Rise Pro Mips, il casco della Intermarché spiegato da Colleoni

20.04.2024
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RIEMST (Belgio) – «All’inizio la differenza fra il nuovo casco e il vecchio la noti. La prima volta che lo metti – racconta Kevin Colleoni, corridore della Intermarché-Wanty – magari la chiusura è un po’ diversa, però generalmente sono tutti comodi. Non ho mai trovato negli ultimi anni un casco scomodo, forse uno può pesare qualche grammo in più e lo noti quando lo prendi in mano, ma una volta che lo hai sulla testa, passa tutto… Magari ti accorgi che circola più o meno aria, però generalmente bastano tre, quattro giorni e ci si abitua».

Il bergamasco è approdato quest’anno alla squadra belga dove, oltre a tutto il resto, ha ricevuto in dotazione il casco Uvex Rise Pro Mips. I suoi compagni che già c’erano – fra loro anche gli italiani Rota, Petilli e Busatto – lo avevano già ricevuto la scorsa estate, dato che per il debutto il marchio tedesco ha scelto il Tour de France 2023.

Feritoie davanti per l’ingresso dell’aria e dietro per la fuoriuscita: la calotta è costruita in modo modulare
Feritoie davanti per l’ingresso dell’aria e dietro per la fuoriuscita: la calotta è costruita in modo modulare

Caschi da 90 anni

Uvex produce caschi dal 1926: nel ciclismo e anche nello sci e nei cantieri. «Da oltre 90 anni – spiega Michael Winter, amministratore del gruppo Uvex – produciamo e commercializziamo prodotti di alta qualità per la protezione delle persone nello sport, nel tempo libero e nel lavoro. E se vuoi proteggere le persone, devi assumerti la responsabilità. E’ proprio da questa missione che deriva il nostro obbligo di agire in modo sostenibile, sociale e socialmente responsabile».

Perché queste non siano soltanto parole, con dedizione tipicamente tedesca, Uvex ha sposato tutte le tecnologie utili al conseguimento dell’obiettivo. Così basta tenere fra le mani il casco di Colleoni per accorgersi dell’etichetta Mips, il sistema che protegge la testa e il cervello dalle lesioni durante l’impatto obliquo, assorbendo le forze rotazionali e centrifughe durante le cadute. Inoltre, l’adozione di uno strato a basso attrito nella parte a contatto con la testa, permette un minimo movimento relativo all’interno del casco stesso, senza attriti che costringano il capo a movimenti forzati.

Colleoni, 24 anni, corre con la Intermarché e il casco Uvex da quest’anno: qui al Catalunya
Colleoni, 24 anni, corre con la Intermarché e il casco Uvex da quest’anno: qui al Catalunya

Calotta modulare

Fra le caratteristiche che permettono l’assorbimento migliore degli urti, va annotata la costruzione della calotta in più parti. Vengono infatti abbinati un guscio rigido in plastica ABS all’esterno alla tecnologia Inmold per l’interno, integrando solidità e stabilità. Il guscio ha lo strato interno in EPS ammortizzante e quello esterno in policarbonato. La tecnologia Inmold utilizzata offre livelli elevati di protezione in cambio di un peso minimo. A ciò vanno aggiunte la nuova aerodinamica e l’ottimizzazione del circolo interno dell’aria, grazie alle ampie feritoie.

«Preferisco sempre avere il casco leggero – spiega Colleoni – con i modelli aero non mi sono mai trovato bene. Forse perché da quando corro, ho sempre avuto la sensazione dell’aria nei capelli e quella con i caschi leggeri non si perde. Anzi, è proprio una sensazione che ricerco. Ovviamente quando poi fa freddo, metto in testa una cuffietta per ripararmi. Il nostro casco di quest’anno forse non è il più leggero, però mi piace il senso di solidità che trasmette. Quando lo prendi in mano e poi lo indossi, percepisci che sia davvero sicuro».

Il sistema di chiusura 3D IAS permette l’adattamento a ogni forma di testa
Il sistema di chiusura 3D IAS permette l’adattamento a ogni forma di testa

Vestibilità su misura

Il passaggio da una squadra all’altra richiede l’adattamento ai nuovi materiali. Dalle nuove misure della bici, alla personalizzazione dell’abbigliamento e anche l’uso di nuovi pedali. Magari può sembrare più semplice adattarsi a un nuovo casco, ma anche in questo caso si tratta di trovare il giusto equilibrio fra la libertà necessaria e la necessità di stringere i cinghietti perché il sistema sia sicuro.

Uvex ha adottato per i suoi prodotti il sistema 3D IAS, che consente una vestibilità molto precisa. Larghezza e altezza sono regolabili autonomamente una dall’altra, per adattarsi a una vasta gamma di circonferenze e forme della testa. Questo fa sì che, copiando perfettamente l’anatomia dell’utente, la vestibilità sia comoda e soprattutto sicura.

«I sistemi di chiusura sono spesso diversi – conferma Colleoni – con questo sono riuscito a regolare il casco e averlo davvero su misura. Ovviamente non puoi pensare di avere la stessa sensazione da un casco all’altro, però una volta fatte le regolazioni, sembra di averlo sempre usato».

