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Deejay 100: una di noi nella pancia del gruppo

Giada Gambino
18.12.2022
4 min
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Di buon mattino, alle ore 10 in punto, si è dato il via alla terza edizione della Deejay 100 Virtual Race in Puglia unendo Ostuni ad Alberobello: 32,36 chilometri con un dislivello di 482 metri da completare entro 100 minuti. Più di 1.500 gli atleti partecipanti da tutto il mondo e, in collegamento, vari sono stati gli ospiti che hanno pedalato come Alessandro Vanotti (ex ciclista professionista) e Luca Gregorio (telecronista di ciclismo per Europsort). 

Il pacco gara era arrivato qualche giorno prima. Conteneva la maglia Hardskin e vari gel e prodotti Enervit.

Percorso alla Visconti

Come teatro “fisico” della gara, lo studio di biomeccanica di Alessandro Mansueto a Palermo. Precisione e realtà della simulazione su un percorso molto vallonato, nervoso e con vari saliscendi. Un vero percorso spaccagambe. Mentre pedalavo, inevitabilmente, forse anche per il luogo in cui mi trovavo, ho immediatamente pensato che fosse un percorso adatto a Giovanni Visconti per le sue caratteristiche veloci, ma allo stesso tempo per la sua resistenza e forza in salita.

Dalla Sicilia alla Puglia

Fuori il sole splendeva sulla Sicilia con una temperatura oltre i 20 gradi, ma dopo un momento è parso davvero di essere in Puglia. Era alquanto spaventoso vedere macchine e camion passare nel senso opposto di marcia, ma rendeva il tutto ancora più realistico. 

Spesso abbassavo la testa per spingere più forte sui pedali e non mi rendevo conto che, all’improvviso, la strada saliva vertiginosamente. Sentivo solo le gambe più pesanti e affaticate, allora alzavo lo sguardo e vedevo sul monitor la pendenza aumentata. Appena il tempo di alleggerire il rapporto e immediatamente dovevo rimettere la corona grande, perché iniziava un falsopiano in discesa.

Pedalare sui rulli è sempre più stancante e faticoso rispetto la strada, dove ci sono momenti in cui non pedali e riesci un po’ a respirare. Usando un rullo interattivo, la fatica si è sentita, ma probabilmente per il percorso prettamente tecnico e nervoso. La pesantezza di star pedalando sul posto non era la stessa, era  una fatica molto più simile a quella che si prova su strada. 

Gli “strappetti” improvvisi mi hanno fatto penare e faticare, ma una volta capito l’andamento del percorso e la possibilità di poter stare in scia è stato molto divertente.

Da tutto il mondo

Una bellissima esperienza che però non riesce a sostituire completamente la sensazione di pedalare sull’asfalto. Sentire i profumi dei posti, il vento e il poter guardare il viso degli avversari per capire quanto realmente siano più o meno stanchi di te. In un periodo come quello del Coronavirus, creare e poter partecipare ad una competizione del genere sarà stato sicuramente ancora più bello e importante. E ad oggi rimane il modo per unire tantissime persone da tutto il mondo legate dalla passione per il ciclismo. 

Ho concluso la mia faticosa, ma bella gara in 69 minuti giungendo alla 485ª posizione a 21’03” minuti dal vincitore Carlo Fabio Calcagni. 

MagneticDays e Aquagranda Livigno: un progetto importante

05.12.2022
4 min
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Come naturale conseguenza e a seguito della prima partnership datata 2018 come centro ufficiale MagneticDays, Aquagranda Livigno ha recentemente ufficializzato il potenziamento della propria attività di stretta collaborazione con lo stesso brand toscano specializzato nella ottimizzazione del training, sia indoor che outdoor, di assoluta qualità. A rappresentare MagneticDays all’Aquagranda Livigno continuerà ad esserci Alessandro Vanotti. Ex corridore professionista – dal 2020 testimonial e “coach” MagneticDays – con all’attivo 9 Giri d’Italia, 5 Tour de France, 5 Vuelta di Spagna e un Mondiale.

Questo nuovo accordo arriva a pochi mesi di distanza dalla definizione di un importante protocollo tra il CONI e l’APT di Livigno finalizzato a trasformare il famoso centro sportivo in provincia di Sondrio in un CPO (Centro Preparazione Olimpica) CONI “affiliato” e al servizio di atleti italiani e internazionali.

Alla recente inaugurazione ufficiale dello stesso CPO – unico centro europeo per l’allenamento in altura – hanno partecipato molte figure di riferimento. Tra gli altri: il Segretario Generale del CONI Carlo Mornati, il Sindaco di Livigno Remo Galli, il Sindaco di Bormio Silvia Cavazzi, il Presidente dell’Azienda di Promozione e Sviluppo Turistico di Livigno Luca Moretti, il Responsabile dell’Ufficio della Preparazione Olimpica Alessio Palombi, il Responsabile dell’Istituto di Medicina e Scienza dello Sport del CONI Giampiero Pastore, il membro CIO ed ex nuotatrice Federica Pellegrini oltre ad altri numerosi atleti del Club Olimpico, e di diverse  discipline, che scelgono continuamente Livigno quale sede per i propri allenamenti.

A rappresentare MagneticDays ci sarà Alessandro Vanotti
A rappresentare MagneticDays ci sarà Alessandro Vanotti

Una super “room” MD

L’accordo tra Aquagranda e MagneticDays prevede la predisposizione di una vera e propria sala MD. Un locale totalmente attrezzato con ben sette postazioni composte da Bike, trainer Jarvis e pedivelle indipendenti Forza Pura (anche nella versione Rehab). Attrezzi che verranno utilizzati da tantissimi atleti d’elite e non solo, per allenamenti con programmi di lavoro calibrati sfruttando la multisessione sviluppata dagli ingegneri MagneticDays. Questa tipologia di protocollo permette difatti un agevole collegamento tra i rulli Jarvis, mediante una rete locale (intranet), per una loro utilizzazione sia in singola postazione che in allenamenti di gruppo, con carichi adeguati e specifici per ciascun singolo atleta.

