Dall’Occitania arriva un Bonifazio affamato di vittorie

23.06.2022
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La vittoria di domenica, nell’ultima tappa del La Route d’Occitanie, ha rimesso un po’ le cose a posto per Niccolò Bonifazio. Soprattutto ha messo ordine in mezzo a tanti pensieri scaturiti da una prima parte di stagione che non era andata come voleva per mille motivi e soprattutto gli ha restituito quella convinzione in se stesso della quale aveva un forte bisogno.

In quegli attimi, seguenti la volata di Auterive, il portacolori della TotalEnergies ha rivissuto tutto quel che è avvenuto in questo anno piuttosto particolare: «Non saprei neanche come giudicarlo, perché da una parte in certi momenti sentivo di andare davvero forte, ma dall’altra è stato forse l’anno più sfortunato che ho vissuto da quando sono professionista. Fare appena una decina di giorni di gare da inizio aprile non è da me e non mi aiuta di certo».

Bonifazio Occitania
La grinta di Bonifazio nella volata di Auterive, dove ha preceduto Moschetti
Bonifazio Occitania
La grinta di Bonifazio nella volata di Auterive, dove ha preceduto Moschetti
Che cosa ti è accaduto?

Come tanti altri sono stato vittima di una bronchite, presa probabilmente alla Parigi-Nizza che mi ha tenuto compagnia per un paio di mesi. Non riuscivo a venirne fuori, influiva sulla respirazione e mi dava problemi. C’è voluto tempo, ma pian piano è passata e alla fine anche le prestazioni hanno iniziato a migliorare.

Ti eri fermato in questa primavera priva di molti impegni?

No, non sono tipo da restare con le mani in mano, sono uno che si allena molto. Ho curato la preparazione in maniera assidua, forse ancora più che in passato, ma allenarsi non ti dà la perfetta misura del tuo valore, come anche non aver occasione di confrontarsi con i migliori. Ho avuto poche occasioni per gareggiare al massimo livello e questo influisce.

Quando hai sentito che stavi per tornare il Bonifazio che volevi?

Diciamo che già a maggio le cose cominciavano a girare nel verso giusto. Al Circuito di Vallonia ero finito quarto perché mi era sfuggita la fuga giusta, altrimenti potevo essere già a cantar vittoria. Comunque nelle tre gare prima de La Route d’Occitanie non ero uscito oltre il 15° posto, sentivo che le gambe giravano bene e che era solo questione di tempo.

Bonifazio bronchite 2022
Il piemontese alla Parigi-Nizza: dalla corsa francese è uscito come altri con la bronchite
Bonifazio bronchite 2022
Il piemontese alla Parigi-Nizza: dalla corsa francese è uscito come altri con la bronchite
La tua ultima vittoria risaliva all’agosto scorso: ti stava pesando questa lunga astinenza?

Non tanto, perché non ho mai perso la consapevolezza del mio valore. Purtroppo non ho avuto tante occasioni per gareggiare. E’ stato davvero un anno sfortunato e l’ho capito subito, dalla prima gara, la Clasica Comunitat Valenciana quando sono caduto in volata mentre mi stavo giocando la vittoria. Magari quell’astinenza sarebbe stata molto più breve e qui staremmo a parlare di una stagione ben diversa. Certe cose le avverti subito: da lì è stata tutta una serie di cadute di catena, forature, ventagli, insomma non ne andava una giusta, se poi si aggiunge la bronchite, ecco che il quadro è completo.

Parlavi anche di un calendario di gare che non ti ha favorito…

Ho sempre fatto gare di secondo piano, a parte Parigi-Nizza e Milano-Sanremo e questo non favorisce il raggiungimento della miglior condizione: come faccio a competere con gente come Démare se non posso affrontarla con continuità? E’ solo attraverso di quella che crescono la consapevolezza delle proprie possibilità e le chance di battere corridori così forti. All’ultima gara in Francia per fortuna c’erano corridori e squadre forti, chi in preparazione del Tour e chi del campionato nazionale e la vittoria di domenica mi ha dato nuova carica proprio per questo.

A proposito di Tour, sei nella squadra?

A quel che so, no. Sono dirottato su altre gare e ciò non mi favorisce. Rispetto allo scorso anno non cambia nulla e questo sinceramente mi fa strano.

Bonifazio Scherens 2021
L’ultima vittoria del cuneese risaliva all’ultimo Ferragosto, al GP Scherens
Bonifazio Scherens 2021
L’ultima vittoria del cuneese risaliva all’ultimo Ferragosto, al GP Scherens
Nel team ti trovi bene?