Colleoni racconta di aver provato il casco in condizioni di grande caldo al UAE Tour, l’aerazione è stata efficace
Colleoni racconta di aver provato il casco in condizioni di grande caldo al UAE Tour, l’aerazione è stata efficace

Aerazione efficace

Poi subentrano le sensazioni, perché il casco nasce in laboratorio, viene testato e omologato, ma la valutazione finale spetta chi dovrà usarlo. E nel caso dei corridori, si parla di un impiego ripetitivo e in ogni condizioni meteo. Ecco perché, fra le altre cose, risulta comoda la possibilità di rimuovere, lavare e asciugare rapidamente le imbottiture interne.

«Anche se siamo soltanto ad aprile e qui in Belgio sembra ancora inverno – ammette sorridendo il bergamasco – ho usato questo casco anche in situazioni di grande caldo, come al UAE Tour. L’ho trovato traspirante e ben aerato, non ho avuto problemi. E nemmeno ho mai avuto l’esigenza di avere una retina interna per evitare che entrino ad esempio gli insetti. Perché a quel punto tanto vale prendere un modello aero: la retina infatti oltre agli insetti ferma anche l’aria. Gli occhiali invece a volte li infilo sopra, oppure dietro sul collo. Si tolgono soltanto in salita e poi nemmeno sempre…».

Il casco deve restare al suo posto e non risultare scomodo. Un valore aggiunto è il sistema Mips
Il casco deve restare al suo posto e non risultare scomodo. Un valore aggiunto è il sistema Mips

Taglie e prezzi

Il casco è disponibile in due taglie che permettono di coprire ogni circonferenza: 52-56 e 56-59. Tra i dettagli che possono fare la differenza, c’è senz’altro la chiusura magnetica, che permette di aprirlo e chiuderlo con un solo tocco, grazie al sistema Fidlock. La fibbia del casco è comandata da un magnete, in modo che il funzionamento sia intuitivo e agevole anche indossando i guanti. E per essere certi che il casco sia davvero chiuso, basta prestare attenzione al “clic” che conferma l’aggancio.

Il casco Uvex Rise Pro Mips è in vendita a 219,95 euro. Domani lo vedrete in corsa alla Liegi-Bastogne-Liegi anche con il nostro amico Colleoni e poi al Giro d’Italia. Si sono già svolte mille gare, ma il bello deve ancora venire.

Uvex Sports

Gist Veloce e Rocket, in simbiosi per la performance

06.04.2024
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Veloce e Rocket sono i nomi evocativi che descrivono l’estro e le performance di due prodotti nuovi e unici di Gist. Il primo è un casco che ha i suoi tratti distintivi nell’aerodinamica e nello stile. Rocket è invece un occhiale leggero come una piuma, dalla silhouette aggressiva e prestazionale. Scopriamo la coppia di accessori tra caratteristiche e sviluppo.

La linea è moderna e aerodinamica
La linea è moderna e aerodinamica

Sliluppo e test

Con il lancio del casco Veloce e dell’occhiale Rocket, Gist conferma il suo impegno verso l’innovazione e l’eccellenza nel campo degli accessori per il ciclismo su strada. Per la realizzazione di questi due prodotti il brand italiano ha intrapreso un percorso di test e sviluppo basato sulla sua esperienza nel settore delle due ruote.

Per il lancio di questi innovativi accessori, Gist ha avuto l’onore di collaborare con il 3 volte campione Italiano Giovanni Visconti, il cui prezioso contributo ha arricchito il processo di sviluppo e test. Un valore aggiunto, per nulla banale, che rinforza l’impegno del marchio nel realizzare prodotti dal design accattivante, ma con l’attenzione sempre rivolta alla prestazione. 

Oltre alla colorazione bianca sono disponibili quattro colori
Oltre alla colorazione bianca sono disponibili quattro colori

Veloce

“Veloce” è il nome scelto per questo nuovo modello, che accanto a Primo, Bravo e Volo, vuole ribadire l’italianità del brand. Come detto, le caratteristiche che risaltano maggiormente sono aerodinamica e stile. Due pregi studiati su misura per il ciclismo su strada. Linee pulite e moderne, con un aspetto accattivante adatto al ciclismo di oggi, fatto di dettagli minimali e colori. Il materiale scelto è dato dalla combinazione del polistirene espanso sinterizzato (EPS) con il policarbonato per ottenere una sicurezza totale.

Le prestazioni sono una certezza per quanto riguarda il Veloce. I test hanno infatti confermato che il risultato della grande ricerca svolta sono il comfort e la sicurezza a livelli di eccellenza. I 14 fori permettono una ventilazione ottimale. La vestibilità è ideale grazie alla chiusura magnetica fidlock precisa e manovrabile con una sola mano. Le taglie disponibili sono due S/M (52-56cm) e L/XL (56/62cm). Il peso è di soli 265 grammi per una facilità d’utilizzo migliorata. Il Veloce viene proposto in cinque diverse colorazioni: nero, bianco, blu navy , grigio e rosso.