Inoltre, sarà possibile anche l’utilizzo in simulazione virtuale, importando qualsiasi percorso pedalato in outdoor. Un “plus” che permetterà di allenarsi su specifici tracciati e di effettuare gare collettive visionabili su maxi schermo. Tutte le attività saranno gestite da personale qualificato con formazione ufficiale MagneticDays. Punto di riferimento per queste attività sarà, come già anticipato, Alessandro Vanotti. L’ex corridore presenzierà ad iniziative specifiche come “training camp” o sessioni di allenamento da lui personalmente guidate. 

MagneticDays ed Acquagranda vogliono far diventare il centro sportivo un punto di interesse per atleti nazionali
MagneticDays ed Acquagranda vogliono far diventare il centro sportivo un punto di interesse per atleti nazionali

Sinergia ideale

«Siamo estremamente soddisfatti dell’accordo definito con il Centro di Preparazione Olimpica di Livigno – ha commentato Marco Sbragi, fondatore e CEO di MagneticDays – perché questo ci permetterà, anche grazie alla presenza fondamentale di Alessandro Vanotti, di far conoscere la nostra filosofia di allenamento ai tantissimi atleti italiani e internazionali che scelgono l’altura e Aquagranda Livigno per migliorare le proprie prestazioni. Aggiungo poi che questa importante collaborazione sarà per noi l’occasione per dimostrare ancora una volta la versatilità di uno strumento come il Jarvis, unitamente alle sue infinite possibilità».

Federica Pellegrini inaugura il Centro di Preparazione Olimpica CONI all’Aquagranda di Livigno
Federica Pellegrini inaugura il Centro di Preparazione Olimpica CONI all’Aquagranda di Livigno

«L’allenamento in quota è tra le attività migliori, e spesso necessarie, per incrementare le prestazioni sportive degli atleti professionisti, e non solamente per loro – ha ribattuto Luca Moretti, il Presidente di APT Livigno – e qui nella nostra località si raggiungono altitudini tra i 1.800 e i 2.800 metri a seconda della disciplina che si vuole praticare. In questo contesto, la partnership con MagneticDays rappresenta una vera e propria ciliegina sulla torta per la nostra località e per il centro Aquagranda, che in questo modo potrà offrire il miglior supporto anche per i fondamentali allenamenti indoor».

MagneticDays

I rulli e il training indoor, i consigli di Alessandro Vanotti

19.11.2022
5 min
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I rulli e il training indoor in genere sono la gioia ed il dolore del ciclismo moderno. Durante il periodo delle restrizioni ci hanno permesso di salire comunque sulla bicicletta, in inverno ci aiutano a non far scendere la condizione.

Cosa è meglio fare quando pedaliamo in modo statico in una stanza? I pro’ li utilizzano? Sentiamo cosa ci racconta Alessandro Vanotti, che dopo la carriera di atleta non ha mai smesso di documentarsi e crescere anche sotto il profilo nell’ambito del training e preparazione atletica. Collabora a stretto contatto con MagneticDays per lo sviluppo del training indoor.

L’attività dell’ex corridore lombardo si allarga con l’apertura di alcuni centri per il training indoor (foto MagneticDays)
L’attività dell’ex corridore lombardo si allarga con l’apertura di alcuni centri per il training indoor (foto MagneticDays)
In che modo i rulli possono sostituire al meglio le uscite in bicicletta?

Il periodo Covid ha dimostrato anche ai più scettici che è possibile allenarsi e divertirsi anche utilizzando i rulli. Bisogna farlo con criterio, ma è possibile. I rulli, intesi come macro categoria non possono sostituire completamente le uscite in bicicletta all’aperto, ma diventano un punto di riferimento quando si vuole sviluppare un allenamento specifico, un percorso di crescita e migliorare le prestazioni da riportare sulle uscite in bici.

Per cos’altro sono utili?

I rulli, quelli sviluppati su una base scientifica, sono anche un eccellente strumento di recupero, lo sono dopo un infortunio e quando si vuole riprendere dal periodo di off-season, oppure dopo lunghe trasferte. Oggi come oggi sono un’integrazione ottimale da sfruttare dopo lunghe uscite. Li usano i pro’ dopo le tappe nei grandi Giri.

Vanotti durante un test di valutazione (foto Alessandro Vanotti)
Vanotti durante un test di valutazione (foto Alessandro Vanotti)
Quindi, per rendere produttive le sedute sui rulli è necessaria un’adeguata programmazione?

E’ fondamentale, come è fondamentale non perdere confidenza con la bicicletta con l’utilizzo classico in esterno. Quello che ci permettono di fare i sistemi di gestione indoor è azzerare le variabili che ci sono all’esterno, sempre nell’ottica di ottenere il massimo da un allenamento specifico e mirato. Bisogna creare degli obiettivi, un percorso di crescita e adeguare gli allenamenti, anche in base alla vita quotidiana. Sono tutti pezzi di un grande puzzle e in questo rientra anche la capacità dei coach e dei preparatori che si confrontano con questi sistemi, che poi devono collimare con quelli utilizzati sulla bicicletta.

Coach Luca Bianchini di MD illustra i programmi al Vanotti Cycle Camp (foto MagneticDays)
Coach Luca Bianchini di MD illustra i programmi al Vanotti Cycle Camp (foto MagneticDays)
Indoor e outdoor, i parametri da usare sono gli stessi?

No, i parametri cambiano. Ogni atleta, a prescindere dalle sue capacità, deve essere valutato singolarmente, grazie al test d’ingresso e a quelli predisposti nel corso della stagione per valutare i miglioramenti, o comunque lo stato di forma. L’ideale è eseguire due test separati, sulla bicicletta sui rulli e creare una tabella ad hoc. Rimanendo su una linea generale, i valori indoor si abbassano in media del 7%, talvolta anche del 10%.

