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EDITORIALE / Buon compleanno alla Lega commissariata

06.11.2023
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Il commissariamento di una Lega è un passaggio traumatico, reso necessario da una situazione di ingovernabilità. Una sorta di trattamento radicale e rapido in seguito al quale si possa tornare a definire obiettivi e strategie.

Quando il 4 novembre 2022 il Consiglio federale della FCI ha deciso di commissariare la Lega del Ciclismo Professionistico, pare avesse valutato anche la possibilità di scioglierla. Poi il tempo ha portato altre indicazioni e adesso fra le ipotesi ci sarebbe anche la possibilità di includervi le continental, gli juniores e le donne. Probabilmente modificando l’articolo 1 dello Statuto che, sin dalla sua nascita, ammette nella Lega soltanto gli atleti il cui rapporto di lavoro è professionistico, come previsto dalla Legge 91 del 23 marzo 1981.

E’ il 29 novembre 2022, i commissari Tognon e Di Cintio incontrano i gruppi sportivi pro’ (foto LCP)
E’ il 29 novembre 2022, i commissari Tognon e Di Cintio incontrano i gruppi sportivi pro’ (foto LCP)

Fronte comune

La Lega ha per obiettivo la tutela dei diritti dei suoi associati, che mai come oggi devono affrontare situazioni economiche molto difficili. Sarebbe auspicabile che facessero per questo fronte comune, invece la situazione appare spaccata e si fatica a comprendere se l’attuale gestione commissariale, che compirà un anno il 10 novembre (il commissariamento lo ha già compiuto il 4), sia improntata o meno a una scelta democratica.

Il ciclismo professionistico italiano è in crisi, con poche squadre e corse schiacciate dallo strapotere di RCS Sport. Il 26 ottobre, la Corte di appello federale ha invalidato l’elezione di Mauro Vegni a presidente della Lega, dopo che Moreno Argentin (cui già nella prima assemblea elettiva era stata contestata la situazione debitoria) e altri organizzatori avevano presentato ricorso ravvedendo un conflitto di interessi.

Non si può dire che l’elezione del patron del Giro rientrasse in un disegno più ampio, ma certo avrebbe posto il ciclismo di fronte a un bivio. Da un lato ci sarebbe stato l’appiattimento sulle istanze del Giro d’Italia (riteniamo di no, per la stima verso Vegni), dall’altro avrebbe visto il soggetto più forte alla guida del gruppo.

In ogni caso, vista la difficoltà nel trovare una soluzione, la FCI fa ricorso al commissariamento, con un doppio incarico. L’avvocato Tognon dovrà riscrivere lo Statuto, rispetto a quello in vigore. L’avvocato Di Cintio si occuperà della contrattazione per i diritti televisivi. Il primo è uomo delle Istituzioni e viene da 12 anni alla guida della Procura federale d’appello. Il secondo e il suo collaboratore Marcel Vulpis arrivano dal mondo del calcio.

Mauro Vegni è il direttore del ciclismo di Rcs Sport, la sua nomina in Lega è stata invalidata
Mauro Vegni è il direttore del ciclismo di Rcs Sport, la sua nomina in Lega è stata invalidata

Via Tognon

Al momento di illustrare il lavoro sullo Statuto, succede però qualcosa. Per metà marzo 2023 infatti, viene indetta una riunione per parlarne, ma poco prima la collaborazione con l’avvocato Tognon si interrompe. Il suo lavoro è durato quattro mesi, la bozza di Statuto è stata consegnata alla Federciclismo e alla Lega, ma pare che nessuno fra gli associati della Lega l’abbia ancora vista. Al posto di Tognon, che dunque non illustrerà il suo lavoro, viene nominato un sub commissario: avvocato Mauro Sferrazza. Arriva dall’Avvocatura generale dell’Inps ed ha avuto a sua volta degli incarichi nel mondo del calcio.

Niente di anomalo, formalmente. Se l’incarico era quello di riscrivere lo Statuto ed è stato portato a termine, si può benissimo chiudere la collaborazione con Tognon e tenere aperta quella altrettanto complessa legata ai diritti televisivi, che è ancora sul tavolo.

Argentin ha iniziato con l’Adriatica Ionica Race nel 2018
Argentin ha iniziato con l’Adriatica Ionica Race nel 2018

I diritti televisivi

Agli organizzatori viene chiesto di dare fiducia all’ufficio del Commissario, che procederà alla trattativa per loro conto. Inizialmente aderiscono tutti. Poi con l’avvicinarsi delle gare e vista l’assenza di risultati, a fine febbraio gli organizzatori si riuniscono in una videochiamata in cui chiedono ad Argentin e Pozzato di andare a parlare con il Commissario per ricevere informazioni. A causa di due spostamenti di data, tuttavia, alla riunione si presenterà soltanto Argentin, che non riceverà risposte, perché privo delle deleghe da parte degli altri.

A questo punto il veneziano cade nell’errore di perdere lucidità e, come conseguenza di quell’incontro e per le parole pronunciate, si espone probabilmente al rischio di essere deferito alla Corte federale. Mentre all’indomani dell’incontro e probabilmente a causa di quanto accaduto, si stabilisce che ciascun organizzatore potrà ricevere informazioni unicamente sulla propria corsa e non sulle altre.

Il Giro dell’Emilia, vinto da Roglic, è andato in onda sulla RAI per trattativa diretta con il GS Emilia
Il Giro dell’Emilia, vinto da Roglic, è andato in onda sulla RAI per trattativa diretta con il GS Emilia

Corse scoperte

A quanto si sa, le corse che a fine 2022 non hanno copertura per la produzione televisiva sarebbero Laigueglia, Per Sempre Alfredo, Coppi e Bartali, Larciano, Giro dell’Appennino, Giro della Toscana-Memorial Alfredo Martini, Coppa Sabatini, Memorial Pantani, Adriatica Ionica Race, Giro dell’Emilia Internazionale Donne, Giro dell’Emilia Uomini (che in realtà ha un’opzione con la RAI), Coppa Bernocchi, Giro del Veneto, Veneto Classic.

A febbraio, l’assegnazione del Giro Donne a RCS Sport priva il sopracitato pacchetto del fiore all’occhiello. La trattativa con la Rai si ferma a marzo quando Alessandra De Stefano, direttore di Rai Sport, dà le dimissioni. Si apre una fase di incertezza, in cui i singoli prendono l’iniziativa. Pozzato ad esempio decide per il secondo anno consecutivo di mettere mano al portafogli e pagare per le sue corse.

La Adriatica Ionica Race sarebbe dovuta partire il 21 settembre da Corropoli
La Adriatica Ionica Race sarebbe dovuta partire il 21 settembre da Corropoli

Il caso Argentin

Argentin è una spina nel fianco. Chiede incontri e copie di delibere, ottenendo più che altro rifiuti. Lui insiste, ma ha il difetto di non essere inattaccabile. Ha pendenze economiche verso vari fornitori e non tutti i passaggi nella sua organizzazione appaiono immuni da difetti. Pertanto, quando si decide che è la misura è colma, basta applicare i regolamenti e la sua corsa, come già raccontato più volte, viene cancellata. Moreno cede al suo temperamento e perde le staffe, sacrificando probabilmente anche uno spicchio di credibilità. Forse per questo quando convoca la conferenza stampa di Roma, in cui spiega le sue posizioni, è evidente che all’appello manchino le grandi testate, capaci di suscitare grande clamore.

Figli e figliastri? Di situazioni complicate ce ne sarebbero anche altre. Ci sarebbero squadre (anche WorldTour) che avanzano migliaia di euro per rimborsi mai percepiti. Alcuni organizzatori li avrebbero affidati a società di intermediazione e pare che non siano mai stati versati. Si potrebbe intendere che quegli organizzatori siano inadempienti, eppure non se ne parla. Forse perché nel frattempo i soldi sono arrivati?

Il Consiglio federale si occuperà della situazione della Lega? L’immagine FCI è precedente alle dimissioni di Norma Gimondi
Il Consiglio federale si occuperà della Lega? L’immagine FCI è precedente alle dimissioni di Norma Gimondi

Il senso della Lega

La Lega, così com’è, ha ancora senso? Ci sono tante riflessioni da fare, almeno finché c’è un protagonista come RCS, che si ritrova nello stesso… recinto di realtà ben più piccole. Ripartire dopo l’annullamento dell’elezione di Mauro Vegni poteva essere il momento della svolta, invece la sensazione è che abbia peggiorato i rapporti.