Gli occhiali Rocket si adattano a tutte le forme di viso
Gli occhiali Rocket si adattano a tutte le forme di viso

Rocket

In accoppiata con il Veloce, Gist ha presentato l’occhiale Rocket. Leggero come una piuma, con soli 25 grammi di peso, offre non solo una protezione ideale dagli agenti atmosferici e dai raggi UV, ma anche un design sofisticato e contemporaneo. A beneficio del comfort, i naselli in gomma morbida anallergica sono regolabili per offrire il miglior fit ad ogni fisionomia di viso

Disponibile nelle diverse montature bianca o nera, con lente specchiata rossa o azzurra (oltre a quelle ambrate e trasparenti incluse di serie), l’occhiale Rocket si adatta perfettamente a ogni stile e preferenza. Per i ciclisti più esigenti, in particolare per il mondo della MTB, è disponibile anche con lente fotocromatica che si adatta velocemente alle diverse condizioni di luce, garantendo una visione chiara e nitida in ogni situazione. Per acquistare il casco Veloce e l’occhiale Rocket, si può visitare sito web di Gist oppure recarsi presso i rivenditori autorizzati di tutta italia. 

GistItalia

Malori e il casco vietato ad Evenepoel: assenza di logica

15.03.2024
6 min
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«La cosa brutta è che adesso uno non potrà usare il casco con cui ha fatto tutti i test e con cui ha vinto il mondiale, gli altri invece non cambieranno niente. E visto che si giocheranno il Tour, poi forse le Olimpiadi e il mondiale, non lo trovo tanto giusto. Anzi, direi che mi fa proprio… arrabbiare».

Quando sei stato cronoman e poi sei diventato ambassador di varie aziende, ti viene facile capire che cosa significhi vedersi negare da un momento all’altro l’utilizzo di un componente per il quale avevi studiato e su cui avevi investito. Così quando Adriano Malori affronta il tema dei caschi da crono prima autorizzati e poi negati, ha un moto di stizza facilmente comprensibile. Lui che sulla crono ha costruito la sua notorietà è passato attraverso la fase dei caschi… fasulli, costruiti solo per aerodinamica. Poi però ha visto arrivare quelli sicuri e anche veloci. L’ultimo step, con il divieto del sotto casco Specialized e la messa in discussione di quelli della EF, del Bahrain e della Visma, non gli va davvero giù.

Cominciamo dal casco di Specialized, che è stato vietato. Ti piaceva?

Non è tanto un fatto di gusto, anche se credo che la decisione dopo la crono della Tirreno sia stata dettata solo dai commenti di certi tifosi che giudicano l’aspetto e non la sostanza. In questi ambiti dovrebbe essere un fatto di utilità e loro sono certi che serva. Hanno fatto i loro test, anche se come ogni cosa in questo ambito, è tutto legato alla posizione dell’atleta. Per Remco (Evenepoel, nella foto di apertura, ndr) di certo funziona. Lui ha la capacità di tenere la posizione aerodinamica e quindi, dato che tiene la testa come deve e l’aria scivola dalla zona del mento al collo, il sistema funziona. Se invece prendiamo Vlasov, che tiene la testa alta per guardare avanti, allora l’utilità di quella strana cuffia viene meno. Come facessero poi a usarlo con 40 gradi, sono fatti loro…

Questo il casco Giro della Visma-Lease a Bike sotto osservazione: il problema è solo la sua estetica?
Questo il casco Giro della Visma-Lease a Bike sotto osservazione: il problema è solo la sua estetica?
Singolare che prima lo abbiano approvato e poi vietato.

Come dicevo, sembra quasi che gli ultimi visti alla Tirreno li abbiano messi in discussione perché la gente ha fatto dei commenti strani. Perché loro, l’UCI, di fatto li aveva autorizzati in anticipo, per il fatto di dover correre con gli stessi materiali che è possibile trovare in commercio. La cosa buffa è che alla partenza di ogni cronometro ci sono dei giudici UCI. Se loro hanno detto che Vingegaard poteva correre con quel casco e che la Bahrain poteva usarlo, non capisco perché l’UCI adesso dica di voler riaprire il fascicolo.

Il casco deve essere esclusivamente un dispositivo di sicurezza, giusto?

Il regolamento dice questo, ma non credo che le aziende mettano fuori dei caschi che non proteggono l’atleta. Assolutamente no. Figurarsi a livello commerciale, toccando ferro, cosa accadrebbe se Vingegaard cadesse e si spaccasse la testa perché il casco non ha retto l’impatto… Per chi lo produce sarebbe un colpo mortale, non venderebbe più un solo casco. Mi ricordo che anni fa, quando ancora correvo, i modelli da cronometro li facevano con la calotta senza il polistirolo dentro: ricordate? Era il 2008 o 2009 e tra l’altro il casco con cui ho vinto il mondiale U23 ce l’ho ancora in studio e dentro non ha protezioni. Ha solo due cuscinetti. In quel caso sarebbe stato giusto vietarlo. Ma visti i caschi in questione, trovo illogico che li vogliano fermare. E’ come per il peso delle biciclette e ogni altro sviluppo…

Il casco con cui Malori vinse il mondiale U23 di Varese era effettivamente privo di grandi protezioni
Il casco con cui Malori vinse il mondiale U23 di Varese era effettivamente privo di grandi protezioni
Vale a dire?