Sì, è un bell’ambiente e non mi fanno mancare nulla, è solo la programmazione che mi lascia un po’ perplesso. Sappiamo le gare da fare mese per mese e questo certo non aiuta a prepararsi e farsi trovare pronti quando c’è l’evento importante. In fin dei conti i risultati li ho sempre portati a casa.

Il tuo contratto scade a fine stagione?

Sì, ancora non so che cosa farò, sinceramente non voglio neanche pensarci. Dalla squadra non mi sono arrivati segnali, ma neanche in negativo, quindi per ora mi concentro su quel che c’è da fare e poi si vedrà. A me comunque non dispiacerebbe continuare l’esperienza, anche perché stare all’estero non è un problema, sono uno comunicativo che si adatta bene ovunque.

Bonifazio Laigueglia 2022
Niccolò in azzurro all’ultimo Trofeo Laigueglia: troverà spazio, magari agli Europei?
Bonifazio Laigueglia 2022
Niccolò in azzurro all’ultimo Trofeo Laigueglia: troverà spazio, magari agli Europei?
Quali sono ora i tuoi obiettivi?

Io guardo a domenica, al campionato italiano che ha un percorso adatto a me e dove voglio far bene. La gamba c’è e domenica scorsa l’ho dimostrato, ho tutto per emergere e voglio farlo.

Correre da isolato non ti pesa?

L’ho fatto tante volte, non è un problema. Vorrà dire che mi appoggerò agli altri come facevo quand’ero dilettante. L’importante è saper cogliere il momento giusto e capire come la corsa si evolverà.

Hai un sogno nel cassetto?

Semplice: vincere domenica!

Fra colpi di tosse, la strada di Conti verso il Giro

28.03.2022
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Che fine ha fatto Valerio Conti? Ricordavamo l’entusiasmo per il nuovo inizio con l’Astana. La voglia di non accontentarsi come gli era successo al UAE Team Emirates e l’esigenza di mettersi nuovamente alla prova. E poi? Debutto a Murcia: ritirato. Seconda corsa ad Almeria: ritirato. E poi di nuovo in gruppo al Catalunya dopo 40 giorni, senza finirlo. Ce n’è abbastanza per una telefonata e la raffica di colpi di tosse che accoglie è più eloquente delle parole che seguono.

«Ho debuttato a Murcia – dice dopo un po’ – sono caduto, mi sono tagliato una mano e ho dovuto mettere i punti dal pollice al palmo. Impossibile prendere in mano il manubrio. Tra una cosa e l’altra sono andati via dieci giorni. Poi sono andato al Catalunya e mi sentivo un po’ strano. E alla fine è venuta fuori una febbrona a 39. La dottoressa della squadra ha fatto un doppio kit per capire se sia Covid o influenza ed è venuto fuori che è influenza. E ha detto che probabilmente (colpo di tosse, ndr) sono partito per il Catalunya avendola già addosso…».

In queste settimane, Martinelli è alle prese con diverse sostituzioni per motivi di salute
In queste settimane, Martinelli è alle prese con diverse sostituzioni per motivi di salute

Jella Astana

Come dire che il momento nero dell’Astana Qazaqstan Team prosegue. La Parigi-Nizza in cui Felline è stato il solo corridore del team kazako (e anche il solo italiano) a tagliare il traguardo finale, i malanni di Moscon, gli acciacchi che hanno impedito a Nibali di correre la Tirreno-Adriatico e la caduta di Lutsenko che mentre si allenava sul Teide si è rotto clavicola e spalla. Eppure il romano, che in questi giorni è a casa dei suoceri in Veneto, appare ancora molto motivato.

«Mi trovo benissimo – dice dopo un altro colpo di tosse – ho ritrovato umanità e tranquillità. Sono contento, potevo decidermi di cambiare prima. Certo, ho fatto poche corse, ma ad esempio il gruppo del Catalunya era spettacolare. In UAE vivevo più stress (colpo di tosse, ndr), si partiva per fare punti in tutte le corse, mentre qui la stagione è focalizzata sui grandi obiettivi, principalmente i grandi Giri. Non a caso hanno sempre preso corridori per le gare a tappe, perché c’è una bella organizzazione per quel tipo di corse».