Il Commissario della Lega è autonomo oppure la Federazione dà la rotta? Nel 2024 si chiude il primo quadriennio dell’attuale gestione e dopo le Olimpiadi si andrà a nuove elezioni. Per cui c’è da immaginare che presto o tardi il Consiglio federale prenderà in mano la situazione e che prima o poi lo Statuto della Lega sarà tirato fuori dal cassetto e votato, per come l’ha scritto Tognon o alla luce di qualche modifica.

Il commissariamento sta dando i frutti sperati? E’ di poche settimane fa la notizia che la Lega ha firmato un contratto con Warner Bros per “la distribuzione internazionale, a livello mondiale, delle gare professionistiche italiane su strada”. Non si parla però di produzione: a chi competerà?

Il 2023 è alle spalle, magari per l’inizio del 2024 ci saranno progetti e proposte ben definiti. Certe attenzioni, come quelle sui bilanci sono necessarie. Le vicende di cui si parla probabilmente risulteranno noiose, parlarne serve per offrirvi un quadro quanto più possibile completo. L’incontro necessario con il Commissario di Cintio permetterà finalmente a tutti di esporre la propria versione.

Salvato risponde, su Argentin e qualche critica

28.10.2023
7 min
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La cancellazione della Adriatica Ionica Race il giorno prima della partenza continua a macchiare il finale della stagione. A poco sono serviti i tentativi di spiegare, perché sostanzialmente alle veementi rimostranze di Argentin non sono pervenute risposte da parte della Lega Ciclismo. L’ex campione del mondo ha prima riunito la conferenza stampa del 5 ottobre a Roma e poi si è messo a cantarle a tutti dal suo profilo Facebook, che tuttavia è stato hackerato e non ve ne è più traccia.

Argentin ha commesso i suoi errori, ha gestito i pagamenti con eccesso di disinvoltura, tuttavia a nostro avviso meritava un diverso trattamento e lo meritavano anche la sua corsa e il ciclismo, che invece è stato messo alla berlina da chi dovrebbe tutelarlo. Il tirarsi indietro iniziato il giorno prima con perfetto sincronismo da parte di tutte le componenti coinvolte continua a non sembrare casuale.

Nella conferenza stampa di Roma, Argentin ha prodotto le copie dei pagamenti eseguiti a poche ore dal via
Nella conferenza stampa di Roma, Argentin ha prodotto le copie dei pagamenti eseguiti a poche ore dal via

Il punto sull’Accpi

Tirato in ballo da Argentin con vari argomenti, compreso il presunto stipendio da parte dell’Accpi che dirige, Cristian Salvato ha avuto un ruolo nella vicenda, partecipando alla decisione di fermare una corsa che si poteva svolgere, consentendo a corridori in cerca di contratto di farsi valere e guadagnare i premi che avrebbero incassato. E questo resta un danno al ciclismo e alla sua immagine. Abbiamo contattato il presidente dell’Accpi per fare luce su quelle ore convulse e il suo coinvolgimento.

«La prima cosa che vorrei dire – comincia Salvato – è che io non ce l’ho con Argentin, di cui ero anche tifoso. Ma siccome mi ha chiamato dicendosi deluso perché pensava che io avessi le palle, qualcosina da dire ci sarebbe. Intanto che non è affatto vero che prendo quei soldi dall’Accpi, come dimostrano i bilanci firmati ogni anno dai corridori. E poi che probabilmente il problema della Adriatica Ionica Race non è iniziato il giorno prima della corsa, come invece si è voluto raccontare. Senza andare troppo indietro, basterebbe dire che un giorno mi ha chiamato il direttore di corsa della prova, scusandosi perché si era dimesso dall’incarico».

Nel 2022, la AIRace partì dal Friuli e si chiuse nelle Marche. Quest’anno, dall’Abruzzo sarebbe finita in Calabria
Nel 2022, la AIRace partì dal Friuli e si chiuse nelle Marche. Quest’anno, dall’Abruzzo sarebbe finita in Calabria
Perché?

Mi disse che non c’erano le necessarie condizioni di sicurezza. E io gli risposi di pensare alle sue responsabilità, perché sarebbe stato chiamato lui a rispondere di eventuali problemi, se si fossero create situazioni pericolose.

A quale punto della storia sei stato coinvolto come presidente dell’Associazione corridori?

In Italia, il regolamento per il pagamento dei premi è molto semplice. Si deve pagare un mese prima. Altrimenti produci una fideiussione, una garanzia bancaria oppure una garanzia assicurativa. L’unico che fa eccezione è Amici, la cui banca gli permette di fare un bonifico irrevocabile. Non si è mai arrivati all’estremo come in questo caso. Io sono stato chiamato quando la Lega mi ha detto che erano passati i 30 giorni entro cui versare i premi e Moreno non lo aveva fatto. Non siamo giudici, siamo solo responsabili dei premi in Italia. Una volta li teneva l’Associazione e poi pagava le squadre e i corridori. Dal 2019 invece, anche grazie all’Accpi, si è fatto in modo che per avere ancora più sicurezza la gestione dei premi sia stata affidata al CPA, l’Associazione mondiale dei corridori, sotto la tutela e la garanzia dell’UCI.

Perché è stato necessario?

Perché c’erano vari gruppi privati che cominciavano a mettersi in mezzo. La somma dei premi mondiali è di circa 13 milioni di euro e si può capire che gestirli faccia gola. Per cui oggi noi siamo i garanti per l’Italia e quando mi hanno chiamato per dire che la AIRace non aveva pagato, ho detto: «Vabbè, vediamo come fare per dargli una mano».

Tu non hai mai avuto contatti con Argentin prima della corsa?

Mi aveva cercato e mi aveva detto di voler pagare a 60-90 giorni. Il punto non era convincere me, ma bisognava parlare con la Lega, perché è la Lega che ha l’ultima parola. Poi, mano a mano che il tempo passava, è stato tutto un susseguirsi di messaggi e chiamate. Fino a che si è svolta a Roma la riunione fra il commissario Di Cintio e l’avvocato Vulpis, in seguito al quale sono stato chiamato e mi è stato detto che la situazione non fosse proprio proprio a posto. Mi aveva richiamato anche Moreno e gli avevo risposto che non c’era problema a concedere il pagamento dei premi a 60-90 giorni, purché ci fosse una garanzia bancaria. Lui voleva che si procedesse sulla parola e quello non si può fare.

Argentin ha provato in tutti i modi a far partire la sua corsa, ma si è trovato davanti un muro di problemi
Argentin ha provato in tutti i modi a far partire la sua corsa, ma si è trovato davanti un muro di problemi
Perché Argentin ha detto che il Giro d’Italia paga i premi in ritardo e nessuno fa nulla?

E’ vero che il Giro paga i premi dopo la corsa, ma dà una garanzia bancaria come quella che era stata richiesta a lui. A quanto so, l’ultima volta che in Italia non è stata pagata parte del montepremi fu con il Giro di Padania.

Intanto il tempo passava ed eravamo a pochi giorni dalla partenza…

Mi hanno richiamato quelli della Lega. Hanno confermato che la situazione non fosse ancora a posto e hanno elencato il discorso della Polizia e di altri che chiedevano di essere pagati per lavorare nuovamente. C’erano delle insolvenze e mi hanno detto che bisognava stringere le maglie per evitare che la situazione scappasse di mano. Finché mi hanno chiamato per l’ultima volta, affinché dessi la mia opinione sulla questione dei premi, prima che la Lega desse l’ultima parola.

E cosa hai detto?

Ho fatto una riunione in cui c’era anche Marcello Tolu, segretario generale della Federazione, e Di Cintio, il commissario della Lega. Mi hanno ribadito la situazione generale e quando ho provato a dare una mano ad Argentin, spingendo perché potesse pagare dopo con una garanzia bancaria, mi hanno risposto che il discorso dei premi era solo una parte. C’era anche il problema del Direttore di corsa che si era dimesso, delle motostaffette che non volevano andare giù, di alcuni fornitori e della Polizia. C’erano un problema di sicurezza e pagamenti sospesi da 15 mesi, dato che nel 2022 la corsa si era svolta a giugno.

Anche Pozzato ha faticato per pagare i premi, ma lo ha fatto 15 giorni prima del via delle sue corse
Anche Pozzato ha faticato per pagare i premi, ma lo ha fatto 15 giorni prima del via delle sue corse
Hai partecipato anche tu alla riunione con il Prefetto dell’Aquila che avrebbe bloccato definitivamente la corsa?

