Doppio tricolore per Ciabocco, la “cacciatrice di titoli”

08.07.2022
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“Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare”. E’ un detto che ormai è entrato nel gergo comune e a ben guardare si attaglia abbastanza bene al carattere di Eleonora Ciabocco. Abbiamo già avuto modo di raccontare la sua esperienza fra le junior e le sue continue battaglie con Federica Venturelli, con esiti altalenanti, ma studiando l’andamento della stagione si scopre che quando il traguardo conta davvero, Eleonora c’è e ci mette sempre quel qualcosa in più e così ha fatto anche la scorsa settimana, conquistando la maglia tricolore di categoria.

Il percorso era quello di Cherasco, lo stesso che poche ore dopo sarebbe stato affrontato dai pari età con il colpo di mano di Belletta. Due giri vallonati da 18,5 chilometri e altri due più lunghi, con due strappi che con il caldo e la distanza si sono fatti sentire.

Le due grandi rivali non ci hanno messo molto ad accendere la miccia della sfida e si sono lanciare in fuga con altre due atlete, poi ci hanno riprovato e ogni volta il gruppo si sgretolava per poi ricucire. Alla fine si sono giocate la vittoria in 6, ma la Ciabocco non ha voluto aspettare la volata, dove pure avrebbe potuto dire la sua e all’altezza del triangolo rosso ha dato la stoccata, prendendo tutte in contropiede. Alla fine 10” sull’eterna rivale Venturelli sono un vantaggio cospicuo (il podio nella foto di apertura di Fabiano Ghilardi).

Ciabocco tricolori 2022
L’arrivo solitario della Ciabocco a Cherasco, con 10″ su Venturelli e Segato (foto Fabiano Ghilardi)
Ciabocco tricolori 2022
L’arrivo solitario della Ciabocco a Cherasco, con 10″ su Venturelli e Segato (foto Fabiano Ghilardi)

Tranquilla solo al via

La chiacchierata con la portacolori del Team Di Federico, confermatasi sul trono tricolore (cosa che avviene molto di rado nelle categorie giovanili) prende spunto proprio da questo aspetto caratteriale: «Credete tutti che sia tranquilla nell’affrontare i grandi eventi – dice – ma non è proprio così, anzi io sono un tipo ansioso. Solo che quando mi presento alla partenza sento che svanisce ogni paura e mi riesco a concentrare sulla gara e quel che devo fare. Probabilmente quella tensione è il mio modo di approcciarmi alla gara».

Vincere due titoli italiani consecutivi non è cosa di tutti i giorni: quante squadre stanno bussando alla tua porta per averti con loro?

L’interesse c’è, non lo nego, ma cerco di non pensarci perché so che sono in un’età difficile: non c’è il “cuscinetto” delle under 23 e passare subito professionista è dura quando sai – e io lo so – che c’è ancora tantissimo da imparare e da migliorare, anche dal punto di vista fisico.

Ciabocco nazionale 2022
In nazionale la marchigiana ha già vinto un argento europeo ed è stata nona ai mondiali (foto Fci)
Ciabocco nazionale 2022
In nazionale la marchigiana ha già vinto un argento europeo ed è stata nona ai mondiali (foto Fci)
Sta avvenendo la stessa cosa per l’europeo?

Sì, oltretutto io sono partita in anticipo rispetto alle altre della gara in linea, facendo compagnia a chi deve gareggiare nel team relay e nella cronometro. Curiosamente sono in stanza proprio con Federica Venturelli, condividiamo l’avvicinamento alle nostre gare a conferma che fuori da esse siamo in ottimi rapporti. Lei è molto forte, uno stimolo continuo, a Cherasco avevo visto che arrivare al traguardo con lei e giocarmela allo sprint sarebbe stato estremamente pericoloso, per questo ho voluto evitarlo.

E’ la prima volta che nella vostra categoria si gareggia nel Team Relay. Anche se non sei chiamata a partecipare, che cosa ne pensi di questa gara?

Io dico che è molto interessante, è una formula diversa e credo che faccia spettacolo. Anche se non gareggerò, assisterò con molta curiosità.