Baschi fra 7 giorni

E adesso dove lo rivedranno i suoi tifosi? Quando ripartirà Conti sulle tracce di quel se stesso che nel 2019 vestì a lungo la maglia rosa e autorizzò speranze mantenute soltanto a sprazzi?

«Il programma era di correre al Gp Indurain e poi al Giro dei Paesi Baschi – spiega – ma il primo non lo farò sicuramente. Inizia a una settimana esatta da oggi, il 4 aprile. Stamattina (colpo di tosse, ndr) ho preso il primo antibiotico, provo a rientrare per i Baschi, poi si vedrà come sto. Se riesco a prendere ritmo gara, potrei andare in altura a preparare il Giro. Altrimenti, se non si riesce a rientrare, si può pensare di stare anche senza altura e fare il Giro di Sicilia e poi il Tour of the Alps. Con questo fatto che i più forti stanno male, vedo che a Martinelli sta fumando il cervello. Lui sta sempre attento ai programmi (colpo di tosse, ndr) e spostare un corridore per sostituirne un altro significa squilibrare un’altra situazione. Il momento non è dei migliori».

Conti è pro’ dal 2014: da quest’anno è all’Astana. E’ alto 1,72 e pesa 61 chili
Conti è pro’ dal 2014: da quest’anno è all’Astana. E’ alto 1,72 e pesa 61 chili

Tutto sul Giro

In ogni caso, il suo focus resta il Giro d’Italia: le classiche ardennesi non sono nei programmi. E al Giro si arriva correndo o andando in quota, come nei piani di Nibali.

«Il leader per la maglia rosa – colpo di tosse – dovrebbe essere Lopez, che ad ora non ha avuto niente. E poi c’è Vincenzo, che non si può mai dire. Certo se sta con i primi, saremo tutti pronti ad aiutare anche lui. E poi lo sapete com’è all’Astana, non si fa catenaccio come magari potrebbe fare il Team Ineos. Qui si sgancia gente in fuga perché possa giocarsi le sue carte e io spero di riuscire a fare anche questo. L’importante sarà arrivarci e possibilmente bene. Per adesso (colpo di tosse e risata sconsolata, ndr), il mio obiettivo è solo questo…».

Febbre da cavallo e niente Giro: Fabbro verso la Vuelta

25.03.2022
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Matteo Fabbro non sarà al via del Giro d’Italia. Dopo undici giorni senza bici e con la necessaria terapia di antibiotici, la Bora-Hansgrohe ha preso la decisione per tutelarlo e ha riscritto il suo programma. Al posto della corsa italiana ci saranno la Vuelta e prima un’estate di spessore.

Anche per lui è stata fatale la Tirreno-Adriatico. Il giorno di Carpegna ha dato forse il colpo di grazia, ma come spiega Matteo per primo tutta la settimana è stata piuttosto pesante.

Fabbro compirà 27 anni il 10 aprile. Lo scorso anno ha rinnovato con la Bora fino al 2023
Fabbro compirà 27 anni il 10 aprile. Lo scorso anno ha rinnovato con la Bora fino al 2023

«Prima avevo avuto il Covid – dice – ma l’ultimo problema è stato legato a una bronchite presa alla Tirreno. Sono stato per quattro giorni a letto con la febbre a 39 che non scendeva. Ho preso gli antibiotici e oggi per la prima volta sono risalito in bici. Non sono in grado di dire perché siamo stati male in tanti. Di certo girava un virus intestinale, mentre quanto al freddo si può dire quel che si vuole, ma abbiamo corso ogni giorno con temperature sotto agli 8 gradi. Salite e discese, zone d’ombra. Quand’è così, è probabile che ci si ammali».

Scalatore di 52 chili

Un metro e 67 per 52 chili, Matteo ha rinnovato lo scorso anno il contratto con la squadra tedesca, che ne ha fatto uno dei più forti uomini in appoggio del suo team di scalatori, pur consentendogli all’occorrenza di cercare i suoi spazi. E anche se il 2021 è stato un po’ opaco, il 7° posto a Prati di Tivo alla Tirreno e il 4° a Naturno al Tour of the Alps, dicono che il friulano ha sostanza e sta crescendo.

Matteo è alto 1,67 e pesa 52 chili: peso da scalatore vecchio stile
Matteo è alto 1,67 e pesa 52 chili: peso da scalatore vecchio stile
Impossibile recuperare?