Facciamo un esempio. Nella MotoGP ci sono delle moto che sono delle macchine come la Formula Uno. Hanno alettoni e ali, tanto che ai puristi son sembrano più neanche delle moto. Però mi sembra che lo sviluppo vada davanti lo stesso. E allora perché qui devi proibire un mezzo che aiuta la performance, senza pregiudicare la sicurezza? Il discorso di renderlo accessibile a tutti è preservato, perché non credo che un casco così avrà un costo proibitivo. Un casco da crono costa come uno da strada. Invece l’UCI si è mossa per far vedere a tutti che comandano loro. E le cose restano ferme con il nodo per il peso della bicicletta…

I famosi 6,8 chili…

Un limite che ormai è vecchio più di 20 anni, forse 25. Non ero ancora professionista (Adriano passò nel 2010, ndr) e già c’era quella regola. Adesso ci sono le biciclette che hanno i freni a disco, dei materiali che fanno paura e nuovi studi, come abbiamo visto per esempio con Ganna per il Record dell’Ora. Per quale motivo un’azienda dovrebbe investire se ha sempre quel limite? E se anche fossi un amatore e la volessi più leggera, partecipando a qualche gran fondo internazionale, sarei passibile di squalifica. E allora la ricerca si ferma e questo non è un bene.

Questo il casco Rudy Project della Bahrain Victorious: ugualmente sotto la lente
Questo il casco Rudy Project della Bahrain Victorious: ugualmente sotto la lente
Mettiti un attimo nella testa di Remco, che ha fatto tutti i test in galleria del vento per ottenere del margine con quel caso, come ti sentiresti ora che te l’hanno tolto?

Mi girerebbero le scatole. Come se quando correvo alla Movistar e la nostra Canyon era una bici da crono pazzesca, arrivava qualcuno e mi vietava di usarla, dopo che ci avevo corso e vinto per un anno. Sono passaggi che non capisco, non c’è in ballo la sicurezza. Le crono dovrebbero essere il banco di prova della ricerca. Le aziende non fatturano poi molto con quelle bici, non ne vendono poi molte, no? Pinarello fa un telaio allo Scandio per il record dell’Ora, ci studia, il record viene e ne ottiene una bella immagine. Logicamente se lo studio viene fermato, tutto si appiattisce.

Con i caschi è lo stesso?

E lo stesso accade con i caschi. Quelli da crono dovrebbero essere un bel terreno di studio e di sviluppo, perché il casco da strada comunque è quello. Anzi, se posso permettermi, si mettono di mezzo nelle crono e poi permettono alla EF di correre su strada con un casco da cronometro. Lo avete visto quello con cui ha vinto Bettiol alla Milano-Torino? E’ un casco che usano anche le donne su strada, ma di fatto quello è un casco da crono. Sapete cosa mi dà fastidio?

Bettiol vince la Milano-Torino con il casco Procen di Poc, nato per le crono
Bettiol vince la Milano-Torino con il casco Procen di Poc, nato per le crono

Cosa?

Hanno fatto meno storie a fare entrare i dischi sulle bici da strada in gara, che sono delle lame che girano. Mi ricordo il caso di Ventoso, che correva con me e che hanno insabbiato. Fran si è aperto il ginocchio per un disco, ma dietro i caschi non ci sono gli interessi che c’erano dietro i dischi. E allora si spiega tutto, perché alla fine è un fatto di potere e di soldi. E i corridori stanno in mezzo.

Scott Cadence Plus: veloce, aerodinamico e sicuro

07.03.2024
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Nel ciclismo moderno, dove ogni singolo watt e ogni dettaglio pesa, l’aerodinamica è un aspetto da curare in maniera meticolosa. Le bici, i capi d’abbigliamento, le scarpe, tutto nasce ormai in galleria del vento. Così anche il casco, accessorio fondamentale per la sicurezza, ma anche per la penetrazione aerodinamica, visto che è la prima superficie ad impattare frontalmente con l’aria. Le polemiche degli ultimi giorno sui modelli da crono (che l’UCI ha messo sotto osservazione) danno la misura di quanto sia avanzata la ricerca su questo componente. 

Scott ha sviluppato il suo casco più veloce per le gare su strada, un prodotto votato alle alte prestazioni. Studiato tramite test approfonditi in galleria del vento, il Cadence Plus è il modello più aerodinamico della gamma Scott (foto Daniel Geiger in apertura). 

Amico del vento

Il progetto del nuovo Cadence Plus nasce dal miglioramento della sua versione precedente. Un accessorio già veloce di per sé, ma migliorato nei dettagli dagli ingegneri di Scott. La sfida è stata rendere un casco già veloce ancora più aerodinamico e performante, curando ogni minimo particolare. Per questo Scott ha eseguito ulteriori test nella galleria del vento ed il risultato è sotto gli occhi di tutti.

«In Scott avevamo il precedente Cadence Plus – spiega Jose Pereira, Product Manager – che era un casco già estremamente veloce. Ma abbiamo voluto lavorare di più sull’aerodinamica per renderlo più versatile e attraente per un più ampio spettro di consumatori e utenti, rendendolo allo stesso tempo ancora più veloce».

