo-Kometa?

Non c’è niente di definito e il problema è che non mi piace fallire, come è stato finora. Io so di essere ancora il Viviani di due anni fa e non voglio voltare le spalle al mio gruppo. Ogni risultato aiuterà a cambiare le cose, per cui a Lombardi (il suo procuratore, ndr) ho chiesto di lasciarmi tranquillo fino a dopo Tokyo. Ma fra le opzioni, tengo ancora bene in vista la Cofidis. Mi piacerebbe continuare con Consonni, Sabatini e mio fratello Attilio. Solo non è questo il momento di pensarci. Abbiamo appena visto la maglia delle Olimpiadi…

A Roma, anche la Pinarello per le prove di gruppo, nel colore per Tokyo, legato alla maglia
A Roma, anche la Pinarello per le prove di gruppo, nel colore per Tokyo, legato alla maglia
Che effetto fa?

E’ sempre un momento particolare. Viene voglia di onorarla, è l’inizio ufficiale dell’avventura. Dobbiamo arrivare a Tokyo, guardarci indietro e dirci di aver fatto tutto il possibile. I due giorni di Rio in cui ho vinto l’oro sono stati i più facili della mia carriera. Proprio per tutto quello che avevo fatto prima.