Una trasferta siciliana del Vanotti Cycle Camp (foto Alessandro Vanotti)
Una trasferta siciliana del Vanotti Cycle Camp (foto Alessandro Vanotti)
Al netto della parte virtuale, ci sono delle dritte che si possono usare per rendere meno opprimente una training indoor?

Parto dal presupposto che un training indoor, se adeguato e cucito sulle proprie esigenze non è opprimente. Deve essere bilanciato nel modo corretto e sposarsi ottimamente con la vita quotidiana. Quando si sale sui rulli per allenarsi è necessario curare l’aspetto dell’idratazione. La parte virtuale delle gare e delle sfide è bella, coinvolgente e stimolante, ma anche rischiosa perché ci può portare ad eccedere. Bisogna prestare attenzione. I rulli in genere e tutte le applicazioni collegate al macromondo indoor devono aiutare a finalizzare i vari passaggi, con l’obiettivo di migliorare una volta che si sale in bicicletta.

Vanotti esegue una vera e propria attività informativa e formativa (foto MagneticDays)
Vanotti esegue una vera e propria attività informativa e formativa (foto MagneticDays)
Facendo un passo indietro, se tu fossi un pro’ oggi, useresti uno strumento come MD e/o i rulli per allenarti?

Si, oggi userei i rulli e lo farei in modo specifico. Quando ero professionista le possibilità che ci sono oggi non esistevano. Mi riferisco a tutta la tecnologia che c’è dietro, compresi gli strumenti di analisi dei dati. Non dico che i rulli sostituiscono i lavori da fare in bici, che sono obbligatori anche per mantenere un certo feeling con il mezzo e con lo sforzo che viene profuso quando si è in gruppo. Di sicuro offrono dei vantaggi non secondari.

Bardet, grande estimatore dei rulli, non solo nel dopo gara
Bardet, grande estimatore dei rulli, non solo nel dopo gara
I pro’ usano i rulli?

Al netto nelle sponsorizzazioni che legano l’atleta al team ed al marchio che fornisce lo strumento, si i corridori moderni usano i rulli. Oggi è possibile anche per loro allenarsi con qualità, farlo in modo oculato, evitando di disperdere energie. E’ sempre necessario contestualizzare il luogo dove è il corridore, il periodo e i suoi programmi, ovviamente la sua predisposizione. Però si, i corridori moderni integrano la normale attività con le sedute indoor.

FVG Bike Emotion, le quattro stagioni friulane con Vanotti

03.10.2022
7 min
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Le quattro stagioni scandiscono l’anno solare e sono da sempre fonte d’ispirazione per gli artisti che hanno regalato all’umanità scritti, dipinti e musiche come l’omonima e famosa opera di Antonio Vivaldi. Il compositore per ordinare le note della sinfonia dedicata all’autunno ha utilizzato i movimenti: allegro, adagio molto e ancora allegro. Parole che non stridono alle orecchie del ciclista e che spesso scandiscono anche l’andatura in sella. L’autunno sarà la stagione che farà da cornice alla pedalata organizzata da FVG Bike Emotion, con i suoi colori che dipingono il territorio del Friuli Venezia Giulia. Con una tavolozza naturale pennellata su alberi, colline e panorami unici. 

A dirigere l’orchestra ci sarà Alessandro Vanotti, ex professionista che accompagnerà i ciclisti il 22 e il 23 ottobre in occasione delle due pedalate autunnali. Insieme a lui nella direzione ci sarà Anna Andriani di FVG, amante delle due ruote e fulcro dell’organizzazione. Dopo aver affrontato le pedalate di primavera ed estate ora tocca alla stagione dai colori caldi e i profumi della vendemmia e del sottobosco. Il tutto avvolto da panorami mozzafiato, dalla Carnia, al Collio, al mare triestino. Un’occasione imperdibile di danzare in sella accompagnati dalla musica della natura friulana. 

FVG e le quattro stagioni

Pedalare sulle strade friulane è un’esperienza che tutti possono provare prendendo la bici e il casco e andando incontro alle bellezze e alle salite più iconiche. Farlo accompagnati e coccolati sotto tutti i punti di vista è però un altro modo per godersi e vivere un’esperienza unica.

«Questo è il terzo evento dell’anno – dice Anna Andriani – siamo partiti a marzo e dopodiché abbiamo deciso di fare le quattro stagioni. Primavera, estate, autunno e poi ci sarà l’appuntamento invernale a fine anno. FVG Bike Emotion è fondamentalmente un profilo instagram, una vetrina per mettere in risalto il cicloturismo nella nostra regione. Far scoprire i territori, i percorsi collegandoli ad aspetti extraciclistici, quindi enogastronomici, culturali con l’obbiettivo di fare conoscere il nostro territorio a tutti. 

«Ho incontrato Alessandro Vanotti casualmente – racconta – e abbiamo trovato fin da subito un’intesa rivolta a quello che è il nostro messaggio. Ha apprezzato fin da subito il nostro territorio per quello che può offrire dal punto di vista ciclistico. C’è la montagna, c’è il mare, c’è la collina, ci sono un’infinità di posti differenti. Poi si è accorto che di traffico ce n’è veramente poco e che le strade sono ben tenute e si è innamorato da subito di questi luoghi.

«Ad aiutarci invece – spiega – dal punto di vista organizzativo c’è Banca Ter, che ha sposato a pieno il progetto e ci sostiene dal primo giorno. Il Gatto e la Volpe, bar di riferimento nel centro di Tolmezzo, che rappresenta un po’ il nostro braccio destro dal punto di vista di alcuni aspetti organizzativi. Infine il Pedale Manzanese, la mia società ciclistica che è stata la scintilla del gruppo che ha dato il via ad organizzare questi eventi».