Macché, figuratevi se da Bassano vado all’Aquila per fare una cosa che neppure mi compete. Ho letto vari commenti, perché è facile sparare contro di noi. Io non ho nulla contro gli organizzatori italiani, anzi li ringrazio, ma non sento di essermi allineato ad alcun palazzo. 

Secondo te è credibile che Argentin si sia ridotto all’ultimo coi pagamenti perché prende soldi dagli Enti Pubblici che pagano con i loro tempi?

E’ possibile. Lo stesso problema l’ha avuto Pozzato con le sue corse: se lo chiamate, non lo nasconde. E se Pippo mi dice che paga, dato che è un mio amico e lo conosco bene, io sono tranquillo. Infatti non ha pagato con un mese di anticipo, ma c’è riuscito 15 giorni prima.

Se la situazione era così compromessa, perché la Lega ha concesso ad Argentin una proroga fino alle 16 del giorno prima?

Ne ho parlato anche con Di Cintio e Dagnoni, secondo me hanno sbagliato. Nel frattempo Argentin si era messo a fare pagamenti a raffica, è arrivato il suo avvocato a rassicurare che la corsa si sarebbe potuta fare. Quando però c’è stata la conferma che non c’erano direttori di corsa e che tanti non sarebbero andati, hanno deciso di fermare tutto.

Trentin è vicepresidente dell’Accpi e ha appoggiato la direzione scelta da Salvato
Trentin è vicepresidente dell’Accpi e ha appoggiato la direzione scelta da Salvato
Argentin non è stato tenero con te…

I rapporti sicuramente si sono deteriorati, da parte sua almeno. Ha speso parole poco piacevoli, ma io non sono andato a raccontare bugie. Mi dispiace perché chi organizza una gara lo fa per avere un guadagno e non è bello per tutto il movimento andare così avanti senza avere le carte in regola. 

Come funziona l’Accpi, quando si creano queste situazioni? Sei tu che decidi o parli con i tuoi associati?

Abbiamo una chat Whatsapp in cui riportavo la situazione. Dentro c’è anche Matteo Trentin, che è il vicepresidente, e tutti quanti hanno appoggiato la mia proposta, che poi è diventata la scelta dell’Associazione. Ho parlato anche con Reverberi, chiedendogli cosa ne pensasse e anche lui ha detto che non c’erano le condizioni per andare. Io spero che Moreno ritrovi le risorse e quello che serve per ripartire l’anno prossimo. Penso però che quest’anno non ci fossero le condizioni per correre.

La sensazione che resta invece è che con la giusta volontà, la corsa si sarebbe potuta salvare. Resta così una domanda: se Argentin avesse ceduto i suoi diritti televisivi e questi fossero diventati patrimonio della Lega, si sarebbe fatto qualcosa di più per far partire la corsa e salvare l’investimento?

Argentin, la (sua) dura verità sull’AIR 2023 cancellata

05.10.2023
7 min
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ROMA – La verità di Argentin prende definitivamente forma attorno alle 13,30. Arriva dopo due ore di spiegazioni e ipotesi, nella conferenza stampa che si è svolta nell’Hotel Albergo Senato, affacciato sul Pantheon e un mare di turisti. Ha preso prima la parola l’avvocato Fiorenzo Alessi, che assiste Moreno nella spinosa vicenda della cancellazione della Adriatica Ionica Race a meno di 24 ore dal suo inizio. Poi è toccato al veneziano, che ha parlato con vigore e calore, a tratti ha tradito la commozione, ma non ha mai abbassato lo sguardo. Nella sala, c’erano Gianni Bugno, Silvio Martinello, Renato Di Rocco e Mario Valentini.

Le panetterie di Corropoli avevano raddoppiato la produzione, il Comune aveva organizzato una festa
Le panetterie di Corropoli avevano raddoppiato la produzione, il Comune aveva organizzato una festa

Sparita dai calendari

Quella che leggerete è chiaramente la versione dei fatti di Argentin, ricostruita secondo i suoi presupposti e raccontata con la consapevolezza delle responsabilità che ciò comporta. Il Commissario della Lega e il Presidente Dagnoni avranno diritto alla replica per fare luce su eventuali aspetti mancanti. In ogni caso, quello che abbiamo sentito e letto (sono tante le carte fornite a supporto delle parole) conferma la sensazione di quei giorni: è stata e resta una brutta storia.

«Ho scritto una mail a David Lappartient, presidente dell’UCI – dice Argentin – che mi ha risposto dopo due giorni. Gli chiedevo notizie sulla possibilità che la corsa torni nel 2024 e lui ha risposto che la Adriatica Ionica Race non è fra le corse che la Federazione Ciclistica Italiana e la Lega del Ciclismo Professionistico hanno inviato all’UCI. Certe cose si decidono nelle riunioni del CCP, che però non si è riunito a Glasgow, ma prima. Verrebbe da pensare che la corsa avesse già sopra un bollo rosso. E il membro italiano del CCP è Cordiano Dagnoni».

Il presidente Lappartient ha confermato ad Argentin che la Adriatica Ionica Race non si terrà nel 2024
Il presidente Lappartient ha confermato ad Argentin che la Adriatica Ionica Race non si terrà nel 2024

Scarsa collaborazione

L’avvocato parte raccontando di una mail arrivata proprio oggi a tutti gli associati della Lega. Non si tratta di una coincidenza: la data e l’orario della conferenza stampa erano noti da tempo. Vi si legge una ricostruzione preventiva dei fatti, quasi a voler tenere il punto in attesa di ascoltare le parole di Argentin, diffuse anche in streaming.

Malgrado quello che si dice nella lettera, l’avvocato Alessi racconta che nei giorni che hanno condotto alla cancellazione della gara non ha visto da parte della Lega alcuna collaborazione, mentre asserisce che dal suo punto di vista prende piede la sensazione che si sia voluto stroncare la manifestazione. Nel raccontare quelle ore convulse, racconta di aver avuto a che fare sempre con Marcel Vulpis, incaricato dalla Lega di verificare che la ASD Sportunion rispettasse tutti gli adempimenti.

La prima ricostruzione è venuta dall’avvocato, a seguire ha preso la parola Argentin
La prima ricostruzione è venuta dall’avvocato, a seguire ha preso la parola Argentin

La scorta tecnica

Uno dei motivi per cui la corsa non avrebbe potuto disputarsi era l’assenza della Scorta Tecnica. Non essendo stata pagata per il 2022, la Polizia non sarebbe stata presente. L’avvocato spiega che la richiesta del Commissario Eugenio Amorosa voleva la regolarizzazione del pregresso e la stipula di una garanzia assicurativa prima della partenza. L’assenza di Argentin nel giorno di Corropoli sarebbe stata dovuta proprio all’attesa della documentazione da parte di Generali, arrivata proprio il 21 settembre. Il pagamento delle spettanze 2022 della Scorta tecnica, stando alle carte fornite, è stato effettuato il 18 settembre.

«Moreno Argentin – dice l’avvocato Alessi – ha pagato nei tempi previsti. Nelle telefonate della tarda serata del 20 settembre, il dottor Vulpis diceva di voler salvare la corsa. Viene richiesto che Argentin si impegni a garantire in prima persona la copertura dei costi. Abbiamo redatto un comunicato, che è stato dettato dallo stesso Vulpis e poi condiviso da me, perché la manifestazione si svolgesse. Ci hanno sollecitato la sua diffusione. Perché perdere tempo a farlo e richiedere che venisse pubblicato, se l’annullamento della gara porta la data del 20 settembre alle 19?».

Questa la polizza delle Generali stipulata a tutela della scorta della Polizia Stradale
Questa la polizza delle Generali stipulata a tutela della scorta della Polizia Stradale

La sicurezza

Un altro dei motivi indicato dalla Lega come “criticità” è la mancanza delle condizioni di sicurezza, emerse da un incontro che si sarebbe tenuto alla Prefettura de L’Aquila (confermato ad Argentin dalla Capo Scorta della Polizia, convocata per l’occasione) su richiesta della Lega: in presenza del Commissario e di Vulpis, ma non di Argentin.