Ciabocco team 2022
Foto di gruppo per il Team Di Federico con la Ciabocco confermatasi tricolore
Ciabocco team 2022
Foto di gruppo per il Team Di Federico con la Ciabocco confermatasi tricolore
Avete già un’idea di com’è il percorso e come interpretarlo?

Il cittì ci ha mandato il profilo della corsa appena sono arrivate le convocazioni e sappiamo che è abbastanza impegnativo, con diversi strappi e soprattutto l’arrivo in leggera salita. Ma solo l’esperienza sul posto, il giro preliminare potrà dirci com’è realmente e come andrà affrontato. Per questo cerco di non pensarci molto, poi quando saremo sulla linea di partenza avremo ben chiari i nostri piani e vedremo di metterli in pratica.

Dì la verità: sapendo che con due maglie tricolori addosso saranno in molti a guardarti come una possibile protagonista, la cosa ti mette a disagio?

Diciamo che del tutto tranquilla non sono… Ma so anche che di qui al momento del via passerà tutto. Sono fatta così…

Ciabocco, avvio buono e il tricolore che non pesa

05.04.2022
5 min
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L’ultima volta avevamo lasciato Eleonora Ciabocco pronta per la seconda annata da junior reduce da un 2021 ricco di soddisfazioni. All’inizio di stagione della 18enne marchigiana della Ciclismo Insieme-Team Di Federico – che corre con la maglia tricolore, vinta a Darfo Boario Terme lo scorso 4 luglio – è mancato solo il sigillo di un successo.

Finora quattro gare, tutte disputate da protagonista. Un terzo posto all’esordio il 6 marzo (a Gossolengo), un secondo la settimana successiva (a Ceriale) poi nona piazza al Piccolo Trofeo Binda il 20 marzo ed infine la trasferta in Belgio con la nazionale per la Gand-Wevelgem chiusa nel gruppo principale.

Il 2022 della Ciabocco deve ancora decollare, ma lei (in apertura nella foto Facebook/Ph Rosa), come abbiamo imparato a conoscerla, non si scompone più di tanto e, con il pragmatismo che la contraddistingue, sa che davanti a sé c’è tempo per fare e pensare a tutto.

Eleonora Ciabocco tiene bene in salita ed ha uno spunto veloce (foto Flaviano Ossola)
Eleonora Ciabocco tiene bene in salita ed ha uno spunto veloce (foto Flaviano Ossola)
Eleonora come è stato questo avvio di stagione?

Sono soddisfatta e felice di come sta andando. I risultati della prime due gare sono molto buoni, ma anche quello di Cittiglio vale tanto. Lì ho scollinato nelle quattro di testa, poi poco per volta sono rientrate tutte da dietro e nel finale eravamo molte. Ho cercato di tenere le prime posizioni perché l’arrivo non era troppo adatto a me. Ero messa molto bene fino all’ultima curva, ma l’ho presa un po’ indietro perdendo posizioni. Peccato per il nono posto, ma sono contenta della mia prestazione.

E la prova con la nazionale?

Era la prima volta che correvo con la maglia azzurra una gara che non fosse un europeo o mondiale. La Gand-Wevelgem è stata importante per fare ulteriore esperienza e fare squadra. Ci siamo confrontate non solo contro selezioni nazionali ma anche contro formazioni di club, specialmente quelle belghe, che corrono sempre con un spirito battagliero, diverso dalle nostre corse italiane. Ci siamo fatte un’idea di ciò che intendono per gara in Belgio. Noi lassù abbiamo corso sempre davanti per aiutare Francesca (Pellegrini della Valcar Travel&Service, tre vittorie finora, ndr) anche se poi non abbiamo fatto un gran piazzamento. Avevamo impostato la gara in un certo modo pensando che ci sarebbe stato più vento. Invece non c’è stata tanta selezione.

Anche voi junior avete notato qualche differenza col nuovo cittì Sangalli?