La sinfonia d’autunno

Le pedalate in programma il 22 e il 23 ottobre sono state studiate minuziosamente rivolgendo un’attenzione mirata a far godere la vista e il gusto a tutti i partecipanti.

«Il punto di partenza sarà Cormons. Da lì partiremo per i giri che ci porteranno a scoprire il Collio goriziano e il Collio sloveno e infine il mare perché andremo a Trieste pedalando sulla Costiera che è una bellissima strada che si affaccia sul bellissimo golfo della città marittima. In più faremo un tour che ho definito “piccolo fiandre friulano” perché sarà animato da un susseguirsi di muri tra Italia e Slovenia tra cui quello protagonista della 15ª tappa del Giro d’Italia 2021

«Il weekend partirà il sabato da Cormons con un giro di 120 chilometri attraversando il Carso per arrivare poi a Trieste. In particolare andremo sul Monte Grisa che vanta una vista mozzafiato su tutto il golfo triestino. Per poi rientrare sulla Costiera. Il sabato pomeriggio ci ritroveremo a Grado con la possibilità di fare la doccia, mentre per chi arriva da più lontano c’è la possibilità di un punto d’appoggio in albergo. La sera si andrà ad assaporare le specialità di pesce a Grado. La domenica da Cormons si farà appunto il “Piccolo Fiandre Friulano” con tutti muri che lo caratterizzano attraversando il Collio friulano e il Collio sloveno».

Lo spirito di gruppo e le nuove amicizie sono il motore dell’evento
Lo spirito di gruppo e le nuove amicizie sono il motore dell’evento

Alla scoperta con Vanotti

Oltre ad un contesto naturale da scoprire e vivere metro per metro tra le eccellenze paesaggistiche e culinarie, Alessandro Vanotti rappresenta il valore aggiunto a questa esperienza in sella. L’ex pro’ infatti da qualche anno accompagna i ciclisti in lungo e in largo per l’Italia fianco a fianco una pedalata dopo l’altra.

«Fin dal primo evento – racconta Vanotti – ho visto entusiasmo, voglia di fare gruppo e di unire le persone. Facendo questo tipo di pedalate si cerca di portare leggerezza e non competizione. Quando si attraversano i paesi, i bambini ti salutano, le persone ti guardano e vedono che stai facendo qualcosa diverso. Non è il classico gruppo che esce a tirarsi il collo. E’ un po’ il messaggio che stiamo cercando di trasmettere. 

«Il mio compito – spiega – è quello di dirigere il gruppo. Alcuni li conosco già perché hanno già riconfermato la presenza e altri invece saranno nuovi. Prima della partenza si fa sempre un briefing per avere chiaro che si viaggia sulle strade e che quindi bisogna comportarsi nel rispetto nostro ma anche degli automobilisti. Un aspetto che apprezzo molto del Friuli è quello che si incontra davvero poco traffico, è il contesto migliore per apprezzare il territorio e goderne al meglio».

FVG Bike Emotion è protagonista nel promuovere il cicloturismo in Friuli Venezia Giulia
FVG Bike Emotion è protagonista nel promuovere il cicloturismo in Friuli Venezia Giulia

Un autunno da vivere insieme

La lunga carriera di Alessandro è un biglietto da visita unico che avvicina i ciclisti e li incuriosisce a domandare com’era il ciclismo visto da dentro il gruppo.

«Quando passava il Giro d’Italia sulle strade del Friuli – dice – ero sempre davanti al gruppo a tirare. Mi ha sempre incuriosito e mi capitava di captare un territorio tenuto bene, la natura rigogliosa e contaminata a misura di ciclista, le strade tenute bene, sembrava di essere Svizzera. Tant’è che dissi “Mamma mia che regione che ho scoperto”

«Nell’analisi ciclistica che faccio – spiega – le regioni più cliccate dagli stranieri, sono Sicilia e Toscana mentre il Friuli è sempre visto come una regione un po’ più lontana, poco conosciuta. Invece è un mondo da scoprire. Le Dolomiti sono bellissime, però il traffico e l’affluenza rendono tutto più difficile per esperienze cicloturistiche di gruppo. Il Friuli non è assolutamente un ripiego, ma una regione da scoprire. E’ un territorio pazzesco, ti senti sicuro e pedali in totale libertà. Non a caso abbiamo voluto fare le quattro stagioni perché è un territorio da vivere tutto l’anno».

I paesaggi sono unici così come l’esperienza da vivere insieme
I paesaggi sono unici così come l’esperienza da vivere insieme

Coach al fianco

Pedalando su e giù per le pendenze del territorio friulano, avvolti dal clima gentile dell’autunno, Vanotti è pronto ad essere oltre che cicerone anche coach in sella.

«Il focus del camp – dice Alessandro – è rivolto a valorizzare il territorio e a colorare le strade del Friuli apprezzandone tutte le sue particolarità. Non è un evento improntato sul coaching,  ma io metto al servizio di tutti la mia esperienza. Mi capita infatti di dare consigli in gruppo. Io mi occupo infatti anche di questo, dando feedback e consigli su respirazione, postura, tecnica di guida direttamente con il mio supporto in bici. Questo lo faccio sia nelle strade di casa oppure come in questi casi in pedalate di questo tipo. Credo sia un momento di crescita anche sotto questo punto di vista. 

«Dietro c’è l’assistenza – conclude – si ha quindi la possibilità di viaggiare con le tasche vuote. Questo è un valore aggiunto che ti permette di pedalare in sicurezza con i comfort di avere un cambio, indumenti pesanti, impermeabili e perché no liberarsi anche del cellulare per godersi a pieno la bici in tutta la sua convivialità pedalando leggeri in tutti i sensi. Un momento magico che unisce, lontani dallo stress, instaurando amicizie, unendo culture regionali e creando sinergie che solo il ciclismo ti sa regalare».