Impossibile no, bisogna vedere quali sono gli obiettivi. Dopo una settimana senza miglioramenti, durante la quale mi stavo anche un po’ preoccupando, la febbre è scesa. Solo che avevo perso dei giorni al ritiro di Mallorca, quando ero in stanza con Aleotti positivo. Poi ho perso altri giorni al Saudi Tour. Se tirassi dritto, arriverei al Giro senza la base che serve. Così la squadra per non bruciarmi ha deciso di farmelo saltare. Nessuno è felice di questo. E comunque, detto fra parentesi, è così difficile trovare i nomi per andare a correre che non mi meraviglierei se alla fine mi richiamassero. Ma sarebbe per tappare un buco, per cui a cose normali, non dovrebbe succedere.

Che tipo di Giro avresti corso?

Ero molto concentrato sull’obiettivo. A gennaio avevamo fatto un meeting per programmare ogni cosa e perché io potessi tornare protagonista. Ero stato a vedere qualche tappa. Avrei corso in appoggio dei nostri tre leader: Hindley, Keldermann e Buchmann. Avrei avuto le mie carte, in una squadra che viene al Giro per puntare al podio.

Al Giro di Svizzera del 2021, qualche buon piazzamento, come il 9° posto a Disentis Sedrun
Al Giro di Svizzera del 2021, 9° posto a Disentis Sedrun
E così adesso si apre la strada per la Vuelta…

Preceduta da due blocchi di altura e corse come Getxo e Burgos, oppure il Polonia. Detto questo, non so ancora dove ricomincerò. Non so cosa aspettarmi dopo questo stop, è stato come un’altra piccola pausa invernale. Non ho il problema del peso, ma servirà del tempo per tornare a un buon livello. La squadra però mi sta vicina, mi dà morale e così ho stimolo ad allenarmi bene, curando i dettagli.

Hanno dimostrato più di una volta che a te ci tengono…

Lo spero vivamente e mi fa piacere sentirlo. Ho rinnovato il contratto lo scorso anno ed è stato un bene. Se mi fosse successo questo intoppo e fossi stato in scadenza, mi avrebbe scombussolato non poco tutti i piani. Invece sono tranquillo.

Con Benedetti e Buchmann alla Cascata delle Marmore. Dopo la Tirreno, Fabbro si è ammalato
Con Benedetti e Buchmann alla Cascata delle Marmore. Dopo la Tirreno, Fabbro si è ammalato
Hai chiesto perché non abbiano scelto di portarti al Tour?

Non è un problema di caldo e devo dire che il Tour mi piacerebbe. Ad ora gli scogli sono due. L’inizio sul pavé e il tanto vento delle prime tappe, in cui la mia taglia potrebbe non essere la più adatta. Per questi motivi la carta francese per ora non l’abbiamo giocata, ma se fossi pronto si potrebbe rivalutarla. Di certo il Tour non cadrebbe in un momento sbagliato, vedremo con la squadra altempo debito.

Hai ripreso a pedalare in Friuli?

No, a San Marino. Mi sono trasferito qui e ieri sono andato a salutare i miei compagni alla partenza della Coppi e Bartali. C’è un bel meteo. La prima pedalata è servita giusto per ritrovare le sensazioni, un paio d’ore. E adesso si ricomincia sul serio.

Mezzo gruppo ha la bronchite, per il dottore nessun mistero

16.03.2022
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Prima Colbrelli: bronchite alla Parigi-Nizza, niente Sanremo. Poi il freddo ha investito anche la Tirreno e in breve sono venute fuori le rinunce di Alaphilippe e ora di Guarnieri, mentre Cimolai ha saltato la Milano-Torino sperando di rimettersi per la corsa di sabato. Che cosa sta succedendo in gruppo? Come mai tante bronchiti?

Probabilmente niente di strano, anche se in epoca di pandemia si è portati a cercare spiegazioni più articolate. Felline, ad esempio, ha gettato sul tavolo la suggestione che l’uso reiterato delle mascherine potrebbe aver indebolito il sistema immunitario, favorendo l’insorgere della bronchite. In realtà sia in Francia sia in Italia ha fatto davvero freddo. Più di un massaggiatore, di quelli fermi sul Carpegna per passare le mantelline, ha raccontato l’impossibilità di consegnarle vista l’alta velocità del gruppo. E dato che in cima la temperatura era sotto zero e in basso appena sopra, si capisce che i corridori si siano ammalati.

Cimolai è stato costretto a saltare la Milano-Torino, sperando di recuperare per la Sanremo
Cimolai è stato costretto a saltare la Milano-Torino, sperando di recuperare per la Sanremo

La parola al medico

Nel dubbio, abbiamo chiesto il conforto di Gaetano Daniele, medico della Trek-Segafredo, presente alla Tirreno e oggi alla Milano-Torino sulla via di Sanremo.