Sì. La prima cosa è che Paolo, per farci affiatare, preferisce portarci a fare queste gare piuttosto che in ritiro a Livigno d’estate. Infatti a maggio dovremmo andare in Francia per il Tour de Gévaudan Occitaine. Poi so che il cittì è molto attento a certe questioni, come prevedere una massaggiatrice per noi ragazze. Oppure fare riunioni sulla nutrizione, senza troppe esasperazioni. O ancora, ci chiede sempre feedback su ogni cosa.

Obiettivi particolari per questa stagione sia col club che con la nazionale?

In generale non mi sono prefissata nulla. Vedrò come andranno le corse. Ad esempio voglio fare bene a Monselice il 18 aprile e soprattutto il 25 aprile a Corridonia, a casa mia. Vorrei migliorare il secondo posto dell’anno scorso. Per il resto sono cresciuta in salita, dove già andavo piuttosto bene, senza perdere il mio spunto veloce. Forse ha inciso il fatto che Sangalli mi aveva detto di farmi trovare pronta alle gare di inizio anno. Io l’ho fatto, come del resto l’ho fatto per tutte le altre.

Nel 2023 sarai elite. Hai già avuto contatti con qualche formazione?

Sì e no (ride, ndr). So che qualche squadra si è fatta avanti, anche WorldTour, ma ancora nulla di serio.

Ti pesa correre con la maglia di campionessa italiana sulle spalle?

E’ una grande emozione prima di tutto. E poi una grande responsabilità. Però credo che sentirei la stessa pressione anche se non ce l’avessi nel momento in cui le tue avversarie ti considerano forte.

Eleonora Ciabocco ha vinto il tricolore sia da junior nel 2021 che da esordiente 2° anno nel 2018 (foto Flaviano Ossola)
Eleonora Ciabocco ha vinto il tricolore sia da junior nel 2021 che da esordiente 2° anno nel 2018 (foto Flaviano Ossola)
Ecco, a proposito. Noti che ti marcano di più?

Di sicuro ho più occhi addosso. Però per come vivo io le gare, non posso pensare che le rivali corrano solo su di me. Anzi, quando ero allieva ricordo che alla mia ruota avevo sempre una o due ragazze tutte le domeniche. A me verrebbe molto difficile correre in questa maniera però so che può succedere.

Le tre vittorie della Pellegrini sono state frutto di questa situazione?

No, direi di no perché Francesca ha vinto in modo netto le volate delle prime tre gare. Forse dopo questi tre successi sarà lei ad essere più marcata ed io potrei approfittarne avendo meno attenzioni.

Ciabocco, primo anno coi fiocchi. E chi ben comincia…

29.11.2021
5 min
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Pedala svelta così come parla. In sella alla bici è pragmatica così come risponde alle domande. Essenziale potrebbe essere la parola d’ordine del suo mantra. Quando ti spiega la prima annata da junior, Eleonora Ciabocco non ci gira intorno. Tanti concetti chiari e rapidi anche davanti ad una serie di risultati che ti farebbero emozionare e parlare molto di più.

Già, perché la 17enne di Corridonia – che corre in bici da quando aveva quattro anni nei “g-zero” e che frequenta la quarta classe all’Istituto Biologico Sanitario “Matteo Ricci” di Macerata – quest’anno ha ottenuto grandi risultati. Campionessa italiana su strada (lo fu anche nel 2018 da esordiente secondo anno), seconda all’europeo, terza al tricolore crono e altre tre vittorie parziali, condite da tanti piazzamenti anche nelle gare open.

La rintracciamo al telefono mentre è in viaggio per Schio per un breve raduno della sua formazione, la Ciclismo Insieme-Team Di Federico. Dalle Marche al Veneto, un blitz utile per rivedere lo staff e conoscere alcune nuove compagne. 

Eleonora, ti aspettavi un 2021 così?

Onestamente no, perché passare da allieva a junior era un bel salto. E’ stato un inizio di stagione molto particolare, non semplice. Ho avuto problemi con un ginocchio e risolto quello, il covid per tutto febbraio. Poi ho fatto le prime gare internazionali e piano piano è migliorato tutto. Non posso che essere soddisfatta.

Cosa hai tratto da questo primo anno da junior?