FVGBikeEmotion

Vanotti sulle strade del 2014: pensa a Scarponi e ha i brividi

06.07.2022
4 min
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Il Villaggio è un paese. Si fanno incontri. Si fa la fila per il caffè. Si legge il giornale. Si ritrovano sguardi che mancavano da mesi. Qualcuno non lo vedi dalla Liegi, qualcuno dall’anno prima. E nel villaggio di Calais, ieri alla partenza, Alessandro Vanotti era super indaffarato attorno allo stand Santini. Fra maglie di ogni colore e ospiti con la borsa piena e il sorriso soddisfatto, il bergamasco tutto orgoglioso mostrava la foto del colpo di reni nel velodromo di Roubaix. Il giorno prima, approfittando del riposo, sono andati in bici nel finale dell’Inferno del Nord, in una giornata di sole e colori splendenti.

Al Villaggio con Stefano Devicenzi del marketing Santini, Vanotti è al Tour con l’azienda di Bergamo
Al Villaggio con Stefano Devicenzi del marketing Santini, Vanotti è al Tour con l’azienda di Bergamo

Pioggia e risate

Non fu così quella volta nel 2014, proprio no. Quando quel mattino nell’hotel dell’Astana aprirono le finestre. Scarponi alzò gli occhi al cielo e si mise a ridere. Di quelle risate nervose da cui capivi che Michele stava cercando di convincersi della fattibilità dell’impresa.

«Ho i brividi solo a pensarci – dice Vanotti – Michele era energia pura, positività in tutti gli aspetti. E in quelle giornate era fondamentale per il gruppo. Metteva serenità sul pullman, andando alla corsa. Anche sulla linea di partenza, quel giorno, fece le solite cose. Ci sta guidando ancora adesso da lassù, ne sono convinto. Sono certo che un po’ avesse paura, ma lui alla paura reagiva ridendo. Mi ricordo quando alla partenza di una cronosquadre alla Vuelta, con la salita subito, cominciò a ridere sulla rampa e io gli chiedevo di smetterla perché non riuscivo a concentrarmi. Ma lui era fatto così, sdrammatizzava tutto ed era un professionista molto serio».

Il viaggio in giallo di Nibali resta una delle esperienze più intense per i suoi ex compagni: Vanotti fra loro
Il viaggio in giallo di Nibali resta una delle esperienze più intense per i suoi ex compagni: Vanotti fra loro
Tensione a mille?

Per il maltempo e la pioggia. Non era come alla Parigi-Roubaix, che in gruppo ci sono tanti specialisti. E’ quella la differenza. Tanti corridori erano un po’ preoccupati. Io avevo già affrontato il pavé alla Roubaix e in altre corse, quindi non ero troppo agitato. Il rischio però era alto.

Quando il gruppo è nervoso, in corsa cosa succede?

La tattica era di stare davanti fino al primo tratto di pavé. Per cui fu una cronometro a squadre per tutte le squadre, uno sforzo incredibile. Noi conoscevamo l’abilità di Vincenzo sul pavé e nel guidare la bici da quando è ragazzino e questo ci ha avvantaggiato. In più era supportato da una condizione super, fu proprio una giornata magica.

Pensavi fosse capace di domare così il pavé?

Sono sincero, non mi espongo mai prima. Però sapevo delle sue qualità, ma serve anche un pizzico di fortuna, perché è un attimo andare per terra. Oggi non dovrebbe piovere, ma la fortuna servirà per tutti.

Durante tutta la tappa, Nibali riesce a schivare pericoli e cadute
Durante tutta la tappa, Nibali riesce a schivare pericoli e cadute
Quel giorno si risolse la classifica.

Vedendolo in gruppo, Froome non aveva una condizione super e neppure i suoi compagni. Cadde in due curve non sui settori di pavé. Era sicuramente più teso di noi e questo gli giocò un brutto scherzo. Ma secondo me Vincenzo in quel Tour era superiore. Me ne ero già accorto sulle Dolomiti, prima del Tour. Lo conosco, siamo cresciuti insieme. E vedendolo pedalare mi dissi che avrebbe vinto il Tour o sarebbe stato duro staccarlo. E così fu.

Il pavé non cambia, le bici sono diverse.

I materiali cambiano e migliorano. Sono più efficaci. Le squadre sono supportate da staff fortissimi, ormai gli sponsor investono e fanno ricerca. Ma alla fine, sta ai corridori fare la differenza e il fatto che sia asciutto è meglio per tutti…

Moleocchialiperlosport è con il Campionato Nazionale Criterium ACSI

01.06.2022
4 min
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Moleocchialiperlosport è un centro ottico davvero speciale in quanto dedicato esclusivamente all’occhiale sportivo ed in particolare all’occhiale da ciclismo, grande passione del suo titolare, Roberto Gambirasio. La sua passione per la bicicletta è così forte che sabato 4 giugno organizzerà a Zogno in provincia di Bergamo il Campionato Nazionale Criterium ACSI. Ad aiutarlo nella sua organizzazione ci sarà l’ex professionista Alessandro Vanotti. Per farci raccontare qualcosa di più sulla gara di sabato abbiamo personalmente incontrato Roberto Gambirasio presso il suo negozio di Zogno alle porte della Val Brembana.

Alessandro Vanotti aiuterà Roberto Gambirasio nell’organizzazione del Campionato Nazionale Criterium ACSI
Alessandro Vanotti aiuterà Roberto Gambirasio nell’organizzazione del Campionato Nazionale Criterium ACSI
Roberto toglici una curiosità. Come nasce l’idea di creare un centro ottico specializzato in occhiali per lo sport?