«Non si è mai visto – dice l’avvocato – che due alti dirigenti si mettano in macchina e vadano in Prefettura a discutere di un tema così importante senza neppure avvisare l’organizzatore. Noi nel frattempo eravamo alle prese con il comunicato e la richiesta di farne uscire un altro in cui si comunicava alle squadre che la corsa si sarebbe fatta, per arginare la loro voglia di tornare a casa. Invece lo stesso Vulpis ci ha impedito di farlo, dicendo di non procedere con iniziative differenti da quelle concordate».

Martinello, presente a Corropoli, ha lodato la gestione dell’emergenza da parte dello staff di Argentin
Martinello, presente a Corropoli, ha lodato la gestione dell’emergenza da parte dello staff di Argentin

La Prefettura dell’Aquila

A questo punto, la domanda arriva spontanea: perché mai il commissario della Lega dovrebbe avercela con Argentin, al punto di boicottare la sua corsa?

«Da febbraio 2023 – spiega l’avvocato Alessi – Argentin è stato visto come un dissidente rispetto alla cessione dei diritti televisivi della sua gara e come lui un altro ex corridore veneto. A dicembre avevano dato disponibilità a lasciare che la Lega trattasse a nome loro, ma quando il 28 febbraio Argentin ha visto che non si facevano passi avanti, ha preferito sganciarsi e andare avanti da sé. E’ seguito un contraddittorio fra lui e il Commissario, sfociato in due segnalazioni a censura di Argentin davanti alla Procura Federale. La prima per aver definito Dagnoni “il gran burattinaio”, la seconda per atteggiamenti minacciosi durante un incontro con l’avvocato Di Cintio. La prima è stata archiviata, la seconda è ancora aperta. Moreno non è immune da difetti di intempestività nel suo agire. Si è fidato di persone che dichiaravano di voler tutelare l’attività ciclistica, invece è finita malamente. Per il ciclismo e per lui, che si troverà a fronteggiare le rivendicazioni di chi da questa storia ha avuto dei danni».

A Corropoli i direttori sportivi hanno atteso sino alla fine una decisione sulla corsa
A Corropoli i direttori sportivi hanno atteso sino alla fine una decisione sulla corsa

Pagamenti e ritardi

Argentin ha ascoltato e scalpitato e quando prende la parola, fa fatica a trattenersi. E se l’avvocato ha mostrato con il riscontro delle carte che i pagamenti sono stati fatti e che le condizioni richieste dalla Lega sono state esaudite, Moreno allarga lo spettro del dibattito.

«Non mi sono presentato a Corropoli – dice – perché ero a casa ad aspettare la fideiussione, con la valigia chiusa e l’auto pronta. Nel frattempo qualcuno ha messo in giro la voce che non si sarebbe corso, era stato già tutto deciso? Non avevamo problemi economici, come dimostra la comunicazione del rendiconto gestionale inviata il 25 agosto alla Lega. Non nascondo che nei primi tre anni di questa corsa, Lega e FCI hanno concesso delle proroghe. Ci sono stati ritardi, ma queste sono attività che vivono su fondi pubblici, per cui a garanzia finora era bastata l’erogazione del contributo, nell’attesa che i soldi arrivassero davvero.

«Quest’anno avevamo trovato un equilibrio economico, invece ci hanno tolto la soddisfazione di andare avanti e l’hanno negata ai territori. Mi sento di chiedere scusa a loro, alle persone che ci aspettavano. E mi sento anche di chiedere le dimissioni oltre che del Commissario Di Cintio, anche del presidente Dagnoni. Probabilmente avrà qualcuno che gli suggerisce di stare in disparte perché questo non lo riguarda, invece è lui che ha dato mandato alla Lega».

Bugno, critico a suo tempo su alcuni passaggi della gestione federale, si è detto d’accordo con Argentin
Bugno, critico a suo tempo su alcuni passaggi della gestione federale, si è detto d’accordo con Argentin

Vivo e lucido

Moreno si commuove, neppure dopo le vittorie più belle lo abbiamo visto così scosso. Parla di suo figlio che ha vissuto il tutto con attacchi di panico e di chi ha cancellato la corsa infischiandosene delle conseguenze.

«Forse qualcuno avrà voluto distruggere Argentin – dice – perché continuava a mettere tutto in discussione. Oltre ad avermi cancellato la corsa, ho perso anche la qualifica di associato alla Lega, non esisto più. Questo Commissario doveva riscrivere lo Statuto, non lavorare sull’attività, che invece compete al Consiglio Federale. Il fattore veramente decisivo sono stati i diritti televisivi. Hanno accompagnato alla porta PMG, che tutti noi dobbiamo ringraziare, e hanno venduto il Giro Donne a RCS, scrivendo un bando su misura. A quel punto sono spariti gli articoli sulle sponsorizzazioni irlandesi e le famose 5 domande a Dagnoni. Con altri organizzatori di cui conservo le deleghe e alcuni operatori della comunicazione, avevamo in ballo un pacchetto con 46 giorni di diretta, ma senza il Giro Donne è crollato tutto. La causa civile è stata comunicata alla Federazione e alla Lega, ci sono avvocati che studiano. Volevano che firmassi un contratto in bianco, ma piuttosto dovrebbero uccidermi. Mi hanno solo ferito. Sono vivo e lucido di mente e voglio proprio che lo sappiano».

“AIR Turistica” salvata in extremis. Il punto con Pavarini

30.09.2023
4 min
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ExtraGiro aveva preparato l’evento cicloturistico ed enogastronomico che avrebbe “corso” parallelamente all’Adriatica Ionica Race. Come sappiamo la corsa organizzata da Moreno Argentin è stata annullata a poche ore dal via. Tuttavia la macchina organizzativa dell’AIR Turistica, chiamiamola così, era in moto e tutto sommato aveva una sua indipendenza.

Un’indipendenza grazie alla quale almeno questo evento si è salvato. Merito, va detto, principalmente di Alex Kornfeind, esperto di viaggi in bici e da anni leader della squadra Enit al Giro-E

Marco Pavarini, di ExtraGiro, sta lavorando molto sull’aspetto cicloturistico e della mobilità sostenibile
Marco Pavarini, di ExtraGiro, sta lavorando molto sull’aspetto cicloturistico e della mobilità sostenibile

Parla Pavarini

Marco Pavarini, che aveva curato con passione e mesi di lavoro il progetto cicloturistico della Adriatica Ionica Race, si è trovato a decidere tutto in poche ore.

Quella sera a Corropoli, mentre noi giornalisti nella sala stampa scrivevamo dell’annullamento, lui insieme alla sua squadra cercava, riuscendoci, di salvare il tutto.

«Cosa dire – afferma Pavarini – non è stato facile. C’è davvero poco da aggiungere, se non che noi di ExtraGiro lavoravamo da mesi a questo progetto. Avevamo fatto un grande studio dei territori toccati, parlato con Enti… Alla partenza e all’arrivo avevamo previsto dei presidi food: cibi e bevande tipiche. Due pulmini stampa. Inoltre avevamo individuato anche un paio di percorsi in Abruzzo e in Calabria».

«Appena la corsa è stata annullata, le Regioni con cui da mesi avevamo parlato, per vari motivi si sono tirate indietro. Ma il nostro programma, il nostro lavoro c’era».

Di fatto era stato coinvolto un ministro, nella fattispecie quello del turismo, Daniela Santanchè nella presentazione dell’evento, non poteva morire tutto così, come nulla fosse.

Senza più il supporto di Enti e società locali, guide e visite sono state programmate sul momento
Senza più il supporto di Enti e società locali, guide e visite sono state programmate sul momento

Non solo gare

A quel punto ExtraGiro che faceva da tramite fra la parte agonistica e quella turistica, ha passato la palla a Kornfeind, impegnato sul campo. A lui qualche dritta e tante gatte da pelare proprio perché gli Enti di riferimento si erano ritirati.

Kornfeind ha cercato di seguire il canovaccio del programma originale, ma chiaramente tutto è stato rivisto e adattato, spesso sul momento, nonostante i ripensamenti perfettamente comprensibili delle località coinvolte. In Calabria ad esempio, gran parte del programma doveva essere gestito dallo Studio Ambrosetti, che cura la comunicazione del turismo calabrese. Niente più era attivo. Allora perché andare avanti?

Prosegue Pavarini: «E’ stato comunque importante dare continuità ad un lavoro e ad un progetto sui quali si era lavorato da tempo. Sapete quanto ExtraGiro stia cercando di lavorare su progetti che vadano oltre il ciclismo agonistico. Di lavorare sul territorio, sullo sviluppo della mobilità sostenibile…

«Questa quattro giorni della AIR turistica è stata una semina per il futuro. Un segnale forte. Per far vedere che si può fare del cicloturismo, che ci sono territori da scoprire e raccontare. E che noi ci siamo e ci siamo stati».