«Ci siamo concentrati su come fondere effettivamente l’esterno e l’interno dello scafo – gli fa eco il designer Christian Holweck – così che non importa se cambi leggermente la posizione della testa o se stai guidando in più situazioni di vento incrociato. Il casco funzionerà meglio del precedente Cadence Plus». 

Nel Cadence Plus sono stati inseriti dei tappi anteriori con cui chiudere le prese d’aria, per migliorare l’impatto aerodinamico frontale e la ventilazione. Inserendo queste protezioni, è possibile migliorare la penetrazione e proteggersi dal freddo. Quando si tolgono, l’aria circola in maniera ottimale all’interno della calotta (che diventa un tutt’uno tra interno e esterno), garantendo una temperatura costante. 

Al miglioramento della ventilazione e all’incremento della sicurezza, con la nota protezione ottimale dagli impatti rotazionali, contribuisce anche l’adozione della tecnologia Mips integrata nella calotta.

Sicurezza

Da Scott confermano infatti che tutte le energie sono state convogliate per trovare un equilibrio perfetto tra aerodinamica, tecnologia e sicurezza. Proprio per quest’ultimo campo, appunto, la scelta è ricaduta sull’utilizzo del sistema Mips Brain Protection. Un sistema che, in caso di caduta, riesce a coprire e proteggere tutte le aree più delicate della testa.  

La chiusura, sicura e semplice, è garantita da una fibbia magnetica, che rende il processo facile e intuitivo in ogni situazione. Nella parte posteriore Scott ha previsto lo spazio per inserire, in caso di necessità, una luce di sicurezza, da agganciare tramite clip alla calotta. 

Il feedback dei pro’

«Questo nuova Cadence Plus – dice Matteo Moschetti, corridore del Team Q36.5 – è veloce. Ogni dettaglio è stato pensato per questo. E’ veloce, ma è anche comodo, leggero e ben ventilato. Tutte le cose che cerchi in un casco, che danno anche la priorità alla tua sicurezza».

«Trovo il nuovo Cadence Plus – si aggiunge Charlotte Kool del Team Dsm Firmenich – un casco estremamente confortevole. Durante allenamenti intensi e gare, rimane ben ventilato, consentendomi di concentrarmi sulle prestazioni. Apprezzo particolarmente il design moderno ed elegante e le dimensioni compatte di questo casco».

Se sta bene ai corridori che lo usano ogni giorno, è una garanzia anche per gli utenti finali. Il peso, come entrambi hanno confermato, è estremamente contenuto: solamente 280 grammi. Il prezzo al pubblico di 249,90 euro. 

Scott

Rudy Project Wingdream, l’esordio del nuovo casco da crono

04.03.2024
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Rudy Project, con i suoi 40 anni di esperienza e una costante ricerca dell’eccellenza, oggi è pronto a stupire nuovamente. Si alza il velo su Wingdream: il nuovo casco da crono che farà il suo esordio alla Tirreno-Adriatico e alla Parigi-Nizza. Un prodigio tecnico che ha ottenuto risultati sorprendenti in galleria del vento e sarà indossato in anteprima dagli atleti del Team Bahrain Victorious sulle strade italiane e francesi in versione camouflage.

Seppur in forma mascherata oggi il Wingdream farà il suo esordio
Seppur in forma mascherata oggi il Wingdream farà il suo esordio

Esordio mascherato

Wingdream è il frutto di oltre due anni di ricerca e sviluppo, condotti in stretta collaborazione con il Team Bahrain Victorious, di cui Rudy Project è sin dalla fondazione fornitore tecnico. Il casco avrebbe dovuto debuttare a maggio al Giro d’Italia, dove in effetti per la prima volta sarà visibile con i colori ufficiali. Grazie ai dati raccolti in galleria del vento e ai test effettuati su strada, il Team Bahrain Victorious ha espresso però la volontà di indossarlo già nell’avvio stagionale. 

Nello specifico, come detto, saranno due i primi test in gara: la cronometro di Lido di Camaiore che apre la Tirreno-Adriatico e nuovamente la cronosquadre di Auxerre, terza tappa della Parigi-Nizza che si correrà domani. La livrea camuffata, visibile nelle foto, maschera ancora i dettagli del design finale che verrà mostrato alla presentazione ufficiale di maggio.

Rudy Project è sponsor tecnico del Team Bahrain Victorious sin dai suoi esordi come Bahrain-Merida
Rudy Project è sponsor tecnico del Team Bahrain Victorious sin dai suoi esordi come Bahrain-Merida

Risparmio energetico

Rudy Project ha dedicato notevolil energie ad approfondire gli studi aereodinamici, credendo fermamente nell’utilità della galleria del vento per tradurre in dati concreti il lavoro di ricerca e sviluppo. Il processo infatti ha affrontato vari step, sfruttando sensori di avanzata tecnologia con cui analizzare la geometria della superficie del casco in relazione alla posizione del ciclista sulla bici, seguite da test in galleria del vento. Il wind tunnel è, per l’azienda di Treviso, un mezzo fondamentale attraverso cui migliorare le performance degli atleti e quelle dei consumatori che acquisteranno il prodotto.

