Alessio Delle Vedove, XDS Astana Team, Circuito del Porto 2026 (foto Camilla Santaromita)

Delle Vedove: il ritorno alla vittoria e un cammino da scrivere

21.05.2026
5 min
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Al Circuito del Porto è tornato al successo Alessio Delle Vedove, con la sua prima vittoria con il devo team della XDS Astana (in apertura foto Camilla Santaromita). Una volata vinta anche grazie all’esperienza accumulata nei chilometri e nelle tappe corse accanto a Davide Ballerini al Tour of Turkey. Il corridore veneto che da juniores aveva fatto la valigia per il Belgio, destinazione devo team dell’Intermarché ha riallacciato il filo con la vittoria a quasi tre anni di distanza. Sembrano e possono sembrare tanti, ma in mezzo ci sono piazzamenti, sconfitte e vittorie sfiorate che hanno fatto crescere Alessio Delle Vedove un passo dopo l’altro

Vincere è importante, ma non è da una corsa che si scrive il cammino di un atleta, per questo il classe 2004 in questi giorni non ha abbassato la guardia continuando ad allenarsi e lavorare al meglio. C’è una prima parte di stagione da terminare nel miglior modo possibile, poi si traccerà una riga e saranno fatti i conti di questo cammino. 

«Sarò impegnato anche alla Due Giorni Marchigiana – ci racconta Delle Vedove – mentre poi andrò in Belgio a inizio giugno per due gare nel fine settimana del 6 e 7 giugno, per concludere giugno con il Baloise Belgium Tour insieme ai professionisti. Nei due anni nel devo team dell’Intermarché ho imparato molto su come si corre lì e ora in Astana se serve un corridore da aggregare ai professionisti mi portano».

Alessio Delle Vedove, XDS Astana Team, Tour of Turkey
Delle Vedove arrivava dal Tour of Turkey, un’esperienza che gli ha fatto imparare molto
Alessio Delle Vedove, XDS Astana Team, Tour of Turkey
Delle Vedove arrivava dal Tour of Turkey, un’esperienza che gli ha fatto imparare molto
Ripartiamo dalla vittoria al Circuito del Porto? Quanto è stata importante?

E’ stata una bellissima sensazione tornare al successo dopo tanto tempo. In questi anni ho lavorato molto e sono migliorato parecchio, ma non sempre si raccolgono i risultati sperati. Diciamo che questa vittoria dà tanto morale. 

Quanto è stato difficile rimanere concentrati e lavorare al massimo anche se i risultati non arrivavano?

Per nulla, alla fine quello che mi spinge è la passione verso questo sport, che è poi il mio lavoro. La mattina mi sveglio con il sorriso e faccio tutto al meglio delle mie possibilità, non c’è stato un calo di convinzione. Anche la squadra mi ha sempre supportato e dato fiducia, e la cosa più bella è quando domenica mi hanno detto: «Oggi tocca a te, provaci».

Alessio Delle Vedove, XDS Astana Team, Tour of Turkey
In queste due stagioni con il devo team XDS Astana Delle Vedove sta lavorando per diventare un corridore il più completo possibile
Alessio Delle Vedove, XDS Astana Team, Tour of Turkey
In queste due stagioni con il devo team XDS Astana Delle Vedove sta lavorando per diventare un corridore il più completo possibile
Sei al secondo anno nel devo team XDS Astana, come ti stai trovando?

Bene, ho avuto modo di crescere e migliorare sotto tanti aspetti, mi sto concentrando sul diventare un corridore completo. Un cammino lungo, ma che sta ripagando gli sforzi fatti, inoltre ho avuto modo di correre tanto con i professionisti e di imparare molto anche da loro.

Ad esempio?

Al Tour of Turkey su otto giorni di gara ci sono state ben sei volate, e io ero impegnato nel treno di Ballerini. In quei chilometri e nella settimana passata insieme su quelle strade ho visto e imparato molto su come si gestisce una volata, anche solo con le parole e le indicazioni date a noi compagni, aspetti che mi sono tornati utili nella vittoria di domenica scorsa. Quando il gruppo ha preso la parte destra io mi sono messo a sinistra seguendo l’istinto e il vento.