L’AIR Turistica offriva enormi potenzialità… che comunque siamo per gran parte riusciti a sfruttare
L’AIR Turistica offriva enormi potenzialità… che comunque siamo per gran parte riusciti a sfruttare

Come una semina

E allora i progetti vanno avanti e già si parla di Adriatica Ionica Ride e non Race, idea che supporta fortemente anche Kornfeind. E in effetti la polpa c’è.

L’Italia non lesina storia, cultura, paesaggi, percorsi. Come abbiamo scritto anche ieri, abbiamo toccato tre Regioni, ma molte di più sono state le regioni storiche. Siamo passati dall’Appennino alle colline del Teramano. Nel trasferimento abbiamo lambito la Costa dei Trabocchi. Più giù, in Puglia, i Colli Dauni, Alberobello. Quindi il Metaponto, la Piana di Sibari, volendo la Sila che avrebbe dovuto scalare la AIR agonistica, prima di scendere di nuovo lungo la costa, a Crotone, capitale della Magna Grecia.

«Quando con la mia squadra abbiamo scelto i giornalisti da portare – ha concluso Pavarini – la scelta è stata frutto di uno studio accurato. Su chi poteva divulgare in un certo modo questo evento parallelo. C’era chi veniva dall’altra parte del mondo. Chi ha scritto guide turistiche… Non è stato facile. Ringraziamo chi è rimasto, ringraziamo Alex che si è fatto carico di tutto. Come detto è stato un segnale importante andare avanti».

Da Corropoli a Crotone, l’AIR (turistica) che si è fatta

27.09.2023
6 min
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Storia di un insolito viaggio da Corropoli, in Abruzzo, a Crotone, in Calabria. I più attenti già avranno capito che queste due località sarebbero dovute essere la sede di partenza e di arrivo dell’Adriatica Ionica Race, la corsa che non c’è mai stata e annullata a poche ore dal via.

Quello però che si sapeva meno è che parallelamente alla gara dei pro’ era in programma un percorso cicloturistico, a forte impatto enogastronomico, che ricalcava per alcuni tratti il tracciato dei corridori. O comunque quelle zone. 

Si parte comunque

E questa Adriatica Ionica Race parallela di fatto c’è stata. Rivista, modificata, ampliata in alcuni aspetti, ridotta in altri… ma c’è stata. L’organizzazione ha passato la palla ad Alex Kornfeind, esperto di cicloturismo, che si è fatto carico di un manipolo di giornalisti arrivati persino dall’Australia! Ma anche da Germania, Olanda, Inghilterra.

Partenza da Corropoli, nella piazza era attesa la corsa e invece i cittadini si sono ritrovati questo drappello di giornalisti. La guida, Silvio Cappelli, accortosi dai social dell’annullamento del programma, si era offerto di guidarci comunque nelle sue zone, esaltando l’accoglienza dell’Abruzzo, che tanto aveva creduto in questo evento. Corropoli in primis.

E così eccoci partire alla volta della Val Vibrata. Da Corropoli a Torricella sul Tronto: 46 chilometri, 800 metri di dislivello e tante, ma proprio tante, cose da visitare.

Le ciclabili e le strade bianche scorrono lente sotto le nostre ruote. Chiese millenarie, basiliche, borghi abbandonati una volta fucina di ricchezza, paesaggi che vanno dal Gran Sasso al mare Adriatico si susseguono come in un’altalena. Silvio è un fiume in piena e vorrebbe raccontare ogni centimetro e ogni scampolo della sua terra.

Lo ascoltiamo e intanto lo seguiamo. Fino ad un pranzo che è un trionfo d’Abruzzo: “ceppe” una pasta fatta con i ferri delle maglie, tipica proprio di Torricella, e gli immancabili arrosticini.

Poi di corsa tutti dentro al pullmino Ford alla volta di Vasto, ma con la Puglia nel mirino.

In Puglia…

I trasferimenti dell’Adriatica Ionica Race in effetti erano mastodontici, ma questo ci ha consentito di unire territori e culture molto diverse tra loro.

La Puglia avrebbe visto una frazione non troppo dura, tuttavia le alture di Alberobello, sede lo scorso anno del tricolore vinto da Zana, un po’ d’impegno lo richiedevano. 

Ma a noi questo aspetto proprio non ha interessato. I muretti a secco, le strade incredibilmente pulite di Locorotondo e quelle più caotiche dei trulli ci hanno condotto ad Alberobello, la perla della nostra seconda tappa e simbolo, forse, di un intera regione.

Vigneti, uliveti e queste casine tonde, bianche col tetto a punta nero… Abbiamo scoperto Alberobello mischiati tra i tanti turisti che a metà settembre ancora girovagavano per le sue stradine.

Il tutto chiaramente dopo aver assaporato burrata ed orecchiette alle cime di rapa.

Di nuovo tutti sul pullmino. Stavolta il viaggio è lungo. Da Alberobello alla zona di Crotone i chilometri sono quasi 250 e di autostrada non c’è neanche un metro. Un po’ come se fossimo stati in sella, ma questo ci ha fatto godere il Metaponto. Il Mar Ionio alla nostra sinistra e le alture della Lucania alla nostra destra, fra calanchi e lo splendido Pollino, che faceva il prezioso nascondendosi fra le nuvole.

Calabria, la meta

Una volta in Calabria ecco però le prime difficoltà logistiche. Senza la corsa dei pro’ a fare da spina dorsale, era tutto nelle mani del buon Alex, che non si è mai perso d’animo. 

L’avventura in Calabria inizia con un tuffo al mare, per recuperare le fatiche del lungo viaggio dalla Puglia. Poi tutti alla scoperta di questa porzione davvero poco conosciuta ai ciclisti: il crotonese.

Michele, la guida per l’occasione, ci ha portato al Museo della Liquirizia, uno dei più antichi e importanti del mondo. Al Castello di Corigliano, la cui veduta è qualcosa di unico, e spaziava dal Pollino da una parte, alla Sila d’altra e di fonte al Salento, visibile nei giorni più puliti al di là dello Ionio. E per finire una visita all’antica Rossano.

Restava poi Crotone, meta finale della corsa dei pro’ e, in parte, del nostro viaggio. Crotone vecchia capitale. Nessuno direbbe che questa città ai tempi della Magna Grecia potesse contare due milioni di abitanti. Fu, ed è, una patria di cultura e di vino.

Poco più a Nord, nel frattempo ci siamo spostati a Cirò Marina, eccoci entrare di nuovo nella storia. La storia del vino. Quello più vero, più antico. Il Gaglioppo è un vitigno che da oltre 2.000 anni regala lo stesso pregiato vino.

Ammirare questi appezzamenti, dormirci nel mezzo presso Le Cantine De Mare, è stata un’esperienza unica. Così come la cena e la degustazione di vini che ancora devono essere imbottigliati, di ostriche, di formaggi locali, di paccheri al pesto. E’ la magia della Calabria, del Sud e del cicloturismo.

Portare avanti questa esperienza è stato davvero importante. E chissà che non ne possa nascere qualcosa di bello. Veramente bello.

EDITORIALE / Adriatica Ionica, in ogni caso una brutta storia

25.09.2023
6 min
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La cancellazione della Adriatica Ionica Race a poche ore dal via è probabilmente la pagina di ciclismo più triste e a suo modo grottesca degli ultimi tempi. Nel corso della riunione online con cui Argentin ha spiegato le sue ragioni ai direttori sportivi, cui bici.PRO era presente con l’inviato alla corsa, sono stati sollevati argomenti decisamente pesanti all’indirizzo della Lega Ciclismo e dell’Accpi, allo stesso modo in cui altri da altre sponde hanno dedicato identiche… attenzioni al veneziano.

Per questo motivo abbiamo chiesto di parlare con il Commissario Straordinario Di Cintio, per farci raccontare in che modo abbia preso in mano la stessa Lega e in che modo si siano sviluppate le vicende della corsa, per approfondire il comunicato con cui la vicenda è già stata ricostruita.

Qui non si tratta di una critica preconcetta al sistema, ma ai tempi in cui ha attuato le sue misure.