«Per me non è un caso – dice – siamo comunque a metà marzo e le temperature sono ancora basse. Io continuo a dire da tempo che non c’è solo il Covid, ma ci sono le stesse cose che c’erano anche prima. Eravamo tutti alla Tirreno, abbiamo visto nella tappa di Carpegna che in cima c’erano 2 gradi sotto zero e sotto appena 3 sopra lo zero. All’arrivo, eravamo tutti intirizziti dal freddo a stare fermi, immaginate i ragazzi a mettere e togliere la mantellina, quei pochi che sono riusciti a prenderla».

Sanremo 2021, il dottor Nino Daniele soccorre e abbraccia il vincitore Stuyven, stremato
Sanremo 2021, il dottor Nino Daniele abbraccia il vincitore Stuyven
Felline ha lanciato la suggestione per cui l’uso protratto della mascherina potrebbe aver ridotto le difese immunitarie, pur ammettendo che si tratta di una sua ipotesi…

Direi di no, non credo che le mascherine incidano. Sono una barriera protettiva, nulla di più. Ci impediscono di venire a contatto con virus, batteri e così via. Nella pratica quotidiana rispetto al passato, da quando si usano le mascherine, l’incidenza delle malattie delle prime vie respiratorie è crollata. Questo è il periodo classico dell’influenza e pure l’influenza da quando usiamo le mascherine si è ridotta notevolmente.

I vostri corridori hanno fatto il vaccino antinfluenzale?

Non li abbiamo mai forzati nel senso di renderlo obbligatorio, però alcuni lo hanno fatto.

Problema saltato fuori in Italia e anche in Francia…

Anche noi abbiamo qualcuno che si è ammalato, direi più alla Parigi-Nizza che in Italia, perché comunque anche lì l’ultimo giorno ha fatto freddo ed era tutto un salire e scendere. Prendono freddo in discesa e poi fai presto ad ammalarti. Non sono forme gravi, almeno nel nostro caso. Qualche caso di infezione delle prime vie respiratorie l’abbiamo anche noi.

Ciccone ha vestito la mantellina al contrario nella prima discesa e ha messo un giornale sotto la maglia per la seconda
Ciccone ha vestito la mantellina al contrario nella prima discesa e ha messo un giornale sotto la maglia per la seconda
Freddo in discesa che è bestiale se non riesci a prendere la mantellina…

Noi alla fine avevamo nel primo gruppo solo Ciccone e lui comunque l’ha presa e aveva detto già sul bus che se la sarebbe infilata al rovescio per proteggersi almeno nel primo passaggio. Nel secondo non l’ha presa, si è messo il classico giornale.

Il Covid può entrarci qualcosa?

Non vedo perché, non in modo diretto. Chi ha avuto il Covid recentemente, a febbraio giù fra Mallorca o alla Valenciana, oramai ha recuperato. Alcuni di loro hanno avuto delle complicanze, magari non direttamente legate al Covid, ma probabilmente legate alla risposta immunitaria un po’ bassina. In questo caso, può insorgere una bronchite. Ad esempio alcuni di quelli che sono ripartiti troppo presto hanno avuto una reinfezione. Comunque per i corridori che lo hanno preso a febbraio è stata una forma decisamente meno impegnativa rispetto a chi l’ha fatto in autunno o l’anno scorso. Un po’ di raffreddamento, febbre rarissima, raffreddore, un po’ di mal di gola. Due-tre giorni senza sintomi e magari qualcuno ha ripreso troppo precocemente.

Alaphilippe nel gelo del Carpegna: anche l’iridato salterà la Sanremo
Alaphilippe nel gelo del Carpegna: anche l’iridato salterà la Sanremo
Un bel rischio…

In Italia, anche se siamo sempre i maestri delle regole ma in questo caso non mi sembra una cosa così deplorevole, gli atleti devono rifare l’idoneità agonistica dopo il Covid. Quindi una nuova visita medico sportiva anche approfondita, l’ecocardiogramma, gli esami del sangue e il test da sforzo. Quindi se non altro abbiamo la possibilità di escludere le complicanze più gravi. All’estero non c’è un obbligo come da noi, quindi da questo punto di vista siamo un pezzetto avanti. Ma è chiaro che una bronchite si può prendere ancora…