Il nuovo casco ambisce a ridefinire gli standard di efficienza, grazie a prestazioni aerodinamiche che hanno dato risultati importanti nei test interni dell’azienda. Con un risparmio energetico di 15,7 watt (alla velocità di 45 km/h) il nuovo casco ha vinto il confronto con diversi altri prodotti, presi a riferimento come benchmark. Un miglioramento significativo anche rispetto al già performante casco The Wing, che lo ha preceduto nel catalogo di Rudy Project e nelle forniture ai professionisti della bici da strada di cui la marca è partner. Il Wingdream sarà disponibile al pubblico per l’acquisto entro fine 2024.

RudyProject

Lazer Z1 KinetiCore, sicuro e leggero come mai prima

10.01.2024
4 min
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Peso piuma senza compromessi. La sicurezza è al primo posto per Lazer, come sempre. Con il nuovo Z1 KinetiCore l’azienda belga presenta il rinnovamento dell’iconico casco. Progettato per essere ancora più leggero e consentire un’eccellente ventilazione, il casco integra i più elevati standard di sicurezza con la protezione dagli impatti rotazionali.

Disponibile in sette colorazioni per ogni gusto
Disponibile in sette colorazioni per ogni gusto

Costruzione intelligente

Il nuovo casco non nasce da un foglio bianco: i progettisti di Lazer sono partiti dall’iconico design dello Z1. E’ stata mantenuta inalterata la struttura, migliorandola con l’integrazione della tecnologia di protezione KinetiCore brevettata da Lazer. Il risultato è un casco con protezione dagli impatti rotazionali incorporata, dal peso di soli 220 grami in taglia M, che può fregiarsi delle 5 STELLE rilasciate dall’Istituto Virginia Tech Helmet Lab. 

La sua costruzione con le prese d’aria posizionate strategicamente, i ponti inclinati e l’archetto fluttuante consentono allo Z1 KinetiCore di vantare una ventilazione unica senza sacrificare l’aerodinamica. Da sottolineare la compatibilità con l’accessorio Lazer Aeroshell che può essere impiegato a chiusura delle prese d’aria per un vantaggio aerodinamico extra oppure per fornire protezione dagli agenti atmosferici.

Lo abbiamo visto in anteprima in colorazione RedBull sulla testa di Wout Van Aert
Lo abbiamo visto in anteprima in colorazione RedBull sulla testa di Wout Van Aert

Tecnologia Lazer KinetiCore 

La sicurezza è un lato imprescindibile e sicuramente un pregio tecnico di questo nuovo Z1. Reinventando il moderno design del casco con oltre dieci anni di ricerca, sviluppo e test, in caso di impatto il casco “lavora” grazie alle esclusive zone di deformazione controllata incorporate nella struttura interna. Il risultato di questo design integrato è una protezione multidirezionale avanzata che consente ai ciclisti di affrontare ogni uscita in sicurezza.

Un aspetto non lasciato al caso è quello dell’ambiente. Infatti la tecnologia integrata KinetiCore utilizza meno materiale complessivo e quindi meno plastica per la sua costruzione. Questo favorisce anche una migliore ventilazione e un design del casco più leggero che si traduce in grammi di plastica in meno. La rimozione di quote significative di plastica e l’uso di materiale riciclato sono piccoli passi nella direzione di un futuro più sostenibile di cui Lazer è sostenitrice.

Comodità d’utilizzo

I dettagli fanno la differenza infatti, in questo Z1 KinetiCore Lazer sono racchiuse più soluzioni e innovazioni tecniche. A differenza del precedente modello, si avvale del sistema di chiusura Lazer Advanced RollSys, caratterizzato dalla presenza di una rotella sulla parte superiore del casco che controlla il sistema di adattamento alla testa del ciclista per una vestibilità comoda e sicura senza punti di pressione. Poiché il Lazer Advanced RollSys è posizionato sulla parte superiore del casco, rimane spazio sufficiente per accogliere i capelli lunghi raccolti in una coda di cavallo o in uno chignon. 

Un altro dettaglio è contenuto nel design che consente di mantenere gli occhiali al sicuro grazie ai suoi slot di aggancio specifici. Da sottolineare la possibilità di agganciare alla parte posteriore del casco l’accessorio Lazer Universal LED a garanzia di una maggiore visibilità durante le uscite in bicicletta. A impreziosire la sua costruzione ci sono i cinturini cuciti in materiale riciclato e antibatterico, progettati per garantire il massimo comfort di utilizzo. Disponibile in tre taglie (S/M/L) e sette differenti colori è pronto ad assecondare ogni esigenza di comfort e stile. Il prezzo consigliato al pubblico è di 249,99 euro.