Argentin è stato pro’ dal 1980 al 1994, qui vince la Freccia Vallone 1990, dopo aver vinto anche il Fiandre
Argentin è stato pro’ dal 1980 al 1994, qui vince la Freccia Vallone 1990, dopo aver vinto anche il Fiandre

Il ruolo di Argentin

Argentin ha solcato con lustro le strade del ciclismo e quando si è convertito al ruolo di organizzatore, ha toccato con mano le difficoltà nel reperire sponsor e trovare una valida collocazione nel calendario. Il suo progetto, nato ben più ambizioso, quest’anno era sceso infatti a tre sole tappe.

Ha imparato le regole non scritte per stare a galla nel modo più redditizio? Possibile, lo fanno tutti. Per abitudine infatti si sono sempre concesse deroghe a situazioni particolari pur di salvaguardare le giornate di gara. In passato i ritardi nei pagamenti sono stati più che tollerati, venendo incontro anche alle esigenze di strutture più solide. In questo caso forse, si sarebbe trattato di tenere nella dovuta considerazione l’impegno di tre Regioni, l’accordo triennale con il Ministero del Turismo ottenuto da Argentin, evitando il danno di immagine per tutto il ciclismo.

La Adriatica Ionica Race era stata presentata alla presenza del Ministro Santanchè e di Ivana Jelinic, CEO di Enit
La Adriatica Ionica Race era stata presentata alla presenza del Ministro Santanchè e di Ivana Jelinic, CEO di Enit

Il vuoto di Corropoli

Dicono che Moreno abbia avuto ritardi cronici nell’osservare gli impegni economici e che la fila dei creditori sia lunga. E’ possibile, ma in tal caso sarebbe stato necessario fermare la gara ben prima e non rimandarla fino al giorno prima. Ci hanno spiegato che gli avvertimenti tempestivi non siano mancati, ma il sistema evidentemente non ha funzionato, soprattutto se non sono state fornite garanzie economiche e, prima ancora, di sicurezza.

Si è andati avanti, costringendo le squadre ad affrontare il viaggio fino all’Abruzzo, per scoprire che invece nessuna delle componenti tecniche preposte alla gara si era presentata. Non la giuria, non radio corsa, non la scorta tecnica. Nessuno, se non il servizio accrediti. Come mai non c’erano, ha chiesto Argentin, se gli era stata concessa una proroga fino alle 16 della vigilia? Se si era certi che non ce l’avrebbe fatta, perché quel teatrino? Alcuni avrebbero ricevuto messaggi in tal senso da uomini della Lega. E così la bislacca carovana, amputata e triste, si è riunita a Corropoli e da Corropoli ha iniziato la ritirata.

In realtà, sarebbe interessante sapere perché non ci fosse neppure Argentin: era consapevole anche lui che sarebbe stata solo una farsa?

A Corropoli i tecnici delle squadre si sono presentati alla riunione della Adriatica Ionica Race per puro dovere di firma
A Corropoli i tecnici delle squadre si sono presentati alla riunione della Adriatica Ionica Race per puro dovere di firma

La battaglia sui diritti

In attesa di approfondire il discorso con il Commissario Straordinario, continuiamo a riflettere sulle parole di Argentin, che ha tirato in ballo la questione dei diritti televisivi, la cui cessione è stata richiesta dalla Lega agli organizzatori per trattare con una produzione televisiva unica. Argentin e anche altri hanno declinato l’invito e questo sarebbe diventato motivo di tensione. A quel punto, immaginando scenari tutti da verificare, è bastato applicare la prevista intransigenza nei pagamenti per mettere l’organizzatore con le spalle al muro.

Intendiamoci, nessuno vuole fare di Argentin la vittima sacrificale, perché probabilmente anche Moreno ha le sue responsabilità. Quello che stride fortemente è la sensazione che in tanto agire da entrambe le parti non si sia tenuto nella dovuta considerazione l’interesse primario del ciclismo. Se invece si è agito avendolo per obiettivo, bisognava farlo prima.

Perché neppure Argentin era presente a Corropoli? Sapeva già che la Adriatica Ionica Race era al capolinea?
Perché neppure Argentin era presente a Corropoli? Sapeva già che la Adriatica Ionica Race era al capolinea?

L’inibizione di Fin

Sotto lo stesso cielo, negli ultimi giorni sono successe cose che fanno pensare a un clima generale di tensione. Desta curiosità ad esempio l’inibizione comminata al giornalista Andrea Fin, tesserato FCI con una piccola società. Chi è in questo ambiente sa che il veneto curò a suo tempo l’ufficio stampa di Martinello durante la competizione elettorale e non ha poi perso occasione per sollevare questioni sulla gestione federale, a cominciare dalla vicenda delle sponsorizzazioni irlandesi. Casualmente o meno, Fin è anche l’addetto stampa della Adriatica Ionica Race.

E’ evidente che i suoi articoli abbiano infastidito i vertici federali, ma in questi casi, se si pensa di poterlo fare, lo strumento più pertinente ed efficace è la querela per diffamazione a mezzo stampa, non certo il procedimento disciplinare nei confronti del tesserato.

Al momento del tesseramento, richiamandosi al codice etico, il soggetto accetta infatti di non dileggiare o danneggiare la stessa Federazione. Il procedimento era probabilmente motivato, ragione per cui ad esempio il sottoscritto smise di chiedere la tessera con cui accedere alla patente UCI per la guida in corsa. Il giornalista deve essere libero di svolgere il suo ruolo sapendo di essere sottoposto alle leggi sulla stampa, al codice civile e al codice penale, non certo a un regolamento sportivo.

L’avvocato Cesare Di Cintio è Commissario della Lega dal novembre 2022 (foto Facebook)
L’avvocato Cesare Di Cintio è Commissario della Lega dal novembre 2022 (foto Facebook)

Il ruolo del Commissario

Tornando alla vicenda da cui questo editoriale è scaturito e sempre in attesa di poterla approfondire, la Federazione ha delegato alla Lega tutto il calendario, dal novembre 2022 quando è scattato il commissariamento. Per statuto, il Commissario Straordinario dovrebbe modificare le regole, passare per l’Assemblea e ricomporre l’organo (la stessa Lega) in 60+30 giorni. In realtà, la FCI ha rinnovato il mandato dell’avvocato Di Cintio, che certo avrà trovato davanti a sé una situazione compromessa da anni di conduzioni diverse e non sempre eccellenti. Per cui comprendiamo le necessità di resettare il sistema, siamo meno in sintonia quando questo si fa a spese dell’attività.

E’ chiaro che se lo scopo della Lega è anche quello di costituire un pacchetto di gare da vendere a chi possa produrle, trovare ostacoli sul cammino allunga i tempi e rende più gravoso il compito. In attesa che anche Argentin racconti il suo punto di vista nella conferenza stampa che ha promesso, il ciclismo italiano va avanti come meglio può, costretto questa volta a leccarsi le ferite.

AIR 2023: corsa cancellata. A Corropoli un silenzio rumoroso

21.09.2023
5 min
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CORROPOLI – La piazza di questo paesino delle colline teramane è vuota e silenziosa. Sul balcone del municipio ci sono i palloncini bianchi, azzurri e verdi: i colori dell’Adriatica Ionica Race. Sotto c’è un camion con le transenne, ancora sul cassone. I cartelli con divieto di sosta indicano che i parcheggi sono riservati ai mezzi della gara, ma sono vuoti. Doveva essere una festa. Niente di tutto ciò.

Vi raccontiamo dunque la storia di una giornata surreale. L’Adriatica Ionica Race è stata annullata a meno di 24 ore dal via. La gara di Moreno Argentin si ferma dunque dopo quattro anni. E lo fa in malo modo.

Corropoli è vuota. Si aspettava la corsa: tutto annullato
Corropoli è vuota. Si aspettava la corsa… tutto annullato

Piazza deserta

Già dal pomeriggio di ieri iniziavano a circolare delle voci insistenti circa le difficoltà nel far svolgere dell’evento. Niente gara. Poi al contrario arrivavano delle rassicurazioni.

In realtà i problemi c’erano e avevano radici ben più lontane. Sei mesi secondo Argentin, quando non trovò l’accordo con la Lega del Ciclismo Professionistico per i diritti tv. Inizio settembre secondo altre fonti, quando in prefettura a L’Aquila, al momento della richiesta di permessi e scorta tecnica, emersero delle inadempienze da parte della società organizzatrice Asd Sportunion e da lì tutta una serie di difficoltà.