Alessio Delle Vedove, XDS Astana Team, Tour of Turkey
Delle Vedove è alle prese con il suo ultimo anno da U23, intanto la sua crescita prosegue
Alessio Delle Vedove, XDS Astana Team, Tour of Turkey
Delle Vedove è alle prese con il suo ultimo anno da U23, intanto la sua crescita prosegue
Che anno deve essere questo 2026, considerando che sarà il tuo ultimo da under 23?

Dipende da come lo si vuole intendere, io voglio e devo essere il più professionale possibile, sempre. In gara faccio, o cerco di fare, quello che mi viene chiesto a seconda dei vari aspetti tecnici e tattiche che si hanno in mente. L’obiettivo è continuare al massimo, certo che una vittoria come quella di domenica auita.

Si parla di futuro?

Se ne parlerà più avanti, a me tocca impegnarmi al massimo in allenamento e in gara, al mio procuratore e alla squadra spettano gli altri aspetti. Spero di riuscire a ritagliarmi uno spazio per passare professionista, alla fine è il sogno di tutti e spetta a me concretizzarlo. Ho tutto nelle mie mani, dovrò essere bravo a sfruttare le occasioni che mi verranno date. Poi sarà la squadra a decidere se mi vuole o meno. 

Alessio Delle Vedove, Matteo Scalco, XDS Astana Team, Tour of Turkey
Al Giro Next Gen Delle Vedove non ci sarà, l’Astana Development lavorerà per Scalco, costruendo una squadra intorno a lui
Alessio Delle Vedove, Matteo Scalco, XDS Astana Team, Tour of Turkey
Al Giro Next Gen Delle Vedove non ci sarà, l’Astana Development lavorerà per Scalco, costruendo una squadra intorno a lui
Le esperienze e le gare con i professionisti cosa ti hanno dato?

Ho portato a casa tanti consigli, anche solo legati ad aspetti mentali o piccole cose tecniche, come il curare di più la salita o tenere sempre stretti denti. Dagli anni in Intermarché mi sono portato dietro una grande passione per il Belgio e tante esperienze che possono tornarmi utili anche qui.

Anche questa può essere una chiave per ritagliarsi il proprio spazio nel WorldTour?

Non nascondo che il mio sogno è diventare un corridore da Classiche, quando vado in Belgio a correre sento qualcosa in più che mi spinge e mi dà motivazione. E’ un modo di correre particolare, dove contano le qualità fisiche ma anche l’esperienza, sarebbe bello provare a diventare uno specialista di quei percorsi, intanto vediamo di fare il massimo in questa stagione.  

Mareczko a Cremona, due vittorie a 10 anni di distanza

09.05.2024
5 min
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Domenica Jakub Mareczko, da ieri in gara al Giro d’Ungheria (terzo nella prima tappa), è tornato a vincere. Lo ha fatto al Circuito del Porto-Trofeo Arvedi, una delle classiche internazionali del ricco calendario Under 23 aperta anche agli Elite (foto di apertura Sessa). La partecipazione sua e della Corratec ha scatenato un vespaio di polemiche sul quale in seguito torneremo, ma pochi hanno evidenziato un altro aspetto della sua vittoria: il fatto che si è ripetuto a 10 anni di distanza.

Il podio finale di Cremona con Mareczko tra Simone Buda e Alessio Portello (foto Sessa)
Il podio finale di Cremona con Mareczko tra Simone Buda e Alessio Portello (foto Sessa)

Non capita spesso che un ciclista (ma sarebbe meglio uno sportivo in genere) vinca a una simile distanza di tempo, per molti lo spazio fra due carriere. Per Jakub questo pensiero toglie un po’ di quell’amaro che ha coperto la sua vittoria.

«Effettivamente ripetersi a tanto tempo di distanza fa piacere. E’ sempre stata una corsa adatta alle mie caratteristiche, completamente piatta, dove si deve lavorare di squadra per costruire la volata finale».

Il corridore bresciano è al suo primo anno alla Corratec. In Ungheria subito un podio
Il corridore bresciano è al suo primo anno alla Corratec. In Ungheria subito un podio
Che differenze ci sono fra il Mareczko della prima vittoria e quello di oggi?

Ci sono 10 anni da professionista, fatti di momenti più o meno elevati, più o meno felici, ma tutti ricchi di esperienza. Quando vinsi avevo 19 anni, ero al mio secondo anno fra gli under 23 e avevo il cuore pieno di speranze. Diciamo che anche quella vittoria ha contribuito a lanciarmi fra i professionisti. Oggi sono un altro corridore, un altro uomo.