Tutto è nato uscendo in bici con gli amici e scoprendo come molti di loro davano poca importanza al fatto di indossare un occhiale da sole di qualità. Io sono un ottico e ho sempre lavorato nel negozio della famiglia di mia moglie (Ottica Ceroni a Zogno, ndr). Essendo un grande appassionato del marchio Oakley ho provato allora a uscire in bicicletta portando con me qualche modello da far provare agli amici. Mentre pedalavo, facevo consulenza e fornivo loro dei consigli. Durante quelle uscite in bici ho capito che potevo unire il mio lavoro di ottico alla mia passione sportiva per il ciclismo. Moleocchialiperlosport è nato così.

Esattamente quando è nato il tuo centro ottico?

Il centro è stato inaugurato a settembre dello scorso anno. Nell’occasione era presente anche Alessandro Vanotti. Fin da subito ho voluto creare un centro ottico che non si occupasse solamente della vendita, ma che fosse un vero e proprio punto specializzato nell’occhiale sportivo correttivo. Per questo motivo mi sono affidato a marchi esclusivi e qualificati come Oakley, Rudy Project, KOO e Bliz. Qui da noi è possibile trovare parti di ricambio per il proprio occhiale da sole e soluzioni ai propri bisogni visivi grazie al “Metodo Mole” e al “Servizio Test”.

Interno del negozio Moleocchailiperlosport a Zogno, in provincia di Bergamo
Interno del negozio Moleocchailiperlosport a Zogno, in provincia di Bergamo
Di cosa si tratta esattamente?

Il “Metodo Mole” prevede degli step ben definiti. Si parte dalla prenotazione di un appuntamento presso il nostro centro ottico. Invitiamo il cliente a presentarsi sempre con il proprio casco in quanto dovremo poi scegliere un’occhiale che si abbini tecnicamente e non solo esteticamente al casco che indossa nelle sue uscite. Seguono poi il ritratto del difetto visivo, ove sia presente, e il ritratto psicologico sportivo, molto importante per profilare l’attività sportiva praticata dal cliente. Successivamente si passa alla scelta della montatura e del suo colore. Altro passaggio fondamentale è naturalmente rappresentato dalla scelta delle lenti e della tipologia di ausilio in caso di difetto visivo fino ad arrivare alla consegna dell’occhiale. Parte fondamentale la assume anche il nostro “Servizio Test”. Forniamo al cliente la possibilità di testare prima dell’acquisto la montatura che abbiamo individuato insieme a lui. Gli forniamo inoltre diverse tipologie di lenti da provare in maniera tale da individuare la lente ideale, naturalmente sempre con la nostra consulenza.

Passando invece al Criterium di sabato 4 giugno cosa ci puoi dire?

Il circuito misura sui tre chilometri è si sviluppa nell’abitato di Zogno che sarà completamente chiuso al traffico. Saranno previste tre batterie a seconda della fascia d’età. La partenza della prima batteria è prevista per le 14. La manifestazione è organizzata sotto l’egida di ACSI Bergamo e con il patrocinio del Comune di Zogno. Al termine delle gare saranno assegnate le maglie tricolori ai vincitori di ogni categoria. Abbiamo anche previsto un dopo gara a base di street food, musica, gonfiabili e intrattenimento per i bambini. Vogliamo che sia una giornata di festa non solo per i ciclisti ma anche per le loro famiglie…e naturalmente per tutti gli abitanti di Zogno.

C’è qualcuno che ti senti di ringraziare?

La prima persona che mi viene in mente è Alessandro Vanotti che mi è stato da stimolo e soprattutto mi ha aiutato nella parte organizzativa. Voglio poi ringraziare il sindaco di Zogno per l’appoggio che mi ha dato e per aver permesso la chiusura totale delle strade in occasione delle singole batterie. Un grazie speciale va sicuramente agli sponsor a partire da Oakley che fornirà dei premi tecnici per i primi classificati e dei gadget per tutti gli iscritti. Un grazie di cuore va anche agli altri sponsor che sosterranno l’evento come FSA & Vision, Ethic Sport, Acqua San Pellegrino e Conad. Ora non resta che pedalare!

Moleocchialiperlosport

ACSI

Vanotti e MagneticDays: che successo le demo Jarvis e HTT

24.03.2022
3 min
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Alessandro Vanotti e MagneticDays: una collaborazione attiva che l’ex corridore professionista, oggi impegnato nella promozione e nella realizzazione dei suoi Cycle Camp, contribuisce costantemente a diffondere attraverso numerose iniziative in bicicletta in giro per l’Italia. Così come successo nel corso dell’ultimo fine settimana in Friuli, dove – grazie alla collaborazione della FVG Bike Emotion – Vanotti è tornato a pedalare alla scoperta di un territorio meraviglioso.

Durante il weekend friulano c’è stata la possibilità di scoprire i metodi di allenamento di MagneticDays
Durante il weekend friulano, è stato possibile scoprire i metodi di allenamento di MagneticDays

Un weekend entusiasmante

L’evento svolto a Clauiano (UD), presso la struttura La Corte dei Vizi, è stato un appuntamento dove bicicletta, enogastronomia e divertimento sono andati a braccetto. Sabato e domenica si è pedalato assieme al gregario preferito da Ivan Basso e Vincenzo Nibali, assieme al quale ha vinto Giro d’Italia e Tour. Successivamente si è avuta l’opportunità di conoscere il sistema Jarvis e la metodologia HTT MagneticDays per l’allenamento indoor e outdoor, contando sulla preziosa presenza del coach MD Luca Bianchini.

Molto più che semplici rulli per biciclette con l’integrazione della componente elettronica… MagneticDays rappresenta un sistema complesso dalle infinite possibilità sia a livello hardware ma soprattutto a livello software. Una vera e propria nuova filosofia di allenamento sui rulli che utilizza i dati dell’atleta per poter realizzare un lavoro in termini di allenamento personalizzato di estrema precisione.

Si sono degustati fantastici vini del Collio dell’azienda Terre del Faet.
Si sono degustati fantastici vini del Collio dell’azienda Terre del Faet.