Ma andiamo con ordine. Si fa, non si fa: alla fine tra passa parola e comunicati ufficiali che tardano ad arrivare si arriva al pomeriggio di oggi, con una comunicazione definitiva attesa entro le 16.

La festa prevista

Il fatto è che a Corropoli non solo la piazza è vuota. Ma anche la sede della gara nel teatro comunale. C’è una piccolissima parte dell’organizzazione, guidata dalla bravissima Marilena Zangrando che ci ha messo la faccia e ha svolto un ruolo di mediazione unico. Ci siamo noi giornalisti, tra cui uno australiano arrivato da Sydney, c’è il sistema di cronometraggio e basta.

Niente giudici, niente giuria né chaperon, niente rappresentati di sponsor, speaker, radio corsa… e tutto quel che si trova solitamente ad una corsa di ciclismo. 

E dire che il vicesindaco chiedeva se avessimo notizie fresche. Era dispiaciuto in quanto aveva organizzato una festa per la sera dopo la presentazione delle squadre, con musica, cibo tipico per tutti… Era dispiaciuto perché la sua Giunta ci aveva creduto e temeva anche la figuraccia agli occhi dei cittadini.

E come già al Comune di Corropoli, è trapelato che anche Puglia e Calabria soprattutto non abbiano preso affatto bene la notizia dell’annullamento.

I direttori sportivi parlottano tra loro. Mezzi spostati, spese di voli e viaggi gettati al vento
I direttori sportivi parlottano tra loro. Mezzi spostati, spese di voli e viaggi gettati al vento

Arrivano i diesse

A un certo punto, sono più o meno le 15, ecco comparire i direttori sportivi delle 16 squadre presenti. In realtà ne mancavano quattro all’appello: Mg-K Vis, GW Shimano, Novo Nordisk e Team Corratec.

Sono qui perché di fatto non hanno ricevuto comunicazioni ufficiali.

Stefano Zanatta, direttore sportivo della Eolo-Kometa, si è fatto portavoce di tutti gli altri: «Non potevamo non venire, basandoci su una telefonata non ufficiale da parte di un membro della Lega nel pomeriggio di ieri. Non funziona così. La Lega Ciclismo ci dovrebbe tutelare. Aspettavamo una comunicazione ufficiale e l’unica che abbiamo letto è stata quella di questa mattina, in cui l’organizzazione si riservava di sciogliere i dubbi entro le 16. Noi quindi ci siamo regolarmente presentati».

Le squadre hanno fatto il loro. Si sono presentate in effetti, ma senza una punzonatura in programma, che cosa avrebbero potuto fare? Nulla… E nulla hanno fatto. Allo scoccare delle 16, accompagnate dal suono delle campane di Corropoli, tutti si sono riversati verso l’unica referente dell’AIR, appunto la signora Zangrando. Alle 16,15 Argentin avrebbe tenuto una call.

La call di Argentin

E alle 16,15, su Zoom, Argentin parla ai dodici team presenti, al capo della Polizia e a qualche giornalista. Sostanzialmente, nei 20 minuti di videochiamata, l’ex corridore ha spiegato la situazione dicendo che le inadempienze economiche di cui è accusato da parte di Lega Ciclismo e Federciclismo, sarebbero state sanate nei tempi previsti. Non solo, ma sono stati onorati anche i premi per gli atleti.

Argentin, che parla da casa, enuncia le sue ragioni e accusa in modo diretto l’intento politico della Lega Ciclismo di remare contro l’AIR, in quanto lui e qualche giorno prima anche Pozzato col mondiale gravel, (anche se le storie sono in apparenza differenti) non si sarebbero accordati con la stessa Lega sui diritti tv. 

Come spesso accade in Italia, in realtà dietro ci sarebbero anche dei conflitti “politici”. Ed è per questo motivo, secondo Argentin, che l’UCI non ha fatto arrivare i suoi giudici.

Se tutto era in regola e c’era la scadenza delle 16 per sanare le ultime cose, perché queste figure già dal giorno prima non hanno preso la via di Corropoli? Chi le ha imbeccate? Almeno su queste domande i dubbi di Argentin sono legittimi. Di contro, perché ridursi all’ultimo se si è consapevoli di tali problematiche?

I colori delle targhe della AIR, tutto era pronto. Il Garibaldi? Qui si chiamava il Marco Polo
I colori delle targhe della AIR, tutto era pronto. Il Garibaldi? Qui si chiamava il Marco Polo

Fino alla fine

Dalla call emerge che Argentin, al lavoro con il suo avvocato e smuovendo la politica sportiva abruzzese, stava cercando di salvare il salvabile, rimediando una giuria e la scorta tecnica. Ha pertanto chiesto di attendere ancora un’ora, un’ora e mezza al massimo. Cosa che sarebbe andata oltre i limiti consentiti (le 16,45 della vigilia del via) dal regolamento UCI ma che, vista la situazione, ha trovato la collaborazione da parte dei direttori sportivi a sforare il limite delle 16,45. Il problema è che non c’era nessuno.

Dopo neanche mezz’ora, la solita Zangrando è uscita dal teatro e ai diesse che parlottavano ha dato il via libera: «Andate a casa».

Sono le 17, suonano ancora le campane e termina così una giornata surreale. Una giornata che porterà con sé molte polemiche, rimpalli di responsabilità, molti dubbi, una brutta pagina di sport e una lunga battaglia legale.

P.S. Mentre scriviamo questo articolo, nella sede della gara c’è il caos per la logistica: chi rientra a casa anzitempo, chi resta, cosa si deve fare con l’evento cicloturistico parallelo all’Adriatica Ionica Race. Altro che giornata finita, la serata si annuncia ancora lunga…

Adriatica Ionica Race, la riuscita passa anche dal gusto

20.09.2023
5 min
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Per il secondo anno consecutivo, avendo sperimentato con successo l’esperienza nel 2022, la Adriatica Ionica Race affianca alla gara il Progetto Food, un inno al gusto. Chi c’era o ne ha letto su bici.PRO ricorderà certamente l’hospitality montata nei pressi del traguardo in cui, prima dell’arrivo del gruppo, uno chef locale prepara e serve il piatto tipico, accompagnato da prodotti dell’enogastronomia locale. Quest’anno, i fortunati presenti alla corsa (per noi Filippo Lorenzon) potranno degustare pietanze d’Abruzzo, Puglia e Calabria.

Anche questa volta, il progetto è nelle mani di Federico Da Re, a sua volta in partenza giusto domani verso la presentazione della corsa a Corropoli, in provincia di Teramo. Poi la gara si snoderà attraverso tre tappe lungo tre regioni. Corropoli-Trasacco in Abruzzo. Conversano-Castellaneta in Puglia. Infine Cassano allo Ionio-Crotone in Calabria. E con lui, che è trevigiano e ha studiato strategie per il business nello sport, approfondiamo il discorso.

Partiamo dall’anno scorso. Si può fare un bilancio della prima edizione del Progetto Food?

E’ stato certamente positivo, considerando che era l’anno zero del progetto. Sicuramente c’erano tante cose da migliorare, su cui abbiamo cercato di lavorare. Ad esempio la presentazione del piatto tipico sarà un momento più importante rispetto alla prima volta. Cercheremo di portare più qualità anche nella proposta, ma l’attenzione per il gusto rimane.

Quale tipo di risposta avete avuto dai comitati di tappa quando avete proposto nuovamente questa iniziativa?

Super positiva, nel senso che funziona molto bene il fatto di abbinare lo sport alla valorizzazione del territorio tramite l’aspetto enogastronomico. Anche perché parliamo di piccoli territori che spesso non sono troppo conosciuti, paesi molto piccoli, aree tutte da scoprire. Per questo abbiamo subito ricevuto riscontro positivo e adesioni da tutti.

Quest’anno ci saranno giornalisti anche dall’Australia…

E questa è una motivazione in più. Abbiamo lavorato parecchio in questa direzione e sarà certamente un valore aggiunto per i produttori locali, che avranno la possibilità di raccontare il loro prodotto anche all’estero. Ecco uno dei passi avanti fatti rispetto allo scorso anno.

Mirko De Luca è lo chef che anche quest’anno seguirà la corsa, facendo da raccordo con gli chef locali
Mirko De Luca è lo chef che anche quest’anno seguirà la corsa, facendo da raccordo con gli chef locali

Le tre tappe del gusto

A seguire, ecco gli appuntamenti con il Food Program della Adriatica Ionica Race del 2023, nelle tre tappe in Abruzzo, Puglia e Calabria. Per ciascuna tappa, le indicazioni dello chef, del piatto tipico e delle aziende coinvolte.