Lazer

Lazer Cerro KinetiCore, progettato per i terreni misti

17.06.2023
4 min
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Il nuovo Lazer Cerro KinetiCore si candida per offrire grande protezione e comfort sia su strade asfaltate che fuoristrada. Un prodotto studiato nei minimi dettagli che vanta peculiarità costruttive rivolte a migliorare la vita del ciclista in ogni uscita in sella. A partire dalla tecnologia KinetiCore per la massima protezione dagli impatti diretti e rotazionali. Oppure le fessure di aggancio degli occhiali per mantenerli in posizione sulle strade sconnesse. E ancora, la fibbia magnetica che garantisce vestibilità e sicurezza insieme alla piccola visiera che ripara da pioggia, ghiaia, fango e dal riverbero del sole. Il tutto rigorosamente in pieno stile e garantito dall’azienda belga.

Tecnologia Kineticore

La sicurezza è un lato imprescindibile e sicuramente un pregio tecnico di questo modello. Reinventando il moderno design del casco con oltre dieci anni di ricerca, sviluppo e test, la tecnologia Lazer KinetiCore presenta una protezione integrata contro gli impatti rotazionali. Questo avviene grazie alle esclusive zone di deformazione controllata incorporate nella struttura interna del casco. Il risultato di questo design integrato è una protezione multidirezionale avanzata che consente ai ciclisti di affrontare ogni uscita in sicurezza.

Un aspetto non lasciato al caso è quello dell’ambiente. Infatti la tecnologia integrata KinetiCore utilizza meno materiale complessivo e quindi meno plastica viene utilizzata per la sua costruzione. Questo favorisce anche una migliore ventilazione e un design del casco più leggero che si traduce in 40 grammi di plastica in meno rispetto a Lazer Roller MIPS M CE.

Il casco è un concentrato di praticità e sicurezza
Il casco è un concentrato di praticità e sicurezza

Protezione certificata

Tutti i caschi venduti devono essere certificati per soddisfare i requisiti minimi di sicurezza. Tuttavia, non tutti i dispositivi sono uguali e due modelli che soddisfano lo standard ufficiale per la certificazione possono offrire diversi livelli di protezione dagli impatti. Il Virginia Tech Helmet Lab è indipendente al 100% da qualsiasi finanziamento o influenza da parte dei produttori di caschi e, pertanto, fornisce valutazioni imparziali su una scala a 5 stelle che consente ai consumatori di prendere decisioni informate al momento dell’acquisto di caschi.

In sostanza, le valutazioni identificano quali caschi riducono meglio il rischio di commozione cerebrale. Più stelle equivalgono a una migliore protezione, con 5 stelle che rappresentano i migliori caschi disponibili. ll casco Cerro KinetiCore ha ottenuto 4 stelle.

Particolari costruttivi

La facilità della regolazione verticale viene favorita dal sistema Lazer Advanced TurnSys che offre un’aderenza su misura facile da regolare anche in sella, con una semplice rotazione del registro. Il sistema prevede anche la regolabilità verticale. La visiera integrata è elegante e protegge gli occhi e il viso dal sole. Gli occhiali possono essere facilmente posizionati in specifici inserti presenti nel casco. Non occorre più armeggiare con la fibbia del casco quando si indossano i guanti. La fibbia magnetica Lazer può essere aperta rapidamente con una sola mano e con i guanti.

Una rete anti-insetti impedisce agli insetti di entrare nelle prese d’aria anteriori, riducendo al minimo distrazioni o irritazioni. Infine per restare al caldo durante le giornate più fredde è possibile installare il kit invernale per il sistema Lazer Advanced TurnSys. Il peso complessivo del Cerro KinetiCore è di 270 g. Le taglie disponibili sono tre: S (52-56cm), M (55-59cm), L (58-61cm). Disponibile in sei colorazioni adatte a compiacere tutti gli stili di guida. Il prezzo consigliato al pubblico è di 99,99 euro.

Lazer

Just1: casco J-Hyper e occhiali Sniper, stile e sostanza

05.06.2023
5 min
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Tanto stile, ma anche tanta sostanza da parte di Just1. Il suo casco J-Hyper e i suoi occhiali Sniper sono un insieme di design e tecnologia. La casa toscana ha una enorme tradizione nel motor sport a due ruote, in strada e fuoristrada, ma il mercato della bici era una fetta in netta espansione che non si poteva tralasciare.

Tuttavia, per ampliare gli orizzonti nel ciclismo, settore che negli ultimi anni ha visto una forte impennata dello sviluppo di prodotti e materiali, non si poteva certo proporre dei prodotti qualunque. No, la qualità doveva essere al massimo e Just1 non ha mancato l’obiettivo.

Noi abbiamo avuto il piacere di pedalare con il set top di gamma di Just1 per un total look di grande impatto, tra il bianco del casco e il nero degli occhiali, ma entrambi con i richiami giallo fluo.

Sicurezza al top

Partiamo dal casco. Il J-Hyper ha una scocca classica, costituita da un particolare polistirolo ben studiato per assorbire gli impatti, ma anche per essere comodo sulla testa e per innestare al meglio la cover e soprattutto il Mips (Multi-directional Impact Protection System). 

Il Mips, che nelle foto è quella porzione in giallo, consente al casco di aderire alla testa, ma in caso d’impatto di far ruotare la parte esterna dell’elmetto stesso così da non provocare forti rotazioni sul collo e scaricare l’energia dell’impatto.