Sicuramente tanta esperienza. Nelle gare open ti ritrovi a correre con ragazze molto più grandi. Lì ho imparato anche a stare meglio in gruppo, più compatte. Anzi alle prime gare stavo attentissima, avevo paura di combinare guai e di buttarne giù qualcuna. 

Nel 2021, al primo anno da junior, ha vinto il tricolore a Darfo Boario (Barba Photo)
Nel 2021, al primo anno da junior, ha vinto il tricolore a Darfo Boario (Barba Photo)
E a livello tattico?

Rispetto alle allieve, quest’anno bisognava correre di squadra e aiutandosi. Aumentava la distanza e si facevano ritmi molto elevati. C’erano gare con più salita. Dovevamo risparmiare e gestire le energie. Mi è servito un periodo di adattamento per capire, ma sono state tutte cose che mi hanno aiutato a crescere.

A parte i tuoi migliori risultati, c’è un’altra giornata che ricordi in particolare?

La gara open di Tarzo del 25 luglio, che ha vinto la Sanguineti. E’ piovuto tutto il giorno e faceva freddo. E’ stata la prima corsa che facevo dopo il campionato italiano junior. Ed è stata anche la prima in cui sono riuscita a restare con il gruppetto di testa, tutte elite. Ho scollinato il gpm di Ca’ del Poggio, molto impegnativo, nelle primissime posizioni ed è stato emozionante (nella foto di apertura @ph_rosa, assieme a Debora Silvestri, ndr). Nel finale ci siamo frazionate ed io ho chiuso quinta e prima tra le junior.

Seconda all’europeo, poi nona al mondiale. Che effetto ti ha fatto?

Come dicevo, quest’anno ho fatto le prime esperienze internazionali. Fin dal ritiro a Livigno, col gruppo azzurro mi sono trovata subito molto bene, in particolare con Francesca Barale. All’europeo abbiamo corso assieme, ci siamo aiutate e lei è stata preziosa per me nel finale (Barale ha terminato quarta dopo aver lavorato per la Ciabocco, ndr). E’ stato bello legare con persone che durante l’anno sono tue rivali.

Nel tricolore della crono, ha centrato il terzo posto nonostante una partenza non eccezionale
Nel tricolore della crono, ha centrato il terzo posto nonostante una partenza non eccezionale
Ti abbiamo vista andare forte un po’ su tutti i terreni. Ci racconti che tipo di atleta sei?

Prediligo la salita, mi definirei scalatrice. Sono però riuscita ad ottenere risultati anche in gare piatte grazie ad uno spunto abbastanza veloce. A crono, così così… (ride, ndr). Mi difendo, ma mi sento meno adatta, anche se il campionato italiano si è deciso davvero sul filo di lana. Francesca e Carlotta (rispettivamente Barale e Cipressi, prima e seconda, ndr) erano divise da qualche decimo mentre io sono arrivata a tre secondi. Peccato perché quel giorno ero partita un po’ male.

Hai idoli tra i big?

Sì,Van Aert tra i pro’ perché è un corridore completo. Strada e cross (nel 2020 Eleonora è stata campionessa italiana allieve Cx, ndr). Volata, montagna e crono. Tra le elite invece Elisa Balsamo. Anche lei si difende bene su tutti i percorsi. Ammiro il suo modo di correre, avendola vista più da vicino.

E la tua corsa dei sogni qual è?

La Parigi-Roubaix per me è la più bella da vedere. E ora che c’è anche per le donne, un giorno mi piacerebbe correrla

La Callovi qualche giorno fa ci ha detto che seguirà le junior in ottica nazionale, ma che preferisce lasciarvi libere da pressioni. Cosa ne pensi?

Intanto mi fa piacere essere considerata da un tecnico azzurro. Poi credo sia giusto ciò che ha detto Rossella. E’ un bene correre più tranquilli, aiuta tanto. All’europeo sono andata bene proprio perché ero serena.

Eleonora, per il 2022 cosa ti aspetti? 

Ripetere questa stagione sarebbe già un sogno. Ovvio che si punta sempre a migliorarsi, non solo nei risultati, ma anche per me stessa, come persona. Poi vedremo come andrà.