ABRUZZO
(Trasacco, 22 settembre)
Chef locale: Paola Quaglieri, ristorante Sapori della Vallelonga
Piatti tipici: gnocco di patate del Fucino al ragù di agnello IGP di Collelongo e rosmarino; zuppetta di lenticchie di montagna con crostino fritto.
Aziende coinvolte: Pietrantoni (vini), Spinosa Fabio (salumi e formaggi), Fratelli Cambise (verdure e ortaggi)
PUGLIA
(Castellaneta, 23 settembre)
Chef locale: Salvatore Turturo, presidente Associazione cuochi in Puglia
Piatto tipico: cappelletti alle cime di rapa e burrata.
Aziende coinvolte (in aggiornamento): Consorzio Mozzarella di Gioia DOP, Consorzio Burrata di Andria IGP)-
CALABRIA
(Crotone, 24 settembre)
Chef locale: Claudio Villella, ristorante Portovecchio di Crotone
Piatti tipici: covatelli di crotone alle cozze e fagiolo di Cortale con crumblé di prezzemolo; filetto di rana pescatrice in oliocottura nel suo fondo su melanzana violetta di Longobardi e canditi di limone di Rocca Imperiale.
Aziende coinvolte: Cantina Librandi e Cantina Ippolito (vini), Salumificio “La Vigna” di Mesoraca (salumi), Società APOC del Pecorino DOP crotonese (formaggi).
L’anno scorso con Argentin, nello spazio dedicato al gusto anche gli esponenti del Consorzio Salumi Piacentini
L’anno scorso con Argentin, nello spazio dedicato al gusto anche gli esponenti del Consorzio Salumi Piacentini
Hai parlato di presentazione curata meglio: ci puoi anticipare qualcosa?

Ci sarà un presentatore. L’anno scorso me ne ero occupato io, quest’anno ci sarà un conduttore che presenterà gli interlocutori – quindi sia le aziende sia lo chef locale – e lo farà anche in inglese. Ci sarà un momento per la presentazione del piatto tipico, che si svolgerà intorno alle 14,30, poi tutti potranno assaggiare le prelibatezze del territorio, prima di passare al piatto tipico.

Avrete con voi sponsor fedelissimi, cui si affiancheranno quelli del territorio, giusto?

Abbiamo anche quest’anno Acqua Sant’Anna, nostro partner da tanti anni. Il Birrificio San Gabriel, che seguirà la corsa con un proprio chiosco in cui presenterà la sua Birra Sport, fresca, con poco alcool, quindi dedicata agli sportivi, che regalerà ai vincitori di tappa, oltre alla classica magnum. E poi ci sarà di nuovo i Bibanesi, con i suoi prodotti da forno. Hanno aderito tutti con molto entusiasmo.

La scelta dei piatti tipici è stata fatta dagli chef locali oppure l’avete guidata voi?

Ogni chef decide il piatto tipico, tra l’altro in Abruzzo e in Calabria ci saranno un primo e un secondo, segno dell’entusiasmo che abbiamo trovato. In Puglia ci saranno i cappelletti alle cime di rapa e burrata, in cui abbiamo voluto coinvolgere il Consorzio della Burrata di Andria.

Ci sarà ancora la regia di chef Mirko De Luca come nel 2022?

Ci sarà e ci seguirà, oltre agli studenti dell’Istituto Alberghiero Maffioli di Castelfranco Veneto, che l’anno scorso prepararono il piatto tipico sul Monte Grappa. Quest’anno invece ci seguiranno per tutto l’evento a supporto dello chef locale e delle aziende che preparano i piatti di degustazione.

Insomma, non vi resta che partire, no?

Esatto. Io parto domani per la presentazione della corsa, mentre da venerdì inizieremo l’hospitality a Trasacco. Dite a Filippo di prepararsi per scrivere, ma anche per assaggiare piatti speciali…

Lombardo, Rudy Project e Veloplus: piena fiducia all’AIR 2023

04.09.2023
3 min
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Mancano poco meno di tre settimane al via dell’edizione 2023 dell’Adriatica Ionica Race. La recente presentazione ufficiale si è tenuta in grande stile presso il Museo dello Sport allo Stadio Domiziano di Roma. Questa ha messo in evidenza la volontà degli organizzatori di rendere la corsa sempre più uno strumento di narrazione dei territori coinvolti. Quest’anno saranno l’Abruzzo, la Puglia e la Calabria. Una presentazione importante quella romana, che ha registrato la partecipazione di alcune delle principali figure istituzionali del settore. A partire dal Ministro del Turismo Daniela Santanché e dall’amministratore delegato di Enit Ivana Jelinic

E con l’avvio della corsa oramai all’orizzonte, la società organizzatrice Sportunion ASD, guidata da Moreno Argentin, ha recentemente ricevuto importanti adesioni a livello brand sponsor di realtà che hanno già deciso di salire a bordo di questo rinnovato viaggio alla scoperta di nuove ”bike destination”. 

Ricordiamo che la prossima Adriatica Ionica Race si disputerà dal 22 al 24 settembre. Tre le tappe in programma: il via dall’Abruzzo (da Corropoli ed arrivo a Trasacco) per scendere in Puglia (da Conversano a Castellaneta). Si terminerà sulle coste della Calabria con l’ultima tappa che porterà da Cassano allo Ionio fino al centro di Crotone, dopo aver attraversato la Sila.

Le divise dell’AIR saranno realizzate da Veloplus. Nella foto, Silvio Martinello durante i sopralluoghi
Le divise dell’AIR saranno realizzate da Veloplus. Nella foto, Silvio Martinello durante i sopralluoghi

Tre partner, una visione

Tra i nuovi partner di Adriatica Ionica Race 2023 è confermata la presenza di Veloplus, di Rudy Project e di Cicli Lombardo. Veloplus, azienda lombarda che produce abbigliamento personalizzato per il mondo del ciclismo, con una spiccata attenzione verso i clienti ed un costante investimento in ricerca e sviluppo, realizzerà le maglie dei leader delle differenti classifiche. La collaborazione tra AIR e Veloplus in realtà era già stata avviata in coincidenza della realizzazione dello speciale kit (maglia, salopette, gilet smanicato e cappellino), indossato da Silvio Martinello e da Daniele Marcassa durante le video-ricognizioni dei percorsi. 

Anche la collezione di caschi ed occhiali Rudy Project, frutto di oltre 30 anni di esperienza sul mercato e nel mondo delle corse professionistiche, e da sempre alla costante ricerca dell’eccellenza, eleva il livello di sicurezza, comfort e performance degli sportivi, fondendo loro tecnologia d’avanguardia e design innovativo con stile italiano, artigianalità e minuziosa cura dei più minimi particolari. L’azienda trevigiana, di proprietà della famiglia Barbazza, è oggi presente in oltre sessanta paesi nel mondo a conferma della propria vocazione internazionale. Questo grazie soprattutto all’impulso della seconda generazione di imprenditori: Cristiano e Simone Barbazza. 

L’AIR si disputerà dal 22 al 24 settembre, con partenza dall’Abruzzo e arrivo in Calabria
L’AIR si disputerà dal 22 al 24 settembre, con partenza dall’Abruzzo e arrivo in Calabria

«Il legame con Moreno Argentin – ha dichiarato Barbazza – ha radici che rimandano ai primi anni della nostra azienda, collaborare con lui è sempre un piacere. L’Adriatica Ionica Race contribuisce a valorizzare il nostro paese e le sue bellezze, e siamo entusiasti di condividere questo fantastico spettacolo con tutto il pubblico degli appassionati».

E’ invece una concezione di pura libertà, di curiosità e di un vero e proprio approccio attivo alla vita il “fil rouge” che unisce l’Adriatica Ionica Race a Cicli Lombardo. La realtà siciliana, fondata da Gaspare Lombardo nel 1952, sostiene da sempre il sogno di uno stile di vita ecologico, pratico e libero. Un approccio che rende oggi Cicli Lombardo un brillante esempio di Made in Italy – una vera e propria eccellenza nel mondo – garantendo lavoro a ben settanta dipendenti, di cui la metà donne. Commercialmente, le bici Lombardo possono contare su una rete distributiva costituita da ben 1.300 punti vendita, mentre 500 sono le biciclette prodotte e assemblate ogni singolo giorno. 

Adriatica Ionica Race