La metodologia HTT

La metodologia MagneticDays, HTT (Hight Tech Training) si basa sul binomio “valutazione/erogazione dei carichi allenanti”. Può essere applicata durante tutto il corso dell’anno, eseguendo la tipologia di lavoro richiesta in quello specifico momento.

La prima cosa che avviene affidandosi al metodo MD è un colloquio telefonico con un coach, durante il quale si stabiliscono gli obbiettivi e vengono date spiegazioni approfondite sul lavoro che si svolgerà. Si procede poi con alcuni allenamenti contenenti delle verifiche che daranno al coach stesso la misura dei valori e delle caratteristiche che l’utente ha in quel preciso momento. Assieme al primo report di valutazione, verranno inviati i primi sei allenamenti personalizzati, ultimati i quali si riceveranno i successivi sei ricalcolati sui valori riscontrati negli ultimi due del gruppo precedente, proseguendo così fino al completamento del pacchetto acquistato (gli allenamenti sono venduti in pacchetti da 12 o multipli). Tutti gli allenamenti durano circa un’ora, e ciascuno è diverso dall’altro in quanto è sempre basato sui valori specifici dell’utente.

Locandina della collaborazione tra Vanotti Cycle Camp e MagneticDays
Locandina della collaborazione tra Vanotti Cycle Camp e MagneticDays

Fra casa e strada

Gli allenamenti, soprattutto nei periodi in cui le uscite outdoor sono possibili e frequenti, saranno integrati da un programma settimanale. Tale programma indicherà i giorni in cui lavorare indoor ed i giorni in cui allenarsi outdoor (con le relative indicazioni di lavori da svolgere). E’ tutto calcolato in base al giorno in cui l’utente ha l’uscita più impegnativa come ad esempio una gara oppure una Gran Fondo. L’utente potrà sempre richiedere contatti con il coach: via email oppure attraverso il servizio di messaggeria presente nella propria pagina di scambio dati. Il servizio prevede tutto ciò che riguarda la parte di allenamento indoor e, marginalmente, indicazioni riguardanti il programma scelto per quanto riguarda la parte outdoor.

MagneticDays

Vanotti Cycle Camp

MagneticDays a Messina: ottimo il riscontro per l’Open Day

17.02.2022
3 min
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Si è svolto a Messina, presso la sede del Gruppo Formula 3, l’atteso Open Day MagneticDays (foto apertura di Nicita Mauro). L’appuntamento, che ha registrato un bellissimo riscontro in termini di appassionati ciclisti e cicloamatori intervenuti, ha consentito di introdurre, di presentare e di illustrare a tutti i presenti l’esclusivo sistema di allenamento e training MagneticDays, e questo anche grazie alle preziose testimonianze di Marco Sbragi e di Marco Sgarella, rispettivamente il CEO e il “pricipal coach” di MD.

L’open day è servito per illustrare a tutti i presenti il funzionamento dei prodotti di MagneticDays (foto Nicita Mauro)
L’open day è servito per illustrare il funzionamento dei prodotti MagneticDays (foto Nicita Mauro)

La giornata ha poi potuto contare anche su un’ospite d’eccezione, l’ex professionista Alessandro Vanotti. Il quale ha approfittato dell’occasione per raccontare la propria positiva esperienza con Magnetic Days oltre a presentare l’attività e la stagione 2022 dei Vanotti Cycle Camp.

Per tutta la settimana successiva a questo incontro sono state installate delle postazioni MagneticDays per poter svolgere allenamenti di prova seguiti da coach professionisti. Il tutto grazie anche alla preziosa collaborazione di Bici & Bike, sarà possibile fare queste prove presso la struttura messinese del Gruppo Formula 3 .

Marco Sbragi CEO di Gobat, la realtà proprietaria del brand Magnetic Days (foto Nicita Mauro)
Marco Sbragi CEO di Gobat, la realtà proprietaria del brand Magnetic Days (foto Nicita Mauro)

Soluzioni per il training

MagneticDays è un brand 100% italiano nato nel 2012 in Toscana da un’idea di Gobat, ramo societario di engineering della O.R.F. srl e sviluppato con la “mission” di realizzare nuove soluzioni innovative nel settore delle attrezzature sportive per l’allenamento ciclistico indoor, superando i limiti tecnici dei classici rulli di allenamento in commercio: peso, rumorosità e ingombro.

Dopo diversi anni di intenso lavoro e sviluppo è nato Jarvis: la prima piattaforma per l’allenamento “indoor” con un approccio scientifico. Dove teoria e pratica si fondono assieme per regalare all’utente una esperienza unica a 360 gradi. Eccellenza, design, qualità, silenziosità, compattezza e alta tecnologia tutta italiana rappresentano i “plus” di questo prodotto innovativo dedicato a tutte quelle persone che vogliono mantenersi in forma pedalando “indoor” senza mai annoiarsi, ma anche a tutti coloro che vogliono ottenere risultati più importanti in bicicletta attraverso allenamenti di qualità.

Jarvis è una piattaforma di allenamento interattiva dotata di WiFi integrato che consente di collegare lo strumento a dispositivi fissi e mobile. I dispositivi sono collegabili tramite software scaricabile dal sito internet oppure da App dedicata per smartphone e tablet. Attraverso questa piattaforma è possibile monitorare in tempo reale lo stato di avanzamento della sessione di allenamento, fornendo indicazioni dettagliate su parametri essenziali.

Allenamento su misura…

Inoltre, MagneticDays ha sviluppato, e continua a sviluppare, la metodologia HTT (High Tech Training): una eccellente personalizzazione scientifica di un allenamento. La metodologia HTT si basa sul binomio valutazione/erogazione dei carichi allenanti, può essere applicata durante tutto l’anno eseguendo la tipologia di lavoro richiesta al momento.