Sempre in termini di sicurezza, merita un occhio di riguardo la chiusura magnetica con la clip ad incastro e pressione. E’ super facile da usare, ma al tempo stesso serra in modo deciso.

Cinque fori

Parliamo poi della parte esterna. Ad un primo impatto visivo il J-Hyper non è super snello, specie nella colorazione bianca che di certo non passa inosservata, ma in realtà ha un buon peso (circa 330 grammi nella taglia M) e nonostante punti forte sull’aerodinamica.

Il casco è davvero veloce così “chiuso” sulla cover. In questi giorni piovosi, lo abbiamo testato tra gli squarci di sole che comunque picchiava forte. Il caldo non appartiene a questo casco. Nonostante i pochi fori e la cover massiccia, l’areazione è eccellente. 

Nella parte anteriore ci sono cinque prese d’aria, piuttosto grandi e ben posizionate. Quelle ai lati ci hanno colpito per la loro efficacia. Ma soprattutto questi cinque fori lavorano in sinergia con i sei in uscita. L’aria viene scaricata molto bene. Il flusso è piacevole e si resta freschi.

Anche i cinghietti sono microforati al centro e non si attaccano su mento e mascelle quando il casco è chiuso.

Ampio campo visivo

A “fare scopa” con il J-Hyper sono gli occhiali Sniper, una moderna mascherina che calza ottimamente, merito soprattutto di nasello e parte posteriore delle asticelle. Quei segmenti che nelle foto appaiono in giallo fluo, sono di una particolare gomma aderente e anallergica che anche in caso di sudore resta aderente alla pelle.

Le lenti, le ultra high definition da 2 mm in policarbonato stampato, sono intercambiabili. Nella confezione ci sono anche le lenti trasparenti. Anche le asticelle, volendo, sono intercambiabili, tanto per restare in tema di total look.

Una cosa che ci ha colpito degli Sniper, oltre alla quasi totale assenza di riflessi, è stato il campo visivo. Un campo ampio che lascia grandi margini ai lati, alla famosa “coda dell’occhio”. In caso di necessità, soprattutto con l’occhio destro (quello a cunetta), di dover guardare con attenzione buche, ostacoli lo sguardo è davvero naturale.

Questo occhiale è disponibile in otto colorazioni. Ed è stato scelto dal Team Corratec.

Just1

Spiuk Profit, il comfort abbraccia la performance

11.01.2023
3 min
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C’è molto altro oltre l’aerodinamica. Il Profit è l’unione due due macro tecnicità che determinano spesso la qualità di un casco. Comfort e prestazioni. Spiuk con questo modello ha infatti introdotto un nuovo modo di intendere la performance, sviluppandola di pari passo assieme al benessere d’utilizzo. Il risultato è un prodotto sicuro, grazie alla vestibilità Boa, e incredibilmente versatile e intuitivo grazie alla fibbia magnetica Fidlock e i divisori ArrowHead. Il tutto ottimizzato e fatto funzionare al meglio dalla ventilazione interna Airflow 360°. Ciò che rimane da fare è solo macinare chilometri verso nuovi orizzonti. 

Comodo e competitivo

Il Profit è riassumibile in una definizione semplice e chiara. Un casco da ciclismo per la competizione, dal comfort straordinario e ideale per le lunghe distanze. La sua versatilità infatti spazia tra comodità e prestazioni di altissimo livello. L’asso nella manica sta anche nell’adattamento allo stress di ciò che ci circonda. Come possono essere le situazioni di alta temperatura dove il sistema Airflow 360° dà il meglio di sé.

Il disegno della struttura interna del casco è formata da canali che collegano le aperture anteriori e posteriori. Le ampie aperture frontali consentono un grande volume di presa d’aria. Grazie alla continuità dei tunnel interni si ottiene un’efficace circolazione dell’aria. Questa a contatto con la testa si rinfresca in modo permanente, riuscendo così a trasportare il calore in eccesso generato verso le aperture posteriori. Di conseguenza si ottengono eccellenti prestazioni di raffreddamento e aerodinamiche superiori alle strutture interne convenzionali.

Tecnologie futuristiche

A rendere il Profit di Spiuk un casco completo e affidabile sono le scelte mirate per ogni utilizzo ed esigenza. A partire dal Boa Fit System che offre una vestibilità sicura, veloce, personalizzata e duratura, specificamente progettata per le migliori prestazioni. Il sistema brevettato di Boa è composto da tre parti: un quadrante micro-regolabile, un cavo leggero ultra resistente e passacavi a basso attrito, il tutto coperto dalla garanzia Boa.

Un altro aspetto che rende questo modello accattivante è il sistema ArrowHead che permette di regolare perfettamente le cinghie laterali in modo scorrevole e garantisce inoltre un’ottima ergonomia. Un sistema innovativo che influisce sul comfort e sulla sicurezza del ciclista. Infine la chiusura magnetica di sicurezza Fidlock si allaccia automaticamente evitando pizzicature. Si apre anche con una mano in modo molto semplice, e si può fare anche con i guanti. I colori disponibili sono tre: bianco, nero e rosso. Le taglie selezionabili sono due, S-M (51-56) e M-L (56-61). Il prezzo consultabile sul sito è di 159,90 euro. 

Spiuk