Una gara importante?

Molto, lo è sempre stata. Al tempo era uno degli appuntamenti cardine della stagione per un Under 23, oggi è ancora un evento importante, nel calendario Uci, con molte presenze straniere. Domenica c’era anche la nazionale militare francese.

Mareczko dopo la gara con il suo bimbo in bici, seguirà le sue orme? (foto Sessa)
Mareczko dopo la gara con il suo bimbo in bici, seguirà le sue orme? (foto Sessa)
Con questa vittoria è come se si fosse chiuso un cerchio. A dispetto della tua ancor giovane età, come giudichi questa decade d’intervallo?

E’ stata bella, importante, ricca di soddisfazioni. Ho vinto corse in grandi squadre, ho vissuto il ciclismo del WorldTour. Ho sempre fatto la mia parte e di questo vado orgoglioso. Il mio unico rammarico è non essere riuscito a vincere una tappa al Giro d’Italia, ci sono andato vicinissimo tre volte, è ciò che più mi dispiace, ma magari c’è ancora tempo e occasione per farlo…

E’ vero però che più di qualcuno ha un po’ storto la bocca vedendo la tua vittoria, proprio in relazione ai tuoi quasi 30 anni, non prendendosela naturalmente con te ma con in generale la presenza del tuo team…

Sì, è stata una vittoria contraddistinta da polemiche e questo mi dispiace. Perché eravamo lì? E’ semplice: questione di punti Uci. Il regolamento quest’anno è cambiato e per mantenere lo status di professional, un team deve raggiungere un certo punteggio, quindi è imperativo andare in ogni corsa dove si possono prendere punti. Quella di Cremona era un’ottima occasione per vincere e raccogliere un bel bottino, abbiamo lavorato tutti insieme per questo.

La Corratec ha lavorato per tenere la corsa unita nelle fasi finali e favorire lo sprint (foto Sessa)
La Corratec ha lavorato per tenere la corsa unita nelle fasi finali e favorire lo sprint (foto Sessa)
Oltretutto la Corratec paga anche la mancata partecipazione al Giro d’Italia…

Esatto, quindi siamo costretti a cercare gare random per conquistare punti. Non a caso già lunedì ero su un aereo per venire a correre in Ungheria e appena finita la prova magiara andrò in Grecia. Poi avrò un periodo per ricaricare le batterie e si ricomincerà, andando anche in Asia.

Perché allora si è creato tutto quel polverone?

Il discorso non era rivolto a noi in quanto tali. Il regolamento permette la partecipazione delle squadre come la nostra, punto. All’estero problemi simili non ci sono, le gare di categoria 1.2 come quella di Cremona sono piene di squadre professional, la stessa Bardiani negli anni scorsi era presente anche al Circuito del Porto. Ricordo ad esempio al Giro di Gran Bretagna come abbia partecipato anche l’Alpecin ed era una corsa di quella categoria. Qui allora si scatenerebbe il pandemonio… I punti bisogna cercarli dove sono, chiaramente è giusto farlo se si può nelle corse più vicine.

Mareczko era stato 3° alla prima tappa dell’Uae Tour, vinta da Merlier
Mareczko era stato 3° alla prima tappa dell’Uae Tour, vinta da Merlier
In che condizioni sei, visto che sei nel pieno della tua stagione?

Direi molto buone. Sono uscito dal Giro di Turchia con una buona forma, modellata proprio in quella corsa così lunga, otto giorni filati senza interruzione servivano per la messa a punto. Ora ci sono corse che hanno tappe a me adatte, con altimetrie non eccessive. L’obiettivo è fare risultato in entrambe.

A Cremona, in quella vittoria, quanto c’è stato di tuo e quanto della squadra?

Penso che ci sia stata una bella commistione, prima lanciando all’attacco un corridore di valore come Tsarenko, poi costruendo la volata con i compagni che sono stati bravissimi a mettermi nelle migliori condizioni, infine con la mia volata. Ma l’aiuto della squadra serve sempre. A dispetto di quel che si possa pensare, del fatto che c’erano corridori molto più giovani, una volata non ha mai un esito scontato…