Tutto comincia con un test incrementale che registra i valori dell’utente in quel preciso momento, valori che diventano i parametri base sui quali costruire un allenamento specifico, proprio come un vestito di alta sartoria cucito addosso. Ogni allenamento viene pensato e scritto per ogni singolo utente dai coach MagneticDays, che sviluppano una metodologia HTT personalizzata per quel singolo utente nelle condizioni fisiche in cui si trova in quel momento.

MagneticDays

Fra passato e futuro, il Nibali 2022 secondo Vanotti

16.02.2022
5 min
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A chiudere gli occhi e ricordare il primo Nibali in Astana, viene in mente lui, scortato da Alessandro Vanotti e Michele Scarponi. Oggi che Vincenzo è tornato alla corte di Vinokourov quei due ci sono ancora: Michele, lo osserva da una dimensione superiore, Alessandro rimanendo in contatto costante e ricoprendo il ruolo che ha sempre svolto: tenere alto il morale del suo capitano.

Incontriamo Alessandro Vanotti in un bar del centro di Brembate Sopra – paese in provincia di Bergamo dove oggi abita – nel giorno di San Valentino e scopriamo un uomo fortemente innamorato del ciclismo, anzi della bicicletta.

Alessandro, cosa potrà fare Nibali quest’anno?

Vincenzo non deve snaturarsi. Credo che debba continuare a puntare a fare bene nei grandi Giri, nelle brevi corse a tappe e nelle classiche dove ha dimostrato di saper andare forte: Lombardia, Sanremo, Liegi. E poi deve avere un programma certo, condiviso con la squadra, che sia rispettato fino alla fine: ha bisogno di programmazione.

Pensi potrà puntare a fare classifica al Giro o al Tour?

Dipenderà dalla condizione con la quale arriverà a ridosso dei grandi eventi e a quel punto lui e la squadra dovranno essere bravi a ragionare. Si potrebbe pensare di partire senza grandi aspettative per poi ritrovarsi a metà corsa in lizza per la classifica. Oppure lasciar perdere, risparmiare energie per investirle al grande Giro successivo.

Nel magico 2014, accanto a Vanotti anche l’allegria, la testa e le gambe di Michele Scarponi
Nel magico 2014, accanto a Vanotti anche l’allegria, la testa e le gambe di Michele Scarponi
Si era parlato di togliersi qualche sfizio, tipo correre la Roubaix…

Non scherziamo: con quali aspettative? Io penso che Vincenzo una corsa come la Roubaix possa correrla l’anno in cui deciderà di smettere. Farlo adesso, come fece Wiggins a suo tempo, sarebbe solo un grande rischio.

Lo vedi ancora nelle vesti di capitano o ormai il suo ruolo è di insegnare ai giovani compagni?

Nibali è un capitano! Può ancora vincere tappe importanti e togliersi soddisfazioni. E’ chiaro però che avere lui in squadra è come avere Ibrahimovic nello spogliatoio, può insegnare tantissimo ai giovani, può trasmettere insegnamenti tecnici e mentali che derivano dalla sua esperienza, sia in gara che nei ritiri.

Si capisce che Astana è una famiglia per come si è trattati durante le visite in Kazakhstan
Si capisce che Astana è una famiglia per come si è trattati durante le visite in Kazakhstan
Il suo ritorno in Astana, cosa significa?

Che aveva bisogno di ritrovare un ambiente famigliare. Ha fatto bene a fare le esperienze che ha fatto, ma l’ambiente solido che si crea in quel team è unico. Mi ricordo quando andavamo in Kazakhstan per la presentazione. In quel momento capisci quanto ci tengano, ti sembra quasi di correre per la maglia della nazionale, sei portato naturalmente a dare tutto.

Chi sarà l’uomo chiave?

Michele Pallini, sicuramente. E’ quello che lo conosce da più tempo e il suo ruolo di massaggiatore è cruciale, non solo per l’aspetto fisico, ma anche mentale. Toccandogli la gamba capisce subito se c’è qualcosa che non va.

Vanotti non concluse il Giro 2013 per la frattura di un braccio, ma seguì la squadra sino in fondo
Vanotti non concluse il Giro 2013 per la frattura di un braccio, ma seguì la squadra sino in fondo
Dietro al suo ritorno c’è la volontà di Martinelli. Cosa ci puoi dire di lui che ancora non sappiamo?

E’ il Nibali dei direttori sportivi. Quello che ancora oggi, se gli telefoni perché hai bisogno, viene a casa tua, ti ascolta e ti parla. Martinelli è quel direttore sportivo che quando arriva in ritiro lo senti, ti dà sicurezza.

Vi sentite ancora molto con Vincenzo, come sta in questa primissima parte di stagione?

Sereno. E tranquillo. Maturo, equilibrato, sta sfruttando le conoscenze che ha acquisito in tutti questi anni da professionista.

Quando vi sentite, gli dai ancora qualche consiglio?

Quando ci sentiamo non parliamo mai di ciclismo. Ridiamo e scherziamo, facciamo battute, serve per stemperare la tensione. Prima del Covid ci vedevamo molto più spesso e allora, uscendo in bicicletta insieme, mi capitava ancora di sentirmi il suo gregario e gli davo qualche parere. Dopo tanti anni insieme, capisco dalla sua pedalata se sta bene o no. Ricordo quando vinse la Sanremo: dalla tv lo vidi sulla Cipressa e dissi che avrebbe vinto.

Quando scenderà dalla bicicletta, lo vedi direttore sportivo?

No, lo vedo meglio come manager di una grande squadra. Uno capace di trascinare i giovani e attirare sponsor. E’ ancora l’italiano più conosciuto, ha vinto tutto. E’ una figura che serve, come Tosatto, come Bennati. Non pensiamo che oggi i preparatori contino più dei corridori, che i numeri servano più dell’esperienza.